Non c'è giorno senza che ci siano annunci sul reddito di cittadinanza, a testimoniare come il tema sia caldo e che la volontà politica non è quella di abolirlo, come vorrebbe Matteo Renzi di Italia Viva, ma di modificarlo, come invece sostiene Matteo Salvini della Lega. 

Ma prima di congedarsi per quindi giorni di riposto, anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, nella conferenza stampa aveva detto che di fatto il principio alla base del reddito di cittadinanza lo condivide. Come per dire, il reddito di cittadinanza resta, ma vanno cambiati i meccanismi di funzionamento. Infatti quello che in questi anni non ha funzionato è stato il sistema di ricollocamento sul mercato del lavoro di almeno uno dei componenti della famiglia, eleggibile al lavoro. E così arriva una proposta rivoluzionaria, figlia anche delle polemiche di questi giorni sulla carenza di lavoratori nei settori stagionali. Qual è la grande novità?

Reddito di cittadinanza: Mario Draghi lo conferma

Nessuna abolizione. Ma una conferma piena sul reddito di cittadinanza. Lo ha espresso Mario Draghi alla vigilia delle ferie agostane, anche se in questi giorni il presidente del consiglio dei ministri è alle prese con una missione diplomatica sulla questione Afghanistan. Cosa ha detto Mario Draghi sul reddito di cittadinanza?

È troppo presto per dire se verrà riformato, ridisegnato, se cambierà platea - dice sibillino Mario Draghi - Quello che vorrei dire è che il concetto alla base del reddito di cittadinanza io lo condivido in pieno.

Se Mr. "whatever it takes" condivide il principio alla base del reddito di cittadinanza, non è detto che condivida i meccanismi di funzionamento, come ha lasciato intendere, parlando di riforma e ridisegno. Certo non è tempo per rimettere mani ad un sistema di sostegno economico in un momento ancora di difficoltà occupazionale. Ma di sicuro così come sta funzionando il reddito di cittadinanza non va bene. Non va bene perchè il suo obiettivo primario di riqualificazione e ricollocazione nel mercato del lavoro non è stato centrato. 

Oggi il reddito di cittadinanza è più una forma di assistenza che di creazione di opportunità. Tuttavia non è tutto marcio, perchè degli oltre 3 milioni di percettori del reddito di cittadinanza solo un terzo è eleggibile ad essere occupato. Non si possono costringere gli altri 2 milioni tra minori, persone in condizioni di salute tali per cui non possono essere occupati, pensionati a trovare lavoro. Lo sforzo va fatto su quel milioni di cittadini occupabili. 

Reddito di cittadinanza: come funziona la ricerca di lavoro

Uno dei requisiti per chi chiede il reddito di cittadinanza è quello di sottoscrivere un patto per il lavoro o l'inclusione, rispettivamente con il centro per l'impiego di riferimento e i servizi sociali del proprio comune. Infatti in quest'ultimo caso, i sindaci possono decidere di utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza per lavori socialmente utili. Per certo non è questa la finalità del reddito di cittadinanza, ma in determinate circostanze il percettore chiamato dal Comune a prestare la propria opera, deve poter accettare. 

Sul versante lavoro invece, il centro per l'impiego deve predisporre un percorso per consentire al beneficiario del reddito di cittadinanza di trovare un'occupazione. Sarà il centro per l'impiego a presentare le diverse proposte di lavoro che devono risultare congrue. Ma cosa significa congruità dell'offerta lavorativa? Viene in soccorso l' art. 25 del decreto legislativo 150/2015:

  • coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  • distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  • durata dello stato di disoccupazione.  

Reddito di cittadinanza: il rebus distanza dal luogo del lavoro

Relativamente alla distanza, l'offerta di lavoro può prevedere delle distanze crescenti al crescere del periodo di fruizione del reddito di cittadinanza.

Se l'offerta arriva nei primi 12 mesi di erogazione del reddito di cittadinanza, l'offerta è congrua se la prima proposta prevede una distanza non superiore a 100 km dalla residenza del beneficiario oppure 100 minuti utilizzando mezzi pubblici. In caso di seconda proposta la distanza aumenta a 250 km, mentre la terza proposta è sull'intero territorio nazionale. 

Decorsi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro duecentocinquanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nel caso si tratti di prima o seconda offerta, ovvero, ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta. 

Dopo il rinnovo, quindi con altri 18 mesi di reddito di cittadinanza, la congruità sulla distanza viene meno e la proposta di lavoro può riguardare qualsiasi zona d'Italia. 

In presenza di famigliare disabili la distanza non può superare i 100 km. In presenza di figli minorenni invece la distanza non deve superare i 250 km nella terza offerta. 

Il rifiuto di un'offerta congrua dovrebbe far perdere il reddito di cittadinanza. Ma in questi anni questo è successo raramente perchè il sistema di presentazione delle offerte di lavoro non ha funzionato, se ci mettiamo anche l'anno di lockdown in cui era tutto chiuso.

Reddito di cittadinanza: la rivoluzione del lavoro stagionale

Diversi imprenditori soprattutto nel settore della ristorazione e hotellerie hanno lamentato in queste settimane la carenza di personale, perchè per i percettori di reddito di cittadinanza meglio restare a casa con uno "stipendio" dello Stato piuttosto che lavorare. La polemica è montata da parte di chi ha asserito che spesso le condizioni di lavoro in questi settori non sono regolari o che per il lavoro svolto la retribuzione corrisposta non è adeguata. Ma al di là di questo aspetto di compliance ai contratti di lavoro, su cui per esempio la società Ethicjobs ne fa un punto importante per un ambiente di lavoro di qualità, il pressing per fare in modo che chi percepisce il reddito di cittadinanza possa trovare lavoro ha aperto la porta alla rivoluzionaria proposta della Lega.

Quella di inserire nel patto del lavoro l'obbligo di accettare un lavoro stagionale per non meno di due mesi, quando fin'ora il percettore del reddito di cittadinanza poteva rinunciare a contratti di lavoro inferiori a tre mesi. 

Reddito di cittadinanza: le proposte in campo

Nel frattempo il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, con il suo comitato scientifico sta valutando diverse opzioni per rimettere in carreggiata il reddito di cittadinanza e riportarlo al suo ruolo principe di strumento per re-inserire il percettore nel mondo del lavoro. 

Fra le varie ipotesi di modifica al reddito si starebbe pensando anche a corsi di formazioni e riqualificazione professionale obbligatori per tutti i beneficiari, così da incrementare le loro competenze e renderle conformi alle richieste delle aziende.

Non solo. Un altro obiettivo del Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza sarebbe quello di rivedere i parametri per gli importi da erogare ai percettori, basandoli questa volta su scala regionale e/o sul numero dei membri che compongono la famiglia.

Reddito di cittadinanza: quali possono essere le novità

Oltre a dover rimettere in moto la macchina che fa incrociare domanda e offerta di lavoro, e chissà ripensando al ruolo dei navigator che sono "naufragati" prima di partire, si deve anche ripensare alla struttura economica del reddito di cittadinanza.

Allo stato attuale da Nord a Sud, l'importo del reddito di cittadinanza, a parità di condizioni, è lo stesso. Ma bisogna tener conto delle differenze di costo della vita che ci sono nelle singole regioni italiane. L'affitto pagato a Milano non è lo stesso, a parità di immobile, di un affitto pagato in piccolo paesino del Meridione. 

Altro aspetto che va ripensato è l'importo riconosciuto ai single rispetto a nuclei famigliari più numerosi. In proporzione, il single godrebbe di un importo maggiore, anche se dal 1 luglio 2021 con l'introduzione dell'assegno unico temporaneo ai figli, ci sarebbe un piccolo riequilibrio. 

Infine si deve considerare alla luce dello stato attuale del livello occupazionale se i 18 mesi di durata del reddito di cittadinanza siano sufficienti per poter essere ricollocati nel mondo del lavoro. 

In conclusione ci aspetta un autunno in cui il governo dovrà dare una sterzata al reddito di cittadinanza.

Per approfondire il tema sull'assegno unico ai figli ti consiglio di leggere il mio articolo Assegno Unico: Inps ad agosto paga doppio. Ecco a chi!