Una buona opportunità per i fruitori del Reddito di Cittadinanza. C’è chi potrà godere di un bonus INPS del valore non più alto di 780 euro, oltre all’importo del sussidio di Stato regolarmente riconosciuto. 

Il Governo italiano si è mostra particolarmente attento all’inserimento dei percettori del Reddito di cittadinanza nel mondo lavorativo, tanto da predisporre presso l’INPS una particolare agevolazione economica riconosciuta nella qualità di valore di reinserimento lavorativo. Il tutto come mensilità aggiuntiva a quella giù riconosciuta mensilmente dall’Istituto.  

Questo, perché, difatti, mancano i percorsi idonei a consentire sviluppi lavorativi o, meglio la misura così come è stata studiata e messa a regime non funziona tanto. È carente del profilo rivolto al reinserimento lavorativo e sociale. 

 Le novità presenti nella Legge di Bilancio 2022 che accompagnano il Reddito di cittadinanza sono diverse, il 28 ottobre è passato il decalage sul sussidio di Stato, un sistema che attiva un taglio del valore di 5 euro spalmato su ogni mese, con decorrenza dal giorno in cui l’offerta congrua di lavoro viene rifiutata. Per poi passare alla seconda offerta il cui rifiuto porta alla perdita totale del sussidio di Stato. 

C’è da dire che il Governo Draghi punta canalizzare la stretta per i percettori con maggiori obblighi e controlli. Resta da capire, in che modo il problema del reinserimento sarà realmente arginato. Considerato che per i Centri per l’impiego è quasi inattuabile proporre un’offerta di lavoro “congrua”.  

Chiudiamo (per ora) il punto sulle novità che dovrebbero andare a regime dal 2022, per concentraci sul bonus del valore di 780 euro aggiunto alla ricarica mensile.

Una breve guisa sulle principali caratteristiche del bonus sino al valore massimo di 780 euro per il reinserimento lavorativo. Ti spiegheremo, come ottenerlo e perché è importante non rinunciare a questa agevolazione economica.  

Reddito di Cittadinanza: promosso l’ingegno!

L’INPS ha diramato le informazioni sul bonus direttamente fruibile dai percettori del Reddito di cittadinanza. In particolare, l’Istituto nel messaggio n. 3212 ufficializzato il 24 settembre 2021, ha spiegato come utilizzare l’incentivo per l’autoimprenditorialità.

Parliamo dell’agevolazione messa in campo dal Governo italiano per incentivare i percettori del sussidio di Stato ad attivarsi nel mondo lavorativo, un incoraggiamento rivolto all’avvio di una nuova attività economica produttiva. 

Un messaggio chiaro e preciso rivolto a stimolare il canale dell’autoamprenditorialità. In altre parole, il Governo Italiano attraverso questa misura resa operativa dall’INPS, punta a promuovere quell’ingegno assopito dei cittadini ammessi al diritto del beneficio di Stato. 

Reddito di Cittadinanza: a chi spetta il bonus in più sulla ricarica?

C’è chi potrà godere di un bonus INPS del valore non più alto di 780 euro mensili, oltre all’importo del sussidio di Stato regolarmente riconosciuto. Andiamo nel dettaglio per vedere esattamente come e quali importi vengono erogati dall’INPS come bonus incentivo per l’autoimprenditorialità. 

L’INPS riconosce un valore di 4.680,00 euro, oltre alla ricarica del Reddito di cittadinanza, se sono presenti tutti i requisiti e le condizioni disposte dalla normativa. 

È bene comprendere che come (quasi) tutte le forme di agevolazioni economiche erogate dall’INPS, anche in questo caso è presente una soglia massima e un limite minimo. Questo, per spiegare che non tutti i percettori del sussidio di Stato ricevono il medesimo importo in qualità di bonus per l’autoimprenditorialità.  

L’INPS nell’erogare tale incentivo valuta diversi elementi, tra cui: 

  • il valore del Reddito di cittadinanza riconoscimento all’avente diritto su base mensile;
  • il numero dei componenti del nucleo familiare;
  • il reddito del nucleo familiare prodotto dall’indicatore ISEE.

Si consiglia la visione del video YouTube di Mondo Pensioni sul bonus fino a 4680 euro. 

 

Per maggiori informazioni sul bonus extra per la Legge 104, leggi qui.

Reddito di cittadinanza: 780 euro mensili, non per tutti

Ricordiamo che non tutti i fruitori del Reddito di cittadinanza ottengono questa somma aggiuntiva sull’importo della ricarica a loro riconosciuta. Ciò significa che non tutti potranno godere dell’incentivo massimo di 780 euro mensili applicati come voce aggiuntiva all’importo della ricarica mensile. 

Questo, perché parliamo di un incentivo diretto a favorire quell’ingresso nell’attività produttiva del Paese, a cui non tutti aderiscono. 

C’è da dire che essere percettori del Reddito di cittadinanza non è la sola condizione prevista dalla normativa che dà diritto all’assegnazione dell’agevolazione economica. 

È, infatti, necessario procedere con l’avvio di un’attività economica imprenditoriale con decorrenza minima di un anno dal momento del riconoscimento del sussidio di Stato. 

Reddito di Cittadinanza: criteri e condizioni del bonus fino a 780 euro mensili

È importante comprendere che la finalità di questo particolare incentivo economico è rivolta alla creazione di nuove attività necessarie alla crescita del Paese. Per questo motivo, il bonus può essere richiesto anche dai membri del nucleo familiare in cui è presente il percettore del Reddito di cittadinanza. 

Come si legge nelle linee guide pubblicate con il decreto Ministeriale del 12 febbraio 2021, il titolare del Rdc o un solo componente facente parte del nucleo familiare dell’avente diritto al sussidio di Stato, può richiedere l’incentivo economico un’unica volta come bonus per l’autoimprenditorialità.

Dalla normativa si comprende che il bonus può essere richiesto dal titolare del sussidio o da un solo membro e un’unica occasione, non saranno ammesse richieste successive alla prima, anche se riferite a componenti diversi dalla famiglia del percettore del Reddito di cittadinanza. 

Reddito di Cittadinanza: i motivi di esclusione al bonus per il reinserimento nel lavoro

Diversi sono i motivi che non prevedono l’erogazione dell’incentivo economico, oltre alla ricarica del sussidio di Stato. Non sono ammessi coloro che non avviano un progetto idoneo all’apertura di una nuova attività lavorativa. 

Ricordiamo, che la misura è stata istituita con l’intento di spingere i fruitori del Reddito di cittadinanza a collocarsi nella filiera produttiva del Paese, creando una propria attività lavorativa economica. 

Nello stesso modo, se si richiede il beneficio in seguito alla cessazione di un’attività lavorativa da un minimo di 12 mesi, parte l’esclusione immediata dal diritto al bonus. 

D’altra parte, appare chiaro che dal ricevimento dell’istanza, l’INPS predispone tutti i controlli idonei a scovare tracce di “furbetti”. In altre parole, l’Istituto avvia dei controlli serrati per impedire che i non aventi diritto, pur percettori del sussidio di Stato si infilano nel beneficio economico

Reddito di Cittadinanza: qual è la modalità di erogazione del bonus?

L’incentivo economico viene erogato dall’INPS per un periodo temporale di sei mesi. Per cui i beneficiari del Reddito di cittadinanza ricevono la ricarica spettante, oltre a un valore massimo di 4.680 euro come bonus reinserimento nel mondo del lavoro.

Anche in questo caso, l’INPS si occupa sia della gestione della misura che dell’erogazione mensile. Ciò significa che l’INPS riceve l’istanza per l’incentivo per l’autoimprenditorialità, esegue tutti i controlli che ritiene opportuni e dopo dispone l’erogazione del contributo economico all’avente diritto. 

Va detto, che l’erogazione parte dal mese successivo all’accettazione della richiesta. Inoltre, all’atto della compilazione della domanda il percettore del Reddito di cittadinanza sceglie la modalità di pagamento del bonus, ovvero per bonifico, accredito conto corrente e così via.  

Reddito di Cittadinanza: quali sono le attività per cui l’INPS riconosce il bonus?

Prima di passare a chiarire il concetto sulle attività produttive ammesse al beneficio, previsto per le nuove iniziative imprenditoriali riservate ai percettori del Reddito di cittadinanza. Ricordiamo che il valore massimo del bonus non può risultare più alto di 780 euro mensili erogabili dall’INPS per un periodo temporale massimo di 6 mesi.  

I percettori del Reddito di cittadinanza che hanno cessato un’attività economica non possono accedere al beneficio se la chiusura è avvenuta da un minimo di un anno dal riconoscimento del sussidio di Stato. 

Per le attività ammesse al beneficio economico, va detto che non esiste un elenco di codici ATECO riservate per il bonus disposto per i percettori del Reddito di cittadinanza. 

 Ne consegue, che il codice ATECO dell’attività che si intende avviare non è richiesto o, ancora, che l’attività imprenditoriale che si intende avviare e pienamente a libera scelta del percettore del sussidio di Stato. 

In altre parole, ogni settore economico produttivo in cui si intende avviare un progetto lavorativo è idoneo per il conferimento del bonus. 

Reddito di Cittadinanza: dove e come presentare la richiesta del bonus autoimprenditorialità?

L’istanza va inoltrata direttamente sul sito ufficiale dell’INPS, se in possesso delle credenziali di accesso, come identità SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta d’identità elettronica. Una semplice procedura che permette d'inviare la richiesta senza necessariamente la consulenza di un intermediario.

Tuttavia, laddove si ritiene opportuno restano attivi i canali del Patronato, Caf e del Contact Center per la richiesta di ulteriori informazioni e l’avvio dell’istanza. Ricordiamo che per quanto riguarda il centralino telefonico dell’INPS sono disponibili i numeri 803 164 da rete fissa e il numero 06 164 164 da rete mobili (tariffa a pagamento). 

I richiedenti devono scaricare dal sito online dell’INPS il modello Rdc-com esteso, ovvero la domanda per accedere al beneficio da compilare in ogni punto. 

Ricordiamo, infine, che non è previsto un settore economico privilegiato rispetto ad altri che permette di accedere nell’immediato al beneficio economico. Le iniziative messe in campo nel mondo lavorative sono libere. È necessario che emerga la volontà di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro avviando un’attività economica propria utilizzando la spinta dell’aiuto dello Stato istituita per i fruitori del Reddito di cittadinanza.