Quasi tutti i lavoratori laureati, arrivati ad una certa età lavorativa e contributiva e in procinto di andare in pensione, si chiederanno se conviene o meno riscattare la laurea. Uno strumento senza dubbio molto importante che considera, ai fini pensionistici, il percorso di studi universitario e il conseguimento del titolo finale.

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo del riscatto della laurea? Si tratta di riscattare, appunto, gli anni universitari come contributi.

L’Inps, lo scorso 13 settembre 2021, ha pubblicato la circolare n. 3080, nella quale annuncia di aver rilasciato un nuovo servizio per poter valutare, praticamente, gli effetti per il riscatto della laurea, ai fini pensionistici.

Analizziamo in cosa consiste il riscatto della laurea, andando a vedere il servizio messo a disposizione dall’Inps, oltre che se, effettivamente, si tratta di un servizio che conviene oppure no.

Inps: riscatto della laurea. Di cosa si tratta?

Tutti i lavoratori laureati, in vista della pensione, si chiederanno se conviene o meno riscattare la laurea. Conviene? Prima di rispondere, è bene fare qualche cenno “storico”.

Fino a un po’ di anni fa, il percorso universitario non era considerato come parte di quello lavorativo. I due percorsi, infatti, erano considerati come separati. In seguito, è stato pensato di agevolare i lavoratori laureati, permettendogli di contare anche il periodo di studi universitari, ai fini pensionistici.

Infatti, così come si legge sul sito dell’Inps:

“Il riscatto del corso di laurea è un istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi”.

Ovviamente, non è sufficiente aver seguito un percorso di studi universitario. Per poter riscattare la laurea è necessario aver conseguito il titolo di studio.

Inoltre, quando si decide di presentare la domanda per richiedere il riscatto degli anni di laurea, bisogna esser certi di aver versato almeno un contributo obbligatorio all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Chi non ha mai versato contributi, non può usufruire del riscatto della laurea ai fini pensionistici.

Con il Decreto legge n.4/2019, il riscatto della laurea è concesso in maniera agevolata, ovvero pagando un importo minore rispetto al passato, ovvero rispetto all’ordinario, previsto dal Decreto-legislativo n. 184/1997.

Analizziamo quali sono le differenze tra il riscatto ordinario e agevolato.

Riscatto della laurea: ordinario e agevolato

Già i nomi fanno comprendere su quale piano è presente la differenza tra i due riscatti. Ovviamente, si tratta del piano economico. 

Ma quali sono le differenze tra i due. Per quanto riguarda il caso del riscatto della laurea ordinario, si deve moltiplicare l’aliquota contributiva vigente, al 33%, per l’ultima retribuzione lorda di chi ne fa richiesta.

Invece, il riscatto della laurea agevolata costa, durante il 2021, circa 5264,49 euro, per ogni anno riscattato. Pertanto, per riscattare gli anni dei corsi di laurea triennale, il costo complessivo è 15.793,47 euro. Invece, per riscattare i cinque anni complessivi del percorso universitario, il costo è di 26.322,45 euro.

Si può scegliere di riscattare la laurea, versando l’importo in un’unica soluzione. In alternativa, l’interessato può optare sulla dilazione dell’importo, in un massimo di 120 rate mensili, fino a dieci anni. 

Per fare alcuni esempi: il costo del riscatto agevolato della laurea triennale, optando per la rateizzazione, è di circa 131,61 euro al mese. Mentre, per quanto riguarda la laurea magistrale o a ciclo unico, la somma da pagare mensilmente è di circa 219,35 euro.

Su un articolo pubblicato sul sito quifinanza.it, si legge che:

“Non si deve essere attualmente occupati: anche gli inoccupati possono riscattare la laurea, pagando un onere forfettario basato sempre sui minimali di reddito previsto per la gestione di artigiani e commercianti nell’anno della richiesta”.

Gli anni di studio considerati, per poter accedere al riscatto della laurea, sono quelli relativi al periodo successivo al 1996. Quindi, un lavoratore laureato che possiede un titolo conseguito prima del 1996 non può chiedere il riscatto di laurea agevolato; tuttavia, ha la possibilità di richiedere quello ordinario.

Infine, si sottolinea che i contributi versati sono deducibili dal proprio reddito.

Ma quali sono i titoli di studio che è possibile riscattare? Analizziamoli, di seguito.

Riscatto della laurea: quali sono titoli universitari ammessi?

Il primo requisito da possedere per poter procedere al riscatto della laurea, naturalmente, è quello di aver conseguito il titolo di studio. Analizziamo, adesso, quali sono i corsi universitari che si possono riscattare:

  • Diplomi universitari: devono essere di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre anni;
  • Diplomi di laurea: devono essere non inferiori a quattro anni e non superiori a sei anni;
  • Diplomi di specializzazione: si tratta di titoli conseguiti dopo la laurea. Non devono essere inferiori a due anni;
  • Dottorati di ricerca: per essi, si seguono apposite normative di legge;
  • Titoli accademici: si tratta delle Lauree Triennali e Specialistiche, introdotte dal Decreto n. 509/1999.

Si possono riscattare anche altri corsi, oltre ai sopracitati. Si tratta dei diplomi di Alta Formazione Artistica e Musicale. Anche questi titoli possono essere riscattati, ma così come si legge sul sito dell’Inps:

“[…] secondo le vigenti disposizioni in materia, i nuovi corsi attivati a decorrere dall'anno accademico 2005-2006 e che danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio”.

Ma quali sono i titoli ammessi? Eccoli in elenco:

  • Diploma accademico di 1° livello;
  • Diploma accademico di 2° livello;
  • Diploma di specializzazione;
  • Diploma di formazione alla ricerca.

Riscatto della laurea: in quali casi non è possibile ottenerlo?

Naturalmente, non tutti i titoli di studio conseguiti, anche se si tratta di quelli citati in precedenza, possono essere riscattati. Si tratta, però, di situazioni particolari. I periodi sono i seguenti:

  • Fuori corso universitari;
  • Quelli coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa oppure, come si legge sul sito dell’Inps “da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche negli altri regimi previdenziali richiamati dall’articolo 2, comma 1, decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 […].

Riscatto della laurea: conviene oppure no?

Abbiamo ripetuto più volte che tutti – o quasi -, prima o poi, si chiedono se conviene oppure no riscattare la laurea. In realtà, non esiste una risposta generale e oggettiva, perché tutto dipende dall’esperienza di ognuno.

In generale, però, possiamo dire che riscattare gli anni di studio potrebbe essere un’idea non affatto male, per tutti coloro che, per ottenere contributi sufficienti per avere una pensione “discreta”, sarebbero costretti a lavorare fino all’ultimo giorno utile.

Pertanto, è possibile affermare che riscattare la laurea conviene maggiormente a tutti i lavoratori che non percepiscono uno stipendio eccessivamente elevato e per coloro che hanno iniziato la propria carriera lavorativa, subito dopo la laurea.

Si sottolinea che riscattando gli anni di laurea sarà possibile percepire un assegno di pensione maggiore, rispetto a quanto di prenderebbe, qualora di decidesse di non riscattarli.

Si legge sul sito quifinanza.it che:

“[…] nel 2019, infatti, sono state presentate 46 mila domande per il riscatto ordinario e oltre 27 mila per quello agevolato”.

Inps: online il simulatore del riscatto della laurea

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha messo a disposizione uno strumento molto utile che permette di valutare se riscattare la propria laurea conviene oppure no

La presenza di questo servizio è stata annunciata tramite la circolare n. 3080, pubblicata lo scorso 13 settembre 2021.

Si tratta di un servizio telematico che ha l’obiettivo di chiarire, agli utenti interessati, la convenienza o meno del riscatto della laurea, naturalmente, ai fini pensionistici.

Per poter accedere al servizio, non si richiedono credenziali. Dove è possibile trovarlo? Basta collegarsi sul sito istituzionale dell’Inps e accedere alla sezione “Prestazioni e servizi”, andare nell’area “Servizi” e cliccare su “Riscatto Laurea – Simulatore”.

Per utilizzarlo non è necessario inserire dati personali. Che cosa vuol dire? All’utente interessato basta inserire pochi dati richiesti dal sistema ed esso fornirà tutte le informazioni disponibili sui vari tipi di riscatto presenti attualmente, in base alla normativa di legge e i vantaggi da un punto di vista fiscale derivati dal pagamento. 

Una volta terminato l’inserimento dei dati, il sistema fornirà una simulazione rispetto al costo del riscatto, dell’eventuale dilazione del pagamento, dell'inizio della pensione, sia in presenza del riscatto che senza, e, infine, il beneficio pensionistico stimato conseguente al pagamento della spesa prevista.

Sulla circolare dell’Inps, si legge che:

“La simulazione è, al momento, disponibile per gli utenti nella condizione di inoccupati e per coloro che rientrano interamente nel sistema di calcolo contributivo della futura pensione in quanto tanto i periodi oggetto di riscatto che il periodo lavorativo sono successivi al 1995”.

Soltanto, successivamente sarà rilasciato un altro sistema che andrà ad integrare anche il calcolo del riscatto, utilizzando un altro criterio per i lavoratori che hanno periodi di riscatto e/o lavorativi inseriti nel sistema di calcolo retributivo della pensione che andranno a percepire (assunti con periodi lavorativi e/o da riscatto precedenti all'anno 1996 oppure, se hanno diciotto anni di anzianità al 1996, precedenti al 2012).

Ovviamente, i dati inseriti per il calcolo del riscatto della laurea sono orientativi, oltre che anonimi, così come abbiamo già sottolineato in precedenza. Pertanto, se si volesse inviare una richiesta formale, i dati potranno discostarsi da quanto indicato in fase di simulazione.

In quest’ultimo caso, nell’apposita sezione, sempre sul sito dell’Inps, si potrà procedere a inviare la domanda per richiedere il riscatto della laurea.