Il premier Mario Draghi può tagliare la pensione di reversibilità. I trattamenti possono essere ridotti, rivisti e rimaneggiati in qualsiasi momento. Quello che potrebbe trasformarsi nel peggiore incubo di ogni vedova o di ogni superstite è una realtà nemmeno troppo nascosta. Il taglio delle pensioni, che percepiscono i superstiti, può avvenire in qualsiasi momento dell'anno, soprattutto se si possiedono altri redditi. E' una cruda verità, della quale è necessario tenere conto.

Quella che tutti conosciamo come pensione di reversibilità è sostanzialmente un assegno che viene erogato ai familiari del lavoratore o del pensionato, che sia deceduto. L'articolo 22 della legge n. 903/1965 individua chiaramente a chi spetti questo assegno previdenziale, che arriverà, comunque vada, in forma ridotta rispetto a quanto spettava al defunto. La percertuale che viene erogata dipende dal grado di parentela e da quanti abbiano diritto a riceverlo. Ma anche in base al reddito del beneficiario finale. Ma quando si perde il diritto di ricevere la pensione di reversibilità? Quali sono le riduzioni per reddito alle quali potremmo andare incontro? Proviamo a scoprirlo insieme.

Pensione di reversibilità: quando può essere tolta!

A stabilire i limiti di cumulo della pensione di reversibilità è stata la Legge Dini. Anche se, ad essere sinceri, questa norma ha una falla, perché non ha provveduto a chiarire quali debbano essere i redditi del beneficiario, che devono essere valutati ai fini del calcolo dell'assegno previdenziale. Per cercare di ovviare a questa pesante lacuna, nel corso degli anni sono state emanate alcune circolari direttamente dall'Inps (le due più importanti sono la circolare Inps 38/1996 e la circolare Inps 147/2019).

In molti casi vedersi ridurre o tagliare completamente la pensione di reversibilità può rivelarsi un'amara sorpresa, per quanti la stiano ricevendo e per quanti contino poprio sull'importo di questo assegno. A dover portare il fardello più pesante sono quanti non inviino il modello Red o un modello equivalente, con il quale si attestino i redditi percepiti, che potrebbero ritrovarsi con una taglio molto pensate dell'assegno che ricevono ogni mese. La pensione di reversibilità viene tagliata, infatti, nel momento in cui non si provvede ad inviare la dichiarazione reddituale: un taglio, però, che viene effettuato in un secondo momento, dopo che i soldi sono già stati accreditati da parte dell'Inps. In questo caso, il beneficiario della pensione di reversibilità potrebbe trovarsi nella situazione di dover restituire anche parte delle somme incassate in precedenza.

Pensione di reversibilità: quando presentare il modello Red!

Nel caso in cui si stia percependo la pensione di reversibilità è necessario presentare un modello di dichiarazione dei redditi nel caso in cui:

  • non abbiano alcun tipo di reddito, oltre a quello derivante dalla pensione di reversibilità, e siano esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. O che comunque non la presentino effettivamente;
  • hanno presentato la dichiarazione dei redditi, ma siano in possesso di altri redditi che devono essere dichiarati obbligatoriamente.

Ricordiamo, comunque, che quanti siano residenti in Italia, che abbiano provveduto a presentare all'Agenzia delle Entrate la propria dichiarazione dei redditi tramite il Modello 730, ed all'interno della quale abbiano dichiarato tutti i propri redditi, non sono tenuti alla presentazione del Modello Red. In questi casi, l'Inps provvede ad acquisire le informazioni reddituali direttamente dall'Agenzia delle Entrate o da qualsiasi altra banca dati delle pubbliche amministrazioni, così come è previsto dalla legge. Ricordiamo che quanti stiano percependo la pensione di reversiblità sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi nel caso in percepiscano redditi derivanti da:

  • lavoro dipendente svolto all’estero;
  • lavoro autonomo;
  • prestazioni coordinate e continuative, lavoro a progetto;
  • redditi derivanti da altri immobili (terreni e fabbricati), diversi dall’abitazione principale;
  • pensioni dirette erogate da stati esteri;
  • pensioni ai superstiti erogate da stati esteri;
  • rendite vitalizie o a tempo determinato costituite a titolo oneroso erogate all’estero.

Pensione di reversibilità: i tagli!

Ricordiamo, prima di tutto, che la pensione di reversibilità può essere ridotta in base al grado di parentela che il superstite ha con il defunto. Arriva, poi, un ulteriore taglio determinato dai redditi che il beneficiario possiede. L'assegno potrà essere ridotta, nel caso in cui i redditi posseduti superino le seguenti soglie:

  • tre volte il minimo Inps per il 2021, che è pari a 107,62 euro: il taglio sarà pari al 25%;
  • quattro volte il minimo Inps per il 2021, che è pari a 512,70 euro: il taglio sarà pari al 40%;
  • cinque volte il minimo Inps per il 2021, che è pari a 810,16 euro: il taglio sarà pari al 50%.

La pensione di reversibilità che sia andrà a percepire non potrà comunque essere inferiore a quello spettante per il reddito pari al limite massimo della fascia immediatamente precedente.