Si continua a parlare in questi giorni di Reddito di Cittadinanza. La misura pensata per le famiglie in difficoltà economica è stata da sempre criticata. In molti, infatti, l’hanno considerata come un incentivo alla nullafacenza

Il sussidio, ricordiamo, è entrato in vigore tre anni fa, nel 2019, proprio durante il primo mandato del Premier pentastellato Giuseppe Conte. Ora, dopo poco più di tre anni, alcuni esponenti politici di spicco stanno tentando di abolirla o, quantomeno, di modificarla. 

Reddito di Cittadinanza, la proposta bocciata della d’Orso

Sembra che la misura del Reddito di Cittadinanza, e con essa i suoi percettori, non possano avere pace. La misura, dal suo esordio è stata molto criticata e fin da subito sono stati criticati tutti coloro che ne hanno fatto richiesta e hanno iniziato a percepirla.

Si pensi che, per cercare di mettere a tacere le critiche e per ovviare al problema della carenza del personale, la pentastellata Valentina d’Orso aveva proposto un emendamento alla misura. I percettori di Reddito, infatti, secondo questa proposta, sarebbero stati obbligati ad accettare qualsiasi tipo di impiego stagionale gli fosse stato proposto, entro i 100 chilometri dalla propria abitazione o luogo di residenza.

E il problema delle paghe? È capitato, infatti, di sentire nei mesi scorsi, che i giovani non accettavano gli impieghi a causa delle paghe troppo ridotte. La d’Orso, però, aveva trovato una soluzione anche a questo problema.

Qualora al beneficiario di Reddito di Cittadinanza fosse stato proposto un impiego con una paga misera, lo Stato, attraverso l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, avrebbe integrato la cifra dello stipendio mensile fino a raggiungere la quota di RdC già percepita. 

Tale emendamento, però, non ha trovato accoglimento alla camera ed è stato respinto. I percettori di RdC, infatti, devono avere la possibilità di scegliere il lavoro che più gli piace, senza essere obbligati ad accettarne uno.

Ma proprio questo è il punto degli ultimi dibattiti. In quanti, percettori di reddito di cittadinanza, vogliono davvero trovare un lavoro? Siamo sicuri che la misura stia funzionando bene, o sta avendo qualche intoppo?

Ecco intanto un video YouTube di Mr Lull sulle ultime novità sulla misura:

Il presidente INPS deve ammettere che il reddito di Cittadinanza non funziona

Come abbiamo ricordato poco fa, il Reddito di Cittadinanza è in vigore da più di due anni ed è erogato mensilmente dall’Istituto per la Previdenza Sociale INPS. Ma perché alcune tra le forze politiche maggiori, tra destra e sinistra si sono schierate a spada tratta contro questa misura? Vediamo i numeri.

Di numeri ha parlato proprio Pasquale Tridico, il presidente dell’Istituto INPS. Numeri che sono davvero sconfortanti. Il RdC, infatti, tra gli obiettivi ha quello di aiutare a trovare un lavoro a chi lo percepisce. Ecco, infatti, quanto c’è scritto nel sito ufficiale della misura:

“Il Reddito di cittadinanza è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l'inclusione sociale.”

Tridico, però, ha dipinto un’altra situazione, nettamente differente da quella che era stata prospettata inizialmente con l’arrivo del beneficio. Si pensi, infatti, che 2 percettori di RdC su 3 non sono rioccupabili nell’immediato.

Questo sta a significare che ben il 66 % di coloro che percepiscono la misura non pensano di trovare un impiego o non hanno i requisiti necessari per gli impieghi. Se, infatti, ricordiamo le parole del Movimento 5 Stelle il Reddito di Cittadinanza doveva:

  • aiutare economicamente le famiglie in crisi per non portarle all’esclusione sociale;
  • aiutare tali famiglie a cercare un lavoro e a trovarlo, senza “campare” sulle spalle dello Stato e dei lavoratori.

Stando, però, ai numeri forniti dal Presidente di INPS, Pasquale Tridico, la misura pare aver viaggiato in un binario differente da quello che era stata la scelta di partenza. 

I numeri parlano chiaro: due terzi della totalità dei 3.7 milioni di beneficiari del Reddito di Cittadinanza, ossia 2.4 milioni di soggetti beneficiari, non si troverebbero tra gli archivi di INPS degli estratti conto contributivi relativi agli anni 2018 e 2019. Proprio per questa motivazione sarebbero distanti dal mondo lavorativo e non rioccupabili nell’immediato.

L’ultimo terzo dei beneficiari di RdC che fine ha fatto?

Infine, l'ultimo terzo dei beneficiari di reddito, che risulta presente negli archivi dell'istituto nazionale per la previdenza sociale, svela nella media un reddito chi risulta pari al 12% delle retribuzioni all'anno medie degli impiegati del settore privato nel Paese.

Solamente il 20%, tra l'altro, è stato impiegato per un tempo di oltre tre mensilità nel periodo precedente l'ideazione e l'entrata in vigore del reddito di cittadinanza vi edicola creando un quadro di esclusione sociale per tutti i soggetti coinvolti dal beneficio.

Matteo Renzi vuole un referendum abrogativo per il Reddito di Cittadinanza

Contro la misura targata 5 Stelle si è scagliato il leader politico di sinistra e fondatore di Italia Viva, Matteo Renzi. Renzi vorrebbe, infatti, eliminare completamente questa misura che considera inutile. Il leader di sinistra starebbe chiedendo di fare un referendum per l'abrogazione del beneficio.

Per l'ex premier tale sussidio economico non è altro che un modo ideato dal Movimento 5 stelle per avere voti e consenso della popolazione. Renzi ci va giù pesante e ha definito la misura come un voto clientelare. Ecco le sue parole:

 “È un voto clientelare garantito e organizzato che i 5 stelle intendono rappresentare e che noi vogliamo scardinare”. 

Il leader di Italia Viva è convinto che il reddito di cittadinanza non stia in alcun modo contribuendo economicamente alla vita dei soggetti che davvero ne hanno bisogno. Il Matteo della sinistra, infatti, ha definito tale misura come un modo per buttare via i soldi dei pentastellati.

Si è puoi lasciato andare ad alcuni commenti e confronti con il suo mandato da presidente del Consiglio dei ministri. Durante il suo Governo, infatti, erano stati stanziati unicamente 20 milioni di euro per aiutare le famiglie in crisi e combattere la povertà.

Diversamente da quanto ha fatto il Movimento 5 stelle virgola che per la povertà ha impiegato una cifra nettamente maggiore: due miliardi e 600 milioni di euro. Secondo Renzi la differenza sta che da una parte si sono stanziati i soldi, dall'altra parte sono stati gettati via.

Il discorso che ha fatto Renzi, si è concluso con un'idea: il denaro dovrebbe essere utilizzato per aiutare questi soggetti a trovare un impiego e non a dargli un contributo senza che i beneficiari facciano niente. In questo modo, è ovvio che il soggetto bisognoso e poco volenteroso voti il politico di turno.

Come Renzi, anche Salvini critica la misura, ma la vuole correggere

Se c'è una cosa per cui Matteo Salvini e Matteo Renzi sono uniti è la battaglia contro il reddito di cittadinanza. Anche il leader della Lega si è schierato contro la misura ideata dal Movimento 5 stelle. A differenza di Matteo Renzi però, Salvini vuole modificare la misura e non cancellarla totalmente.

Se, infatti, Matteo Renzi parla del referendum abrogativo, Matteo Salvini parla della correzione del beneficio. il leader della destra in occasione di uno degli incontri per raccogliere firme per un referendum sulla giustizia, nella città di Marina di Carrara, ha detto:

“Dobbiamo dircelo una volta per tutte: il reddito di cittadinanza va dato a chi ha veramente bisogno per qualche mese ma non può essere uno strumento di lavoro nero e di dissuasione al lavoro.”

Assieme a Salvini si schierano le altre forze politiche che guardano verso destra: Fratelli d’Italia e Forza Italia. Anche se in realtà, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ci va giù un po’ più pesantemente definendo il Reddito di Cittadinanza:

“È come il metadone per i tossici, va abolito.”

Conte lancia un messaggio a Draghi, rivediamo il RdC ma non toglierlo

Negli scorsi giorni l’ex premier del Consiglio dei ministri Conte ha sollecitato il nuovo Premier Draghi per prendere una posizione ferma e “chiara” per quel che concerne il dibattito sul reddito di Cittadinanza. Secondo Conte, infatti, alcuni leader politici, quelli sopracitati, hanno preso di mira questa misura di aiuto alle fasce più bisognose della popolazione.

Qualche istante dopo, il leader del Movimento Cinquestelle Giuseppe Conte, ha pubblicato un post su Facebook in cui si legge che

"Il Movimento 5 Stelle sta lavorando per migliorare il Reddito di cittadinanza. Non consentiremo a nessuno di togliere gli ombrelli di protezione ai più deboli in mezzo a un diluvio. Abbiamo scelto di stare dalla parte di chi non ha voce"

Secondo l’ex presidente Giuseppe Conte il Reddito di Cittadinanza sarebbe un aiuto fondamentale per i bisognosi, inoltre secondo egli stesso, tutto il movimento darebbe sempre la voce ai più deboli e si schiererebbe dal loro lato.

Quando viene accreditato il Reddito di Cittadinanza questo mese?

Per il mese di luglio le ricariche del reddito di cittadinanza di tipo ordinario verranno effettuate, come sempre, il giorno 27 del mese. A differenza del mese di giugno a luglio non vi saranno anticipi o posticipi della ricarica poiché il 27 sarà proprio un martedì.

Inoltre, non è ancora certo, ma è molto probabile che la ricarica del reddito di cittadinanza a integrazione con il assegno unico temporaneo sarà effettuata da parte dell'istituto nazionale per la previdenza sociale con il mese di agosto.

Nel frattempo noi continuiamo attendere aggiornamenti da parte del governo su quello che sarà il futuro della misura del Reddito di Cittadinanza.