La riforma della Pubblica Amministrazione rappresenta una delle più ardue sfide per il Governo Draghi e, in attesa che l’UE dia il via alle risorse previste per il PNRR, il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia, nel testo si parla di altri percorsi di reclutamento, oltre a quello ordinario del concorso. 

Presentata dal ministro Brunetta la nuova piattaforma per le assunzioni PA, che affiancherà i percorsi ordinari di reclutamento, sarà dedicata agli alti profili da inserire nelle amministrazioni con percorsi di inserimento rapidi. 

Pubblica Amministrazione e concorsi: il dibattito sulla valutazione dei titoli

La riforma della Pubblica Amministrazione è uno dei capisaldi del Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia per ottenere i fondi del Next Generation Eu, lo strumento temporaneo per il rilancio dell’economia UE, in seguito alle conseguenze della pandemia da Covid-19, con l’obiettivo di rilanciare un’Unione Europea più ecologica, digitale e resiliente

E proprio sulla Pubblica Amministrazione, l’Italia propone una riforma che si muove su quattro assi principali, il cui primo è proprio l’Accesso

Su questo primo punto, in quest’ultimo mese il dibattito è stato forte: la semplificazione del ministro Brunetta prevedeva una fase di valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali. 

Tale modifica ha scatenato l’acceso dibattito, dal momento che alcune forze politiche ritenevano che questa norma penalizzasse i più giovani per diverse motivazioni, alcune delle quali vengono ben esposte e commentate in questo interessante video di Matteo Brandi, tra rischi e contraddizioni di una norma che avrebbe potuto tagliare fuori dai concorsi pubblici molti concorsisti: 

Con la presentazione e l’approvazione dell’emendamento dell’art. 10 del decreto Covid, contenente il testo della riforma dei concorsi pubblici, si è proceduto a modificare la controversa norma. Come ha annunciato da Chiara Gribaudo (PD) in un post sulla sua pagina Facebook: 

Il metodo della preselezione per titoli potrà quindi essere utilizzato solo per profili "tecnici" e non amministrativi, e solo per qualifiche di elevata specializzazione, per individuare competenze specifiche in campo tecnico sulle quale i titoli possono realmente rappresentare la differenza. Siamo riusciti così a salvaguardare le migliaia di giovani neolaureati che si stanno preparando per i concorsi pubblici e che vogliono rappresentare un ricambio generazionale e una spinta innovativa per la nostra Pubblica Amministrazione.

Inoltre, secondo le modifiche, i titoli e le esperienze professionali peseranno sul punteggio finale in misura non superiore a un terzo

Riforma Pubblica Amministrazione: obiettivi del PNRR

Alcune modifiche, dunque, sono già in corso, sebbene seguendo percorsi non proprio fluidi. Ma quali sono gli obiettivi del Piano di Ripresa e Resilienza e in cosa consiste la riforma della Pubblica Amministrazione?

Nel contesto del piano, la Pubblica Amministrazione rappresenta un tassello fondamentale proprio per la realizzazione efficace ed efficiente dei progetti del PNRR. Ma non solo, perché una riforma della PA è necessaria per aumentare le capacità amministrative e fornire così e beni e servizi pubblici adeguati alle esigenze di cittadini e imprese.

Ad oggi, la Pubblica Amministrazione mostra non poche limitazioni, così come si legge proprio nel testo del PNRR

Nell'ultimo decennio l’evoluzione della spesa pubblica, con il blocco del turnover, ha generato una significativa riduzione del numero dei dipendenti pubblici in Italia. […] Il ricambio generazionale nell’ultimo decennio è stato lento e parziale […] La carenza di nuove competenze è anche determinata dal taglio delle spese di istruzione e formazione per i dipendenti pubblici. […] la PA italiana si trova a gestire un insieme di norme e procedure estremamente articolate e complesse che si sono progressivamente stratificate nel tempo in maniera poco coordinata e spesso conflittuale su diversi livelli amministrativi (nazionale, regionale e locale).

È proprio a partire da queste criticità che il Piano individua le principali aree oggetto della riforma, l’”ABCD” della Pubblica Amministrazione: Accesso, per favorire il ricambio generazionale e semplificare le procedure di selezione; Buona Amministrazione, per semplificare norme e procedure; Competenze, con un’attenzione verso la formazione; Digitalizzazione, per accorciare le distanze tra le amministrazioni e gli utenti, semplificando anche l’accesso ai servizi. 

Pubblica Amministrazione: perché è necessaria la riforma

Le criticità della Pubblica Amministrazione, anche evidenziate nel PNRR, lasciano dedurre la fondamentale importanza di una riforma della PA nel nostro Paese che, secondo i dati dell’Ufficio studi della CGIA, indagine campionaria periodicamente realizzata dalla Commissione Europea fra i 27 paesi dell’Unione, è ultima per la qualità percepita dei servizi

Secondo l’ultima rilevazione, tenutasi nei mesi di febbraio- marzo 2021, solo il 20% degli italiani considera infatti “abbastanza buona e molto buona” l’offerta dei servizi pubblici resi ai cittadini. 

La tendenza regressiva è calata anche in altri Paesi: la Spagna si è fermata al 38%, la Francia al 50 e la Germania al 55. Nel nostro Paese, però, a peggiorare la qualità percepita dei servizi ha influito anche la pandemia: a novembre 2019, i cittadini soddisfatti dei servizi resi dalla Pubblica Amministrazione era al 30%, scendendo poi al 22% tra febbraio e marzo di quest’anno. 

A gravare sulla percentuale sono stati probabilmente gli accadimenti dell’ultimo anno, in particolare i forti ritardi che hanno interessato, all’inizio della pandemia, l’erogazione dei ristori alle aziende o della cassa integrazione ai lavoratori dipendenti, l’inizio problematico del piano vaccinale e la dilatazione dei tempi di risposta che ha contraddistinto la performance di moltissimi enti locali.

Pubblica Amministrazione e assunzioni PA attraverso il modello di Linkedin

Gli obiettivi del PNRR per la riforma della Pubblica Amministrazione vertono anche sulla possibilità non solo di “ringiovanire” la PA, ma anche di ridefinire le competenze (più profili tecnici e soft skills) e favorire l’ingresso di professioni del futuro. 

Obiettivi che non sembrano percorrere la stessa strada delle procedure farraginose e dalle lunghe tempistiche dei concorsi. D’altra parte, proprio nel PNRR, si fa menzione di altri percorsi di reclutamento, oltre alla modalità ordinaria del concorso, dedicati agli alti profili

 Per l’attuazione dei progetti previsti dal PNRR, il ministro Brunetta pensa dunque a un portale speciale per il reclutamento di profili altamente specializzati nella Pubblica Amministrazione.  

Lo presenta lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione durante il suo intervento al Congresso nazionale Ordine degli Ingegneri del 17 maggio: 

Ho messo in piedi un meccanismo di reclutamento, finalizzato al Pnrr, del tutto speciale. Vale a dire un portale del reclutamento, per contratti, per figure professionali individuate, scelte attraverso anche meccanismi di intelligenza artificiale, su piattaforme fornite proprio dagli ordini professionali […] Ogni amministrazione, ogni progetto avrà la responsabilità di scegliere i migliori attraverso il portale. Una sorta di Linkedin italiano, dove ci saranno in concorrenza i curricula migliori di tutti i tecnici richiesti.

Insomma, niente più concorsi carta e penna, bensì un’ulteriore innovazione: sulla nuova piattaforma, gli enti e le amministrazioni che hanno bisogno di figure specializzate le troveranno sul portale, con assunzioni veloci, con contratti a termine, e, specifica Brunetta, “con remunerazioni all’altezza della specializzazione”. 

Anche stavolta, però, l’idea del ministro Brunetta ha ricevuto una certa disapprovazione, stavolta dagli utenti dei social, con l’accusa di stare “privatizzando” il settore pubblico e di “poca trasparenza”.

Pubblica Amministrazione e assunzioni, ma i giovani vogliono lavorare nella PA?

Riforma della Pubblica Amministrazione, a partire da figure specializzate e, ovviamente, dai giovani. 

Ma qual è l’interesse dei giovani nei confronti della Pubblica Amministrazione? I giovani vogliono lavorare nella PA?

Una risposta a queste domande viene fornita da un sondaggio condotto da Proger Index Research i cui dati emersi vedono un 70% di giovani, tra i 25 e i 30 anni, che non avrebbe interesse a lavorare nel settore pubblico. A motivare le risposte, poco più del 26% ritiene che negli uffici pubblici non venga premiato il merito. 

Ciò che risulta più destabilizzante è che il 60% degli intervistati sceglierebbe di lavorare nella Pubblica Amministrazione perché entrarvi significherebbe avere un “lavoro sicuro”, insomma il cosiddetto posto fisso il che, per quanto comprensibile in un periodo di incertezza come quello che ci troviamo ad affrontare, non può rappresentare una motivazione soddisfacente. 

Dunque, la Pubblica Amministrazione si trova di fronte a un’importante riforma, con l’obiettivo di aprire le proprie porte anche alle “nuove generazioni”. Forse, però, sarebbe anche utile riflettere su quanto la PA italiana venga percepita da quegli stessi giovani, come un percorso allettante, una “carriera interessante”.