L'argomento riguardante le pensioni, in tutte le sue sfaccettature, riguarda principalmente solo alcune delle categorie che appartengono a questo settore. Così corposo ma allo stesso tempo anche così disomogeneo, il settore pensionistico presenta in realtà delle forti discrepanze per quanto riguarda i beneficiari del domani: i giovani. La categoria dei cittadini più giovani, infatti, viene menzionata di rado all'interno di tutti i documenti ufficiali inerenti alle pensioni.

Il che è un trend che va sicuramente invertito, per far sì che si possa finalmente auspicare ad un futuro più roseo. A piccoli passi, fortunatamente, sembra che la direzione presa in considerazione sia quella giusta. Un articolo pubblicato pochi giorni fa sul sito della Repubblica, infatti, ha menzionato un improvviso sussulto da parte della politica riguardo i "pensionati che verranno". Citando quanto segue, possiamo venire a conoscenza di ciò:

La politica batte un colpo. E sul tema delle pensioni guarda finalmente anche lontano, alle generazioni tutte immerse nel sistema contributivo. Quelle che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e attraversato decenni di cattiva flessibilità nel mercato del lavoro che le porterà a pensioni misere da settantenni.

Questo improvviso interesse della classe politica attuale nei confronti della condizione giovanile in Italia, lascia ben presagire in vista di un futuro prossimo. Futuro che in realtà, col passare dei giorni, sembra essere più imminente che mai. Un emendamento emerso di recente, ha infatti istituito un Fondo monetario per un deposito pensionistico di garanzia dal valore di quasi 3 miliardi di euro.

La cifra in questione, a tal proposito, verrà destinata proprio ai giovani, così come ai lavoratori il cui percorso professionale ha avuto inizio dopo la fatidica annata del 1996. Uno dei primi portavoce di questa mozione, è l'economista Tommaso Nannicini. In poche parole, lo Stato si occuperò saggiamente di effettuare un'integrazione a coloro che hanno attraversato dei periodi di precariato.

Ad aver parlato di questa vicenda in maniera dettagliata, è il canale Youtube di Mondo Pensioni con un video apposito, di cui consigliamo caldamente la visione.

Pensioni, diminuzione netta o semplice impressione?

I cambiamenti previsti per quanto concerne il settore delle pensioni, sembrano essere orientati sempre di più verso una rivisitazione del calcolo del sistema contributivo. Su cui si basano praticamente la maggior parte delle ipotesi, naturalmente. Ma quella che sembra essere un'impressione ormai di appartenenza comune, riguarda più una questione di valore che di metodo.

Nel corso dei mesi precedenti, si è fatto un gran parlare riguardo al fatto che le pensioni - e i loro relativi importi - siano infatti diminuiti. A tutto ciò, così come per quasi qualsiasi cosa, c'è una spiegazione ben precisa. A fare maggiore chiarezza sull'accaduto, è infatti il sito di Pensionati, con un articolo chiaro ed esaustivo sulla vicenda e sui suoi relativi aspetti specifici. 

Nel primo mese dell'anno corrente, ciò che si è visto è stato appunto un aumento delle trattenute dell'Irpef. Questo, ha per forza di cose portato ad una diminuzione dell'importo netto della stragrande maggioranza degli assegni pensionistici. Tuttavia, stando a quanto afferma e sostiene il sito menzionato, non è stato applicato alcun taglio diretto.

La motivazione per cui gli assegni pensionistici sembrerebbero essere diminuiti, è in realtà corrispondente ad un nuovo sistema di calcolo adottato dall'Inps. Citando quanto segue:

Il nuovo sistema comporta un aumento della tassazione IRPEF sulle rate di pensione da gennaio a dicembre e una diminuzione di quella sulla Tredicesima. Questo significa che la trattenuta IRPEF annua non viene aumentata, ma viene spalmata equamente su tutte le tredici mensilità. Ecco perché da gennaio a dicembre vedrete un importo netto leggermente più basso del solito.

Di conseguenza, la motivazione per cui gli importi potrebbero sembrare minori rispetto al solito, è quella elencata.

Pensioni: ecco cosa cambierà a partire dal 1° gennaio 2022!

Stando a quanto riportano la maggior parte dei siti di informazione presenti in Italia, le pensioni potrebbero aumentare la loro consistenza a partire dal mese di gennaio. Naturalmente, riferendoci all'annata imminente del 2022. L'aumento menzionato in via ufficiale, la cui percentuale è naturalmente lorda, corrisponde ad un lieve incremento dell'1,7%. Ovviamente, il tutto non è avvenuto affatto per gentile concessione.

Questo aumento dell'importo, è infatti dovuto al fatto che i tagli effettuati abbiano lasciato il giusto spazio a degli interventi come quello menzionato. Di conseguenza, volendo esprimere un pensiero a posteriori, si può benissimo sostenere come quei tagli di cui si è fatto un gran parlare siano risultati in qualche modo utili alla causa. Un'altra componente da non sottovalutare, è quella del trattamento pensionistico avvenuto nel corso della scorsa annata.

Oltre 20 milioni di italiani, dunque, riceveranno un adeguamento alle loro pensioni, in quella che per il momento rischia di divenire un'atmosfera di forte incertezza, dopo l'euforia iniziale. Ma come al solito, il tempo sarà rivelatorio. Stando a quanto riporta il sito di ItaliaOggi, gli adeguamenti avranno ovviamente una percentuale ben precisa a seconda dell'importo.

In questi casi, ad ogni modo, gli esempi sono molto più determinanti della teoria. Una pensione di 2000 euro lordi mensili, subirà un incremento di circa 34 euro con cadenza mensile. Alcune delle fonti prese in considerazione, afferma come il governo attualmente in essere potrebbe mettere in moto il suo esercizio verso più funzioni. Al netto di ciò, sono dunque previsti dei nuovi tagli, i quali ancora non hanno trovato una destinazione definitiva.

Nel prossimo paragrafo, capiremo finalmente come poter ottenere la pensione senza contributi versati. Ciò che possiamo anticipare, è che per forza di cose non sarà una possibilità concessa a chiunque in maniera arbitraria.

 Pensioni, come ottenerla senza contributi!

Le opzioni riguardanti il modus operandi per poter ottenere le pensioni senza aver conseguito contributi regolari, sembrano esserci tutte come si suol dire. Ma ciò che risulta essere ancora più clamoroso, è che questo spiraglio di speranza riguarda una categoria purtroppo storicamente fortemente svantaggiata: quella delle donne non lavoratrici. Ad oggi, infatti, il sistema previdenziale prevede dunque un supporto destinato anche a questa categoria di persone. Le categorie prese in considerazione sono le seguenti:

  • Donne non lavoratrici
  • Donne non autonome
  • Donne non libere professioniste
  • Donne senza partita IVA
  • Donne non impiegate

Insomma, tutte quelle che rimangono escluse dallo status lavorativo. A tal proposito, il sito di Affari Italiani cita in maniera ben approfondita la questione riguardante la pensione per donne casalinghe. Questa pensione, come da prassi, si può ottenere iscrivendosi al registro apposito del Fondo per casalinghe.

Questo fondo, a sua volta, è previsto per coloro che rientrano nella fascia di età tra 18 e 65 anni, a patto che le suddette beneficiarie svolgano del lavoro domestico per conto di componenti della loro famiglia e della rispettiva casa in cui alloggiano. Tuttavia, questo tipo di pensione non è destinata solamente alle donne, benché sia principalmente prevista per la categoria menzionata. Si parla infatti anche degli uomini, a patto che vengano citati gli stessi parametri.

Nonostante anche la categoria degli uomini venga presa in considerazione, in questo caso ci deve essere un minimo di contributi versati regolarmente, i quali devono ammontare ad un periodo di cinque anni. Il verificarsi di queste condizioni, apre dunque due strade differenti. La prima, è quella che porta veso una pensione di inabilità, destinata ovviamente ai beneficiari invalidi certificati.

La seconda strada, invece, conduce ad una pensione di vecchiaia, a patto che si abbiano almeno 57 anni di età. Il seguente requisito, è ovviamente insindacabile.

Pensioni: le date previste per dicembre

Le date previste per il mese di dicembre, le quali riguardano le pensioni, sono in realtà già a pieno regime. La data di oggi, che corrisponde al primo del mese, è infatti la data che sancisce ufficialmente il primo giorno bancabile. Come riporta il sito di Fisco e Tasse, dunque, da questo momento in poi i beneficiari riceveranno la loro pensione direttamente nei loro conti bancari. 

Il sito citato, tra l'altro, menziona anche un anticipo previsto per una determinata categoria di assegni e importi relativi. Citando quanto viene riportato:

Come previsto dalla nuova ordinanza della protezione civile , è prevista l’anticipazione del pagamento in contanti delle pensioni di dicembre e della tredicesima.

Il classico calendario, invece, segue fedelmente quella che è la prassi ordinaria delle iniziali del cognome. A partire dal giorno del 25 novembre, si ha avuto modo di iniziare con le prime due lettere dell'alfabeto, naturalmente.

Pensioni, ecco cosa rischi senza il Green Pass!

Il settore delle pensioni, benché sia praticamente parte di un mondo a sé stante, include in realtà degli argomenti di comune interesse. Uno di questi, è proprio il Green Pass. La tanto amata e tanto odiata certificazione verde, è infatti un argomento spesso ricorrente in discorsi simili. Un articolo emerso di recente sul sito del Giornale, ha infatti evidenziato come i dipendenti pubblici siano obbligati ad averlo. In caso contrario, potrebbero rischiare degli spiacevoli inconvenienti, professionali e non.

L'accesso al luogo di lavoro, dunque, deve essere per forza di cose relazionato al possesso della certificazione apposita. Oltretutto, così come per i dipendenti, l'obbligo sarà in vigore per qualsiasi figura che dovrà effettuare il proprio accesso alle suddette strutture lavorative. Un provvedimento generale, che è stato sicuramente determinante per il calo dei contagi che si è registrato. Seppur purtroppo momentaneo, col senno di poi.