Per tutti gli imprenditori titolari di imprese private che decidono di aprire una partita IVA sono tante le decisioni da prendere, tra queste capire in quale regime fiscale rientra la propria attività.

Molti lavoratori autonomi, che si apprestano ad iniziare una nuova attività lavorativa a partita IVA, spesso cercano di usufruire del regime forfettario. In questo articolo si andrà ad approfondire quali sono le agevolazioni di questo regime fiscale.

Partita IVA e regime fiscale: cos’è e quali sono quelli attivi in Italia

Innanzitutto, partiamo da qualche definizione. Per regime fiscale o regime contabile (in inglese Tax Regime) si intende l’insieme di normative e procedure che un libero professionista o un’azienda deve tenere in considerazione e rispettare per essere in regola col sistema fiscale del proprio paese.

Quando il professionista avvia la propria attività economica – in base alla tipologia della stessa e se titolare di partita IVA – dovrà decidere a quale tipo di regime aderire. In Italia, attualmente, sono attivi tre tipi di regimi fiscali:

  1. Regime ordinario, vi rientrano tutte le imprese a partita IVA i cui ricavi superano i 400 mila euro o i 700 mila euro, se derivanti da altre attività. Inoltre, gli esercizi che rientrano entro tale regime fiscale hanno l’obbligo di redigere il bilancio aziendale annuale (secondo quanto previsto dal Codice civile).
  2. Regime semplificato, le imprese che possono usufruirne hanno il vantaggio di non essere obbligate a stilare il bilancio aziendale ma devono avere un ricavo annuale inferiore a 400 mila euro (o 700 mila euro per ricavi extra-aziendali).
  3. Regime forfettario è l’unica soluzione agevolata prevista in Italia per imprese e startup a partita IVA i cui guadagno non superano i 65 mila euro e spese non superiori a 20 mila euro lordi.

Per le imprese a partita IVA che fanno parte del regime forfettario, quindi, le imposte da pagare sono fisse al 15% del reddito netto delle spese complessive effettuate. Ma vediamo più nel dettaglio quest’ultima soluzione.

Partita IVA e regime forfettario: cos’è e quali sono le prerogative per accedere al regime fiscale agevolato

Il regime forfettario è un sistema di tassazione che è andato a sostituire il regime IRPEF relativo alle persone fisiche che svolgono attività di impresa, arte o professione e che sono titolari di partita IVA. La Legge di bilancio 2021 (legge n. 178 del 30 dicembre 2020), ha mantenuto intatti i requisiti relativi all’anno finanziario 2020 per accedere a tale sistema fiscale agevolato.

Al regime forfettario possono accedere, quindi, tutti i lavoratori autonomi che intendono aprire una partita IVA e le cui attività presentano una serie di caratteristiche. I requisiti, previsti dall’Agenzia delle Entrate, sono i seguenti:

  • Imprese a partita IVA che hanno ottenuto ricavi o percepito compensi inferiori a 65 mila euro annui lordi. Nel caso in cui il titolare di partita IVA eserciti più attività con codici ATECO differenti si deve tener conto della somma di ricavi e compensi dei differenti esercizi.
  • Imprese a partita IVA che hanno sostenuto spese extra per collaboratori a progetto o prestazioni rese all’imprenditore oppure lavoro dipendente non superiori a 20 mila euro lordi.

Partita IVA e regime forfettario: alcune modifiche al regime fiscale agevolato previste dalla Legge di Bilancio 2021

Nonostante limiti e requisiti previsti dalla Legge di Bilancio 2021 siano rimasti intatti rispetto alla programmazione finanziaria dell’anno precedente, il bilancio per l’anno corrente presenta dei nuovi prerequisiti per i titolari di partita IVA che vogliono accedere o restare all’interno del regime forfettario 2021, ovvero:  

  • Le imprese a partita IVA non devono accumulare più di 20 mila euro di spese per lavori accessori, per il personale dipendente o i collaboratori. Tale soglia limite – precedentemente fissata a 5000 euro – è stata, per l’appunto, innalzata a 20 mila con la Legge di Bilancio 2020 (legge n. 160 del 27 dicembre 2019).
  • Le imprese a partita IVA non devono ottenere redditi per pensioni o per lavoro di dipendenti che superano i 30 mila euro. Tale limite non si applica ai lavoratori che si sono dimessi o che sono stati licenziati.

Partita IVA e regime forfettario: le cause di esclusione dal regime fiscale agevolato

Per accedere al regime fiscale forfettario in Italia sono state introdotte nel 2019 una serie di vincoli che impediscono alle imprese titolari di partita IVA di godere della tassazione agevolata. Queste limitazioni sono le cosiddette cause ostative al regime forfettario relative all’anno 2021 e riguardano:

  • Le persone fisiche che rientrano in regimi forfettari di determinazione del reddito o che usufruiscono di regimi speciali con scopi di percezione IVA.
  • I soggetti che non hanno residenza in Italia, ad esclusione di quanti vivono in uno dei paesi dell’Unione Europea o in nazioni che aderiscono all’Accordo sullo spazio economico europeo e conseguono un buon 75% del loro reddito in Italia.
  • I soggetti che effettuano cessioni di fabbricati (per intero o porzionati), mezzi di trasporto o terreni edificabili e che esercitano questa attività in forma prevalente o esclusiva.
  • I titolari di attività a partita IVA (aziende, arti o professioni) che sono contemporaneamente soci di imprese o che controllano società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili a quelle svolte dai soggetti stessi.
  • Coloro che esercitano attività con titolari con cui nei due anni precedenti al periodo d’imposta hanno avuto rapporti di lavoro o con soggetti che sono collegabili a tali datori di lavoro. Sono esclusi i soggetti che avviano una startup a partita IVA dopo un primo periodo di apprendistato ai fini dell’esercizio della professione stessa.
  • Quanti hanno acquisito redditi superiori a 30 mila euro come lavoratori dipendenti nell’anno precedente all’apertura della partita IVA e all’accesso al regime forfettario, a meno che lo stesso rapporto di lavoro non sia cessato per dimissioni o licenziamento.

Partita IVA e regime forfettario: le agevolazioni per i soggetti che rientrano nel regime fiscale agevolato

Riassumendo, il regime forfettario per le partite IVA è una riduzione fissa al 15% (la cosiddetta Flat tax) sulla tassazione per le attività economiche che presentano i requisiti precedentemente menzionati. Ulteriori vantaggi riguardano i contributi INPS che subiscono una riduzione insieme alle imposte sui redditi e a diverse semplificazioni per l’IVA.

Inoltre, i titolari di partita IVA a regime forfettario evitano ai propri clienti l’addebito dell’IVA in fattura, non liquidano l’imposta e non sono tenuti alla fatturazione elettronica – che diventa facoltativa – anche se viene mantenuto quello relativo agli scontrini elettronici.

Tuttavia per i soggetti partita IVA inscritti al regime forfettario, che decidano di emettere comunque le e-fatture, il Fisco italiano ha previsto un sistema premiale che prevede la riduzione di un anno per i termini di accertamento fiscali.

Partita IVA e regime forfettario: i vantaggi per quanti avviano una nuova attività economica 

Per coloro che decidono di avviare una startup o una nuova attività economica a partita IVA, aderire al regime forfettario è ancora più conveniente in quanto la riduzione sulla tassazione è del 5% per i primi cinque anni di esercizio.

I requisiti delle partite IVA che rientrano in questa Flat tax agevolata al 5% sono:

  • I soggetti che avviano la nuova società a partita IVA non devono aver svolto nei tre anni precedenti nessuna forma di attività artistica, imprenditoriale o professionale di alcun tipo.
  • La nuova impresa non deve essere la continuazione di un’attività precedentemente esercitata sottoforma di lavoro autonomo, fatta esclusione per l’esercizio di lavori di apprendistato per l’acquisizione della professione.
  • Qualora di trattasse di una prosecuzione di un esercizio economico svolto da un altro soggetto, i compensi realizzati nell’anno di imposta precedente non devono superare i 65 mila euro (soglia limite per l’accesso delle partite IVA al regime forfettario).

Per una panoramica aggiornata su tassazione, requisiti e costi relativi al regime forfettario da applicare ai titolari di partita IVA per l’anno 2021, si consiglia la visione del video YouTube sottostante realizzato dalla consulente business e marketing Giusy Di Girolamo.