Tra le varie polemiche che il Reddito di Cittadinanza ha sollevato, specialmente in questo ultimo periodo, ha destato parecchio scalpore l’eliminazione, dal 1 gennaio 2022, dei navigatorUna figura lavorativa che si è rivelata un vero flop. E pensare che il lavoro dei navigator era stato studiato nel dettaglio per favorire l’ingresso al mondo del lavoro da parte del percettore del RdC.

Nonostante le numerose proroghe, sia per il prolungamento dello stato di emergenza sanitaria fino al 31 marzo, sia per le nuove forme previste per tutto il 2022, la figura del navigator è stata eliminata per sempre. Il Reddito di cittadinanza proseguirà, tra conferme e novità, ma senza più questa figura, che è apparsa quasi come un fantasma, data l’inutilità.

Tra detrattori e non, il reddito ha sempre fatto parlare di sé, sollevando parecchi dubbi. Eppure, questo incentivo ha dato una mano a migliaia di famiglie in difficoltà, anche se ha toppato nel suo intento principale: dare un lavoro ai disoccupati.

Per far fronte alle nuove richieste del 2022, e anche per evitare truffe, il Governo Draghi ha studiato numerose restrizioni per impedire le truffe che, nei mesi precedenti, sono state scoperte in gran quantità. Lavoratori in nero, criminali, percettori del reddito che si sono appropriati del soldi pur non avendo i requisiti. Uno scandalo che ha scandito tutto il biennio 2020/2021.

Reddito di Cittadinanza nel 2022: cosa cambia e i nuovi limiti da osservare

Ma nel 2022 le cose dovrebbero cambiare. Il reddito di cittadinanza 2022 è stato dunque modificato, in meglio, si spera. Il Governo ha promesso di scoraggiare i cosiddetti furbetti del RdC e di agevolare i passaggi tra percettori e mondo del lavoro. Ma non solo, perché c’è volontà anche di eliminare gli sprechi, rendendo le operazioni più agili.

Tra gli sprechi, i navigator hanno rappresentato la figura più emblematica. Figure lavorative rivelatesi inutili. Ma adesso che siamo nel 2022 cosa accade? Introdotto dal Movimento 5 Stelle e contrastato dagli altri partiti, il reddito di cittadinanza, alla fine, si è rivelato un grande incentivo per tutte le famiglie in difficoltà, ma è stato gestito malissimo, rivelando i suoi limiti. L’obiettivo del Governo per quest’anno appena iniziato è quello di una nuova regolamentazione, più sicura ed efficiente.

I navigator, in particolare, hanno fatto discutere. Si tratta di una figura che avrebbe dovuto agevolare il percettore e farlo entrare nel mondo del lavoro. Così non è stato. In pochissimi hanno trovato lavoro tramite questa figura che doveva fare da ponte. Per diventare un navigator è stato necessario partecipare anche a un concorso, ma il 31 dicembre 2021 questa figura è sparita per sempre.

L'eliminazione dei navigator dal 1 gennaio 2022

Non era semplice da organizzare, bisogna ammetterlo. In un mercato del lavoro fermo come quello italiano, era un’impresa ardua trovare lavoro per tutti. Non c’è lavoro, questa è la triste realtà dei fatti. Non a caso, quasi nessun percettore ha trovato lavoro grazie ai navigator, e nemmeno nel giro di pochi mesi. Tanti sono stai costretti a rinviare la richiesta del RdC.

"Nonostante le numerose proroghe, sia per il prolungamento dello stato di emergenza sanitaria fino al 31 marzo, sia per le nuove forme previste per tutto il 2022, la figura del navigator è stata eliminata per sempre. Il Reddito di cittadinanza proseguirà, tra conferme e novità, ma senza più questa figura, che è apparsa quasi come un fantasma, data l’inutilità"

.Dal 2022 cambiano le regole, il Governo Draghi ha imposto decurtazioni per ogni offerta di lavoro rifiutata. Inoltre, in sostituzione dei navigator, saranno impegnate altre risorse nei prossimi mesi. Queste, faranno da ponte tra disoccupazione e mondo del lavoro. Tra l’altro non si potranno rifiutare più di due proposte lavorative, pena l’esclusione dall’incentivo.

Gli obblighi introdotti per ricevere il Reddito di Cittadinanza

Tra le proposte ritenute valide sono quelle inserite in un raggio di lontananza massimo di 80 km dall’abitazione del percettore. Inoltre, una delle riforme più interessanti, rientra anche l’obbligo del corso formativo. Nel momento in cui si riceve la prima mensilità del reddito, bisognerà frequentare un corso per valorizzare le capacità personali, in attesa di un eventuale lavoro.

I percettori quindi saranno formati attraverso dei corsi e il loro ingresso nel mondo del lavoro sarà sicuramente più facile. Una volta trovato il lavoro, si dovrà effettuare un colloquio, rigorosamente in presenza, e non virtualmente. In seguito, ci sarà un colloquio ogni mese e in presenza per testimoniare la presenza a lavoro. Se non ci si presenterà si perderà il lavoro e non si potrà richiedere più il reddito.

"Per far fronte alle nuove richieste del 2022, e anche per evitare truffe, il Governo Draghi ha studiato numerose restrizioni per impedire le truffe che, nei mesi precedenti, sono state scoperte in gran quantità. Lavoratori in nero, criminali, percettori del reddito che si sono appropriati del soldi pur non avendo i requisiti. Uno scandalo che ha scandito tutto il biennio 2020/2021"

.Sul piano formativo, il percettore dovrà affrontare dei corsi per inserirsi meglio nel mondo del lavoro. Ciò è stato stabilito per evitare malintesi, come accaduto in precedenza, mettendo il lavoratore di fronte a mansioni che non sa svolgere. In questo modo, il lavoro che gli uffici troveranno dovrà essere idoneo alle capacità del percettore.

I centri dell’impiego perciò sono stati potenziati e le figure del navigator sostituite da altre più qualificate e specializzate.

Assegno unico per i percettori del reddito?

Reddito di cittadinanza e assegno unico sono compatibili. Senza presentare domanda, i percettori potranno ricevere automaticamente l’assegno unico per diritto. Tuttavia, ci sarà una decurtazione con l’integrazione. Significa che, in tale caso, i beneficiari riceveranno meno soldi per ciascun figlio.

"I navigator, in particolare, hanno fatto discutere. Si tratta di una figura che avrebbe dovuto agevolare il percettore e farlo entrare nel mondo del lavoro. Così non è stato. In pochissimi hanno trovato lavoro tramite questa figura che doveva fare da ponte"

.I pagamenti del reddito erogati dall’INPS arriveranno ogni 15 del mese, per i nuovi richiedenti, e ogni 27 per tutti gli altri. Ma per il 2022 sarà ancora così? Probabilmente le date resteranno invariate per tutto l’anno.

Alla fine dei conti, cambieranno tante cose, e allo stesso tempo si combatterà la criminalità e i furbetti del reddito. Fornendo maggiori sicurezze e impegnandosi di più nella ricerca del lavoro. Un lavoro, questa volta, più mirato per tutti i richiedenti. Sembrerebbe una manovra solida, con molte restrizioni, che dovrebbero garantire miglioramenti sicuri. Non resta che attendere, siamo solo a inizio 2022, vedremo il prosieguo della manovra.

Cosa bisogna sapere per ottenere il Reddito: la Pensione di cittadinanza

Le novità entrate in vigore il 1 gennaio 2022 sono molteplici. Il Reddito di Cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà. Un forma di sostegno economico finalizzata all’inclusione sociale. Definita dal Ministero del lavoro come sostegno al reddito familiare e miglioramento tra domanda e offerta di lavoro.

"I percettori quindi saranno formati attraverso dei corsi e il loro ingresso nel mondo del lavoro sarà sicuramente più facile. Una volta trovato il lavoro, si dovrà effettuare un colloquio, rigorosamente in presenza, e non virtualmente. In seguito, ci sarà un colloquio ogni mese e in presenza per testimoniare la presenza a lavoro. Se non ci si presenterà si perderà il lavoro e non si potrà richiedere più il reddito."

Aumentando l’occupazione, si migliora il tessuto sociale del nostro Paese, che ricordiamo ha uno dei tassi di disoccupazione più alti dei paesi sviluppati. Come sempre, a percepire il reddito, o a richiederlo, sono cittadini italiani e stranieri (in Italia da almeno dieci anni e con gli ultimi due anni fissi).

Sopra ai 67 anni, lo stesso reddito, viene definito “pensione di cittadinanza”, che permette alla persona di sopravvivere, senza la ricerca del lavoro. Gli over 67, per chiedere la pensione di cittadinanza, devono possedere un reddito inferiore a 7.560 euro, che è il limite fissato per la soglia di povertà.

Per beneficiare del Reddito qual requisiti occorre avere

Il beneficiario del RdC fa un accordo con il centro dell’impiego, accettando di frequentare dei corsi di formazione e di partecipare a lavori socialmente utili. Gli obblighi, perciò sono diversi e più restrittivi rispetto agli scorsi anni. In caso di mancato rispetto agli obblighi, si perde subito il diritto al reddito. Lo ricordiamo ancora, per ottenere il reddito bisogna:

  • Avere cittadinanza italiana ed essere residente in Italia da due anni consecutivi (per i cittadini stranieri)
  • Avere un reddito ISEE inferiore ai 9.360 euro annui
  • Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima abitazione, non superiore ai 30 mila euro
  • Avere un patrimonio finanziario non superiore ai 6 mila euro
  • Avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro annui. Questa soglia è elevata a 9.360 nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una casa in affitto

Non hanno diritto al reddito:

  • I nuclei familiari in possesso di auto e moto immatricolati nei sei mesi precedenti alla richiesta del reddito
  • Possedere un’automobile con cilindrata superiore ai 1.600 cc e una moto con cilindrata superiore ai 250 cc, immatricolati negli ultimi due anni
  • Qualora un membro della famiglia avesse una barca
  • I soggetti agli arresti
  • Nuclei familiari con un componente licenziatosi nell’anno precedente alla richiesta (salvo motivi di giusta causa)

Non ci sono limitazioni alla Naspi, perciò il reddito è cumulabile all’assegno di disoccupazione. Bisogna chiarire, inoltre, che anche se in famiglia tutti lavorano, se si rientra nei requisiti si può richiedere lo stesso questo incentivo mensile. Per il reddito ISEE rientrano nel calcolo tutti i conviventi e i non conviventi a carico.

Per le coppie separate, è possibile richiedere il reddito solo se questi non risiedono più insieme. E ancora, non è sufficiente che un figlio cambi residenza per essere escluso dal reddito ISEE dei genitori, specialmente se questo non ha i mezzi per sostenersi autonomamente. Il figlio, in questo caso, resta a carico de genitori anche con residenza diversa, almeno fino ai 26 anni di età.