Un comunicato stampa pubblicato dall’INPS il 15 giugno 2021 ha fatto sapere che, come previsto dal DL Sostegni bis, il Reddito di Emergenza è prorogato per altre quattro mensilità e le domande di richiesta saranno ufficialmente aperte dal 1 al 31 luglio 2021.

L’Istituto ha anche fatto sapere che nei prossimi giorni saranno rilasciate informazioni più approfondite sulla normativa e su eventuali incompatibilità del beneficio con altri incentivi. 

Nel frattempo l’INPS anticipa che la richiesta per queste nuove mensilità potrà essere effettuata in due modi: recandosi di persona a chiedere l’assistenza dei patronati, oppure con modalità telematica sul sito dell’INPS. In quest’ultimo caso per effettuare la procedura è necessario accedere al portale con SPID, CIE, CNS o PIN INPS.

Il DL Sostegni bis porta però anche un brutta notizia che riguarda il REm, poiché tra i beneficiari di queste mensilità aggiuntive non saranno inclusi i titolari di NASpI e DIS-COLL, che potranno accedervi solo se in possesso dei requisiti ordinari.

Ricordiamo infine che il 15 giugno sono andati in pagamento le tre precedenti mensilità di REm, per quanti l’avevano già richiesta.

Reddito di Emergenza, 4 nuove mensilità ma non per NASpI e DIS-COLL

La proroga al Reddito di Emergenza è stata prevista per altri quattro mesi (giugno, luglio, agosto e settembre 2021), come stabilito dall’articolo 36 del DL Sostegni bis, in cui si specifica anche che l’invio delle domande di richiesta dovrà avvenire non oltre il 31 luglio.

Accogliendo l’invito, l’INPS ha pubblicato un comunicato stampa in cui si annuncia che la finestra di tempo per inviare richiesta delle mensilità aggiuntive sarà aperta solo per un mese, nell’arco di tempo che va dal 1 al 31 luglio di quest’anno.

Il DL Sostegni bis però ha anche stabilito che questa proroga al REm non sia estesa ai titolari di NASpI e DIS-COLL. Per i soggetti in questa condizione i precedenti provvedimenti avevano stabilito una quota fissa di Reddito di Emergenza, pari all’importo minimo dello stesso, cioè 400 euro. 

La nuova proroga invece non prevede questa possibilità e i disoccupati, titolari delle seguenti prestazioni, per beneficiare del Reddito di Emergenza dovranno possedere i requisiti standard richiesti a tutti.

A leggere l’articolo 36 del Decreto si percepisce chiaramente che la possibilità di ottenere il beneficio per queste categorie non viene confermata.

Per le istruzioni sulla nuova domanda di richiesta per le quattro mensilità extra di Reddito di Emergenza vi consigliamo il video YouTube di TheWam.net:

A chi spetta il Reddito di Emergenza e quali sono i requisiti 

Il Reddito di Emergenza è una misura straordinaria pensata a sostegno delle famiglie in difficoltà, per garantire un aiuto economico durante questi tempi difficili.

Per accedere al beneficio ci voglio una serie di requisiti economici:

  • un ISEE del nucleo familiare che non vada oltre i 15.000 euro;
  • il solo reddito del mese di aprile 2021 non può superare la cifra spettante di REm, stabilita sulla base della composizione del nucleo familiare;
  • un patrimonio mobiliare massimo di 10.000 euro, che si incrementa di 5.000 euro per ogni componente del nucleo familiare oltre al primo, fino comunque al tetto limite di 20.000 euro. Solo nel caso in cui in famiglia sia presente un componente disabile allora la cifra si accresce di altri 5.000 euro.

Gli importi assegnati, di cui vedremo il calcolo nel dettaglio nel paragrafo successivo, vanno da un minimo di 400 euro per un nucleo composto da una sola persona fino ad un massimo di 800 euro, elevati a 840 solo per le famiglie con membri disabili. In ogni caso il beneficiario non deve ricevere altre prestazioni legate al reddito.

Come si calcola il valore della scala di equivalenza del REm 

Detto questo, per calcolare l’importo del Reddito di Emergenza si deve considerare la cifra base, di 400 euro, assegnata ad un solo componente, che va moltiplicata per una scala di equivalenza. 

Vediamo come si determina il coefficiente di questa scala. Nella scale il membro richiedente vale 1, cioè 400 euro, a cui si dovrà sommare 0,2 per ogni minore presente nel nucleo familiare e 0,4 per ogni altro maggiorenne. Si ottiene così il valore numerico da moltiplicare per i 400 euro, utile a determinare l’importo mensile spettante di REm.

Nel caso in cui il nucleo familiare sia in affitto, allora per aiutare le famiglie con il canone il REm offre un extra pari a un dodicesimo dell’importo annuale dell’affitto, cioè una quota mensile.

Un piccolo esempio di calcolo degli importi del Reddito di Emergenza 

Facciamo un esempio pratico di come si calcola l’importo spettante di REm per evitare che quanto detto risulti confuso.

Immaginiamo una famiglia composta da due membri adulti e tre bambini, che richiede il Reddito di Emergenza. La prima cosa da fare è calcolare il valore della scala di equivalenza. Il richiedente ha valore di 1 a cui sommiamo l’altro adulto, che vale 0,4, così otteniamo 1,4. A questo valore aggiungiamo i 3 minori, che valgono 0,2 ciascuno e quindi 0,6 tutti e tre insieme, ottieniamo 2 (1,4 + 0,6 = 2).

Quindi il valore nella scala di equivalenza della nostra famiglia è 2. Per conoscere la cifra di REm, moltiplichiamo l’importo minimo, 400 euro, per il valore della scala di equivalenza: 400x2. Alla nostra famiglia toccano 800 euro al mese, a cui, in caso siano affittuari, andrà a sommarsi la quota per l’affitto.

Che differenza c’è tra Reddito di Emergenza e Reddito di Cittadinanza?

In primo luogo, chiariamo che il Reddito di Cittadinanza è una misura fissa istituita a prescindere dalla pandemia, mentre il Reddito di Emergenza è una misura straordinaria rivolta soprattutto a quanti erano rimasti esclusi dai benefici del RdC.

Motivo per cui il Reddito di Cittadinanza ha una durata di 18 mesi, con possibilità di rinnovo inviando nuova richiesta. Al contrario il REm era stato previsto in origine solo per poche mensilità ed è arrivato fino a settembre 2021 a suon di proroghe. 

Altra differenza riguarda la modalità del beneficio stesso, poiché il RdC si basa unicamente sul criterio dell’integrazione del reddito familiare entro certi limiti, mentre il REm esclude a priori dai beneficiari quanti sono titolari di un contratto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, così come di pensione diretta o indiretta. L’unico beneficio con cui il REm è cumulabile è l’assegno di invalidità.

Quali sono i beneficiari del RdC?

Al RdC come al REm possono avere accesso tutti i cittadini italiani, di un paese UE o al di fuori della Comunità Europea, ma in possesso di un permesso di soggiorno. Per il Reddito di Cittadinanza è richiesto che il beneficiario non abbia commesso reati di tipo penale che riguardano atti di terrorismo, truffa ai danni dello stato o criminalità organizzata.

Anche in questo caso poi sono necessari dei requisiti di economici:

  • un ISEE del nucleo familiare che non superi i 9.360 euro all’anno;
  • un patrimonio immobiliare che non superi i 30.000 euro;
  • un patrimonio mobiliare massimo di 6.000 euro, accresciuto di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo del nucleo oltre il richiedente, fino al massimo di 10.000 euro.

Calcolare gli importi del Reddito di Cittadinanza non è così complicato! 

Gli importi assegnati di RdC dipendono da molti fattori prima di tutto eventuali altri redditi percepiti del nucleo familiare, di cui la misura costituisce un’integrazione.

Questa parte di Reddito di Cittadinanza, che costituisce l’integrazione al reddito familiare, può arrivare massimo a 500 euro mensili per un single senza reddito di altro tipo, cioè 6.000 euro all’anno.

Nel caso il beneficiario paghi mutuo o affitto invece l’importo si integra fino ad un massimo di 3.360 euro all’anno per gli affitti, cioè 280 euro al mese, e 1.800 euro per i mutui.

Le cifre massime si calcolano sulla base di un nucleo senza reddito, ad esempio un single in affitto senza altre entrate può ricevere al massimo 780 euro al mese, cioè 9.360 euro all’anno. Di questi, 500 euro sono la cifra massima della parte relativa all’integrazione del reddito familiare e 280 euro la quota massima per l’affitto.

Se il titolare possiede altri redditi questi allora andranno sottratti dall’importo totale, così come se non paga affitto non percepirà la parte spettante e potrà arrivare ad un massimo di 500 euro.

Un esempio pratico di calcolo a confronto, REm e RdC

Ovviamente, l’esempio fatto riguardava gli importi massimi erogabili ai nuclei con un solo componente, ma gli importi cambiano a seconda di quanto numeroso sia il nucleo oltre che su altri fattori.

La modalità di calcolo della cifra spettante è simile a quella del REm, cioè si tratta di moltiplicare una cifra base per il valore di una scala di equivalenza, che per altro è esattamente identica.

Se mettiamo da parte la quota di RdC destinata agli affitti, un single senza reddito ha diritto a 6.000 euro all’anno, valore che dovremo moltiplicare per la nostra scala di equivalenza, in cui lo ripetiamo: il richiedente vale 1, i minori 0,2 e gli altri adulti 0,4.

Prendiamo ad esempio la stessa famiglia senza reddito che abbiamo usato per spiegare il calcolo del REm, cioè quella composta da due adulti e tre minori, di cui sappiamo già che il valore nella scala di equivalenza è 1,8. Perché 1 è il richiedente a cui sommiamo 0,6 per i tre minori, che valgono ciascuno 0,2, e 0,4 per l’altro coniuge. 

Solo che questa volta a 1,8 dobbiamo moltiplicare la cifra base minima del RdC, che è 6.000 euro all’anno, cioè 500 euro al mese. Quindi la nostra famiglia riceverà 10.800 euro all’anno di Reddito di Cittadinanza.

Ricordiamo che i beneficiari delle due misure, REm e RdC, sono completamente diversi, perciò se siete in dubbio non dovete basarvi sugli importi potenzialmente erogati, ma verificare per quale dei due avete i requisiti.

La richiesta del RdC può essere fatta online autenticandosi sul sito dedicato alla misura con la SPID, oppure sul sito dell’INPS. 

Se non siete pratici di procedure tematiche anche in questo caso si può richiede l'assistenza di Caf e patronati. Una volta accettata la richiesta il Reddito sarà erogato per 18 mesi.