Il Decreto Sostegno è ormai di imminente pubblicazione. Sono necessarie, tuttavia, ancora simulazioni, indagini e soprattutto un confronto finale all’interno della maggioranza per definire il nuovo sistema dei sostegni. Iter che comporterà un ulteriore slittamento della pubblicazione del Decreto, all’inizio della prossima settimana.

Il Governo Conte aveva in ultimo autorizzato uno scostamento di bilancio da 32 miliardi di Euro da destinare ai famosi Ristori. Ora, dopo la pausa tecnica conseguente alla crisi di Governo e l’inevitabile avvicendamento di priorità a seguito dell’inasprirsi della crisi sanitaria, i Ristori cambiano nome, e diventano Sostegno. Il prossimo compito del Governo Draghi sarà stabilire come utilizzare nel migliore dei modi i miliardi di extradeficit per i provvedimenti, che sembrano comunque replicare in larga misura i precedenti interventi a favore di famiglie, lavoratori e imprese.

Nei 26 articoli provvisori della bozza del Decreto Sostegno si legge di cassa integrazione e NaspI, di contributi a fondo perduto per le partite IVA e di proroga delle rate per saldo e stralcio e rottamazione. Ma si parla anche del rinnovo delle misure che hanno trovato forte risposta dei cittadini in questi ultimi mesi: il Reddito di Cittadinanza e il Reddito d’Emergenza. E poi ancora aiuti a stagionali e lavoratori dello spettacolo, indennizzi al settore sciistico, fino ad arrivare ai lavoratori fragili, al rinvio della digital tax, al potenziamento degli asili e all’organizzazione del piano vaccinale.

In queste righe approfondiamo in quali modalità il Decreto Sostegno, molto probabilmente, andrà ad approvare, rinnovandole, le misure di aiuto alle famiglie e ai lavoratori. Iniziamo dal RdC.

Il Decreto Sostegno rinnova il Reddito di Cittadinanza

Una fra le misure di sostegno più contraddittorie e interlocutorie degli ultimi due anni. Il Reddito di Cittadinanza, mai come in questi ultimi mesi di pandemia ha mostrato essere di aiuto a moltissime famiglie.

Il Governo Draghi sembra essere concorde con questa visione, e stanzia un miliardo di Euro al suo rifinanziamento, insieme al Reddito di Emergenza.

L’indice di Povertà assoluta, che dalle analisi Istat, appare retrocesso di 16 anni, coinvolgendo oltre 5,6 milioni di cittadini italiani, sembra essere stata una delle motivazioni più forti al rinnovo della misura.

Quasi sicuramente, la misura verrà rifinanziata con alcuni paletti. Il rinnovo al termine dei 18 mesi sarà prerogativa dei soli nuclei familiari dove non sono presenti soggetti ‘occupabili’’. Un po’ come dire: ‘Se sei in condizioni per lavorare non è giusto che rinnovi il RdC’.

In maniera parallela assisteremo ad aggiustamenti al riconoscimento della congruità delle offerte, decisamente più restrittivi, ma anche a un sistema premiante per chi trova occupazione durante la fruizione del beneficio. Il nuovo maggiore reddito, derivato dalla nuova occupazione, influirà meno pesantemente sull'importo della mensilità del Reddito di Cittadinanza.

Reddito di Emergenza rinnovato con il Decreto Sostegno

Insieme al RdC, il REM accorpa un miliardo di Euro stanziato dal prossimo Decreto Sostegno.

I requisiti di accesso e le modalità di erogazione del REM, molto probabilmente, saranno simili a quelli adottati per le precedenti mensilità. Chi ha già fruito della misura in passato non dovrà fare nulla, in quanto l’INPS provvederà a erogare fino a quattro nuove mensilità in maniera automatica, nella misura che va dai 400 agli 800 Euro, in base alla composizione del nucleo familiare.

Per tutti i futuri nuovi percettori, sarà necessaria una domanda da inoltrare all’Istituto previdenziale in maniera autonoma dal portale istituzionale, oppure attraverso intermediari autorizzati come CAF o patronati.

I requisiti reddituali per accedere al REM, rimangono gli stessi che conosciamo da inizio pandemia, ovvero dal momento in cui questa misura di sostegno a favore dei nuclei familiari con maggiore bisogno, è stata varata. L’Isee non deve essere superiore a 15 mila Euro, e il patrimonio mobiliare familiare deve essere inferiore a 10 mila Euro, con un incremento di 5 mila Euro per ogni componente il nucleo, fino al massimo di 20 mila Euro.

Con molta probabilità, il Governo Draghi affiderà la gestione del sussidio nato in occasione dell’emergenza Covid, alla società SOGEI, azienda informatica controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il rinnovo della NaspI con il Decreto Sostegno

Anche per quanto riguarda la NaspI, il Decreto Sostegno dovrebbe rimanere in linea con quanto disposto precedentemente dall’ex Ministra del Lavoro, Catalfo, che aveva annunciato una proroga di due mesi dell’Indennità per lavoratori che hanno esaurito il periodo di disoccupazione fra dicembre 2020 e marzo 2021.

Su questo progetto di proroga, al titolo ‘Disposizione in materia di lavoro’, l’art.12 della bozza del Decreto Sostegno, sembra prevedere un’analoga misura a favore dei lavoratori che a causa dell’emergenza sanitaria hanno visto esaurirsi sensibilmente le opportunità di occupazione. Il pagamento delle due mensilità dovrebbe essere pari all’ultima mensilità NaspI percepita.

La durata dell’Indennità NaspI, ricordiamo, è commisurata alla carriera contributiva del lavoratore, e viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni. In ogni caso l’Indennità non è corrisposta dall’INPS per un periodo superiore ai due anni.

Resta da capire, le modalità di applicazione del prolungamento dell’Indennità NaspI. La bozza del Decreto non specifica, infatti, se i due mesi saranno a beneficio di tutti i disoccupati, o esclusivamente di coloro il cui periodo di percezione è ancora in corso.

Il Decreto Sostegno proroga Cassa integrazione Covid

Il tema ‘Lavoro’ è stato uno dei grandi protagonisti di questo anno di crisi pandemica.

Il Decreto Sostegno sembra venire incontro alle necessità dei lavoratori stanziando fra 5 e 6 miliardi di Euro per la proroga della Cig con causale Covid fino al 30 giugno, data in cui dovrebbe concludersi anche lo stop ai licenziamenti.

Inoltre, la Cassa integrazione gratuita potrebbe essere prolungata fino al termine del 2021. Rimane ancora da capire se l’agevolazione sarà a favore di tutti i datori di lavoro o esclusivamente a beneficio dei settori maggiormente penalizzati dalle misure restrittive di contenimento dei contagi. In questa seconda opzione potrebbe prevedersi il ripristino per le aziende escluse dalla Cig, a partire da luglio 2021, dei consueti ammortizzatori sociali.

Le soluzioni attualmente in studio dall’Esecutivo, sembrano dunque essere due. Da una parte una proroga della Cassa integrazione Covid per tutto il 2021, a fruizione dei soli datori di lavoro del settore privato che hanno subito l’interruzione o la riduzione delle proprie attività produttive come conseguenza dell’emergenza sanitaria.

Dall’altra una Cig gratuita fino al 30 giugno per tutti i datori, con il prolungamento fino a fine 2021 per le sole aziende appartenenti ai settori maggiormente danneggiati dalle restrizioni.

Lo stop ai licenziamenti nel Decreto Sostegno

Anche su questo tema, la bozza del Decreto non specifica in quali modalità la disposizione andrà a intervenire: se a favore di tutte le aziende private, oppure esclusivamente fra i settori penalizzati dalla pandemia.

Sembra molto probabile, comunque, che lo stop ai licenziamenti, attualmente in scadenza il 31 marzo 20321 verrà prorogato di altri tre mesi, ovvero fino al 30 giugno.

I congedi per genitori e smart working nel Decreto Sostegno

Parlando di lavoratori è inevitabile non affrontare l’argomento ‘Genitori’. Un tema forte, che mai come in questi ultimi mesi di pandemia ha messo in luce l’importanza che le istituzioni scolastiche rivestono per un genitore lavoratore.

Il Decreto Sostegno ha in cantiere il rinnovo del pacchetto dei congedi parentali Covid a favore dei genitori che convivono con la chiusura forzata delle scuole, o con i figli in quarantena.

Per i genitori con figli minori di 16 anni, il Decreto Sostegno mira a garantire l’accesso allo smart working durante i periodi di DAD.

Al Ministero delle pari opportunità e la famiglia, sono in studio misure volte a ripristinare il diritto allo smart working, contestualmente alla chiusura delle scuole, e con misure specifiche per i lavoratori autonomi e le partite IVA.