Proroga della Naspi o un nuovo bonus dedicato esclusivamente a chi ha perso il lavoro a causa del Covid? Ecco quali sono le proposte al vaglio del prossimo Consiglio dei Ministri che si troverà ad approvare il decreto ristori 5 lasciato in eredità dal governo Conte. La ministra  5 stelle Nunzia Catalfo aveva svelato alcune delle misure e proposte contenute nel testo del decreto affermando più volte che ci sarebbe stato un intervento sulla Naspi. Chiesto a gran voce dai disoccupati che si trovano alla conclusione della prestazione, ed anche dalle parti sociali inclusi i sindacati.

Ma rientrando in un tema delicato come quello della disoccupazione che al momento sta toccando moltissime persone ed anche categorie che prima non ne erano state interessate, indubbiamente la questione è importante, così come è importante una riforma strutturale del sussidio stesso che non può lasciare milioni di persone senza nulla in un momento ancora incerto per quanto riguarda eventuali aperture e ripartenze a pieno delle attività economiche.

Di conseguenza agendo anche sulla proroga del blocco licenziamenti, per molti sarebbe difficile riuscire a trovare un'occupazione a breve. Quindi anche Mario Draghi nei suoi interventi ha nominato spesso l'urgente necessità di riqualificare i lavoratori che al momento hanno perso la principale attività, con strumenti che possano garantire la rioccupazione anche in altri settori.  Ma ha parlato anche della necessità di diminuire le differenze sociali, specialmente per le categorie più colpite dalla crisi quali donne e giovani ancora in cerca di un primo lavoro.

Intervenendo anche su un eventuale rafforzamento dell'assegno di ricollocazione, strumento delle politiche attive per il lavoro già pensato per lo stesso motivo ma fino ad ora molto poco utilizzato da chi ne aveva avuto diritto. Infatti l'assegno era stato sospeso nel 2019 restando destinato solo ai percettori del reddito di cittadinanza, salvo ricomparire in legge di bilancio 2021 includendo di nuovo anche i disoccupati Naspi e chi è in cassa integrazione.

Dunque come potrebbe essere l'intervento che verrà messo in pratica per potenziare e rimodulare gli ammortizzatori sociali in questo periodo così delicato, ma soprattutto cosa verrà fatto per chi sta finendo o ha terminato i pagamenti della Naspi? Ecco le principali ipotesi sulla base delle ultime dichiarazioni ufficiali.

Proroga Naspi: le proposte del decreto ristori 5

Recentemente la ex Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo aveva chiarito in un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, quali dovevano essere le principali proposte a beneficio dei lavoratori in disoccupazione e precisamente, per chi avesse terminato a cavallo tra il 2020 e il 2021 le indennità Naspi e Dis-Coll

La prima ipotesi era stata quella che il Governo avesse previsto una ulteriore proroga, riproponendo quella che già era stata introdotta a marzo e successivamente anche col decreto agosto. Erogando di fatto due mensilità aggiuntive di importo pari all'ultimo trattamento spettante. Questa prima proroga aveva già interessato moltissimi lavoratori che erano stati interessati dalla fine del trattamento di indennità di disoccupazione proprio nei primi mesi della pandemia e durante il primo lockdown.

Con il prolungarsi dell'emergenza ne era stata introdotta un'altra che aveva coperto altre due mensilità (maggio e giugno) interessate dallo stop dei pagamenti Naspi portando così i primi beneficiari ad ottenere quattro mesi di proroga e due per i nuovi. Ora però dalle parole della Ministra che svela quali fossero le principali proposte per il 2021 in collaborazione con il team di esperti in materia su questo tipo di aiuti, si percepisce che le intenzioni probabilmente erano diverse.

Sono queste le basi sulle quali lavorerà il nuovo governo Draghi ed il neo Ministro del lavoro Andrea Orlando, cercando una soluzione per diminuire il rischio povertà che stanno correndo milioni di persone senza lavoro.

Nelle parole della Catalfo si intuisce infatti che più che una vera e propria proroga fotocopia di quella già approvata, l'idea era piuttosto di concedere un sussidio a carattere emergenziale, al pari di un vero e proprio bonus di breve durata per arginare le difficoltà economiche dei disoccupati.

Come si legge dal post su facebook: "Una indennità per coloro che hanno cessato la NASpI o la DIS-COLL tra luglio 2020 e febbraio 2021 e non sono titolari di altre misure di sostegno al reddito e non hanno un contratto di lavoro subordinato o una pensione"

Quindi probabilmente il governo Conte aveva formulato e pensato un bonus che avrebbe garantito una cifra mensile aggiuntiva ai disoccupati, e forse stavolta a prescindere dall'ultimo pagamento ricevuto.  Questo ovviamente non è certo ma parlando di "indennità" invece che di "proroga" potrebbe essere plausibile. Inoltre si legge chiaramente di un'altra importante proposta al vaglio, che dovrebbe però anche essere riformulata per durare più a lungo.

Cioè quella di eliminare, almeno per tutto il 2021, la diminuzione percentuale che per legge è ora prevista a partire dal 4° mese di prestazione degli indennizzi Naspi e Dis-Coll.

Anche questa sembra un'idea molto interessante considerata sempre la difficoltà a trovare nuovo lavoro per chi è stato licenziato nell'ultimo anno. E sappiamo che a chi è attualmente percettore della disoccupazione l'Inps inizia a decurtare l'importo dopo 91 giorni. Togliendo di fatto il 3% ogni mese fino a fine prestazione pagamenti. In questo modo quello che accade ora è che la cifra percepita va a ridursi fino a fine trattamento. Applicando questa proposta invece si potrebbe garantire sempre l'intera somma che è pari al 75% della retribuzione mensile senza ulteriori diminuzioni.

Ma oltre a questo sarebbe stata formulata anche la proposta di offrire la possibilità di richiedere la Naspi senza avere il requisito delle  30 giornate lavorate effettive negli ultimi 12 mesi. Così da poter includere anche quelli che purtroppo hanno avuto un contratto intermittente di pochi giorni poi cessato a causa delle nuove chiusure imposte dai Decreti del Ministero della Salute.

Importanti novità quindi che potrebbero riguardare non solo indennità aggiuntive per chi non è più in trattamento Naspi e Dis-Coll ma soprattutto una rimodulazione del sussidio stesso, per includere più categorie di persone che abbiano perso il posto di lavoro a causa della situazione sanitaria. Questo andrebbe a fronteggiare anche la disastrosa situazione che si verificherà con l'eventuale fine del blocco licenziamenti, quando purtroppo molti lavoratori in esubero, che al momento sono in cassa integrazione verranno licenziati e dunque saranno costretti a ricorrere al trattamento di disoccupazione.

Naspi e Cig :  arriva il nuovo assegno di ricollocazione

Mario Draghi fin dal primo momento ha messo al centro dei suoi discorsi sulle future intenzioni del nuovo governo, l'attenzione su una necessaria ampia riforma sul potenziamento delle politiche attive del lavoro, che dovrebbe agevolare la riqualificazione del personale disoccupato e la formazione dei più giovani e degli inoccupati.

Occorre infatti creare opportunità e nuove competenze che potranno essere sfruttate sia dai soggetti in cerca di lavoro che dalle aziende. L'assegno di ricollocazione era stato previsto inizialmente con la legge cosiddetta "Jobs Act" che ne stabiliva in via sperimentale l'assegnazione ai disoccupati percettori di Naspi da più di quattro mesi.  Poi esteso anche ai beneficiari del reddito di inclusione e successivamente con la legge 4/2019  erogato soltanto ai percettori del reddito di cittadinanza.

In realtà i dati, dopo anni dall'introduzione di questo strumento non hanno mai mostrato risultati soddisfacenti facendo anzi registrare già dall'inizio un clamoroso flop sia di richieste che di reale utilizzo. E di conseguenza anche i mancati raggiungimenti degli obiettivi previsti che dovevano essere quelli di formazione, qualifica ed appunto ricollocazione mirata del soggetto nel mondo del lavoro.

Ma ora è su questo strumento già attivo e già reintrodotto dalla legge di bilancio 2021 anche a favore dei disoccupati Naspi e dei lavoratori in cassa integrazione, che il nuovo governo vuole puntare come uno dei principali mezzi utili a contrastare l'aumento della disoccupazione.

Assegno ricollocazione Naspi: come funziona 

Grazie al nuovo servizio Anpal agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro online è già possibile richiedere l'assegno di ricollocazione come sostegno alla formazione e qualificazione in vista di un nuovo impiego. La misura al momento dedicata a chi è destinatario del reddito di cittadinanza, ma viene di nuovo estesa anche ai lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria e ai disoccupati Naspi.

Non appena sarà approvato il relativo decreto attuativo infatti, chiunque ne abbia diritto potrà fare domanda direttamente sul portale Anpal entrando con le credenziali Spid, nella sezione dedicata all'ADR (assegno di ricollocazione). Si tratta di un vero e proprio bonus anche se erogato non in liquidità destinata al lavoratore ma per le agenzie che operano nel settore della formazione e della ricerca e somministrazione di lavoro. Sia i Centri per l'impiego pubblici che quelli privati.

Il richiedente potrà ottenere una somma che va da 250 a 5000 euro che sarà possibile spendere per intraprendere un percorso personalizzato che dovrà essere finalizzato all'assunzione.

In pratica gli operatori specializzati nel settore della ricerca di lavoro e formazione professionale potranno avere il beneficio del pagamento dell'assegno una volta firmato il contratto di lavoro dal soggetto che hanno seguito durante la riqualificazione o la ricerca attiva.

Nella valutazione dell'importo da concedere verranno controllate e verificate tutte le variabili in base alle quali il disoccupato potrebbe essere più o meno rioccupabile. Il percorso personalizzato infatti consiste nel tracciare un profilo definito di competenze e qualifiche anche in base alle esperienze pregresse, a seconda delle quali si procederà all'affiancamento decidendo quale sia la strada più adatta per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Sarà lo stesso soggetto richiedente a dover scegliere in base alle offerte l'agenzia o l'ente presso il quale poter spendere l'assegno concesso. Una volta scelto autonomamente, verrà affiancato da un tutor che lo accompagnerà nella ricerca di aziende disposte ad offrire un contratto di lavoro secondo le proprie esigenze.  Sarà ovviamente cura del centro destinatario dell'incentivo presentare nei migliori modi il candidato al fine di concludere positivamente l'iter.

Uno dei maggiori vantaggi dell'assegno di ricollocazione è anche il fatto che è spendibile presso i centri di formazione attivi, per seguire corsi disponibili tra le varie offerte formative e conseguire una qualifica da sfruttare presso aziende, anche del settore pubblico alla ricerca di figure professionali specifiche.

Sperando che questo tipo di sostegno venga integrato con maggiori risorse e pubblicizzato al meglio per offrire una maggiore competenza e conoscenza dell'opportunità da poter sfruttare, per tutti coloro che hanno urgente bisogno. In quanto ricordiamo che una delle principali cause per le quali l'assegno di ricollocazione non è mai realmente decollato al meglio, è che la possibilità di richiederlo è stata sempre facoltativa e quindi molti potenziali destinatari non conoscono ancora la reale possibilità che viene offerta.