Tempo di Covid, tempo di misure di sostegno al reddito della famiglia, all’impresa e ai lavoratori.

Mai come in questi mesi, i Governi in carica hanno cercato, almeno apparentemente, di incrociare le necessità e le urgenze del tessuto sociale e produttivo italiano. Ne sono un esempio il susseguirsi di proroghe dei provvedimenti disposte dai numerosi decreti.

Lo stesso futuro Decreto Sostegni bis, che sui provvedimenti rimasti in sospeso sembra ancora cercare con difficoltà un punto di sintesi nella maggioranza, ha già ipotizzato ulteriori proroghe di misure disposte dal primo Sostegni, e i cui termini di richiesta non sono ancora scaduti.

Stiamo parlando delle tre misure che possono essere richieste entro il mese di maggio: Reddito di Emergenza, Bonus 2.400 Euro e contributi a fondo perduto. Per ciascuna di esse, il Sostegni bis, o Decreto Imprese, dovrebbe avere ormai quasi pronta una proroga aggiornata all’attuale contesto emergenziale.

La prossima settimana dovrebbe vedere la luce il nuovo provvedimento. Intanto riassumiamo le tre scadenze di maggio da rispettare per richiedere le misure di sostegno alla famiglia e all’impresa.

Il Reddito di Emergenza da richiedere in maggio

Il Reddito di Emergenza è la misura di sostegno che il Decreto Rilancio ha istituito nel maggio 2020 in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.

Più volte rinnovata dai successivi decreti, consiste solitamente in due o tre mensilità accreditate su conto corrente bancario o postale, carta ricaricabile dotata di iban, libretto postale, o bonifico domiciliato.

Gli importi di ciascuna quota variano da un minimo di 400 Euro a un massimo di 800 Euro, commisurati alla composizione del nucleo familiare, e calcolati sulla base della scala di equivalenza che il REM condivide con il Reddito di Cittadinanza.

L’importo massimo è elevato a 840 Euro in presenza all’interno del nucleo familiare di componenti gravemente disabili o non autosufficienti.

Ricordiamo che il Reddito di Emergenza è una misura a favore del nucleo familiare, e non al singolo soggetto. Dunque, a esclusione della residenza in Italia che può essere posseduta anche dal solo soggetto richiedente, tutti i requisiti di accesso fanno riferimento al contesto familiare.

Quali requisiti deve possedere il nucleo familiare per accedere al Reddito di Emergenza?

  • Il patrimonio mobiliare, riferito al 2020, deve essere inferiore a 10 mila Euro, elevabili di 5.000 Euro per ogni componente successivo al primo, fino al massimo di 20 mila Euro. Soglia e massimali sono aumentati di ulteriori 5.000 Euro in presenza di componenti disabili.
  • Il reddito familiare, riferito a febbraio 2021, inferiore alla soglia relativa all’ammontare del beneficio mensile teorico spettante. Il DL Sostegni ha disposto l’incremento di questa soglia di un dodicesimo del canone annuo di locazione per i nuclei che vivono in casa di affitto.
  • L’Isee, attestato dalla DSU in corso di validità al momento della presentazione della domanda, deve essere inferiore a 15 mila Euro.

Come richiedere all’INPS le tre mensilità di REM

Il Reddito di Emergenza, secondo quanto disposto dal Decreto Sostegni e illustrato nel Comunicato stampa INPS del 26 aprile 2021, deve essere richiesto tassativamente entro il 31 maggio 2021.

Le tre mensilità concesse saranno quelle di marzo, aprile e maggio 2021. La domanda va inoltrata per tutti (non sono previsti automatismi) all’INPS esclusivamente online nei consueti canali: autonomamente con accesso al sito web tramite credenziali SPID, CIE o CNS, oppure avvalendosi di un intermediario abilitato (CAF o patronato).

Una novità apportata al REM dal DL Sostegni, è stata la concessione del beneficio anche per i lavoratori disoccupati che fra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 hanno terminato di percepire le indennità NASpI e Dis-Coll.

Anche loro dovranno presentare domanda all’INPS, e potranno accedere alle tre mensilità, ciascuna dell’importo minimo della misura, ovvero 400 Euro. Non sono previsti vincoli reddituali o patrimoniali, a eccezione di un Isee inferiore a 30 mila Euro.

Il Reddito di Emergenza è incompatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che hanno percepito o percepiscono le Indennità Covid-19, con rapporti di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, con trattamenti pensionistici diretti o indiretti, a esclusione dell’assegno ordinario di invalidità, e infine con il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza.

La scadenza del termine di domanda è stato prorogata recentemente al 31 maggio. Le erogazioni delle mensilità di REM seguiranno verosimilmente l’ordine di invio delle domande. La prima mensilità relativa al mese di marzo, per chi ha fatto richiesta di REM entro il 30 aprile, sarà erogata dall’INPS a partire dalla metà di maggio, le successive intorno alla metà di giugno, luglio e agosto.

Il canale YouTube di Luigi Melacarne offre ogni giorno notizie su INPS, Agenzia delle Entrate e contabilità per aziende. In questo video troverai interessanti novità sull’Indennità onnicomprensiva.

Indennità Covid-19 2.400 €, il bonus per stagionali

L’altra misura di sostegno in scadenza ed erogata dall’INPS, questa specifica per i lavoratori, è il Bonus di 2.400 Euro in favore dei lavoratori stagionali e altre categorie.

Anche questa misura ha già goduto di una proroga dai precedenti decreti, e molto probabilmente, con importi diversi, sarà riproposta nel Sostegni bis.

Si tratta di un’indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 Euro che in ragione al protrarsi dell’emergenza epidemiologica, il Governo ha destinato ad alcune categorie di lavoratori che hanno ridotto, sospeso o cessato la propria attività lavorativa a seguito della crisi economica.

Possono richiedere il Bonus 2.400 Euro:

  • Lavoratori stagionali, in somministrazione e a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali,
  • Lavoratori dipendenti stagionali e in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali,
  • Lavoratori incaricati alle vendite a domicilio,
  • Lavoratori autonomi occasionali,
  • Lavoratori intermittenti,
  • Lavoratori dello spettacolo.

Come richiedere all’INPS il Bonus 2.400 €

La domanda di indennità onnicomprensiva Covid-19 va inoltrata all’INPS esclusivamente dai lavoratori che non hanno già beneficiato delle precedenti indennità Covid-19 disposte dai precedenti decreti.

La scadenza è prevista per il 31 maggio 2021, e la richiesta va fatta esclusivamente online avvalendosi di un intermediario abilitato (patronato, CAF), oppure accedendo alla pagina del sito web INPS con le proprie credenziali (SPID, CNS, CIE).

Per i nuovi beneficiari, l’Istituto previdenziale ha comunicato che i primi accrediti del Bonus onnicomprensivo partiranno dalla metà di giugno.

I lavoratori che hanno già fruito delle Indennità Covid-19 disposte dai precedenti DL Ristori, riceveranno automaticamente dall’INPS il bonus da 2.400 Euro nelle modalità prescelte.

Dal messaggio INPS n.1452 dell’8 aprile, leggiamo che a loro favore, l’Istituto previdenziale ha già provveduto a liquidare automaticamente l’indennità una tantum.

La Circolare INPS n. 65 del 2021, indica per ogni categoria di lavoratore tutti i casi di incompatibilità dell'Indennità onnicomprensiva.

Il contributo a fondo perduto 2021

Sul sito web dell’Agenzia delle Entrate sono online il modello e le istruzioni per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto disposto dal DL Sostegni.

Fino al 28 maggio è possibile inoltrare richiesta accedendo con le proprie credenziali all’area riservata del portale ‘Fatture e corrispettivi’, oppure avvalendosi di un intermediario abilitato e delegato per il suo Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture.

Si tratta di un’erogazione su conto corrente, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di una somma di denaro, o a scelta del contribuente, di utilizzare l’intero importo come credito di imposta.

È un sostegno a favore di tutti i soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di Partita Iva.

I requisiti per accedere al contributo a fondo perduto

I soggetti richiedenti, residenti o stabiliti in Italia, per accedere al contributo a fondo perduto devono possedere i seguenti requisiti:

  • Avere una Partita IVA attiva al 23 marzo 2021,
  • Avere avuto ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di Euro nell’anno 2019,
  • Avere avuto nell’anno 2020 un fatturato medio mensile inferiore di almeno il 30% rispetto al fatturato medio mensile del 2019. 

Il contributo viene riconosciuto inoltre ai soggetti che, anche in assenza del requisito relativo al calo del fatturato, hanno attivato la Partita Iva dal 1° gennaio 2019.

I soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021, e i soggetti che hanno attivato la Partita IVA dopo il 24 marzo 2021, non hanno accesso al contributo a fondo perduto dell’Agenzia delle Entrate.

Come viene calcolato il Bonus a fondo perduto

L’importo del contributo a fondo perduto viene determinato sulla base della differenza fra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 e lo stesso ammontare medio riferito al 2019. A questa differenza viene applicata un’aliquota commisurata all’entità dei compensi del 2019.

  • Il 20% sei i ricavi sono compresi fra 5 e 10 milioni di Euro,
  • Il 30% se compresi fra 1 e 5 milioni di Euro,
  • Il 40% se compresi fra 400 mila e 1 Milione di Euro,
  • Il 50% se compresi fra 100 mila e 400 mila Euro,
  • il 60% se ricavi e compensi dell’anno 2019 non superano i 100 mila Euro. 

È garantito comunque un importo minimo non inferiore a 1.000 Euro per le persone fisiche, e a 2.000 Euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. In ogni caso, l’importo del bonus a fondo perduto non può superare i 150 mila Euro.