Draghi smantella il RdC! Importi giù e requisiti impossibili

Approvato il 19 ottobre il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) con cui viene destinato 1 miliardo di euro extra (per un totale che supera gli 8 miliardi) al reddito di Cittadinanza, al fine di rinnovare la misura nel 2022.  Allo stesso tempo però una Commissione tecnica è al lavoro per un restyling della misura, che cambierà completamente il RdC. Sono sotto attacco gli importi, soprattutto quelli per i nuclei non numerosi, e i requisiti che permettono di mantenere e rinnovare il RdC con troppa facilità.

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Quella che a primo acchito potrebbe sembrare una buona notizia, e cioè che il Reddito di Cittadinanza sarà rinnovato nel 2022, si trasforma in un dramma nel momento in cui viene comunque annunciata una modifica normativa, al fine di rendere i requisiti per mantenere il beneficio più selettivi e risolvere alcuni difetti.

Da un punto di vista economico la cosa che più si temeva è che il Reddito di Cittadinanza venisse cancellato per mancanza di fondi, tuttavia il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) il cui testo finale è stato approvato dal CdM il 19 ottobre ha annunciato lo stanziamento di un miliardo aggiuntivo di euro per il RdC nel 2022.

Il Decreto Fiscale, approvato dal CdM il 15 ottobre, aveva già destinato al RdC 200 milioni di euro ed entrambi i finanziamenti dovrebbero sommarsi ai 7 miliardi già previsti in precedenza per la misura, con un totale di fondi a disposizione che supera gli 8 miliardi per il 2022 e che si attesta su una cifra identica allo scorso anno.

Dunque, se sul versante economico sono risolti i problemi legati al finanziamento del Reddito di Cittadinanza per il 2022, l’esecutivo ha anche appurato che la misura presenta difetti strutturali profondi e va ristrutturata anche al fine di ridurne i costi in futuro.

Dunque se nel 2022 il Reddito di Cittadinanza non sarà cancellato sarà però stravolto, con cambiamenti prima di tutto nei requisiti che permettono di accedere e di mantenere il diritto a ricevere il contributo mensile e poi negli importi massimi che dovrebbero essere abbassati.

I primi 200 milioni per il Reddito di Cittadinanza con il Decreto Fiscale 

In preparazione della Legge di Bilancio 2022 e prima dell’approvazione del Dpb, il 15 ottobre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge preparativo, che contiene misure emergenziali in materia fisco e finanziamenti e perciò viene chiamato Decreto Fiscale.

Il Decreto Fiscale, approvato non senza contrasti, ha previsto un finanziamento extra di 200 milioni di euro da destinarsi tutti al Reddito di Cittadinanza nel 2022.

Il Documento Programmatico di Bilancio 2022 è stato chiamato ad incrementare questo finanziamento, con una discussione tra le parti politiche piuttosto accesa, che ha ricalcato quella già avvenuta in occasione dell’approvazione del Decreto Fiscale.

Tornando al Decreto, in quell’occasione per offrire al RdC questo nuovo fondo da 200 milioni sono stati riconvertiti alcuni finanziamenti in origine destinati ad altre misure:

  • 90 milioni di euro, sottratti al Reddito di Emergenza;
  • 30 milioni di euro, ai congedi parentali;
  • 40 milioni di euro, alla pensione anticipata dei lavoratori precoci;
  • 30 milioni di euro, alla pensione anticipata dei lavori gravosi.

Contro questo scostamento di bilancio ha tuonato prima di tutto il Carroccio, che da sempre vorrebbe abolito il RdC, seguito da Italia Viva, soprattutto per quello che riguarda lo spostamento dei fondi in origine destinati alle pensioni anticipate.

Diversamente, a sostegno del Reddito di Cittadinanza si schiera il M5S a cui si deve anche la sua creazione, seppur acconsentendo ad una sua modifica normativa.

Dunque sulla riforma del Reddito di Cittadinanza sono tutti d’accordo, ma ovviamente non su come questa sarà realizzata.

Il Dpb regala un tesoretto extra da 1 miliardo di euro al RdC nel 2022

Stando a quanto riportano le informazioni dell’ANSA e di altre agenzie e principali testate giornalistiche a questo finanziamento di 200 milioni è stato aggiunto un tesoretto da 1 miliardo con il Dpb, cioè il documento che dovrà essere approvato dall’UE e su cui si costruirà la Legge di Bilancio per il prossimo anno. Questo è un documento di vitale importanza, in occasione del quale vengono anche annunciate le riforme da attuare e quali misure e bonus saranno rinnovati o cancellati il prossimo anno.

Nella discussione sul Dpb del 19 ottobre il punto centrale all’ordine del giorno è stata senza dubbio la Riforma Fiscale, ma un altro capitolo importante ha riguardato il Reddito di Cittadinanza.

Stando alle notizie, durante la cabina di regia, convocata da Draghi e svoltasi nella mattina del 19 ottobre, in anticipazione della discussione in Consiglio dei Ministri per l’approvazione vera è propria della bozza del Dpb, l’esecutivo aveva già scelto di destinare al RdC un tesoretto aggiuntivo di 1 miliardo. Aggiunta confermata dopo l’approvazione dello stesso documento da parte del CdM nella serata di Martedì 19 ottobre.

Quelli destinati al Reddito dal Decreto Fiscale e dal Dpb sono da considerarsi fondi extra che si aggiungono ai 7 miliardi di euro che erano già stati messi da parte per la misura.

Dunque il totale il RdC disporrà nel 2022 di 8,8 miliardi di euro che sono pari al finanziamento avuto nel 2022.

Ricordiamo che in ogni caso il Documento Programmatico deve essere approvato non solo dal CdM, ma anche dall’UE a cui di fatto spetta di mettere parola su l'amministrazione finanziaria italiana. Dopo si potrà procedere con la Legge di Bilancio vera è propria.

In totale comunque il costo complessivo della manovra di bilancio del 2022 dovrebbe essere pari a quasi 25 miliardi di euro.

Mentre, una data importante per il reddito di cittadinanza è fissata a novembre quando la Commissione di Esperti che deve analizzare le modifiche al RdC presenterà la relazione conclusiva.

Per una spiegazione dettagliata e chiara dell’iter che porta all’approvazione di una Legge di Bilancio si consiglia la visione del video YouTube di Fiscal Focus:

 

Governo Draghi al lavoro per riformare il Reddito di Cittadinanza 

Proprio allo scopo di riformare il Reddito di Cittadinanza il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha riunito una Commissione tecnica ad aprile scorso, presieduta dalla sociologa Chiara Saraceno, il cui resoconto finale dovrebbe arrivare sul tavolo dell’esecutivo a novembre.

Oltre ai costi ingenti, i dati raccolti dai vari istituti compresi INPS e Caritas, quest’ultima che partecipa alla commissione tecnica sul RdC, hanno evidenziato dei difetti evidenti nella misura.

Il primo dei quali consiste nel fatto che essa non rappresenta davvero una delle politiche attive di lavoro, in parole povere manca al RdC un collegamento diretto con il mondo del lavoro.

Cioè i beneficiari, benché inseriti in percorsi formativi, non riescono a trarre un vero vantaggio dal RdC ai fini della ricollocazione nel mondo del lavoro.

Le modifiche in questo senso dovrebbero comportare ad esempio il decadimento del Rdc o una sua riduzione, la seconda volta che il beneficiario rifiuta un’offerta di lavoro a lui congrua. 

Il tutto dovrebbe accompagnarsi alla creazione di nuovi percorsi formativi e di riqualificazione professionale, da attuarsi anche mediante un nuovo  progetto chiamato GOL.

Ancora, uno dei difetti mostrati dal Reddito di Cittadinanza è collegato agli importi e alla scala di equivalenza che li determina, ovvero la misura appare favorire i single al posto delle famiglie numerose, altro senso in cui le modifiche dovranno intervenire invertendo questa rotta, cioè potenziando il RdC per le famiglie numerose.

Allo stesso tempo per i nuclei composti da uno o due persone i requisiti di accesso legati al reddito ISEE potrebbero diventare più stringenti.

In questo panorama buio però pare che almeno il requisito legato alla residenza in Italia dovrebbe avere una riduzione, con la condizione di una residenza stabile di 5 anni e non più di 10 per beneficiare del RdC.

Il tutto dovrebbe comunque partire da un intensificarsi dei controlli preventivi al fine di eliminare il problema dei “furbetti”, cioè di chi percepisce il Reddito di Cittadinanza non avendone in realtà diritto.

Il Reddito di Cittadinanza fa GOL, nascono nuovi percorsi formativi

Strettamente collegato alla riforma del RdC è il progetto GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) a cui sarà affidato in parte il compito di risolvere il problema legato all’inserimento nel mondo del lavoro dei titolari, cioè quello di trasformare davvero la misura in una delle politiche attive del lavoro.

Il progetto GOL già annunciato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà finanziato con 4,9 miliardi di euro, reperiti attraverso i soldi stanziati dal Recovery Fund.

GOL consiste in un nuovo strumento di riqualificazione professionale accessibile: ai beneficiari del RdC; ai disoccupati, percettori di NASpI e DIS-COLL o che non ricevano alcuna prestazione legata al reddito; ai cassaintegrati.

La gestione di questo progetto sarà affidata all’ANPAL, che già gestisce i centri d’impiego, e all’INPS  e consisterà in una serie di diversi percorsi formativi calibrati sulla condizione e le caratteristiche del lavoratore stesso. 

Ovvero il primo percorso, detto di reinserimento lavorativo, sarà dedicato ai cosiddetti lavoratori maggiormente occupabili, cioè quelli che per titoli e formazione hanno più probabilità di trovare lavoro rispetto agli altri.

Poi due distinti sentieri formativi uno di aggiornamento professionale e uno di riqualificazione professionale.

Infine l’ultimo percorso, sarà di reinserimento e ricollocazione collettiva e avrà come soggetti i lavoratori coinvolti nelle aziende in crisi, al fine di ricollocarli lavorativamente.

Calendario dei pagamenti di RdC e Pensione di Cittadinanza 2021

Chiudiamo ancora con l'ultimo aggiornamento sul Reddito di Cittadinanza, che non riguarda il 2022 ma i versamenti di questo mese, vediamo cioè qual è il calendario dei pagamenti.

Con l’esclusione della prima mensilità le Poste Italiane pagano il RdC 2021 il 27 di ogni mese, quindi i prossimi pagamenti sono attesi per il 27 ottobre è il 27 novembre.

Per i nuovi beneficiari o comunque chi ha rinnovato il RdC in data antecedente al 31 agosto, le date sono diverse e ad ottobre il pagamento dovrebbe avvenire il 18 ottobre.

Queste date però devono intendersi in modo orientativo e i versamenti possono essere anche effettuati dalle Poste nel giorno che segue o precede le stesse.

Per quanto riguarda la Pensione di Cittadinanza, che spetta ai cittadini che abbiano compiuto 67 anni, questa segue il medesimo calendario del RdC.

Ricordiamo poi che dopo l'accredito la somma ricevuta come Reddito di Cittadinanza deve essere spesa entro la fine del mese solare successivo al versamento. Cioè i soldi di ottobre dovranno essere spesi entro la fine di novembre.