Settembre, mese di bilanci. La fine delle vacanze e il ritorno alla vita di sempre riportano alla normalità. E tornare alla normalità significa anche farsi qualche conto in tasca.  

Ormai da qualche anno, il governo ha deciso di supportare gli italiani in difficoltà con l'agevolazione economica ormai nota col nome direddito di cittadinanza. Ma come tutti i provvedimenti presi dall’esecutivo: “simul stabunt, simul cadent”.

Esaminiamo quindi le caratteristiche principali della misura reddito di cittadinanza, così come inizialmente strutturate dal governo guidato da Giuseppe Conte nel decreto legge n. 4 del 2019. E cerchiamo di capire cosa è cambiato, in base alle informazioni fornite sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e cosa potrebbe cambiare. 

La povertà è infatti un fenomeno complesso e poliedrico, che richiede percorsi personalizzati di inclusione sociale prima che lavorativa. Il Ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti ha dichiarato:

"Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La costituzione italiana recita che é il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo é di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza".

Per fare chiarezza invece su tutte le news che riguardano il pagamento del reddito di cittadinanza nel mese di settembre risulta molto utile guardare su youtube il video “PAGAMENTI REDDITO DI EMERGENZA e RDC da oggi: ORARI e REGOLE”, di Redazione The Wam.

Cos’è il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro attivata nel 2019 dal Governo 5 stelle. Consiste in un’erogazione monetaria a favore dei cittadini che versano in condizioni socialmente ed economicamente disagiate, e che presentano determinati requisiti al momento della richiesta.

Il reddito di cittadinanza infatti nasce con l’obietto di costituire non solo un’integrazione dei redditi familiari, ma soprattutto di reinserire i beneficiari nel mondo del lavoro, in un contesto sociale dal quale si trovano inevitabilmente esclusi.

Formazione, occupazione e sostegno economico sono quindi i principi ispiratori della misura.

Chi può percepire il reddito di cittadinanza

Ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 4 del 2019, i destinatari sono i nuclei familiari, composti anche solo da una sola persona. Il beneficiario deve avere compiuto i 18 anni di età. Deve essere disoccupato, o se occupato percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà stabilita dall’ Istat, l’istituto nazionale di statistica.

Dal 6 marzo 2019 possono ricevere il reddito di cittadinanza tutti i cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti, ossia residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa.

Non hanno diritto al reddito i malati lungodegenti, i detenuti o chiunque si trovi in un’altra struttura residenziale a carico dello Stato. E non ha diritto al reddito neanche chi si trova nella condizione di disoccupato a seguito di dimissioni volontarie.

Ottenere il reddito però non basta. Il decreto prevede infatti tutta una serie di requisiti anche per mantenerlo. Il beneficiario ad esempio non potrà rifiutare la terza offerta di lavoro congrua, ossia in linea con il curriculum e all’interno di un certo raggio di distanza dalla residenza del beneficiario.

Previste agevolazioni anche per i datori di lavoro che assumono precettori del reddito di cittadinanza passando attraverso un centro per l’impiego. Si tratta nello specifico di contributi sottoforma di esoneri contributivi pari alla differenza tra i 18 mesi e i mesi già fruiti dal beneficiario, ma mai per periodi inferiori alle cinque mensilità.

Dove richiedere il reddito di cittadinza

La procedura da seguire per la richiesta del reddito di cittadinanza non è specificata in un singolo testo normativo, ma ci sono diverse opzioni. Caf, Poste Italiane e il sito web Inps i luoghi dove poter accedere al servizio.

Per presentare l’istanza propedeutica ad ottenere il reddito di cittadinanza è necessario recarsi presso un CAF e richiedere l’Isee: l’indicatore della situazione economica equivalente, necessario per confrontare la situazione economica delle famiglie, e valutare la presenza o meno dei requisiti necessari per ottenere il reddito di cittadinanza. 

Una volta presentata l’istanza , e dopo che l’ Inps abbia valutato la presenza di questi requisiti, l’aspirante beneficiario deve poi compilare la did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Centri per l’impiego, caf e patronati che possono ricevere questa dichiarazione diventano quindi i nuovi soggetti a cui rivolgersi per iniziare il cammino verso una futura assunzione. I navigator, soggetti assunti dall’Anpal, gli eletti a guida del percorso.

Come calcolare il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza ha una validità di 18 mesi, al termine di quali se il beneficiario continua ad essere in possesso di tutti i requisiti, può ripresentare la domanda e chiedere una proroga, ma non oltre i 18 mesi.

Il richiedente deve avere:

  • un Isee inferiore ai 9.360 euro all’anno;
  • un patrimonio immobiliare, cioè terreni e fabbricati, esclusa la prima casa, di valore non superiore a 30.000 euro;
  • un patrimonio finanziario inferiore a 6000 euro (aumentati di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare), con deroga fino a 20000 se nel nucleo familiare del richiedente sono presenti persone con disabilità.

Nel caso in cui si possedessero tutti i requisiti, il massimo importo a cui si avrebbe singolarmente diritto sarebbe quello di 780 euro al mese, a fronte di un minimo di 40 euro previsti invece some soglia minima.

L’erogazione può poi variare dai 500 € fino ai 1.050 per quanto riguarda l’integrazione del reddito vera e propria, a cui aggiungere un contributo di 280 euro nel caso di abitazione in affitto. La cifra accreditata deve essere però spesa interamente entro la fine del mese di accredito e il limite massimo prelevabile in contanti è di 100 euro.

Non solo dunque non è possibile cumulare il reddito non usufruito, ma l’erogazione successiva sarà diminuita nei limiti del 20% della cifra corrispondente alla somma totalmente percepita

Reddito di cittadinanza: situazione attuale

Nei primi sette mesi del 2021 a beneficiare del sussidio sono stati 3,7 milioni di persone. Di queste, l'Osservatorio sul reddito e pensione di cittadinanza ha stimato 604381 appartenenti a famiglie composte da una sola persona.

Ad agosto la misura di agevolazione ha avuto un boom: 1,36 milioni di famiglie hanno ricevuto il reddito per un importo medio di 545,95 euro a nucleo. Tra questi il 44,46% l’Osservatorio ha stimato essere single, e 516.572 fruitori senza disabili a carico.

In questo mese invece la modalità di erogazione sarà doppia. E la cosa ha destabilizzato parecchi beneficiari, che si sono visti accreditare un importo minore e prima del tempo. Ma niente paura.

Settembre per l’Inps (e non solo) è infatti un mese ricco di impegni, e l’Istituto della Previdenza Sociale ha voluto semplicemente portarsi avanti. Il motivo si chiama assegno unico temporaneo, l’agevolazione economica prevista per i nuclei familiari con minori a carico, valida fino al 31 dicembre.

Chi percepisce entrambi i contributi deve infatti considerare che i pagamenti arriveranno in due ricariche differenti e quindi in tempi diversi. Per quanto riguarda invece la riduzione dell’importo è inoltre possibile che l’Inps abbia sottratto la quota di sussidio relativa a ciascun figlio minore presente in famiglia.

Entro il 27 del mese la situazione dei pagamenti dovrebbe però completarsi e ristabilire la calma tra i numerosi beneficiari in preda al panico.

Cosa cambia reddito di cittadinanza

Il Presidente della Camera Roberto Fico ha dichiarato che il reddito di cittadinanza è stato uno strumento importantissimo per aiutare le persone in difficoltà, determinante nella lotta contro la povertà, e ha aggiunto:

“se ci sono dei miglioramenti da fare si faranno, ma il reddito rimane”.

Abrogarlo significherebbe infatti negare un sussidio a chi ne ha bisogno. L’obiettivo deve invece essere quello di razionalizzarlo, potenziarlo e inasprire i provvedimenti in caso di abusi.

Nel caso di violazioni degli obblighi in merito al reddito di cittadinanza sono già previste infatti diverse sanzioni: le dichiarazioni infedeli sono punite penalmente con la reclusione da due a sei anni; la mancata partecipazione a progetti di utilità sociale o i rifiuti ingiustificati di offerte di lavoro e la mancata sottoscrizione del patto per il lavoro comportano la decadenza del sussidio.

L’intenzione è quindi non di cancellare la misura, ma di renderla più efficace.

Il reddito di cittadinanza dunque presto sarà oggetto di modifiche. Forse anche fuso al reddito di emergenza, ma rimarrà. Alcuni dei tentativi politici che si dirigevano nel senso opposto hanno subito un’inversione di rotta, altri una battuta di arresto. Lo stesso premier Draghi a riguardo ha infatti affermato di condividere il concetto alla base del sostegno.

Il Resoconto dell’Istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inap) ha dimostrato che la povertà si è aggravata: il Ministro del lavoro Andrea Orlando a tal proposito ha infatti istituito un apposito comitato scientifico per valutare le potenzialità del reddito di cittadinanza, i punti da implementare per renderlo più efficace e le criticità da eliminare.

Il cambiamento sarà diretto soprattutto ad arginare la crisi sociale che la situazione pandemica ha creato, e che pur essendo una diretta conseguenza di quella economica, necessita di interventi mirati, probabilmente a partire dai requisiti richiesti, ma non necessariamente diretti a stravolgere la misura.

È stato stimato infatti che oltre il 50% dei poveri è rimasto escluso dal beneficio, mentre chi lo riceve potrebbe farne a meno o usufruirne in maniera ridotta.