L’imminente arrivo della nuova Legge di Bilancio per il 2022 porta con sé numerosissime novità, tra misure di sostegno al reddito, bonus per la casa e riforma del sistema pensionistico. Ma non si tratta soltanto di modifiche e cambiamenti, sono previsti tagli molto importanti.

Uno di questi riguarda il Reddito di Cittadinanza: misura che subirà cambiamenti molto importanti, seppur non strutturali così come si pensava all’inizio; ma comunque ci saranno. A partire dall'inserimento di alcuni paletti molto stringenti che prevedono la revoca del beneficio, fino ai controlli molto più serrati sui requisiti dichiarati per poter beneficiare della misura.

Ricordate i famosi navigator? A partire dal prossimo anno 2022, saranno tagliati e, al loro posto, ci saranno le Agenzie interinali (le Agenzie del Lavoro) a provvedere all'orientamento al lavoro e al collocamento dei percettori del Reddito di Cittadinanza.

Si tratta di circa 2500 contratti che non verranno rinnovati per il prossimo anno. I navigator, sostanzialmente, sono una sorta di tutor che hanno il compito di seguire e trovare un’occupazione congrua ai percettori del Reddito di Cittadinanza.

Ma analizziamo, più nello specifico, la figura del navigator e perché avrebbe fallito nel suo incarico di collocamento lavorativo dei disoccupati e degli inoccupati percettori del Reddito di Cittadinanza.

Addio ai navigator: perché saranno tagliati a partire dal 2022?

Era già nell’aria da molto tempo una riforma del Reddito di Cittadinanza. Nulla di radicale, ovviamente, solo qualche correttivo qua e là. Tuttavia, un taglio radicale molto importante è previsto per una figura che all'inizio era diventata fondamentale ma che, successivamente, è finita nel dimenticatoio. Si tratta dei navigator, per chi li avesse dimenticati.

Per rinfrescarci la memoria e capire anche meglio la natura di questa figura, nata con l'entrata in vigore al fianco del Reddito di Cittadinanza, è bene spiegare la loro funzione lavorativa. Sostanzialmente, il navigator è l’anello di congiunzione tra il percettore del Reddito di Cittadinanza, le aziende e le imprese che offrono un posto di lavoro.

La funzione del navigator è quella di dare una mano ai Centri per l’Impiego, cercando di delineare e creare un percorso di inserimento e di lavoro ai disoccupati e agli inoccupati percettori del Reddito di Cittadinanza. 

Ebbene, una delle più aspre critiche alla misura assistenziale – per eccellenza – riguarda proprio l’aspetto lavorativo. Quanti percettori del Reddito di Cittadinanza hanno accettato un lavoro che gli è stato proposto? E a quanti altri ancora sono giunte proposte di impiego lavorativo? La risposta da dare non è molto difficile. Molto poche, ovviamente e, nello stesso tempo, molti pochi sono i percettori che hanno intrapreso questi famosi percorsi di inserimento lavorativo. 

Pertanto, la figura del navigator e il ruolo che avrebbe dovuto assumersi non è stata molto soddisfacente o, almeno, non totalemte; infatti, così come si legge sul sito ilgiorno.it:

“[…] quella del navigator in Italia è più vista come l'emblema del fallimento, la figura che simboleggia il naufragio di una manovra dal sapore più politico che concreto e operativo”.

Quindi, nella bozza della nuova Legge di Bilancio del 2022, è previsto il taglio per questa figura, senza il conseguente rinnovo del contratto di lavoro.

Ricordiamo, adesso, quali sono i compiti del navigator, in maniera più approfondita.

Navigator: di cosa si occupa questa “nuova” figura professionale?

La figura del navigator si è affacciata da pochissimo tempo sulla scena e, in men che non si dica, le si dovrà dire addio. Infatti, all’interno della bozza della nuova Legge di Bilancio del 2022, non trova più spazio il ruolo del navigator.

Il suo compito, appunto, è quello di supportare i Centri per l’Impiego tracciando il sentiero lavorativo che intrapenderanno i disoccupati e gli inoccupati percettori del Reddito di Cittadinanza, al momento della loro chiamata occupazionale. 

Infatti, il navigator deve cercare di indirizzare ogni cittadino che percepisce il RdC a intraprendere il percorso lavorativo che più si avvicina alle sue competenze e possibilità, inserendoli in un percorso professionale. Alla sua nascita, è stato descritto come una figura di fondamentale importanza per inserire, nel modo giusto, i soggetti disoccupati oppure inoccupati nel mondo del lavoro.

Ma analizziamo, per bene, quali sono tutti i compiti del navigator e come viene espletato il suo lavoro.

Come si legge sul sito anpalservizi.it:

“Compito principale del Navigator è supportare gli operatori dei Centri per l’Impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari del Reddito di Cittadinanza dalla prima convocazione fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua”.

Il navigator, insieme agli operatori del Centro per l’Impiego, lavora al Patto per il Lavoro, che consiste in un percorso che accompagna il percettore del Reddito di Cittadinanza all’impiego, personalizzato in base a requisiti, capacità e molto altro.

Ovviamente, il miglior modo di trovare un percorso professionale adatto alle esigenze di ogni singolo beneficiario è quello di cercare un lavoro che sia adatto alle capacità professionali, oltre che in base alle aspettative lavorative. Ma bisogna anche considerare il mercato del lavoro e quali figure per mansioni vengono richieste. Insomma, non bisogna sottovalutare il trend lavorativo del momento. 

Comunque ritornando alla funzione del navigator, una volta che viene sottoscritto il Patto del Lavoro, il suo compito consiste nell’organizzazione di incontri con i percettori del RdC, verificando il rispetto degli impegni presi e condurre e seguire i beneficiari supportandoli anche da un punto di vista emotivo.

In conclusione, il navigator deve ricercare le opportunità lavorative che meglio si accostano alla figura del beneficiario della misura assistenziale del Reddito di Cittadinanza, fornire consulenze e supportare le aziende e, ovviamente, effettuare controlli e verifiche sull’andamento occupazionale.

Navigator: licenziati dal prossimo anno. Verranno sostituiti?

La figura del navigator avrebbe dovuto ricercare le migliori soluzioni lavorative per i percettori del Reddito di Cittadinanza. Anzi, i suoi compiti sono proprio quelli di garantire l’occupazione migliore e la soddisfazione sia delle aziende che dei lavoratori inseriti.

Tuttavia, nel fitto groviglio di modifiche alla misura del Reddito di Cittadinanza, trova posto anche il licenziamento dei navigator che, ad oggi, sono circa 2500. Sul sito ticonsiglio.com:

“Il contratto dei lavoratori nati con il Reddito di Cittadinanza, prorogato dal Decreto Sostegni, scadeva il 31 dicembre 2022 e la legge di Bilancio 2022 non ne prevede il rinnovo”.

Si tratta di un taglio molto importante, in quanto saranno circa 2500 cittadini a perdere il lavoro e, quindi, a rimanere disoccupati - che si andranno a sommare ai percettori del Reddito di Cittadinanza.

Naturalmente, i Centri per l’Impiego non si troveranno a lavorare da soli, ma saranno affiancati dalle Agenzie Interinali, ovvero le Agenzie per il Lavoro, che avranno il compito di collocare nel mondo del lavoro disoccupati e inoccupati percettori del Reddito di Cittadinanza.

Lavoro ai navigator: le proteste!

Una figura senza ombra di dubbio stigmatizzata negativamente, in quanto si pensa non sia servita a molto come avrebbe dovuto ad aiutare i Centri per l’Impiego per occupare i percettori del Reddito di Cittadinanza. 

In ogni caso, i loro contratti scadranno il 31 dicembre del 2021 e i circa 2500 navigator dovranno cercare una nuova occupazione. 

Se fino alla fine di quest'anno i navigator hanno il compito di supportare e aiutare nel nuovo percorso lavorativo i disossupati e gli inoccupati percettori del RdC, dal prossimo 1° gennaio 2022, chi aiuterà loro a cercare lavoro?

Ovviamente, questa decisione che costerà la perdita del posto di lavoro a molte persone non è stata presa benevolmente e, infatti, ci sono state molte polemiche e proteste sia da parte loro che dei sindacati, in quanto, alla fitta schiera di disoccupati, se ne vanno ad aggiungere altri. 

Infatti, così come si legge sul sito ilsole24ore.com:

“I sindacati hanno annunciato una manifestazione per la tutela di questi lavoratori il 18 novembre”.

Per quale motivo? Sempre sulla testata ilsole24ore.com, leggiamo che:

“«Ci sarà una manifestazione, perché i navigator non possono pagare per un provvedimento che non funzionava - ha spiegato Maurizio Landini […]”.

Tuttavia, quella dei navigator è solo una delle conseguenze al cambiamento del Reddito di Cittadinanza. Andiamo ad analizzare quali sono le altre novità per il 2022, contenute nella bozza della nuova Legge di Bilancio del 2022.

Reddito di Cittadinanza: come cambia la misura il prossimo anno?

Il Reddito di Cittadinanza cambierà il suo volto a partire dal prossimo anno. Non sarà abolito, come molti speravano, ma non sarà neppure riformato strutturalmente, come avrebbero voluto gli avversari della misura più moderati.

Tuttavia, il Reddito di Cittadinanza non può rimanere così come è ora. Si tratta pur sempre di una misura che è stata aspramente criticata sia da molte forze politiche, sia dal popolo stesso, soprattutto durante il 2021.

Infatti, l’occhio è puntato sulla misura, soprattutto in questi ultimi mesi, dove stanno spuntando, sempre con più frequenza vicende sulla percezione indebita del beneficio.

Quali sono, quindi, le novità per il 2022? Come già si sa, la misura verrà rifinanziata nuovamente, ma dall’altra parte sono previsti controlli più stringenti sui cosiddetti “furbetti”. Le verifiche dei requisiti previsti per poter accedere alla misura dovranno essere effettuate più frequentemente e questi controlli, ovviamente, limiteranno considerevolmente l’accesso al RdC.

Ma le novità non si esauriscono ai controlli. A partire dall’inizio del nuovo anno, l’assegno mensile sarà ridotto oltre che la possibilità concreta di perdere del tutto il diritto a beneficiare del sussidio, in caso di due rifiuti di proposte di lavoro.