Ammortizzatori sociali, ISCRO, potenziamento NASPI: sono solo alcuni dei punti al centro della Riforma del Lavoro  che il Governo Draghi sta progettando.

Una serie di punti che il Presidente del Consiglio ha presentato come fondamentali già nel momento del suo insediamento la cui attuazione è particolarmente complessa, a causa dei meccanismi a catena che si innescheranno una volta che la riforma verrà attuata.

La carne messa al fuoco è davvero tanta e va a coprire tanti settori del mondo del lavoro, per tutelare sia i lavoratori che hanno in essere un contratto sia quelli che si trovano in situazione di inattività, perché disoccupati o in cassa integrazione, ad esempio.

In questo video di Speedy News Italia vediamo rapidamente alcuni dei punti principali che il Governo vorrebbe toccare, prima di passare ad analizzarne alcuni più nel dettaglio: BOZZA RIFORMA AMMORTIZZATORI SOCIALI: LA NASPI VERRA' POTENZIATA ED ESTESA. REM E PROROGA NASPI NEWS.

 

Importanti riforme per gli ammortizzatori sociali

Uno dei primi punti al centro dell’attenzione del Governo sono gli ammortizzatori sociali che, sopratutto in questo periodo di pandemia, si sono rivelati fondamentali per il supporto economico del Paese e dei cittadini.

Ecco quindi che oltre alla Cassa Integrazione (Cig), l’attenzione si focalizza anche su NaspI e Dis-coll , ovvero le prestazioni devolute nel caso di disoccupazione.

O ancora, si è pensato ad una nuova possibile struttura per il programma Gol che potrebbe essere esteso anche ai lavoratori che si trovano in situazione di  cassa integrazione o a quei lavoratori autonomi che si trovano ad essere costretti alla chiusura della partita IVA. 

Novità per le piccole imprese: estensione della platea della CIG

Una delle principali novità per la riforma degli ammortizzatori sociali potrebbe essere rappresentata dall’estensione della cassa integrazione guadagni (CIG) anche a quelle categorie che fino ad oggi ne sono state escluse.

Primi tra tutti i lavoratori delle piccole imprese, termine con cui si identificano le aziende i cui dipendenti sono al massimo massimo di cinque. 

In questo caso, sarebbe prevista la copertura da parte dello stato della Cassa Integrazione per i dipendenti fino ad un massimo di tredici settimane.

Già l’estensione di questa misura ad una platea più vasta di lavoratori comporterebbe l’aumento della spesa a carico dell’Erario per un importo di circa un miliardo di euro.

Alcune modifiche si avrebbero anche per le aziende di media grandezza, ovvero con un numero di dipendenti compresi tra sei e quindici. In questo caso la CIG potrebbe arrivare a ventisei settimane.

Per le aziende più grandi, invece, rimane tutto invariate.

Pare debba essere cancellata anche la Cassa integrazione guadagni in deroga, misura che si è in realtà rivelata fondamentale durante la pandemia.

Nuove causali per la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria

Tra le novità previste per la riforma degli ammortizzatori sociali potrebbe esservi l’aumento delle causali previste per la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), che ad oggi sono tre.

Le due nuove causali proposte sono:

  • liquidazione giudiziale;
  • prospettata cessazione dell’attività.

E per venire incontro alle aziende ed evitare il ricorso alla CIGS il Governo ha preso in considerazione la possibilità di potenziare il contratto di solidarietà, che prevede l’incremento delle percentuali di riduzione dell’orario di lavoro e il ricorso ad incentivi economici per le Aziende che si trovino in difficoltà.

Nella bozza infatti il contratto di solidarietà viene esteso anche alle aziende fino a 15 dipendenti, per le quali viene però eliminato l’assegno di solidarietà. 

Naspi e Dis-coll: si potrà accedere con più requisiti

Una delle proposte più costose che rientrano nella riforma del lavoro proposta dal Ministro Orlando è rappresentata da tutta una serie di modifiche per Naspi e Dis-coll.

In particolare, per quanto riguarda la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASPI), la bozza prevede un ampliamento dei requisiti per potervi accedere, venendo meno una dei punti che fino ad ora è stato fondamentale ovvero aver svolto trenta giorni di lavoro effettivo nell’arco dell’ultimo anno. 

Inoltre si è pensato alla possibilità di estendere la possibilità di accedere alla NASPI anche agli operai agricoli, purchè siano in possesso di un contratto a tempo indeterminato. 

Altra modifica proposta riguarda il posticipo del sistema di décalage: la riduzione mensile dell’importo sarebbe pari al tre per cento dell’importo, a partire dal quarto mese della ricezione della NASPI, con un trattamento leggermente diverso e più per i lavoratori al di sopra dei 50 anni.

Altre modifiche, ma nel senso dell’ampliamento sono state proposte per Dis-coll.

La riforma per questo ammortizzatore sociale infatti propone l’ innalzamento della durata limite, per arrivare a coprire tanti mesi quanti sono quelli per i quali è stata versata la contribuzione, con l’aggiunta del riconoscimento della contribuzione figurativa.

La riforma del lavoro prevede nuovi importanti Gol

Nell’ottica di stabilire una connessione tra il mondo del lavoro e quello delle politiche attive, un altro obiettivo del Premier Draghi è quello di incentivare il Progetto di Garanzia di occupabili dei lavoratori, il cosiddetto progetto Gol.

Proprio per questo motivo è stato previsto, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nel React-ue, il programma di assistenza per gli Stati della Comunità europea, un finanziamento del piano Gol di circa 5 miliardi.

A poter beneficiare dei percorsi (quattro in tutto) previsti per il ricollocamento e il reintegro nel mondo del lavoro sarebbero: 

  • i disoccupatipercettori di Naspi e Diss-coll;
  • i lavoratori in cassa integrazione;
  • i cittadini che ricevono il reddito di cittadinanza;
  • i lavoratori fragili e vulnerabili;
  • tutti i disoccupati che non ricevono alcun sostegno al reddito;
  • i cosiddetti working poor, ovvero quei lavoratori che vivono comunque al di sotto della soglia di povertà.

Vediamo rapidamente i percorsi che sono stati ideati:

  • Primo percorso GOL: destinato ai soggetti considerati facilmente occupabili, per i quali è previsto un piano di “reinserimento lavorativo”;
  • Secondo percorso GOL: prende il nome di  “percorso di aggiornamento”, destinato a quei soggetti che hanno bisogno di un aggiornamento delle competenze e per i quali sono previsti appunto dei corsi formativi professionalizzanti;
  • Terzo percorso GOL: si tratta di un “percorso di riqualificazione”, destinato a quei lavoratori che hanno bisogno di una formazione più dettagliata, inquanto più distanti dal mondo del lavoro; 
  • Quarto percorso GOL: prende il nome di “lavoro di inclusione”, destinato alle situazioni che necessitano, per la loro complessità, l’attivazione di piani di collaborazione di servizi territoriali come i servizi sociali, educativi e sanitari. 

Esiste poi un quinto percorso, “di ricollocazione collettiva”, che, come indica il nome stesso, riguarda interi gruppi di lavoratori, nel caso in cui vi sia ad esempio una crisi aziendale.

Tutto dipende dalla legge di bilancio per il 2022

Tutte queste possibile modiche sugli ammortizzatori sociali, dalla Cassa integrazione all’indennità per la disoccupazione, sono strettamente collegati alla struttura della legge di Bilancio.

È proprio in questa sede infatti che devono essere messi in campo i fondi da destinare al sostentamento degli ammortizzatori.

Anche nel periodo della pandemia l’impiego di queste misure è stato più volte vincolato, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato infatti vincolato alla leva del deficit di bilancio, perché le risorse previste dalla Legge di Bilancio non erano sufficienti.

La promessa che il MEF ha fatto all’Unione Europea nel momento in cui ha ricevuto la prima tranche di aiuti europei e in previsione della ricezione delle prossime è stata che la struttura degli ammortizzatori non deve dipendere dai supporti extra-ordinari ma dalla Legge di Bilancio, che deve mettere in conto preventivamente questi aiuti.

Stando ad alcune stime proposte da fonti governative il budget messo in campo per la prossima legge di bilancio per la copertura degli ammortizzatori sociali sarebbero tra i due e i tre miliardi di euro

Ma per coprire il piano previsto dalla riforma del lavoro, allo stato attuale, ne occorrerebbero circa otto miliardi.

Come spesso accade il punto cruciale è riuscire a trovare un accordo che vada bene a tutte le compagini politiche. 

Non rimane che attendere quale sarà l’effettivo piano del Governo per la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali e capire da dove saranno ricavati i fondi necessari.

Un’indennità mai utilizzata: l’ISCRO

Introdotta nella nostra normativa con la legge di bilancio 2021 (legge 178/2020), Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è stata ideata per tutti i lavoratori che risultino correttamente iscritti alla Gestione Separata dell’INPS e che esercitino come professione abituale un’attività di lavoro autonomo. Una platea di circa trecento mila lavoratori che potrebbero giovare di quest’indennità pari ad un’ulteriore mensilità di un valore compreso tra i 250 e gli 800 euro, in base ai requisiti del richiedente.

Uno dei primi punti che presumibilmente verrà preso in considerazione è proprio la messa in attività di quest’indennità, che ad oggi è stata correttamente regolamentata dalla circolare INPS n. 94 del 30 giugno 2021 e la cui domanda può essere inoltrata entro il 31 ottobre di ogni anno, per un arco temporale che al momento è limitato al triennio dal 2021 al 2023.