Li abbiamo visti al al lavoro da quando è comparso il Reddito di cittadinanza, ed ora che con l’arrivo dell’anno nuovo tutto sta per cambiare, si cerca di salvarli da un possibile licenziamento.

Dopo essere scesi in piazza a manifestare, sembra che il Governo abbia raggiunto un accordo per tutelare queste figure professionali di grande importanza, prorogandone la durata dei contratti per altri 4 mesi.

Stiamo parlando dei navigator, intermediari che offrono supporto agli operatori dei Centri per l’Impiego aiutando, al contempo, i beneficiari del sussidio ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Vediamo, in breve, chi sono e perché sono così importanti volgendo lo sguardo ai cambiamenti che ne scriveranno le sorti d’ora in avanti.

Reddito di cittadinanza: chi sono i navigator e cosa fanno?

La prima volta che se ne era sentito parlare non era ben chiaro chi fossero i navigator.

Sembravano più che altro delle identità professionali inventate al momento, o ancor peggio, la ridefinizione di una tipologia di lavoro ormai dimenticata.

Soltanto con il passare del tempo e con l’arrivo di una pandemia disastrosa, si è scoperto quanto in realtà questa mansione avesse un gran rilievo, specialmente per chi si trovava in difficoltà nel trovare nuova occupazione.

Per capire chi sono i navigator è utile ricordare come funziona una catena di montaggio, la cui parte centrale è quella che fa andare avanti l’intero meccanismo.

I navigator sono questo, una figura centrale in un procedimento che collega i beneficiari del Reddito di cittadinanza agli operatori del Centro per l’Impiego e viceversa.

Tra i compiti principali, infatti, il primo è proprio quello di saper supportare quest’ultimi nella realizzazione di un percorso che porti i beneficiari del Reddito di cittadinanza dalla prima convocazione all’accettazione di una nuova offerta di lavoro.

Per fare ciò, i navigator e i Centri per l’impiego collaborano al Patto per il Lavoro, ossia quell’accordo in cui il soggetto offre piena disponibilità qualora si presenti un’offerta di lavoro congrua.

Per fare in modo che questo procedimento si realizzi nel migliore dei modi, durante il primo appuntamento si inizia a:

  • capire e registrare quali siano le esigenze del soggetto
  • analizzare le sue aspettative future
  • raccogliere i dati sul nucleo familiare al quale appartiene
  • definire le caratteristiche del mercato di lavoro al quale ci si andrà a riferire

Come spiega anpalservizi.it:

“Viene così creata una mappa delle opportunità, degli incentivi e dell’offerta formativa e assieme al beneficiario si definiscono le attività propedeutiche all’inserimento lavorativo.”

Ma non solo.

I navigator hanno anche il compito di fornire un supporto psicologico ai soggetti che andranno ad aiutare, organizzando laboratori di ricerca attiva del lavoro e adottando tutte le metodologie possibili per condurli verso l’offerta di lavoro più indicata.

Una volta fatto firmare il Patto per il lavoro, sarà l’Anpal ad assegnare al soggetto quello che tecnicamente potremmo chiamare “assegno di ricollocazione”.

In questo frangente, i navigator saranno i vettori che porteranno alla definizione del programma previsto durante la procedura di ricollocazione, evidenziando le opportunità più adatte per il soggetto e supportando le aziende con un’accurata attività di preselezione.

Reddito di cittadinanza: come salvare i navigator?

Un mese fa i navigator erano scesi in piazza a Roma con tanto di cartelli e bandierine per chiedere al Governo maggiore tutela dei loro diritti, conseguentemente al possibile rischio di licenziamento che avrebbe potuto mettere fine alla loro carriera.

Ad insorgere e a fare loro compagnia i sindacati, che non hanno di certo tenuto per sé i loro pensieri al riguardo.

Come spiegano a iltempo.it:

“ un grave errore non prorogare i contratti ai navigator. Professionisti, selezionati e formati, che hanno reso un enorme contributo all’intero sistema delle politiche attive nazionali, oltre che sulle attività specifiche legate al Reddito di cittadinanza”

com’è stato un errore anche quello di affidare ai navigator il compito di trovare lavoro agli altri quando anche loro avevano un contratto di lavoro precario.

Il video di La7 Attualità ha dato una scossa al tema dei navigator, spiegando che ad un certo punto, erano pure scomparsi nel nulla:

Per questo motivo, un emendamento al Decreto Recovery ha tentato, almeno in parte, di risolvere la situazione proponendo di allungare di altri 4 mesi i contratti di oltre 2.500 navitagor a rischio licenziamento, portandone la scadenza a fine aprile 2022.

 I fondi da utilizzare per stanziare questa proposta raggiungerebbero i 2,4 miliardi di euro, e proverrebbero dal Decreto di adozione del Piano Nazionale Nuove competenze che, come precisa tg24.sky.it:

“ha l’obiettivo di riorganizzare la formazione dei lavoratori in transizioni e disoccupati, mediante il rafforzamento del sistema della formazione professionale e la definizione di livelli essenziali di qualità per le attività di up skilling e re skilling.”

Reddito di cittadinanza: il controllo dei navigator passa alle Regioni

Sebbene questa proposta possa sembrare una vera e propria ancora di salvataggio, c’é un particolare che non convince.

Nel testo della proposta, infatti, vi sarebbe uno scambio di gestione dei navigator dall’Anpal alle Regioni.

Questa modifica, presentata e concordata con il Governo passerebbe alle Regioni il compito di decidere come e quando utilizzare queste figura professionali, senza alcuna garanzia in ambito occupazionale.

Il passaggio della palla non sarebbe stato visto dagli interessati e dai sindacati come una mossa vincente, quanto più come l’ennesima presa in giro capace di mettere ancor più a rischio le sorti di queste figure professionali.

Decidendo di fare così, il governo ha palesemente dimostrato di volersene lavare le mani e risolvere senza tanta fatica la questione dei navigator.

L’emendamento giunto in commissione Bilancio alla Camera è stato come un fulmine a ciel sereno che ha lasciato tutti a bocca aperta, purtroppo non in senso positivo.

Anche la Conferenza delle Regioni aveva espresso un certo dissenso, chiedendo che fosse il livello nazionale ad occuparsi di ciò e non che le sorti dei navigator fossero compito delle dipendenze dei territori.

L'articolo di Emanuela Pasqualitto, tempo fa, aveva riportato brevemente un'ipotesi sulla fine dei navigator considerando tutte le possibili cause e conseguenze future. 

Reddito di cittadinanza e navigator: salvati dall'ultimo emendamento!

Le ultime notizie sulla questione navigator ci hanno fatto capire che il pericolo del vecchio emendamento è stato scampato per un pelo.

Da quanto riportato da repubblica.it, i deputati delle maggiori forze politiche hanno dato la buona notizia:

“ è stato raggiunto un buon accordo per la proroga del contratto dei navigator. Negli ultimi giorni, come M5S  abbiamo lavorato per ottenere una prospettiva migliore per questi lavoratori.”

La proroga dei contratti continuerà ad essere di 4 mesi, ma sarà sempre l’Anpal ad occuparsi di loro, lasciando così libere le Regioni da ogni tipo di adempimento in materia. 

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