Scatta il ricalcolo sulla pensione! Ecco chi può richiederlo

Scatta il ricalcolo sulla pensione! Eppure, non tutti possono richiederlo al fine di avere un assegno più alto! Scopri chi può beneficiarne qui.

Importanti le novità che arrivano dal fronte delle pensioni. Come mai? 

Beh, parliamo di quei lavoratori che, dopo essere usciti dal mondo del lavoro, sono stati penalizzati dai periodi di disoccupazione

Mi spiego meglio, facciamo riferimento a quei pensionati che, prima di accedere alla pensione, hanno avuto periodi di disoccupazione nei cinque anni precedenti che hanno penalizzato, di fatto, il loro assegno pensionistico. 

Ebbene, a rendere noto tutto ciò è stato l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che ha recepito la sentenza sul ricalcolo della pensione emanata dalla Corte Costituzionale. Si tratta della sentenza numero 82 del 2017, una sentenza complicata all’apparenza, ma che cercheremo di analizzare nel dettaglio. 

Ebbene, devi anche sapere che non tutti i pensionati potranno accedere al ricalcolo della pensione e che, soprattutto, spesso tale pratica non è conveniente. 

Attenzione: in base a quanto affermato dall’INPS, tale ricalcolo potrà riguardare esclusivamente le pensioni di vecchiaia o anzianità che sono state liquidate per mezzo del sistema retributivo. 

Ovviamente, restano incluse le pensioni liquidate con il sistema misto, ma solo per la quota relativa al calcolo retributivo. 

Andiamo a scoprire più nel dettaglio quali sono le novità sul ricalcolo della pensione e chi può richiederlo. 

Ricalcolo della pensione: ecco chi sono i beneficiari della sentenza!

Prima di tutto, come abbiamo affermato in precedenza, non tutti potranno accedere alla richiesta del ricalcolo della pensione. 

Infatti, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha spiegato nel dettaglio chi saranno coloro che potranno accedere a tale beneficio. 

Insomma, come abbiamo sottolineato, parliamo esclusivamente di coloro che, nei cinque anni precedenti al pensionamento, hanno avuto dei periodi di disoccupazione. 

Ebbene, tali periodi hanno inciso negativamente sul calcolo della pensione che spettava ai singoli contribuenti. Di conseguenza, può essere richiesta una neutralizzazione. 

Inoltre, come abbiamo detto anche nell’introduzione di questo articolo, potranno beneficiare del ricalcolo solamente coloro che sono usciti dal mondo del lavoro con il calcolo della pensione secondo il regime retributivo, oppure quello misto. 

Ma per quale ragione? Come funziona il calcolo retributivo? Te lo spiego subito.  

Dunque, l’assegno pensionistico di coloro che accedono alla pensione secondo il sistema di calcolo retributivo viene determinato dagli stipendi degli ultimi cinque anni precedenti alla pensione. 

Quindi, risulta pressoché ovvio che i periodi di disoccupazione vanno ad agire in modo dannoso per questi pensionati, che ritroveranno con un assegno pensionistico inferiore

Infatti, i contributi figurativi all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale vengono versati anche per i periodi di disoccupazione, ma non viene percepito un salario. 

Attenzione: tali problematiche non sussistono per coloro che accedono alla pensione secondo il regime di calcolo contributivo. 

Ma quindi, come potranno agire i beneficiari del ricalcolo della pensione? Andiamo a scoprirlo insieme nei prossimi paragrafi. 

Ricalcolo della pensione: ecco cosa afferma la Corte Costituzionale!

Come abbiamo sottolineato, quando parliamo di ricalcolo della pensione facciamo riferimento alla sentenza numero 82 del 2017 della Corte Costituzionale, recentemente recepita dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. 

Ebbene, cosa afferma tale sentenza? Dobbiamo affermare che inizialmente il contenuto della sentenza appare un po’ ostico. 

Tuttavia, oggi cercheremo di semplificarlo il modo che possa essere compreso da tutti in modo che che coloro che possono usufruirne possano ricevere ciò che gli spetta. 

Quindi, facciamo riferimento alla sentenza numero 82 del 2017 della Corte Costituzionale che è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16/2017. 

Ma quali sono state le novità introdotte da tale sentenza? Per prima cosa devi sapere che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 8 della legge che disciplina la fine del rapporto di lavoro e le norme in materia di pensioni. 

Ebbene, tale Legge dichiarava che il lavoratore che aveva già raggiunto i requisiti per accedere alla pensione, avrebbe visto scalare dal calcolo del suo assegno i periodi relativi alla disoccupazione degli ultimi cinque anni, in quanto non necessari ai fini del requisito dell’anzianità contributiva minima.

La spiegazione della sentenza della Corte Costituzionale! Via al ricalcolo delle pensioni!

Ebbene, abbiamo appena riportato, parafrasandolo, il testo della sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, come abbiamo affermato anche in precedenza, si tratta di un testo spesso non direttamente comprensibile, soprattutto per coloro che non si occupano di diritto. 

Proprio per questo motivo abbiamo deciso di semplificarlo, in modo da renderlo comprensibile a tutti. 

Insomma, come avremo capito, per mezzo del sistema di calcolo retributivo vengono presi in considerazione gli stipendi degli ultimi cinque anni per determinare il calcolo della pensione ed il relativo assegno. Di conseguenza, risulta ovvio che i periodi di disoccupazione portano ad una riduzione della media dello stipendio. 

Ebbene, anche se solitamente i periodi di disoccupazione di un individuo ricevono il pagamento di un indennizzo, esso non risulta essere al pari livello di uno stipendio. 

Di conseguenza, l’assegno pensionistico, basandosi anche sul periodo di disoccupazione, sarà erogato in misura minore a coloro che rientrano in questa casistica. 

Infatti, la Corte Costituzionale ha dichiarato molto chiaramente che, se i periodi di disoccupazione non fossero contati nel calcolo dell’assegno pensionistico, i beneficiari di tale assegno percepirebbero un importo più alto. 

Questo cosa implicherebbe? Beh, secondo la Corte Costituzionale, un pensionato che arriva ai requisiti minimi per accedere alla pensione, senza calcolare il periodo di disoccupazione dovrebbe aver diritto alla neutralizzazione di quei contributi. 

Così facendo, questi non verrebbero conteggiati nel calcolo della pensione e non si rischierebbe di abbassare notevolmente l’assegno pensionistico a coloro che sono stati disoccupati per un periodo negli ultimi cinque anni prima di uscire dal mondo del lavoro. 

Ricalcolo della pensione e neutralizzazione dei contributi: come funziona?

Ci siamo imposti di rendere tutto il ragionamento dietro a questo articolo il più comprensibile possibile. Di conseguenza, non potremmo evitare di parlare della questione legata alla neutralizzazione dei contributi. 

Infatti, devi sapere che tale pratica è stata disciplinata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per mezzo del messaggio numero 833 del 2022. 

Infatti, in base a quanto affermato dall’INPS, i periodi legati alla contribuzione figurativa che possono essere neutralizzati devono naturalmente trovarsi negli ultimi cinque anni di lavoro del pensionato che chiede il ricalcolo della sua pensione. Inoltre, è stato specificato anche che tali contributi devono essere neutralizzati per un intero periodo. 

Questo cosa vuol dire? Beh, che tutto il periodo legato ai contributi figurativi versati quando il lavoratore si trovava in condizione di disoccupazione devono essere neutralizzati. 

Di conseguenza, i requisiti minimi per l’accesso alla pensione devono permanere anche senza il calcolo di quei contributi figurativi. 

Inoltre, è possibile neutralizzare periodi di disoccupazione anche inferiori ai cinque anni, qualora il pensionato abbia raggiunto i requisiti minimi di accesso alla pensione prima del periodo di disoccupazione

Francesca Ciani
Francesca Ciani
Copywriter, classe 1998. Appassionata di marketing, digital e pubblicità fin da bambina, dopo un percorso di ragioneria, ho ottenuto una laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità presso l’Università IULM di Milano e, successivamente, ho conseguito un master in Marketing Management. Troppo creativa per essere ragioniera, troppo analitica per essere un’artista: sono diventata social media manager e seo copywriter. Parlo tanto, scrivo ancora di più e ho sempre miliardi di idee.
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