Abbiamo visto nei precedenti articoli che cos’è l’irpef, come calcolare l’irpef, l’irpef per nelle pensioni e nelle buste paga, la nuova riforma fiscale del Governo Draghi e come inciderà sull'IRPEF e accennato anche al mondo delle partite iva, ma non abbiamo ancora affrontato un argomento a tratti nuovo ma spinoso della burocrazia italiana, ovvero il regime semplificato per partite iva: il regime forfettario 2021.

L’irpef deve essere pagata anche da chi ha redditi minimi o è nel regime forfettario?

Vediamo dunque, anche grazie alle informazioni prese su flextax.it, se l’imposta sul Reddito delle Persone Fisiche si paga anche su casi anomali come i redditi minimi e su regimi semplificati come quello del regime forfettario!

Che cos’è l’imposta sul reddito delle persone fisiche?

L’imposta sul reddito delle persone fisiche – il cui acronimo conosciutissimo in Italia e presente in buste paga e Unico e non solo, è IRPEF – è un’imposta diretta, personale, progressiva e generale.

E’ stata istituita nel 1973, ma al tempo - con ancora le Lire all'attivo - aveva al suo interno ben trentadue aliquote differenti che variavano dal 10% al 72% sul reddito del contribuente.

Dal 1986, invece, ha subito la modifica che tutt’ora la caratterizza, ovvero è diminuita a cinque aliquote scaglionate in base al reddito del contribuente.

Difatti, essendo un’imposta diretta colpisce direttamente il reddito del contribuente e questo la rende anche personale poiché è valida per il singolo contribuente, ed inoltre essendo progressiva ha delle aliquote diverse in base al reddito annuo del contribuente stesso.

Questo tipo d’imposta – considerato un prelievo coattivo di ricchezza necessario sia per il mantenimento e le migliorie di tutte le istituzioni statali che per evitare l’inflazione con circolare eccessivo di moneta liquida – fornisce circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato Italiano.

Chi deve pagare l’irpef?

Essendo un’imposta sul reddito delle persone fisiche, deve essere pagata da tutte le persone fisiche che siano residenti in Italia o che percepiscano reddito dall’Italia.

Quali sono i redditi soggetti ad IRPEF?

  • Reddito fondiario – per fabbricati e terreni di cui si è proprietari
  • Reddito da capitale
  • Reddito da lavoro dipendente
  • Reddito da pensione
  • Reddito da NASpI – sostituzione del reddito da lavoro dipendente
  • Reddito da CIG
  • Redito da lavoro autonomo
  • Reddito d’impresa
  • Altri

Da tener nota che anche i soci di società pagheranno l’irpef, poiché essi rientrano nelle persone fisiche.

Quali sono, dunque, gli scaglioni dell’IRPEF? 

  • Scaglione 1 – con un reddito fra zero euro e 15 mila euro, l’aliquota è al 23%
  • Scaglione 2 – con un reddito fra 15.001 euro e 28 mila euro, l’aliquota è al 27%
  • Scaglione 3 – con un reddito fra 28.001 euro e i 55 mila euro, l’aliquota è al 38%
  • Scaglione 4 – con un reddito fra i 55.0001 euro e i 75 mila euro, l’aliquota è al 41%
  • Scaglione 5 – con un reddito oltre i 75 mila euro, l’aliquota è al 43%

Ma chi ha un reddito pari a zero – come dichiara il primo scaglione – dovrà comunque pagare l’IRPEF?

Esiste una cosa chiamata No Tax Area, vediamo insieme in cosa consiste.

Redditi minimi e IRPEF: quando è attiva la no tax Area? 

Esiste una soglia reddituale dove l’IRPEF non si paga, poiché attraverso i calcoli irpef e le dovute detrazioni il risultato è pari a zero.

Questa soglia muta in base al reddito del contribuente, in caso di lavoratore dipendente la soglia è fissata a 8147 euro, per i pensionati è pari a 8130 euro, mentre per i lavoratori autonomi sale a 4800 euro.

Quindi, sebbene lo scaglione 1 dell’Irpef citi da zero a 15 mila euro, esso è soggetto a variabili e a detrazioni.

Ergo, per chi avesse redditi minimi non sarà obbligatorio pagare l’IRPEF.

Cos’è il regime forfettario? 

Abbiamo risposto alla domanda sull’irpef rispetto ai redditi minimi dei vari contribuenti, perciò ora non ci resta che chiederci se il regime forfettario preveda o meno il pagamento dell’irpef, ma prima facciamo un passo indietro e vediamo in cosa consiste il regime forfettario in sé.

Il regime forfettario è un regime fiscale, l’unico agevolato in Italia.

È stato confermato grazie alla legge di stabilità nel 2018 ed ha un’aliquota fissa al 15%.

Da considerarsi abolito il vecchio regime dei minimi che però rimarrà valido per chiunque lo abbia attuato entro il 2015.

Viene considerato perfetto per tutti i freelance, liberi professionisti o commercianti e artigiani che vogliano muovere i primi passi nel mondo del lavoro autonomo, poiché questo regime ha dei vantaggi fiscali davvero interessanti.

Si ricorda che è possibile aprire una nuova partita iva con regime dei minimi – se si rispettano i requisiti – anche se il contribuente ne possiede già un’altra.

La particolarità è che l’aliquota da pagare al 15%  - 5% se si è una nuova attività, ma solo per i primi cinque anni – viene applicata sul reddito imponibile che è solo una parte del guadagno effettivo.

L’imponibile viene calcolato attraverso il codice ATECO della propria attività al quale è correlato un coefficiente di redditività.

Ipotizzando che al proprio codice ATECO sia collegato un coefficiente di redditività al 75%.

Se avessimo un introito annuale di 55.000 euro – ricordiamo che deve essere inferiore ai 65 mila euro per rientrare nel regime forfettario – bisognerà calcolare il coefficiente al 75% moltiplicato per l’introito annuo di 55 mila euro.

Quindi, si pagherà il 15% di aliquota solo su 42.900 euro e non su tutti i 55 mila euro.

Ovviamente, andranno calcolati a parte i contributi previdenziali obbligatori.

Vediamo ora chi rientra effettivamente nel regime forfettario 2021!

Chi rientra nel regime forfettario?

Come preannunciato prima, attualmente in Italia esiste solo un regime agevolato – ovvero il regime forfettario – ma esistono altri regimi fiscali.

Difatti in Italia aprendo una propria attività si può decidere se aderire al Regime Forfettario, al Regime Semplificato o al Regime Ordinario.

Ognuno di questi regimi segue delle regole fiscali differenti che si tratti di una tassazione fissa o di aliquote a scaglioni, che si tratti dell’iva in fattura – e della possibilità di scaricarla – o della presenza della ritenuta d’acconto.

Inoltre, negli ultimi anni sono diventati obbligatori gli scontrini elettronici per molti di questi regimi.

Ogni regime ha il suo contribuente tipo, per il regime forfettario il contribuente ideale è:

  • un freelancer
  • un libero professionista
  • un commerciante
  • un artigiano
  • un imprenditore con ditta individuale che voglia iniziare un’attività per la prima volta o voglia testare una nuova attività in concomitanza a quella che ha già.

Non possono aderire al regime forfettario, però, le associazioni, le società di persone, le società di capitali e le cooperative, le quali dovranno per forza scegliere fra il regime semplificato e quello ordinario.

Questo può essere molto svantaggioso per loro, poiché non potranno aderire ad una tassazione al 15% sull’imponibile e al 5% per i primi cinque anni per le nuove attività (al sesto si passerà automaticamente al 15%).

Abbiamo visto la comodità di un regime forfettario e chi può aderirvi o meno, abbiamo parlato di un aliquota fissa al 5%/15% ma non abbiamo ancora pagato dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.

Nel regime forfettario il contribuente paga l’irpef?

Regime forfettario: l’IRPEF si paga?

No.

Ecco un’altra agevolazione da parte del regime forfettario, l’irpef non si paga.

Questo può essere positivo da un lato ma dall’altro elimina qualsiasi possibilità di ottenere detrazioni in sede di dichiarazioni dei redditi.

Difatti, al posto dell’IRPEF per il regime forfettario è stata istituita un’Imposta Sostitutiva che sostituisca e annulli per i proprietari di partita IVA all’interno del Regime Forfettario:

  • IRAP
  • IRPEF
  • Addizionali Regionali Irpef
  • Addizionali Comunali Irpef

Ciò significa che all’interno di quel 15% di aliquota fissa un contribuente potrà avere un reddito fino a 65 mila euro annui – il range massimo entro cui si può aderire al regime forfettario – ma in un regime ordinario o semplificato l’IRPEF seguirebbe i suoi canonici scaglioni e con un reddito di 65 mila euro annui attuerebbe un’aliquota pari al 41%.

Un bel 26% in meno di tassazione, che cresce ad un 36% nel caso di Startup o nuove aziende, le quali potranno fatturare fino a 65 mila euro annui pagando solo il 5% di aliquota fissa e senza dover aggiungere IRAP e addizionali regionali e comunali.

L’unica pecca di questo regime forfettario è che nel caso di attività che abbiano bisogno di scaricare oggetti per lavoro – che si tratti di computer, telefoni, automobili od oggettistica specifica – questo non sarà possibile.

Infatti, poiché quest’imposta sostitutiva sostituisce del tutto l’IRPEF insieme all’IRAP non potrà scaricare nulla né ottenere agevolazioni tramite detrazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi.

Ma tornando al quesito di questo articolo: né i redditi minimi – sotto una certa soglia – né il regime forfettario – perché soggetto ad un’imposta sostitutiva – sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche e quindi non pagano l’IRPEF.