Importanti novità arrivano in merito alle proposte che saranno approvate a breve nel nuovo decreto sostegno. Ore di attesa per molti soprattutto per quelli che attendono notizie in merito alla proroga della Naspi e Dis-Coll e al blocco dei licenziamenti.

Sembra infatti che lo slittamento della firma del decreto sia dovuto proprio alla messa a punto degli ultimi dettagli che riguardano il pacchetto di proroghe e aiuti in materia di lavoro .

Il Ministro del Lavoro Orlando ha dato ormai l'ufficialità della proroga per tutte e due le misure straordinarie che riguardano i lavoratori e i disoccupati.Ma anche per la cassa integrazione fino a giugno.

E sono stati chiariti anche importanti dettagli che riguardano la durata e i soggetti coinvolti. Annunciando anche nuovi ammortizzatori sociali garantiti a chi adesso non ha alcun tipo di tutela e non può usufruire della cassa integrazione straordinaria.

Ufficiale anche che la CIG estesa sarà più veloce grazie alle nuove procedure che coinvolgeranno l'Inps e datori di lavoro con più semplicità nella presentazione delle domande e pagamenti entro massimo 40 giorni per i lavoratori che non possono usufruire dell'anticipo direttamente dalle aziende.

Tra i temi sui quali il governo punta l'attenzione adesso ci saranno anche la riforma delle politiche attive per il lavoro e interventi per la ripresa e la crescita delle imprese più penalizzate. Soprattutto quelle che hanno sede nei territori del sud Italia che potranno usufruire di ulteriori sgravi fiscali ed esenzione dai contributi per le nuove assunzioni di personale.

Inoltre la promozione di strumenti mirati contro la disoccupazione dedicati a chi ne ha subìto le conseguenze più pesanti cioè le donne e i giovani sotto i 35 anni.

Decreto sostegno: proroga al blocco licenziamenti

Ad un anno dall'entrata in vigore del primo blocco licenziamenti a causa del primo lockdown totale imposto dallo storico Dpcm di Giuseppe Conte "io resto a casa", che aveva segnato anche per la prima volta la chiusura di molte aziende produttive e commerciali, si ritiene necessaria un'ulteriore misura per far fronte alla perdita costante di posti di lavoro che sta interessando tutta Italia.

Segno che siamo ancora in piena crisi e che uscirne non sarà facile, ma sul fronte lavoro le intenzioni del governo Draghi sembrano essere chiare.

I fondi del Recovery Plan dovranno essere utilizzati soprattutto per la riqualificazione ed il sostegno dei soggetti che resteranno senza occupazione fissa. Sono già stati stanziati oltre ai fondi europei anche 233 milioni dallo scostamento del bilancio per il programma "Gol" Garanzia di occupabilità dei lavoratori.

Secondo quanto già anticipato dal Ministro dunque, la proroga del blocco ai licenziamenti sarà confermata nel Decreto Sostegno. Almeno fino a fine giugno. Ma non sarà per tutti. Infatti sembra proprio che l'ultima decisione sia stata presa a favore del cosiddetto "blocco selettivo" cioè che dopo quel periodo rimarrà attivo soltanto per quelle aziende che adesso non possono accedere alla cassa integrazione e per quei lavoratori che non sono coperti da ammortizzatori sociali.

Anche se per la categoria lavoratori a rischio si sta pensando ad una nuova indennità universale di disoccupazione che possa coinvolgere contemporaneamente più categorie raggruppandole in un unico strumento di protezione dopo fine contratto a termine o perdita del posto di lavoro.

Blocco licenziamenti selettivo: cosa prevede il decreto Draghi

Visto che la riforma degli ammortizzatori potrebbe non essere così veloce dunque nel decreto sostegno è stata prevista una proroga estesa per chi non può essere messo in cassa integrazione. Infatti secondo le ultime dichiarazioni del Ministro si potrebbe arrivare ad aspettare fino a fine estate.

Dunque saranno questi i mesi coperti anche dal blocco dei licenziamenti per i dipendenti delle imprese più piccole che non possono utilizzare la CiG.

Come anche sottolineato da Andrea Orlando questa mattina in un'intervista a Radio uno Rai, il blocco per le piccole e medie imprese durerà fino a fine ottobre.

Quindi le aziende che al momento non possono tutelare i propri dipendenti con la proroga della cassa integrazione sicuramente potranno rientrare nel blocco dei licenziamenti per un periodo più lungo.

In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali che poi garantirà ai lavoratori non solo di accedere all'indennità di disoccupazione più facilmente ma anche di poter usufruire di nuovi incentivi per l'occupazione la riqualificazione. Come spiegato proprio dallo stesso Ministro nel discorso al Senato in merito a come sarà il nuovo blocco licenziamenti selettivo:

"Per i lavoratori che dispongono di strumenti ordinari sarà legato a un termine definitivo, per gli altri sarà agganciato alla riforma degli ammortizzatori sociali."

Riforma Naspi: verso l'indennità universale di disoccupazione

Le novità che riguardano la riforma dell'indennità di disoccupazione, parlano chiaramente di una modifica sostanziale allo strumento messo in campo attualmente per chi perde il lavoro involontariamente.

Secondo il Ministro infatti creare una misura unica è di fondamentale importanza in questo momento, anche perchè negli anni tutte le nuove norme che si sono succedute nella regolamentazione degli ammortizzatori sociali non hanno fatto altro che frammentare il sistema lasciando dei vuoti che non hanno garantito abbastanza tutele nei confronti di molte categorie.

Si pensa anche ad includere i lavoratori autonomi con partita iva e ai titolari di attività che hanno dovuto chiudere nell'ultimo anno. Ma anche a tutti gli altri soggetti che hanno contratti atipici e che negli anni sono stati quasi sempre penalizzati ed esclusi dalle riforme di questo tipo di sostegni.

Infatti come anticipato molto probabilmente la Naspi verrà sostituita con un altro tipo di indennità universale che possa ampliare la platea dei beneficiari, ma anche durare più a lungo.

Sarà infatti modificato anche il termine minimo di fruizione che potrebbe prevedere sei mesi indipendentemente dai periodi di lavoro precedenti e dai contributi versati.

Se inizialmente si era pensato all'introduzione di questa novità già a partire dal prossimo decreto sostegno, purtroppo dalle ultime parole del Ministro si può intendere che questa modifica invece potrebbe essere istituita solo con il completarsi del disegno di un'ampia riforma degli ammortizzatori sociali.

Dunque l'ipotesi più accreditata è che nel decreto dei prossimi giorni verranno inserite misure più a carattere emergenziale per far fronte al periodo che dovrà trascorrere nel frattempo e non lasciare nessuno scoperto in attesa di una rioccupazione come sottolineato nel discorso:

"Nessuno verrà lasciato solo ma accompagnato nella perdita di un lavoro ad uno nuovo".

Sicuramente verrà presa in considerazione quindi la proposta già fatta dal vecchio esecutivo del governo Conte e dalla squadra di tecnici del Ministero del Lavoro di Nunzia Catalfo. Cioè quella di prorogare la Naspi, una terza volta, e garantire altre mensilità per chi ha già concluso, o nei prossimi mesi terminerà i pagamenti ordinari.

Dl Sostegno Draghi: proroga Naspi confermata per due mensilità

Alla luce delle ultime dichiarazioni ufficiali quindi, i disoccupati che attendono la proroga Naspi potranno usufruire sicuramente di mensilità aggiuntive. Anche se per ovvi motivi questa sarà resa operativa solo dopo la pubblicazione del decreto in gazzetta ufficiale.

Ma come tante altre misure a carattere emergenziale, visto il protrarsi dell'attesa sarà retroattiva. Coprirà anche i mesi rimasti scoperti dai pagamenti conclusi dei beneficiari dell'indennità di disoccupazione che hanno terminato dopo la fine della seconda proroga. Per sapere quali saranno i mesi esatti che rientreranno nella proroga occorrerà attendere altri giorni. Ma sicuramente i mesi a cavallo tra la fine del 2020 e i primi del 2021 saranno tra quelli previsti.

Dall'ultima bozza che è stata pubblicata infatti,  anche in base alle vecchie proposte lasciate dal governo Conte, i due mesi aggiuntivi spetteranno a chi ha terminato la disoccupazione Naspi o Dis-Coll tra dicembre 2020 e marzo 2021.

Queste categorie di disoccupati quindi potranno vedere accreditati i pagamenti di ulteriori due mensilità di importo pari all'ultimo ricevuto a fine trattamento. E l'accredito sarà automatico in quanto si procederà d'ufficio a rilevare le indennità concluse da parte dell'Inps.

Anche se con il prolungarsi dell'emergenza, ed in mancanza della riforma degli ammortizzatori sociali sarà sicuramente necessario un nuovo decreto tra qualche mese. Ed inevitabilmente occorrerà coprire poi con qualche altra proroga anche le categorie di lavoratori che non potranno trovare occupazione durante l'estate.

Alla luce delle più recenti previsioni dei virologi che non mostrano affatto grandi speranze per la fine dell'emergenza contagi. La stagione turistica estiva infatti è ad alto rischio visto anche il diffondersi delle nuove varianti di Covid-19 e l'incertezza sulla distribuzione dei vaccini.

Naspi e Dis-Coll 2021: come funziona l'indennità di disoccupazione

Ora sappiamo che le intenzioni del governo Draghi sono quelle di estendere la disoccupazione a tutte le categorie di lavoratori, prevedendo una maggiore facilità di accesso, durata più lunga e meno paletti per quanto riguarda requisiti contributivi e giornate lavorate. 

Ma in attesa dell'attuazione della riforma vediamo come funziona attualmente la disoccupazione. Chi ha diritto a richiedere la Naspi e la Dis-Coll, quanto dura e come funzionano i pagamenti.

per quanto riguarda l'indennità Naspi, questa è prevista per i lavoratori dipendenti che abbiano concluso il contratto a tempo determinato o che siano stati licenziati per motivi indipendenti dalla propria volontà.

Non spetta infatti a chi volontariamente rassegna le dimissioni. A meno che non ci siano giustificati motivi gravi come ad esempio mancato pagamento dello stipendio per più mensilità consecutive o comportamenti scorretti da parte del datore di lavoro.

I requisiti per accedere alla Naspi sono attualmente: contributi pari a 13 settimane di lavoro nei quattro anni precedenti la richiesta e almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.

La Dis-Coll invece spetta ai lavoratori autonomi senza partita iva iscritti alla gestione separata e collaboratori con contratto co.co.co che perdono il lavoro involontariamente o a causa della fine di un contratto non rinnovato.

Il requisito di accesso il versamento di almeno un mese di contributi precedentemente alla richiesta o di aver avuto contratto di collaborazione anche a titolo di borsa di studio per dottorandi che sia durato minimo 30 giorni.

Naspi e Dis-Coll 2021: quanto spetta

Sia per la Naspi che per la Dis-Coll spetta il 75% della retribuzione o del reddito medio mensile.

L'importo però a partire dal 4 mese di fruizione va a decrescere in percentuale del 3% ogni mese. Continuando ad applicare la decurtazione fino a fine durata.

Il punto che riguarda la diminuzione dei pagamenti è stato tra i più discussi in sede di incontri tra Ministero e parti sociali.

La richiesta della modifica infatti è di eliminare il taglio del 3% mensile e di permettere ai disoccupati di percepire sempre la stessa cifra fino a fine durata del trattamento.

Altro importante argomento di discussione è incentrato sulla durata minima: che potrebbe essere modificata e portata ad almeno sei mesi a prescindere da quanti giorni di lavoro sono stati prestati o dalla durata del contratto.

Una modifica sostanziale e che sembra necessaria vista l'attuale regolamentazione che ne limita estremamente l'utilizzo soprattutto da parte dei collaboratori. Infatti ad esempio per quanto riguarda la Dis-Coll allo stato attuale, chi perde il lavoro può avere l'indennizzo per la metà del periodo di contribuzione che va da gennaio dell'anno precedente fino alla cessazione del contratto.

Una modalità di calcolo limitante che spesso si è rivelata davvero insufficiente per garantire una tutela che sia estesa fino ad un successivo contratto o assunzione.