La Legge di Bilancio che avrebbe dovuto portare solo certezze per il 2022, in realtà ha sconvolto quelli che erano i piani immaginati stravolgendo una serie di misure. Non esce indenne da questo terremoto politico il Reddito di Cittadinanza che finalmente dopo tante chiacchiere e supposizioni giunge a definirsi nella forma che avrà a partire dal 1 gennaio 2022.

Come promesso e da tempo, l’esecutivo Draghi ha apportato una stretta su ogni fronte, compresa una maggiore facilità per i già beneficiari nella perdita del RdC. Ci sarà ad esempio la perdita immediata del beneficio alla seconda offerta congrua di lavoro rifiutata.

La Legge di Bilancio 2022 affronta il problema economico legato al Reddito di Cittadinanza nell'articolo 19, in cui si destina alla misura una dotazione extra pari a 1,06 miliardi di euro all’anno dal 2022 al 2029. Quindi almeno per ora resta una validità molto lunga per il RdC, il quale si avvia probabilmente a diventare strutturale, cosa che non farà più parlare di una sua imminente cancellazione.

Di pari passo la Legge di Bilancio stabilisce lo stanziamento di 70 milioni aggiuntivi di euro da destinarsi ai centri per l'impiego e al contempo decreta anche che non ci sia però rinnovo al contratto dei 2.500 navigator, che aveva subito una proroga in occasione del primo DL Sostegni.

In ogni caso quello che esce fuori da tutta questa manovra è un Reddito di Cittadinanza più selettivo e difficile da mantenere, con nuovi obblighi per i beneficiari. 

Vediamo in cosa consistono le novità e che effetto avranno nell’immediato su chi percepisce il RdC.

La Legge di Bilancio 2022 detta le regole! Come sarà il Reddito di Cittadinanza nel 2022?

Le novità che la Legge di Bilancio ha apportato al Reddito di Cittadinanza sono molte e strutturali, partiamo con quelle che riguardano i beneficiari e che avranno un impatto immediato nelle loro vite.

Prima di tutto dal 1 gennaio 2022, se i beneficiari sono ritenuti “occupabili” e rifiutano un’offerta di lavoro ritenuta congrua, l’importo percepito di RdC sarà decurtato a scalare di 5 euro al mese.

Nel caso i titolari rifiutino una seconda offerta di lavoro congrua allora ci sarà la perdita del beneficio. In ogni caso questa stretta sui requisiti non dovrebbe coinvolgere i nuclei familiari percettori dove sono presenti almeno un membro disabile o sotto i tre anni di età.

Altra novità sarà il fatto che da gennaio 2022 gli aventi diritto, quando presentano richiesta per ottenere il Reddito di Cittadinanza, dovranno firmare anche la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) senza la quale la domanda non sarà processata.

Per quanti sono già titolari di RdC la Did sarà automatica e non sarà richiesto ai soggetti di presentare nessuna documentazione aggiuntiva. 

Ancora, il disegno di Legge stabilisce anche gli altri casi in cui è prevista la perdita del Reddito di Cittadinanza. Quando infatti si ottiene il beneficio, c’è l’obbligo per chi riceve la prestazione di sottoscrivere il Patto per l’inclusione sociale e recarsi periodicamente, almeno con cadenza mensile, presso i servizi di contrasto alla povertà. Quanti dal 1 gennaio 2022 mancheranno agli appuntamenti perderanno il Reddito di Cittadinanza.

Cambiano gli obblighi per mantenere il RdC che diventa molto più selettivo

Si è già detto che con la nuova normativa che entrerà in vigore con l’anno prossimo i titolari di RdC perderanno il beneficio quando rifiutano un’offerta “congrua” di lavoro. 

Secondo il nuovo regolamento un’offerta di lavoro si definisce congrua ai fini del Reddito di Cittadinanza quando la sede di lavoro si trova entro il raggio di 80 chilometri dal luogo di residenza, o comunque è raggiungibile in non più di 100 minuti, nel caso della prima offerta di lavoro.

La seconda offerta di lavoro invece è congrua ovunque sia la sede di lavoro, cioè i titolari di RdC saranno obbligati ad accettare lavori in ogni parte d’Italia o comunque perderanno il beneficio.

È comunque previsto uno sgravio fiscale che consiste in un bonus contributivo del 20% per i datori di lavoro che assumono titolari di Reddito di Cittadinanza.

Arriva la stretta contro i “furbetti del Reddito di Cittadinanza”. Ma in cosa consiste?

Ma se pensate che le novità apportate al Reddito di Cittadinanza dalla Legge di Bilancio 2022 siano finite qui, vi sbagliate di grosso.

In arrivò anche la famosa “stretta anti-furbetti”, cioè l’INPS su base annuale provvederà a verificare nuovamente i requisiti di ogni beneficiario.

I controlli saranno incrociati e portati a termine anche con l’ausilio dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

Tale Piano dei controlli sarà messo a punto ed attuato con un apposito Decreto da emanarsi in un secondo tempo. 

Altri controlli saranno poi effettuati a campione dai Comuni a cui spetta il compito di vigilare i dati anagrafici e di residenza.

I Comuni saranno anche tenuti ad impegnare in attività gratuite almeno un terzo dei titolari di Reddito di Cittadinanza presenti sul territorio, così da potenziare i Progetti Utili alla Collettività (PUC).

I difetti del Reddito di Cittadinanza e la nascita del progetto GOL per colmarli

Quando si è trattato di ristrutturare il Reddito di Cittadinanza uno dei difetti più profondi della misura è venuto ad essere la sua totale incapacità di caratterizzarsi davvero come una delle politiche attive del lavoro. Cioè, pur essendo importante in quanto prestazione assistenziale, esso non riesce però in alcun modo a fungere da ponte per rilanciare i titolari nel mercato del lavoro. Proprio per questo vengono potenziati non solo i finanziamenti ai centri per l’impiego, ma anche gli strumenti a loro disposizione.

Nasce in questo ambito e rivolto, tra gli altri, anche ai beneficiari di Reddito di Cittadinanza il progetto GOL.

Tale progetto è finanziato direttamente con i soldi del Recovery Fund e consiste in una serie di differenti percorsi formativi specifici, disegnati sulle conoscenze e le esperienze dei lavoratori.

A questo proposito GOL si compone già di quattro diversi percorsi formativi e di riqualificazione professionale:

  • uno dei quali destinato ai soggetti identificati come quelli con la maggiore possibilità, per qualifiche ed esperienza, di essere ricollocati nel mondo del lavoro;
  • poi ci sarà un percorso destinato alle aziende in crisi e le persone coinvolte nei licenziamenti collettivi;
  • un percorso di aggiornamento professionale;
  • un percorso di riqualificazione e professionale.

Assegno Unico, i titolari di Reddito di Cittadinanza non devono presentare domanda

Ma un’altra grandissima novità dell’anno nuovo sarà l’entrata dell’Assegno Unico per i Figli, cioè il maxi bonus famiglia INPS che prenderà il posto di tutti gli altri a partire dal 1 gennaio 2022 e assegna un contributo mensile variabile per ogni membro del nucleo familiare sotto i 21 anni di età.

Ai titolari di Reddito di Cittadinanza spetta l'Assegno Unico per i Figli e anche in via del tutto automatica, questi cioè sono gli unici soggetti a non dover fare alcuna richiesta. L’INPS infatti si occuperà di calcolare e assegnare in base alla scala di equivalenza ai titolari di RdC l'importo mensile spettante come Assegno Unico, direttamente con bonifico.

Quando arrivano i pagamenti del Reddito di Cittadinanza di novembre 2021?

Chiudiamo con un ultimo e recente aggiornamento che riguarda le date di pagamento del Reddito di Cittadinanza per il mese di novembre 2021.

Per chi già riceve la prestazione le erogazioni inizieranno dal 26 novembre prossimo. Data valida sia per i percettori del Reddito di Cittadinanza che della Pensione di Cittadinanza.

Diversamente chi aspetta il bonifico per la prima volta ed ha presentato domanda di RdC o PdC entro lo scorso 31 ottobre riceverà i pagamenti a partire dal 15 novembre. Per quanti invece hanno presentato domanda a inizio novembre, il pagamento dovrebbe avvenire entro fine mese.

Il calendario dei pagamenti INPS lo trovate anche nel video YouTube dei TheWam.net: