L'estate scorsa il Governo ha riformulato tutto il sistema pensionistico, ma ancora esistono dubbi sul futuro delle pensioni. Cosa succederà nel 2022? Ancora lo non sappiamo con precisione, ma le proposte formulate sono state molteplici, soprattutto alla luce dell'eliminazione della Quota 100, che tanto ha fatto discutere negli anni.

La Legge di Bilancio 2022 dovrà tenere conto di tutti quei lavoratori che il prossimo anno si troveranno in una via di mezzo, esclusi dalla Quota 100, e quindi dovranno tenere conto di nuovi sistemi pensionistici.

Inoltre, quella del Governo dovrà essere una visione proiettata nel futuro remoto, e per questo motivo dovrà soddisfare le esigenze di tutti i lavoratori più giovani, specialmente per coloro, che è una gran parte della percentuale, che svolgono attività discontinue e precarie, con stipendi bassi che non permettono stili di vita elevati e nemmeno grossi risparmi.

Facciamo il punto sulla questione pensioni 2022, cosa accadrà, quale riforma sostituirà la Quota 100 e i nuovi canali di uscita previsti, prendendo spunto dagli articoli forniti dai rispettabili siti web di Il Sole 24 Ore, Orizzonte Scuola e Informazionefiscale.it.

Pensioni 2022. Cosa richiedono i sindacati

Sono state fatte molteplici proposte, alcune allettanti, altre che sono flop annunciati e quindi scartate a priori. La Quota 41, ad esempio, che prevede 41 anni di contributi versati, indipendentemente dall'età del lavoratore, è stata presa in considerazione, oppure la Quota 102, che prevede costi esorbitanti e per questo non attuabile.

"La Legge di Bilancio 2022 dovrà tenere conto di tutti quei lavoratori che il prossimo anno si troveranno in una via di mezzo, esclusi dalla Quota 100, e quindi dovranno tenere conto di nuovi sistemi pensionistici."

Come specifica Informazionefiscale.it, sono state ritoccate anche le normative riguardanti l'APE sociale, che consente al cittadino di ritirarsi a 63 anni compiuti, ma che riguarda soltanto i lavori più gravosi, come vedremo più sotto, nell'articolo. Ma da questo punto di vista ci sono alcune novità da tener presente.

I sindacati si battono con richieste specifiche, alle quali il Governo è chiamato a rispondere celermente, in modo tale da migliorare le condizioni pensionistiche di tutti i lavoratori, di qualsiasi categoria ed età anagrafica. Tra le altre cose, bisogna pensare ai milioni di giovani che vivono con lavori incerti, precari e saltuari, e con stipendi da fame.

APE sociale e Opzione Donna

L'Opzione Donna sarà prorogata anche nel 2022, perciò a partire dal prossimo anni le donne lavoratrici potranno andare in pensione anticipata. L'APE sociale invece è un sussidio transitorio che si pone come supporto a tutti i lavoratori in via di uscita dal proprio lavoro, e quindi in attesa di pensione.

L'età per accedere all'APE sociale parte dai 63 anni e la richiesta è solo a vantaggio di quei lavoratori iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) oppure ai lavoratori autonomi a gestioni speciali INPS, che comprendono commercianti, artigiani e coltivatori. L'APE sociale sostiene anche disabili dal 74%, disoccupati, lavoratori con mansioni usuranti e gravose per la salute e caregivers, ovvero coloro che assistono persone disabili.

Per i lavoratori che svolgono lavori usuranti e gravosi sarà probabile l'entrata in scena della Quota 98, che richiederebbe l'uscita dal mondo del lavoro a 61 anni di età e con 36 anni di contributi. praticamente andrà a inglobare tutti quei lavoratori che già oggi sono coinvolti dall'APE sociale. Tra i lavoratori considerati usuranti ne troviamo tanti e appartenenti a mondi differenti, tra cui:

  • operai di fabbrica
  • operai nell'edilizia
  • facchini e trasportatori
  • assistenti di individui disabili
  • insegnanti di scuole infantili
  • agricoltori
  • lavoratori della sanità
  • addetti alle pulizie

Pensioni 2022. Le proposte

I sindacati, nelle loro richieste col Governo, hanno stilato una speciale tabella, che riprendiamo dal sito Informazionefiscale.it, contenente diverse proposte da attuare per la riforma pensionistica del prossimo anno. Dunque, le richieste dei sindacati sono elencabili così:

  • Quota 41 - uscita a 41 anni di servizio e di contributi versati, indipendentemente dall'età anagrafica
  • pensione anticipata - a partire dai 62 anni di età e senza ricalcolo contributivo dell'assegno
  • lavori usuranti riconosciuti dalla previdenza
  • pensioni future per i giovani lavoratori con carriere discontinue e precarie
  • lavori in famiglia svolti da donne
  • proroga Opzione Donna 2022

"L'Opzione Donna sarà prorogata anche nel 2022, perciò a partire dal prossimo anni le donne lavoratrici potranno andare in pensione anticipata. L'APE sociale invece è un sussidio transitorio che si pone come supporto a tutti i lavoratori in via di uscita dal proprio lavoro, e quindi in attesa di pensione."

Il Governo ha già risposto ad alcuni quesiti, chiarendo che alcune proposte non posso essere attuate a causa degli alti costi per le casse dello Stato. La Quota 41 presenta costi molto gravosi che possono sfiorare i 10 miliardi di euro. Troppi perché venga attuata nel concreto, e per questo motivo sarà sicuramente esclusa dalle proposte da considerare.

Proposte di pensione anticipata nel 2022. Quota 63 o APE contributiva

Lo aveva già affermato Pasquale Tridico, presidente dell'INPS, il quale aveva dichiarato che si sarebbe lavorato su alcune proposte precise per la pensione anticipata a partire dal 2022. Una su tutte: la Quota 63. Ma come è formulata?

Stando all'analisi descritta da Il Sole 24 Ore, si tratta di una forma pensionistica suddivisa in due fasi: la prima fase a 63 anni, con un'uscita anticipata di 4 anni rispetto ai 67 anni della Riforma Fornero, con una liquidazione basata solo sulla parte contributiva versata a partire dal 1996. La seconda fase a 67 anni, con l'erogazione della pensione piena, calcolata sulla parte retributiva.

La Quota 63, detta anche APE contributiva, è sostenibile dal punto di vista dei conti pubblici e permetterebbe di andare in pensione a 63-64 anni di età dopo venti anni di contributi e dopo aver maturato una quota contributiva di pensione pari o superiore a 1,2 volte l'assegno sociale (618 euro mensili), recuperando però a 67 anni l'altra fetta del calcolo retributivo.

Ad esempio, un lavoratore che di 63 anni e che abbia iniziato a lavorare nel 1985, percependo uno stipendio medio di 1800 euro, potrebbe percepire una pensione di circa 850 euro al mese e di circa 1250 al compimento dei 67 anni.

Ma quindi ci sarà questa benedetta pensione anticipata nel 2022? Siamo nel campo delle ipotesi, ma presto sapremo la tabella di marcia imposta dal Governo, tra conferme, proroghe e cancellazioni. Sicuramente, la pensione del 2022 spetterà ai lavoratori possessori dei seguenti requisiti:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini - 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
  • 67 anni di età e 20 anni di contributi versati con la pensione vecchiaia
  • 71 anni di età e almeno 5 anni di contributi versati a partire dal 1996 con la pensione di vecchiaia contributiva
  • Coloro che hanno raggiunto Quota 100 entro il 31 dicembre 2021
  • Lavoratori precoci con 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età e che rientrano tra i soggetti tutelati (disoccupati, disabili, caregiver, lavoratore con mansione gravosa)

Dopo Quota 100. APE Sociale Allargata

Una manovra da 5 miliardi di euro, come informa Il Sole 24 Ore, per aggiornare tutto il sistema pensionistico italiano. Tridico, presidente INPS, ha elencato, come abbiamo già visto, due proposte. Un doppio canale di uscita che va a sostituire la Quota 100.

La prima modalità di uscita è quella legata alla pensione a 63 anni di età per tutti i lavoratori che abbiano mansioni usuranti, ovvero quelli tutelati dall'APE sociale, nonché disoccupati (ai quali sarà eliminato il requisito dei tre mesi di disoccupazione per l'accesso all'APE), soggetti disabili dal 74% e caregivers.

La seconda modalità, invece, sarebbe quella dell'anticipo della sola fetta contributiva dell'assegno per i lavoratori di 63 anni di età e con almeno venti anni di contributi versati.

A questi si somma la proroga dell'APE sociale allargata almeno fino al 2026, includendo una trentina di mansioni che prima non erano state considerate usuranti o gravose e che dal prossimo anno lo saranno, garantendo una copertura di lavoratori più estesa. Tra l'altro, nell'APE allargata ci sarà la riduzione da 36 a 30 anni dei contributi per i lavoratori del settore edile.

Una spesa abbastanza contenuta, che l'INPS stima essere di circa 800 milioni di euro entro il 2026, e che poi tenderebbe a ridimensionarsi, riducendo le cifre. Potrebbe essere attuabile, e lo stesso potrebbe concretizzarsi con l'uscita anticipata a 63 anni, con costi di manovra di circa 1,1 miliardi di euro in cinque anni. Una spesa che poi si ridurrebbe di 500 milioni di euro a partire dal 2027 e sarà interamente recuperata nel 2031.

Pensioni 2022 per docenti e personale ATA. Scadenza il 31 ottobre

Il Ministero dell'Istruzione, come informa Orizzonte Scuola, ha emesso la circolare, condivisa anche dall'INPS, sulle disposizioni riguardanti le pensioni del 2022. La scadenza per presentare domanda di pensione è fissata al 31 ottobre 2021, mentre per i dirigenti scolastici la scadenza ritardata al 28 febbraio 2022.

"I sindacati si battono con richieste specifiche, alle quali il Governo è chiamato a rispondere celermente, in modo tale da migliorare le condizioni pensionistiche di tutti i lavoratori, di qualsiasi categoria ed età anagrafica."

Per la domanda di uscita bisogna seguire la procedura online disponibile sul portale del Ministero dell'Istruzione. Le altre domande di pensione andranno fatte all'INPS attraverso lo Spid o la CIE, oppure direttamente al Contact Center al numero 803 164, o anche ai patronati.

L'accertamento del diritto alla pensione sarà poi effettuato dall'INPS entro il 20 aprile 2022. Queste sono le preziose informazioni fornite da Orizzonte Scuola

Dubbi futuri sulla pensione 2022

"Cosa succederà nel 2022? Ancora lo non sappiamo con precisione, ma le proposte formulate sono state molteplici, soprattutto alla luce dell'eliminazione della Quota 100, che tanto ha fatto discutere negli anni."

I dubbi sul futuro delle pensioni del 2022 sono molteplici, il rischio vero al quale andiamo incontro, come sottolinea la testata Orizzonte Scuola, è quello di ricadere nel vecchio sistema, la Riforma Fornero, che da anni fa discutere, ovvero pensionamento a 67 anni di età e con più di 42 anni di contributi versati (41 per le donne). Ciò andrebbe scongiurato, a tutti i costi.

Quota 41 invece sarà quasi sicuramente esclusa per via delle spese altissime che comporta. troppo onerosa per le casse dello Stato. La pensione a 64 anni di età con 36 anni di contributi? Questa potrebbe essere una delle alternative più dignitose, anche se questo tipo di pensione viene già attuato, ma solo per alcune categorie di lavoratori.

La pensione a 63-64 anni di età potrebbe essere la proposta più valida, come specifica lo stesso presidente INPS Pasquale Tridico, perché comporta spese contenute, ma ancora non si sa se potrà essere adattabile a tutte le categorie di lavoratori.