A causa delle incertezze che si stanno verificando nelle ultime settimane e che hanno colpito l’esecutivo italiano, sembra ormai sempre più vicino e concreto il rischio di un possibile ritorno alla Legge Fornero per quanto riguarda le novità sulle pensioni. 

Ma cosa andrebbe a determinare la Legge Fornero e come cambierebbero le pensioni e gli accessi ai vari trattamenti previdenziali, a partire dal primo gennaio del prossimo anno?

I dubbi sulle novità delle pensioni nel 2023 sono ancora tanti. Ciò che è certo è che il ritorno alla Legge Fornero andrebbe irrimediabilmente ad arrestare in maniera sostanziale l’invio di domande di pensionamento presentate da parte di quei cittadini che non hanno i requisiti per la pensione di vecchiaia ma hanno intenzione di ottenere la pensione. 

Nello specifico, il ritorno al sistema previdenziale così come ipotizzato e strutturato dalla Legge Fornero, potrebbe di fatto determinare un addio a tutte le misure di flessibilità in uscita e di pensione anticipata a cui ancora oggi e fino al mese di dicembre 2022 i cittadini fanno riferimento per poter accedere al loro assegno previdenziale, anche senza aver raggiunto le condizioni obbligatorie predisposte per la pensione di vecchiaia

Dunque, all’interno del seguente articolo, andremo ad illustrare quali sono le motivazioni che lasciano credere ormai all’intera popolazione che a partire dal primo gennaio del prossimo anno, si andrà ad assistere ad un radicale ritorno alla Legge Fornero per il sistema pensioni.

Allo stesso tempo, si andranno anche a evidenziare le varie misure previdenziali che verosimilmente dovrebbero restare anche nel prossimo anno.

Novità pensioni: si parla di un ritorno alla Legge Fornero nel 2023

Con il clima di incertezza generale che si sta assistendo nelle ultime settimane a casa della caduta del Governo Draghi, in molti ritengono che ormai il rischio di ritornare al vecchio sistema pensioni, così come stabilito dalla Legge Fornero, sia sempre più vicino e concreto.

A questo proposito, sono sempre di più i cittadini che si domandano cosa succederà a partire dal primo gennaio 2023 per il sistema delle pensioni, quali saranno le misure che saranno concesse ancora per poter accedere al pensionamento e quali invece le possibilità di flessibilità in uscita.

Infatti, in questo senso, potrebbe accadere che a seguito della nuova campagna elettorale che avverrà il 25 settembre, la nuova squadra dell’esecutivo non abbia abbastanza tempo per poter elaborare delle ulteriori disposizioni relative al tema pensioni, che possano andare in qualche modo a prorogare le misure che attualmente sono in scadenza.

Questo significherebbe, dunque, dire addio alle misure di flessibilità in uscita, come ad esempio l’Opzione Donna, l’APE Sociale ma anche la Quota 102, le quali attualmente rappresentano una delle principali modalità di accesso anticipato all’assegno previdenziale.

In questo senso, occorre necessariamente sottolineare che in realtà le misure di pensionamento anticipato a cui si potrebbe dire addio saranno verosimilmente la formula della Quota 102, ma anche l’APE Sociale e l’Opzione Donna. Si tratta, in tutti e tre i casi, di misure di pensionamento, la cui scadenza è stata fissata proprio per il 31 dicembre di questo anno. 

Dunque, senza un riconoscimento normativo delle proroghe di queste misure, i cittadini e i lavoratori non potranno più presentare domanda per la pensione anticipata, già a partire dal primo gennaio 2023.

Quali sono le misure della pensione che restano anche con la Legge Fornero 

Qualora dovesse concretizzarsi il ritorno al sistema previdenziale della Legge Fornero, quindi, bisognerà purtroppo dire addio a diverse opzioni e misure che attualmente rappresentano tra quelle più richieste da parte di quei lavoratori che non hanno raggiunto i requisiti e le condizioni obbligatorie per la pensione di vecchiaia ma che tuttavia desiderano poter finalmente smettere di lavorare. 

A questo proposito, ipotizzando che la prossima squadra dell’esecutivo, che sarà nominata a seguito delle prossime elezioni del 25 settembre, non riesca ad elaborare in tempo delle nuove misure rivolte a definire il nuovo sistema pensione, quali saranno le misure della pensione che resteranno sicuramente, anche con un possibile ritorno della Legge Fornero?

Restano invece, confermate le misure di pensionamento anticipato come quelle della Quota 41, ovvero di quella formula riconosciuta esclusivamente nei confronti dei lavoratori precoci che consentono di accedere al pensionamento ai lavoratori che rientrano nella categoria dei caregiver, lavoratori con mansioni usuranti, disoccupati o anche invalidi, che rispondono a determinati requisiti.

Allo stesso tempo, resterebbe valida, anche con un ritorno alla Legge Fornero, la pensione anticipata con la RITA, mediante il quale sarà possibile ottenere il riconoscimento ed i pagamenti dell’assegno previdenziale all’età di 62 anni.

Quali sono le proposte dei partiti sulla riforma pensioni per evitare la Fornero

È chiaro che il tema della pensione rappresenta oggi uno dei principali punti portati avanti da parte di tutti i partiti politici in vista delle prossime elezioni del 25 settembre. A questo proposito, emergono in maniera particolarmente evidente le varie idee e opinioni dei diversi partiti su come potrebbe cambiare il sistema pensioni, al fine di evitare un ritorno alla Legge Fornero, a partire dal primo gennaio 2023.

In questo senso, il partito del Pd è piuttosto orientato verso una maggiore flessibilità in uscita, andando a rendere più leggeri i requisiti della Legge Fornero, mediante una proroga dell’Opzione Donna e dell’APE sociale.

A sembrare invece essere propenso verso il piano pensioni predisposto da parte del Presidente dell’INPS Tridico, è il Movimento 5 Stelle, prevedendo quindi la possibilità di andare in pensione a 63 o 64 anni con il sistema contributivo, per poi passare a quello misto con il compimento dei 67 anni.

Il partito della Lega sembra invece essere orientato verso un possibile accesso anticipato alla pensione con la Quota 41, prevedendo così un complessivo azzeramento della Legge Fornero. Mentre, Fratelli d’Italia si esprime fortemente contraria a tale misura.

Infine, l’idea di Forza Italia è quella di porre un maggiore alzamento degli importi della pensione con un ammontare minimo di 1.000 euro. Allo stesso tempo, sia il partito Azione di Carlo Calenda che il partito Italia Viva di Matteo Renzi sostengono che un ritorno alla Legge Fornero sia ormai inevitabile nell’immediato futuro, nonostante riconoscano la necessità di approvare nuove misure di flessibilità in uscita.