Il tema pensioni ha da sempre rappresentato uno degli argomenti più dibattuti durante l’anno non soltanto con il nuovo esecutivo guidato dall’ex banchiere della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ma anche per il precedente Governo italiano di Giuseppe Conte.

In effetti, nonostante la proroga ottenuta da parte della recente Legge di Bilancio 2021 per quanto riguarda le formule di pensionamento anticipato rappresentate da Opzione Donna, Quota 100 e APE Sociale, sembrerebbe quasi certo il prossimo addio di tali soluzioni già a partire dal primo gennaio del prossimo anno.

Se dovesse realizzarsi effettivamente questa dinamica dal 2022, emergeranno non poche problematiche, in particolare per tutte quelle categorie di lavoratori italiani che desidereranno accedere al proprio assegno pensionistico in maniera anticipata, senza dover attendere il compimento dell’età pensionabile, che al momento è stata fissata al raggiungimento dell’età anagrafica di 67 anni.

In questo contesto, dunque, emerge chiaramente la necessità del  Governo italiano di elaborare al più presto una nuova riforma pensione che andrebbe così a rivoluzionare definitivamente l’attuale assetto che caratterizza l’access all’assegno pensionistico.

Si iniziano, quindi, a fare strada diverse ipotesi in merito a possibili formule di pensionamento anticipato che potrebbero di fatto andare a sostituire definitivamente quelle della Quota 100 oltre che dell’Opzione Donna e dell’APE Sociale.

Nel corso dell’articolo, dunque, saranno approfondite le varie ipotesi in merito al nuovo sistema pensionistico italiano, evidenziando quindi le possibili formule di pensionamento anticipato che potrebbero essere introdotte, in seguito alla richiesta da parte di enti come sindacati, organizzazioni statali e partiti politici. 

Come si può accedere oggi alla pensione anticipata

In seguito all’approvazione della Legge di Bilancio 2021 e alla sua relativa entrata in vigore avvenuta già a partire dal primo gennaio dell’anno in corso, il Governo precedentemente guidato dall’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha confermato il prolungamento degli effetti per quanto riguarda le formule di pensionamento anticipato rappresentate da Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna. 

In questo senso, si tratta chiaramente di soluzioni alternative alla cosiddetta pensione tradizionale, alla quale i cittadini lavoratori potranno accedere esclusivamente al raggiungimento della età pensionabile, fissata a 67 anni.  

Dunque, nello specifico, per quanto riguarda la formula dell’Opzione Donna, questa potrà essere accessibile fino al 31 dicembre 2021, da parte di tutte le donne lavoratrici, sia nel caso di lavoratrici dipendenti (58 anni) che autonome (59 anni), che raggiungono almeno 35 anni di contributi. 

Per quanto riguarda invece, la Quota 100, questa è dedicata a tutti i lavoratori, sia uomini che donne, che risulteranno aver maturato almeno 62 anni di età anagrafica e 38 di età contributiva entro la fine dell’anno 2021.

Un discorso diverso invece è quello per la formula dell’APE Sociale, la quale è invece destinata a specifiche categorie di lavoratori, intesi come coloro i quali effettuano delle attività particolarmente disagiate e gravose.

Quali sono gli obiettivi principali della nuova riforma pensioni 

A questo proposito, occorre dunque evidenziare che a partire dal primo gennaio del prossimo anno, emerge chiaramente il rischio per milioni di italiani di non poter più beneficiare delle formule di pensionamento anticipato rappresentate attualmente da Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna.

In questo panorama, il primo obiettivo fondamentale della riforma pensioni 2022 è sicuramente quella di andare a realizzare un nuovo sistema pensionistico che possa offrire una soluzione concreta al problema dell’accesso anticipato alla pensione, evitando così di dover attendere il raggiungimento dell’età pensionabile di 67 anni. 

Un secondo aspetto che dovrà tenere in considerazione al nuova riforma delle pensioni, riguarda l’attuale situazione lavoro, fortemente condizionata dalla grave crisi economica che sta attraversando il nostro paese a causa dell’esplodere dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e che ha quindi comportato una grande discontinuità dal punto di vista lavorativo.

Un terzo aspetto da considerare riguarda anche il problema legato alla situazione economica dello Stato, le cui casse risultano essere state colpite dall’emergenza Covid-19.

La proposta di Tridico: cosa succede con la pensione a 63 anni

Tra le diverse proposte e ipotesi in merito all’elaborazione di una nuova riforma pensioni si fa sempre più strada quella introdotta da parte del Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Pasquale Tridico.

La sua idea è quella di realizzare una nuova formula di pensionamento anticipato, che permette di rendere accessibile l’assegno pensionistico già all’età di 63 anni, ma con degli importi ridotti rispetto alla pensione tradizionale. 

A questo proposito, attraverso l’uscita flessibile dal lavoro, i cittadini italiani potranno godere dell’accesso anticipato alla pensione all’età di 63 anni con degli importi ridotti, ottenendo però l’importo completo al raggiungimento dell’età pensionabile.