Con il rinnovo per il 2022 del reddito di cittadinanza, arrivano misure specifiche per modificare questa forma di sostegno, e garantire un controllo maggiore sugli accessi, oltre ad un incentivo maggiore per l'inserimento lavorativo rispetto al passato.

Tuttavia, con la nuova Legge di Bilancio arrivano anche misure non del tutto positive per molti lavoratori, occupati come tutor nell'accompagnare i percettori del reddito di cittadinanza nell'inserimento lavorativo: si tratta di 2.500 navigator, a cui non verrà rinnovato il contratto per il prossimo anno.

La notizia è confermata da Tg24.sky.it in un articolo recente:

"Dalla bozza del disegno della legge di bilancio sparisce la figura del "Navigator". Sono 2.500 i “tutor” nati con il reddito di cittadinanza che non saranno confermati. I navigator avevano il compito di accompagnare i percettori del sussidio nel mondo del lavoro."

Il contratto di lavoro dei navigator era stato programmato con il termine al 2021, tuttavia ci si aspettava un rinnovo specialmente in un momento in cui l'intenzione è quella di potenziare le politiche attive del lavoro per il prossimo anno. Tuttavia questo compito non verrà più affidato ai navigator, che dal prossimo anno saranno a casa senza lavoro.

La situazione ha generato non poche proteste, tant'è che è stato deciso di mobilitare uno sciopero appositamente per i navigator disoccupati il giorno 18 novembre a Roma. Per molti lavoratori intorno al reddito di cittadinanza quindi questi mesi saranno gli ultimi effettivamente lavorati, perché verranno successivamente sostituiti.

Le politiche attive per il lavoro quindi ci saranno, per tutti i percettori di reddito di cittadinanza, ma saranno affidate non più ai navigator, a cui si dovrà dire addio, ma alle agenzie per il lavoro autorizzate, che si occuperanno di effettuare controlli, collocare i disoccupati che percepiscono il reddito e svolgere specifiche attività di formazione. Vediamo nell'articolo cosa sta accadendo, e come intendono protestare i 2.500 nuovi disoccupati.

Navigator addio: verranno sostituiti

Presto bisognerà dire addio ai navigator, che verranno sostituiti dalle agenzie del lavoro abilitate alla gestione del reddito di cittadinanza. Per chi non conoscesse queste figure, i navigator sono professionisti legati al reddito di cittadinanza, che si occupano principalmente di seguire le persone disoccupate, che percepiscono il reddito di cittadinanza, favorendone l'ingresso nel mondo del lavoro.

Di fatto questi professionisti fino ad ora hanno avuto come obiettivo quello di favorire l'inserimento lavorativo individuando le offerte di lavoro più indicate per i cittadini in disoccupazione, e inserendoli in un percorso tale da consentire l'uscita dalla disoccupazione tramite l'individuazione di un posto di lavoro congruo.

Il navigator è una delle figure che ruotano intorno ai centri per l'impiego, ed è stata istituita per garantire un supporto sia a livello pratico che motivazionale a chi si trova senza lavoro, e percepisce periodicamente il reddito di cittadinanza. Questo reddito è stato istituito come ponte tra la disoccupazione a sostegno dei cittadini più in difficoltà, ma non è raro trovare molti cittadini che nonostante diversi mesi di percezione del reddito, ancora risultano inoccupati.

Si tratta di un problema non da poco, a cui il governo sta lavorando anche con la Legge di Bilancio per garantire maggiori politiche attive per l'inserimento lavorativo dei disoccupati. Mentre la misura del reddito di cittadinanza diventa di fatto più difficile nell'accesso, perché vengono aumentati i controlli, arrivano nuove politiche attive per il lavoro, ma non saranno più i navigator ad intervenire.

I centri per l'impiego quindi lavoreranno insieme alle agenzie del lavoro abilitate per sostenere l'inclusione nel lavoro delle persone al momento disoccupate che ricevono il reddito di cittadinanza. Questo però significa che 2.500 navigator perderanno il proprio posto di lavoro, e non potranno più svolgere la loro professione a partire dal 2022. E questa notizia è arrivata non senza critiche, soprattutto da parte dei sindacati.

Navigator licenziati: tutta colpa dell'RdC

I navigator, ovvero 2.500 lavoratori, perderanno il proprio posto di lavoro, tutto a causa delle modifiche sull'RdC, ovvero il reddito di cittadinanza. Questa forma di sostegno ha aiutato moltissimi cittadini in difficoltà a causa della crisi economica sopraggiunta con l'arrivo della pandemia anche in Italia, e con la conseguente inflazione.

Il problema del licenziamento dei navigator è un effetto collaterale delle nuove politiche attive per il lavoro messe in piedi per sostenere l'inserimento lavorativo dei percettori dell'RdC. Tuttavia non mancano le polemiche, dato che a perdere il posto di lavoro saranno molti italiani, circa 2.500, a causa delle nuove regole sul reddito di cittadinanza.

Per chi non lo sapesse, il reddito di cittadinanza è una misura che da diversi anni aiuta gli italiani senza lavoro erogando un importo mensile specifico. Come spiega l'ente previdenziale INPS, che si occupa delle erogazioni, il reddito di cittadinanza è una misura a contrasto della povertà:

"Il Reddito di Cittadinanza (RdC), introdotto con decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 come misura di contrasto alla povertà, è un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale."

La misura è stata istituita per contrastare da un lato il fenomeno della povertà, sostenendo le famiglie più bisognose, dall'altro lato per favorire l'inserimento di queste persone nel mercato del lavoro. Inserimento tuttavia che non è andato a buon fine in moltissimi casi, e questo secondo i recenti dibattiti, a causa della presenza di politiche attive efficaci. Da qui, la necessità di un rinnovamento, al momento portata avanti dall'attuale governo.

Il reddito di cittadinanza va ricordato, è disponibile anche per chi ha compiuto 67 anni di età, in forma di pensione di cittadinanza. Si tratta di una misura affine, per tutti i cittadini che al momento non possono ricevere la pensione.

Reddito di cittadinanza: come funziona per il 2022

Il reddito di cittadinanza è una delle misure più criticate durante il 2021, non solamente perché l'inserimento lavorativo è difficoltoso per molti, ma anche perché ci sono stati tra i cittadini numerosi episodi di percezione illecita del reddito. Si tratta di cittadini che hanno percepito questa forma di sostegno al reddito nonostante avessero già un lavoro, il più delle volte in nero.

Ma non solo, perché durante il 2021 sono emerse numerose vicende al limite della legalità sulla percezione di queste erogazioni. Il problema sarà arginato, secondo le attuali proposte, limitando di fatto l'accesso al reddito di cittadinanza, mettendo in pratica tutta una serie di controlli mirati ad individuare tra i richiedenti unicamente chi ne ha davvero la necessità e chi risulta idoneo.

Per questo con la nuova Legge di Bilancio 2022 arrivano interessanti novità in materia di reddito di cittadinanza: si tratta di una stretta sulla misura senza precedenti. Se da un lato questa misura a sostegno del reddito viene rifinanziata, con 1 miliardo di euro, dall'altro lato la nuova manovra prevede un ridimensionamento della stessa, anche in base alle nuove politiche attive per il lavoro che ne conseguiranno.

Per poter accedere alla misura bisognerà infatti dimostrare i propri dati anagrafici, oltre alle verifiche sui beni patrimoniali posseduti e sui redditi percepiti. Controlli che limiteranno l'accesso alla misura, in modo preventivo. Tuttavia non sono le uniche modifiche al reddito di cittadinanza previste: si parla anche di tagli, che faranno scendere di mese in mese l'importo effettivamente ricevuto, e di possibilità di perdere l'erogazione.

Dato che verranno istituite nuove politiche attive, non più con il supporto dei navigator, ma con il sostegno di agenzie per il lavoro e centri per l'impiego, i cittadini verranno incentivati ad accettare i lavori proposti, pena la decadenza del reddito di cittadinanza. Viene quindi istituito un numero massimo di rifiuti possibili delle proposte di lavoro: dopo due proposte, si perderà il diritto di accedere all'RdC.

Sindacati navigator: scenderanno in piazza il 18 novembre

Le ultime modifiche al reddito di cittadinanza, in previsione dell'anno nuovo, risultano andare a discapito dei professionisti che fino ad oggi hanno lavorato per garantire un supporto alle persone senza lavoro: i navigator. Secondo le previsioni, 2.500 persone perderanno il posto di lavoro, sostituite dal lavoro dei centri per l'impiego e delle agenzie per il lavoro abilitate per la gestione dei percorsi per chi riceve il reddito di cittadinanza.

Si tratta di un'eventualità che non è stata ben accolta dai navigator, e nemmeno dai sindacati, che ora vogliono protestare. Contrariamente a come si poteva pensare, queste figure non saranno impiegate, anche in modo maggiore rispetto al passato, ma saranno di fatto sostituite per le nuove politiche attive del lavoro.

Per chi ha lavorato fino ad ora come navigator assicurando percorsi specifici per chi si trova in disoccupazione, questa decisione ha dell'amaro, e come spiega Lastampa.it presto questi professionisti scenderanno in piazza a protestare, con il supporto dei sindacati:

"Il reddito di cittadinanza sarà rifinanziato (pur con tutte le modifiche del caso), i contratti dei navigator no. Il 18 novembre scenderanno in piazza per far sentire le loro ragioni."

Lo sciopero è istituito per il giorno 18 novembre 2021 in piazza a Roma, con il supporto dei sindacati. Oltre al fatto che presto perderanno il lavoro, c'è anche da dire che questi professionisti erano stati inizialmente assunti tramite concorso, e risultano tutti cittadini laureati e con le competenze necessarie per poter assistere nuovi cittadini nell'inserimento lavorativo. 

Per questi cittadini il governo sembra aver deciso di non rinnovare i contratti che scadranno a dicembre, sostituendo queste figure con i centri per l'impiego e con le agenzie per il lavoro, purché abilitate. Non rimane che attendere per vedere quali conferme a proposito arriveranno al termine dei dibattiti.