Teatri, cinema, il mondo dello spettacolo fermo da un anno può e deve ripartire. Il Covid ha posto un arresto a migliaia di operatori che vivono attraverso l’arte e le sue forme espressive, ma ricominciare si può, basta volerlo.

Se ne parla da mesi, promesse di aperture e poi nuove chiusure, fatto sta che gli operatori dello spettacolo sono stati i più penalizzati. 

Non parliamo solo di attori, registi o professioni che hanno una visibilità, parliamo di tutti coloro che dietro le quinte, dagli autori ai tecnici luci, dai tecnici di palco ai costumisti, dai tecnici audio agli assistenti di produzione non stanno lavorando da mesi, anzi da oltre un anno.

Eppure riaprire è possibile, basta volerlo. Sono in corso dei progetti pilota, in cui la scelta del teatro conta e permette di disporsi in sicurezza distanti e protetti. Vediamo come.

Riaprire i teatri

Se è possibile salire su un mezzo pubblico, che trattasi di uno spazio ben più ridotto di un teatro, al cui interno vi è una capienza ridotta alla metà del numero dei trasportati, perché non dovrebbe essere possibile farlo all’interno di un settore piegato gravemente dalla pandemia? 

Volere è anche potere.

Draghi e la maggioranza stanno discutendo in questi giorni su cosa sarà possibile aprire dopo le vacanze pasquali, allo studio vi sono anche i teatri sotto la spinta di Lega e Forza Italia e di alcuni governatori politici regionali. 

La parte rigorista, opta invece per un orientamento simile a quello del ministro della salute Speranza: Leu, Pd e M5s restano contrari all’allentamento delle restrizioni.

Intanto il mondo del teatro non si arrende e si spinge oltre. Sono al vaglio iniziative sperimentali all’interno di luoghi simbolo della cultura teatrale italiana. La bella stagione alle porte favorisce l’utilizzo di importanti teatri all’aperto come Arena di Verona o il Sferisterio di Macerata e non solo per opere liriche.

Bisogna riportare gli spettatori all’interno delle sale, è questo il principio cardine che può fare partire l’economia di questo comparto e dare anche respiro agli italiani, che vogliono essere protagonisti partecipando agli eventi, a una serata al cinema, a uno spettacolo a teatro.

"Il Paese deve ripartire dalla cultura, che rappresenta il 17% del Pil" - sono le parole di Lucia Borgonzoni, sottosegretario al ministero della Cultura, che durante la presentazione del Macerata Film Festival in programma quest’anno 2021 ripone al centro il quesito più importante di tutti: portare all’attenzione del Governo il valore di questo settore nell’economia italiana.

Il Sferisterio e il Macerata Opera Festival

All’interno del centro storico di Macerata, c’è un’opera d’arte che non ha nulla da invidiare ai più blasonati anfiteatri d’Italia e Greci. 

Si tratta del Sferisterio, un’arena di forma semicircolare, edificata nel 1823 dall’architetto di stampo neoclassico Ireneo Aleandri.

Il teatro all’aperto utilizzato sino al secolo scorso come spazio dedicato al “gioco del pallone con bracciale”- gioco sferistico molto in voga nell’Italia Centro-Settentrionale con quattro secoli di storia alle spalle - è stato poi riadattato per rappresentazioni liriche e oggi fa da scenario al “Macerata Opera Festival”.

Capiente per 2500 posti può essere perfetto per diventare una delle strutture pilota che vede la ripartenza dei teatri, l’edificio architettonico si presta a una capienza che se ridotta del 50% potrebbe permettere la ripresa delle opere con il pubblico in presenza.

Secondo le ultime disposizioni che risalgono ancora alla scorsa estate la capienza dei luoghi all’aperto non dovrebbe superare i 400 spettatori, mentre al chiuso non dovrebbe essere superiore ai 200 - anche se attualmente le rappresentazioni sono vietate. 

"Lo Sferisterio ha tutte le caratteristiche giuste per chiedere al governo di partecipare alla sperimentazione" sostiene Borgonzoni, esattamente come anche l’Arena di Verona.

A rassicurazione di ciò è intervenuto anche Luciano Messi il responsabile della sovraintendenza, rimarcando che in tema di sicurezza nei contagi anti-covid, ci si dovrà affidare ai regolamenti del precedente governo, che stabiliva che è possibile entrare agli spettacoli con un numero ridotto, ma che non verranno richiesti alcun genere di certificato vaccinale o test molecolare che accerti la negatività dello spettatore.

Basterà essere muniti di mascherina obbligatoria e mantenere il distanziamento e a questo ci penserebbero le strutture.

Già la passata estate in Grecia si sono adottate misure simili come all’interno del teatro di Erode Attico ad Atene, i Festival con vista sull’Acropoli sono proseguiti con un numero ridotto di spettatori e con i controlli molto ben distribuiti e attenti a tutte le misure in sicurezza. Pur con un turismo pressoché azzerato, il calendario è andato in scena e il pubblico ha apprezzato.

Ritornando ai progetti di sperimentazione tutti italiani, l'assessore regionale alla Cultura, Giorgia Latini, è pronta a sottoporre al Governo lo Sferisterio come teatro idoneo alla sperimentazione. 

Anche il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, mette in evidenza come ci si stia preparando con coscienza verso la predisposizione degli apparati di sicurezza attraverso la giusta congruità dell’investimento.

La qualità culturale della proposta e la promozione del territorio sono i punti cardine su cui la giunta sta lavorando: “Nonostante la condizione pandemica ancora critica – afferma - fiduciosi per il futuro siamo sicuri che la stagione lirica sarà esempio di rinascita culturale e sociale per la nostra città e per il nostro territorio”.

Si preannuncia dunque un festival ricco di avvenimenti: in programma dal 23 Luglio al 13 Agosto il cartellone prevede l’Aida di Verdi a 100 anni dalla la prima rappresentazione all’interno dell'arena ottocentesca avvenuta il 27 Luglio del 1921. L’Aida oggi va in scena con la regia di Valentina Carrasco (ex Fura dels Baus); attesa anche la Traviata “degli specchi” per la regia di Henning Brockhaus e la scenografia di Josef Svoboda. 

Ma non solo, il calendario del festival, sarà preceduto dal Rigoletto come anticipazione e seguito da appuntamenti dedicati alla danza con l’étoile russa Svetlana Zacharova

Certo non sarà una stagione completa, ordinaria, la pandemia lo impedisce, ma la prevista edizione sarà importante per progettare il futuro, un’opportunità unica per il rilancio del mondo della cultura e anche del turismo fortemente connesso sia a livello regionale che nazionale.

L’Arena di Verona e il 98° Opera Festival 2021

Intanto anche l’Arena di Verona si appresta nell’incertezza a vendere i biglietti per la nuova stagione del 98° Opera Festival 2021

I nuovi protocolli dedicati alla prevenzione e alla sicurezza dei lavoratori e degli artisti impongono allestimenti differenti: maggiore tecnologia, video, proiezioni, inizialmente vincoli che possono essere rivisti come opportunità.

Meno scenografie architettoniche, capienze contenute, e settori che normalmente vengono aperti, resteranno chiusi per tutelare coloro che hanno acquistato il biglietto. Ma anche qui il cartellone non delude: a 150 anni dall’Anniversario della rappresentazione dell’Aida all’interno dell’Arena, sono previsti un concerto nel mese di Giugno e l’opera da Giugno a Settembre. 

Poi seguiranno in un programma limitato ma foriero di classici indimenticabili: la Cavalleria Rusticana, il Nabucco, la Traviata, la Turandot e non potrà mancare la danza ad Agosto con il Gala Roberto Bolle and Friends.

Il settore dello spettacolo è dunque pronto, la ripartenza di cinema, teatri, eventi e concerti è una esigenza vitale per chi lavora nel settore e anche per il pubblico che sta solo aspettando di poter partecipare.

Come a scuola è possibile gestire le lezioni in modo scaglionato, al cinema o a teatro, è possibile gestire proiezioni di film o repliche in maniera altrettanto programmata e scaglionata. 

Certo cambiano le regole, ma oramai il pubblico è pronto, allenato, disposto a recarsi in orari inusuali o a sostenere gli operatori anche con un sovraprezzo.

Programmi ridotti sì, ma con un giusto compromesso tra lavorare poco ma lavorare tutti sostanzialmente.