Intorno al reddito di cittadinanza (RDC) ci sono al momento pareri contrastanti: c’è chi lo vede come un valido sostegno economico a chi si trova in difficoltà, e chi invece lo vede come uno strumento che può disincentivare il lavoro.

Eppure il reddito di cittadinanza è stato largamente richiesto dagli italiani, specialmente nei mesi trascorsi, come misura di sostegno aggiuntiva durante questo periodo di crisi.

Questo aiuto economico può andare a sostenere la situazione delle spese dei familiari di un nucleo, supportando situazioni di mancanza di lavoro o crisi economica, dovuta anche allo scoppio della pandemia. Forse però non tutti sanno che l’RDC può essere suddiviso tra i familiari, secondo le disposizioni in materia, rese note dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Come spiega Fiscoetasse.com la cifra spettante per ogni nucleo familiare può variare, e la sua destinazione è a copertura delle spese di primaria importanza:

“Il Reddito di cittadinanza ha un importo base di 6.000 euro annui come Reddito di cittadinanza, cioè 500 euro/mese (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione di cittadinanza) che vengono aumentati sulla base del numero di componenti del nucleo familiare.”

Molti però si chiedono come viene suddiviso il reddito di cittadinanza tra familiari, ovvero come viene gestita la sua erogazione quando sono presenti più componenti di maggiore età nel nucleo. Vediamo nel dettaglio quali sono le ultime novità in questo proposito.

Il reddito di cittadinanza sotto i riflettori

Il reddito di cittadinanza è un aiuto sotto forma di erogazione mensile che viene destinato alle famiglie che si trovano in difficoltà, e che rientrano nei criteri specifici per poterlo avere, tramite una carta apposita. Per poter ricevere questa forma di sostegno economico, tramite INPS, è necessario infatti essere cittadini italiani, o dell’Unione Europea, oppure dei familiari di cittadini italiani o europei.

Come spiega il canale Youtube Speedy News Italia, specializzato nelle news relative al mondo del lavoro e agli incentivi per le famiglie e le imprese, il reddito di cittadinanza in questo periodo è particolarmente sotto l’attenzione di diversi dibattiti.

Alcuni infatti starebbero pensando di cancellare questa forma di aiuto economico per il prossimo periodo, per via di alcune criticità che sono state riscontrate nel tempo. Il problema principalmente riguarda la necessità di introdurre una misura che sia più propensa ad avvicinare le persone al mercato del lavoro, piuttosto di un’erogazione che serva da cuscinetto sociale.

Il dibattito riguarda proprio la possibilità di portare le persone nuovamente nel mondo del lavoro, allontanandole dalla possibilità di ricevere entrate economiche unicamente attraverso le misure a sostegno del reddito proposte dall’INPS.

Come accedere al reddito di cittadinanza

Al momento per poter accedere al sussidio, bisogna tenere conto di alcuni importanti requisiti ISEE relativi al reddito del nucleo dei familiari, e alcuni che riguardano sia il patrimonio mobiliare che immobiliare, e eventuali veicoli in possesso.

Come spiega l’INPS, è necessario affiancare al reddito di cittadinanza un percorso che ha l’obiettivo ultimo di inserimento nel mercato del lavoro, come spiega l’ente previdenziale. Nonostante questo, molti pensano che le misure non siano sufficienti per inserire effettivamente i cittadini nel mondo del lavoro, per questo motivo il reddito si trova in questi mesi particolarmente sotto i riflettori.

Le mensilità sono erogate tramite la Carta Reddito di Cittadinanza, e per il percorso di inserimento lavorativo è necessario fare riferimento agli uffici presenti nel proprio comune o regione di riferimento.

In ogni caso questa forma di sostegno viene attivata per la persona che ha presentato direttamente domanda di accesso al reddito, per questo l’erogazione va a chi ha fatto richiesta e si trova a dover saldare il pagamento di alcune spese importanti come l’affitto o il mutuo.

Va ricordato che l'RDC non è l'unica forma di sostegno economico presente, perché sono disponibili anche bonus specifici per diverse situazioni di crisi economica, come la perdita del lavoro, e alcune misure ad esempio sono: la cassa integrazione, il reddito di emergenza, la NASPI.

Reddito di cittadinanza suddiviso tra i familiari

L’erogazione di questa forma di reddito prevede che avvenga una suddivisione tra i componenti del nucleo, e i familiari devono essere maggiorenni per poter ricevere il sostegno. Come spiega Fiscoetasse.com esiste un decreto specifico che fa riferimento alla suddivisione del reddito di cittadinanza tra i familiari del nucleo:

“Il decreto prevede che a ogni componente maggiorenne sia attribuita una quota uguale , sempre che l'importo superi i 200 euro.”

Secondo il decreto del 30 aprile 2021, il reddito di cittadinanza si può dividere tra i membri del nucleo familiare, su richiesta. In ogni caso però la somma spettante viene erogata a chi presenta la domanda di accesso a questa forma di aiuto, in particolare per saldare pagamenti come quelli per la prima abitazione.

Esiste quindi una quota pro-capite che stabilisce anche un limite massimo nell’utilizzo della carta per ogni componente. Tutti i familiari tuttavia sono inclusi nella ricezione della misura dell’RDC nel momento in cui uno dei componenti presenta la richiesta.

Reddito di cittadinanza e situazione reddituale dei familiari

I componenti maggiorenni del nucleo familiare vanno anche a determinare qual è il reddito complessivo di tutti i familiari. Questo perché quando si presenta domanda per accedere a questa forma di sostegno, è importante presentare le informazioni che riguardano lo stato reddituale e patrimoniale non solamente del soggetto che presenta la domanda, ma di tutto il nucleo dei familiari.

In particolare, per accedere a questo reddito è necessario presentare:

•Un’attestazione ISEE ordinaria o minorenni minore di 9.360 euro;

•Patrimonio immobiliare, determinato da possedimenti di immobili in Italia o all’estero, che non deve superare i 30.000 euro per il nucleo, che include tutti i familiari;

•Patrimonio mobiliare, la cui soglia massima varia in base al numero di familiari presenti nel nucleo. Con un solo componente la soglia è fissata a 6.000 euro, con due componenti è fissata a 8.000 euro, con tre o più componenti arriva a 10.000 euro. Esiste anche la possibilità di aumentare di 5.000 euro la soglia per ogni familiare portatore di disabilità presente nel nucleo;

Queste sono solo alcune delle limitazioni per poter accedere a questo tipo di bonus, perché viene applicato un calcolo anche sul reddito complessivo di tutto il nucleo, tramite scala di equivalenza, e viene calcolata anche la presenza di automobili o altri veicoli posseduti dai familiari del nucleo.

Come utilizzare il reddito di cittadinanza

Esistono delle particolari condizioni per cui si può utilizzare il reddito di cittadinanza. Questo vuol dire che la forma di sostegno non è utilizzabile universalmente, ma solo per sostenere determinati tipi di spesa. Si tratta di un supporto economico che deve necessariamente essere destinato alle esigenze primarie, per coprire spese come: l’affitto o il mutuo della prima abitazione, la spesa alimentare, l’acquisto di medicinali.

Ma anche il pagamento delle bollette di casa, il pagamento di determinati prodotti utilizzati per la scuola dei minori, beni per l’abbigliamento o l’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico. Il reddito di cittadinanza è messo a disposizione per coprire le spese di base dei familiari del nucleo, non è quindi consentito acquistare beni o servizi che esulano dal regolamento generale in questo proposito.

Secondo la comunicazione ufficiale, che stabilisce le modalità di funzionamento del reddito di cittadinanza, esistono dei criteri anche per i prelievi del contante tramite la carta messa a disposizione per questo particolare sostegno.

Viene spiegato che esistono dei limiti per poter prelevare il contante da uno sportello bancomat o alle poste, in base ai familiari presenti nel nucleo, di età superiore a 18 anni:

•Nuclei familiari in cui sono presenti due componenti maggiorenni: è possibile prelevare un massimo di 100 euro a carta RDC individuale;

•Nuclei familiari in cui sono presenti più di due componenti maggiorenni: è possibile prelevare un massimo di 80 euro a carta RDC individuale.

In questo caso si tratta di contanti, quindi si fa riferimento strettamente ai prelievi dallo sportello. Sono esclusi da questo conteggio i pagamenti tramite bonifico indirizzati a saldare bollette della luce, del gas o di altre utenze, oppure i canoni di affitto e di mutuo mensili dell’abitazione.

Perché il reddito di cittadinanza potrebbe scomparire

Alcuni sostengono che il reddito di cittadinanza non vada a risolvere il problema della mancata occupazione lavorativa, e anzi, che l’effetto sia proprio quello opposto. Secondo le recenti proposte, questa forma di sostegno potrebbe essere presto cancellata con un voto.

Si tratta di una prospettiva che, se confermata, andrà a sospendere per tutti la possibilità di richiedere nuovamente questa forma di reddito. Le cause di questa ipotesi sono da collegare alla tipologia stessa di aiuto che offre questa misura.

Come spiega la stessa INPS, l’obiettivo rimane l’inclusione sociale e nel mondo del lavoro, l'RDC è una misura che contrasta la povertà e allo stesso tempo ha l’obiettivo di avvicinare le persone al lavoro e all’inclusione sociale.

Tuttavia è stato riscontrato che non sono molte le iniziative rivolte all’inclusione in questo senso, e da alcuni arrivano forti critiche per questa forma di sostegno, perché disincentiva il lavoro.

In particolare, anche alcune attività rivolte al mondo del turismo, settore in ripartenza per questa estate, hanno denunciato che spesso i lavoratori non sono tornati attivi con le riaperture proprio perché esistono forme di sostegno come il reddito di cittadinanza, per cui per molti non è più così marcata la necessità di lavorare.

Il dibattito rimane acceso, anche se al momento non ci sono conferme in merito alla possibile cancellazione di questa forma di sostegno economico. Tuttavia i dati ISTAT sulla povertà sono ancora critici, e molti scongiurano la possibilità di eliminare una forma di sostegno utile nel momento di maggiore crisi economica.