Il reddito di cittadinanza è uno dei temi più dibattuti in questi mesi, in particolare con l’arrivo della nuova Legge di Bilancio 2022, che ha introdotto numerose nuove misure e modifiche a misure già esistenti rivolte ai cittadini italiani. Sul reddito di cittadinanza nel corso del 2021 sono emerse alcune criticità come la presenza di molti casi di ricezione del reddito in modo illecito.

Inoltre, la misura non avrebbe favorito la ricerca attiva del lavoro. Per risolvere questo tipo di problemi, si è resa necessaria una revisione della misura del reddito di cittadinanza, revisione arrivata insieme alla nuova Legge di Bilancio. L'RdC è stato ampiamente criticato, perché secondo molti limiterebbe la ricerca attiva del lavoro, e garantendo un'erogazione mensile, allontanerebbe i cittadini dalla necessità di trovare un nuovo posto di lavoro.

Si tratta di problematiche a cui si è arrivati ad una soluzione al termine dei dibattiti, con l'introduzione per il prossimo anno di nuove politiche per il lavoro, e di regole più stringenti per l'accesso alla misura. Il governo ha optato per modificare il reddito di cittadinanza per garantire una limitazione a questo genere di problematiche, come spiega Ilgiornale.it:

"A cambiare saranno anche i controlli sui percettori del reddito, che saranno molto più approfonditi. Il premier vuole infatti ampliare le verifiche dell'Inps sui requisiti patrimoniali indicati nella dichiarazione sostitutiva unica da parte dei futuri percettori, con particolare attenzione anche ai beni posseduti all'estero."

Tramite i nuovi controlli verranno limitati gli accessi al reddito di cittadinanza, e di fatto si potranno evitare molti episodi come quello che in questi giorni sta rimbalzando su tutte le testate giornalistiche: una vera e propria truffa ai danni dello stato compiuta da un gruppo di persone, senza cittadinanza né residenza in Italia, che ha incassato in modo irregolare il reddito di cittadinanza. Presto però arriveranno paletti più stringenti, non solo per chi deve chiedere l'RdC, ma anche per chi lo riceve periodicamente.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia

Sul reddito di cittadinanza si sta discutendo molto proprio a proposito dei cambiamenti alla misura che verranno messi in pratica a partire dal prossimo anno. Contrariamente a quanto molti hanno ipotizzato in passato, il reddito ritornerà, nel 2022, e non verrà eliminato. 

Tuttavia tornerà con alcune caratteristiche importanti modificate profondamente, come l'accesso alla misura e le modalità di ricezione della stessa. Per limitare gli accessi illeciti all'RdC, il governo punta a rendere più difficoltoso l'accesso, perché sarà garantito solamente a chi effettivamente si trova in una situazione di inattività, e ha bisogno di trovare un nuovo impiego, proposto dalle agenzie del lavoro e dai centri per l'impiego.

Dal 2022 quindi per poter ricevere le mensilità del reddito di cittadinanza sarà necessario presentare tutta una serie di dati relativi alla propria situazione reddituale e patrimoniale. Secondo il disegno di legge attualmente in circolazione della Legge di Bilancio 2022, il reddito verrà rifinanziato non solamente per il 2022, ma per tutti gli anni a venire, come spiegato dalla comunicazione ufficiale. I fondi messi a disposizione per questo finanziamento sono rispettivamente:

  • Incremento di 1.065,3 milioni di euro per l'anno 2022;

  • Incremento di 1.064,9 milioni di euro per l'anno 2023;

  • Incremento di 1.064,4 milioni di euro per l'anno 2024;

  • Incremento di 1.063,5 milioni di euro per l'anno 2025;

  • Incremento di 1.062,8 milioni di euro per l'anno 2026;

  • Incremento di 1.062,3 milioni di euro per l'anno 2027;

  • Incremento di 1.061,5 milioni di euro per l'anno 2028;

  • Incremento di 1.061,7 milioni di euro per l'anno 2029.

Si tratta quindi di una conferma della misura che viene applicata su un periodo piuttosto lungo, per cui viene confermata la misura del reddito di cittadinanza come strutturale per sostenere le famiglie in difficoltà. Tuttavia questa misura è destinata ad aiutare i cittadini anche nella ricerca di un nuovo impiego, e per farlo vengono messe a disposizione sia alcune agenzie del lavoro abilitate al reddito di cittadinanza, sia i centri per l'impiego.

Reddito di cittadinanza: quando finisce

Il reddito di cittadinanza solitamente ha una durata massima di 18 mesi, ma può essere ulteriormente rinnovato per altri mesi successivamente alla sospensione di un mese. Questa particolare misura è disponibile anche per chi ha più di 67 anni, sotto forma di pensione di cittadinanza. Per questi percettori non esiste limite temporale e sospensione alla ricezione del reddito di cittadinanza.

Tuttavia presto le erogazioni dell'RdC potrebbero finire per molti percettori: si tratta di una novità introdotta dal prossimo anno con la Legge di Bilancio 2022. Come spiegato dal documento ufficiale, si perde il diritto di accedere a questa forma di sostegno se non si accetta di prendere parte alle misure di politica attiva per il lavoro:

"Equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, ed è trasmessa dall’INPS all’ANPAL, ai fini dell’inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del lavoro. La domanda di Rdc che non contiene le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro di cui al presente comma è improcedibile."

Per poter ricevere le mensilità di RdC pertanto diventa fondamentale prendere parte alle diverse politiche attive per il lavoro che saranno proposte dai centri per l'impiego o dalle agenzie per il lavoro abilitate. Su questo punto poi, c'è una peculiarità importante: alla seconda offerta di lavoro rifiutata dal cittadino percettore del reddito, l'RdC verrà sospeso nell'erogazione.

La misura così diventa strettamente collegata alla disponibilità al lavoro del soggetto che la richiede, che ha un massimo di due possibilità per poter accettare un lavoro offerto da un centro apposito. Per quanto riguarda la prima offerta di lavoro proposta, per essere valida deve essere entro 80 km da casa, e raggiungibile anche con il trasporto pubblico per un massimo di 100 km di distanza.

Le stesse regole non valgono per la seconda offerta di lavoro: se il percettore del reddito di cittadinanza rifiuta la prima offerta, la seconda può comportare anche una possibilità di lavoro senza limiti di distanza. Risulta facile intuire come queste misure così stringenti possano effettivamente limitare i rifiuti al lavoro da parte dei cittadini in difficoltà economica.

Reddito di cittadinanza: ulteriori proposte

Ulteriori proposte per le modifiche al reddito di cittadinanza stanno arrivando al governo in questi giorni, e tra queste spicca quella di poter portare il requisito di residenza per stranieri, che al momento è fissato a 10 anni di tempo, ad un numero inferiore, a cinque anni. La proposta sarebbe in linea con le misure similari utilizzate negli altri paesi europei.

Ma questa non è l'unica proposta di modifica ulteriore al reddito di cittadinanza per il prossimo anno: alcuni propongono la decadenza delle erogazioni mensili già al primo rifiuto al lavoro. Tuttavia su queste proposte ancora non esiste una conferma definitiva, e bisognerà attendere ulteriori novità in merito.

La misura si rivelerà più stringente anche nell'impegno che il cittadino dovrà mettere nella ricerca attiva di un lavoro, con l'aiuto dei centri per l'impiego abilitati. Si tratta di un obbligo di presenziare almeno una volta al mese alle iniziative di formazione e inclusione nel mondo del lavoro proposte dai centri per l'impiego, pena la decadenza dell'intera misura di sostegno.

Inoltre viene anche ipotizzata una diminuzione progressiva dell'erogazione mensile destinata ai percettori del reddito, come spiega un articolo di Gds.it:

"Ma non mancano le novità: vengono rafforzati i controlli e introdotti correttivi alle modalità di corresponsione, che prevedono una revisione della disciplina delle offerte di lavoro congrue, un decalage del beneficio mensile per i soggetti occupabili."

Che il reddito di cittadinanza cambierà, questo era già chiaro con le prime intenzioni del governo, tuttavia nonostante ci sono alcune linee generali di modifica, ancora non sono definitive le misure di perfezionamento delle stesse caratteristiche del reddito, per cui bisognerà ancora attendere.

Reddito di cittadinanza calcolo

Riassumendo, vediamo come viene calcolato il reddito di cittadinanza, che è destinato specialmente a chi si trova senza lavoro, quindi a reddito zero. Il reddito è composto da due parti, come spiega il sito ufficiale dell'iniziativa. Da un lato si tratta di un sostegno al reddito complessivo del nucleo famigliare, fino alla cifra di 6.000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza.

L'altra parte del reddito va più precisamente a sostenere le persone che vivono in affitto, e va a coprire il contratto di locazione, fino alla cifra di 3.360 euro massimi. Anche nel caso in cui sia attivo un mutuo su un immobile di proprietà, è possibile richiedere un sostegno con il reddito di cittadinanza.

In sostanza, il calcolo per la cifra esatta erogata mensilmente viene effettuato anche tenendo conto della presenza di un contratto di affitto oppure di un mutuo aperto per una casa di proprietà. Chi vive in affitto o deve pagare il mutuo ad una banca viene così sostenuto nel pagamento, fino alle soglie massime stabilite.

La cifra totale annuale in ogni caso non può andare oltre i 9.360 euro, che corrispondono a 780 euro mensili. Tuttavia questa misura di sostegno economico non è garantita solamente a chi ha reddito zero, ma è indirizzata anche a chi riceve altre forme di sostegno economico, o redditi sotto la soglia consentita.

La cifra massima quindi viene erogata alle famiglie solamente nel caso in cui queste abbiano reddito zero, e non ricevano altre forme di sostegno economico. Dal prossimo anno questo calcolo non cambierà, secondo le previsioni, ma cambieranno i parametri per l'accesso e alcune regole della misura.

Questo ha comportato anche un effetto collaterale: i così detti navigator, i lavoratori fino ad ora impegnati ad assistere i percettori del reddito di cittadinanza nell'inserimento lavorativo, verranno sostituiti dai centri per l'impiego e dalle agenzie di lavoro. Si parla di almeno 2.500 persone che perderanno il posto di lavoro, che scenderanno in piazza a Roma a protestare il giorno 18 novembre 2021.