Il premier Mario Draghi starebbe pensando ad un taglio delle pensioni di reversibilità? L'assegno ai superstiti è finito nel mirino dell'Ocse, a cui non piace. L'organizzazione internazionale ha messo sotto esame tutto il sistema previdenziale nostrano, ma nel recente studio dedicato all'economica italiana dal titolo Economic Survey il dito è puntato proprio sulle pensioni di reversibilità. Adesso si attendono le prossime mosse di Mario Draghi, che ha sempre dato il giusto peso alle osservazioni ed alle indicazioni che periodicamente arrivano dalle organizzazioni internazionali.

L'Ocse ha suggerito di contenere al massimo i costi delle pensioni di reversibilità, soprattutto quelle che costituiscono una spesa permanente e duratura nel tempo. A finire sotto la lente di ingrandimento è il fatto che le pensioni di reversibilità siano arrivate a costare il 2,4% del Pil italiano, oltre la media dell'Ocse che si aggira intorno all'1%. Quale strada dovrebbe adottare il Governo per arrivare a questo taglio? Prima di tutto dovrebbe pensare ad escludere da questa particolare misura quanti siano ben al di sotto dell'età pensionabile.

L'Ocse ritiene, che nell'ambito di un più ampio progetto di riforma delle pensioni, l'Italia dovrebbe agire in un'ottica molto precisa: deve ridurre le spese per le pensioni di reversibilità. Per il momento, mancano le dichiarazioni ufficiali sia del premier Mario Draghi che degli altri componenti del Governo. Ma ultimamente siamo ben abituati ad un silenzio molto rumoroso sul capitolo previdenziale, che rende sempre più difficile capire quale direzione voglia prendere l'Esecutivo. A questo punto, non ci resta che aspettare e verificare se all'interno dei programmi previsti dal Governo ci sia anche quello di accogliere le indicazioni dell'Ocse.

Pensioni di reversibilita: cosa sono!

Proviamo un po' a fare il punto della situazione ed a spiegare cosa siano le pensioni di reversibilità. Stiamo parlando di un trattamento previdenziale, che viene riconosciuto ad alcune persone che siano superstiti di un coniuge od un parente che stesse percependo una pensione. O comunque che fosse assicurato. L'assegno erogato mensilmente non viene determinato nella stessa misura rispetto a quello delle persona assicurata nel momento in cui questa era viva. Ma ne costituisce solo una percentuale

Non è solo e soltanto il coniuge a poter beneficiare della pensione di reversibilità. Possono riceve questo assegno anche i figli, che al momento del decesso del pensionato siano minorenni, può riceverlo il coniuge separato, i figli che siano inabili al lavoro e che fossero a carico del genitore al momento della sua scomparsa. Quanto spetta la coniuge? Queste sono le percentuali spettanti:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge ed un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%.

Nel caso in cui la pensione di reversibilità spetti al coniuge superstire od ai figli, i genitori, i fratelli e le sorelle non ne hanno diritto. Nel caso in cui il coniuge rimasto vedovo dovesse risposarsi per il diritto alla pensione di reversibilità. Nello stesso momento viene liquidata, una tantum, pari a 26 volte l'importo della pensione che è stata percepita nel giorno in cui è stato contratto il nuovo matrimonio.

Draghi riforma le pensioni. Spiego tutto in questo articolo: Riforma pensioni: Draghi punta su Quota 101! Via a 62 anni!.

Pensioni di reversibilità: alcuni casi particolari!

La pensione di reversibilità viene concessa anche se il coniuge è separato con addebito, ma solo e soltanto se sia titolare di un assegno alimentare a carico della persona deceduta. Potrà ricevere l'assegno anche il coniuge divorziato, purché fosse titolare di un assegno di divorzio e non abbia contratto un nuovo divorzio.

La pensione di reversibilità spetta anche ai figli (legittimi, adottivi, naturali e legalmente riconosciuti), purché:

  • siano minorenni;
  • frequentino la scuola media superiore, se in età compresa tra i 18 ed i 21 anni, e fossero a carico del genitore deceduto;
  • siano studenti universitari, per tutta la durata legale del corso di laura, ma non oltre i 26 anni. Anche in questo caso dovevano essere a carico del genitore deceduto;
  • inablili di qualsiasi età.

La pensione di reversibilità può essere erogata ai nipoti, ai genitori con più di 65 anni (purché non percepiscano una pensione diretta) ed a fratelli celibi o sorelle nubili che siano inabili al lavoro.

E' possibile andare in pensione a 57 anni? Sì, in questo articolo elenco tutte le opzioni possibili: In pensione a 57 anni! Ecco chi lo può fare da oggi!.

Obbligo di presentare il modello Red

In questa sede ci teniamo a precisare quello che è uno degli obblighi ai quali sono sottoposte le persone che stiano percependo una prestazione previdenziale od assistenziale, che sia collegata al reddito. Sono obbligati a presentare il Modello Red, per le dichiarazioni reddituali. Grazie ai dati contenuti all'interno dei questo modello, l'Inps è in grado di ricavare tutte le informazioni necessarie e fondamentali per calcolare l'esatto importo dell'assegno mensile da erogare.

Hanno l'obbligo di presentare questo modello quanti siano titolari di una pensione collegata al reddito:

  • estere;
  • complementari;
  • redditi agrari;
  • redditi da lavoro autonomo

Ma che soprattutto non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi. Attenzione a presentare il Modello Red nei tempi e nei modi previsti dalla legge, perché il rischio è quello di vedersi togliere la pensione.

Gli assegni familiari spettano anche se sei in pensione. In questo articolo spiego come ottenerli: Sei in pensione? Spettano gli assegni familiari? Scopriamolo.