Siamo alle solite: la riforma pensione ritorna ad essere la vera protagonista della discussione pubblica e politica attualmente in atto.

Effettivamente, nonostante le tantissime difficoltà economiche che attualmente stanno interessando più o meno la maggior parte dei cittadini che risiedono in Italia, il tema della pensione INPS oggi ritorna ad infiammare i tavoli di discussione del Governo italiano.

Così, nonostante le conseguenze disastrose e gli effetti gravosi provocati dalla pandemia dovuta allo scoppiare del Coronavirus anche in Italia e la crisi che tuttora si sta verificando con la guerra in Ucraina contro la Russia, ecco che ritorniamo a parlare di nuovo di riforma della pensione.

A questo proposito, l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, sembra proprio essere intenzionato a mettere in atto delle nuove soluzioni previdenziali, con l’obiettivo di andare a determinare una vera e propria rivoluzione del sistema delle pensioni attualmente in vigore in Italia.

Non è la prima volta che si parla di riforma pensioni da quando l’ex banchiere di Banca Centrale Europea è stato nominato premier italiano. A tal proposito, si suggerisce la visione del seguente video curato dal canale di Pensioni & Aggiornamenti:

 

Questa volta, tuttavia, il capo del Governo sembra essere davvero deciso di introdurre una nuova riforma pensioni 2023 che possa andare ad annullare definitivamente la cosiddetta Legge Fornero e più nello specifico quelle misure ritenute inadatte ad affrontare le problematiche che oggi hanno colpito maggiormente il sistema delle pensioni INPS.

Ma andiamo per gradi: ancora non è stata trovata una vera e propria intesa tra l’esecutivo e i sindacati sulla nuova riforma pensioni 2023, ma è possibile già porre in evidenza alcune novità essenziali che verosimilmente potrebbero diventare i veri protagonisti del nuovo sistema pensioni che entrerà in vigore a tutti gli effetti nel prossimo anno.

Dunque, all’interno del seguente articolo, andremo a chiarire quali sono i principali temi di discussione sulla nuova riforma pensione 2023, ponendo l’accento sulle principali novità e sulle misure che potrebbero essere introdotte a partire dal 2023.

Nuova riforma pensioni 2023: tutte le novità del Governo Draghi 

Come viene riportato anche dall’articolo di QuiFinanza sulla riforma pensioni 2023, attualmente la discussione sul tema del sistema previdenziale italiano rappresenta un vero e proprio rebus, ancora troppo difficile da risolvere.

Nonostante questo, la fine di maggio è sempre più vicina e i sindacati continuano a farsi sentire al fine di riuscire a ottenere un incontro risolutivo proprio nelle prossime settimane, considerando che il presentemente appuntamento fissato nell’agenda nazionale era stato poi cancellato, a causa dell’invasione da parte della Russia dei territorio ucraini, avvenuta nel mese di febbraio.

Ciò che occorre sottolineare in merito ai possibili risvolti legati alla riforma pensioni 2023 è che neanche i vari decreti-legge che si sono susseguiti nel corso delle ultime settimane al fine di formulare il nuovo documento economico finanziario del Def 2022 hanno provveduto all’introduzione di misure sul tema della pensione.

Ciò significa quindi che, in mancanza di soluzioni correttive e di eventuali riforme rivoluzionarie del sistema previdenziale italiano, a partire dal mese di gennaio dell’anno prossimo, si assisterà ad un ritorno a tutti gli effetti delle disposizioni previste dalla Legge Fornero.

Vediamo, quindi, nei prossimi paragrafi, le altre soluzioni proposte da parte dei sindacati dei lavoratori e quali sono le nuove formule di pensionamento anticipato che potrebbero essere introdotte con la nuova riforma pensioni 2023 al fine di consentire ai cittadini di smettere di lavorare prima dell’età pensionabile.

Addio Quota 102: l’unica certezza della Riforma Pensioni 2023

Mentre, quindi, si fanno ancora strada tantissime proposte, ipotesi e indiscrezioni, ciò che è certo al momento riguarda solo il triste destino della formula di pensionamento anticipato della Quota 102. 

A questo proposito, quindi, occorre ricordare che si tratta di una formula di pensionamento che era stata introdotta soltanto all’inizio di quest’anno per andare a colmare il gap creato dalla fine degli effetti della Quota 100

In tal senso, durante tutto l’anno attualmente in corso, e verosimilmente soltanto entro la fine del mese di dicembre 2022, i cittadini che hanno raggiunto i requisiti previsti dalla legge potranno ottenere prima l’accesso alla pensione INPS, anche senza aver conseguito le condizioni previste per avere la pensione di vecchiaia

Stiamo parlando in questo caso delle donne e degli uomini lavoratori che entro l’anno avranno compiuto 64 anni e raggiunto allo stesso tempo anche la quota di 38 anni di contributi lavorativi.

È proprio questo uno dei punti centrali su cui attualmente si sta concentrando il dibattito politico e pubblico, con l’obiettivo di identificare delle soluzioni più adeguate che possano permettere alle persone che lo desiderano di non dover attendere l’età di 67 anni prima di poter riuscire a avere l’assegno previdenziale da parte dell’Istituto INPS.

Riforma pensione 2023: come funzionerebbe la pensione in due tempi

Tra le possibili ipotesi a cui si sta facendo riferimento nelle ultime ore, in vista anche della fine non soltanto della Quota 102 ma anche della Quota 41, anch’essa in scadenza per il 31 dicembre di questo anno, il Governo italiano guidato da Draghi sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una pensione in due tempi.

Si tratta, quindi, di una soluzione attraverso il quale si potrebbe andare incontro non soltanto alle richieste sempre più esigenti ed insistenti dei principali sindacati dei lavoratori, ma che possa essere in qualche modo anche maggiormente adeguata alle condizioni attuali delle casse statali, che sicuramente hanno subito il grave colpo del Coronavirus prima e dell’attuale guerra tra Russia e Ucraina ora.

In tal senso, per evitare di ritornare agli effetti della tanto odiata Legge di Fornero, la pensione in due tempi si configurerebbe come una possibile strada da percorrere che consisterebbe nell’erogazione di un assegno previdenziale in due momenti differenti. 

Da un lato, un primo periodo di erogazione della pensione sarebbe quello che andrebbe ad emergere al momento in cui il lavoratore riuscirà a raggiungere le condizioni ed i requisiti richiesti dalla legge e presenterà dunque l’apposita documentazione necessaria per farne richiesta.

Dall’altro lato, la pensione a due tempi prevede poi la possibilità di usufruire di un assegno con importo differente, a partire dalla data in cui il lavoratore in questione avrà effettivamente compiuto la cosiddetta età pensionabile, la quale corrisponde attualmente a 67 anni.

Novità riforma pensione 2023: cosa succede con la pensione in due tempi?

Dunque, occorre ricordare che sul tema della riforma pensione 2023 ancora nulla è sicuro, tuttavia quella della pensione in due tempi attualmente sembra proprio essere l’ipotesi più adatta a rispondere a tutte le varie esigenze tra sindacati, esecutivo e risorse economiche a disposizione.

In tal senso, qualora dovesse essere effettivamente approvata la pensione in due tempi con la nuova riforma pensione 2023, i lavoratori potrebbero iniziare ad accedere ad una prima tipologia di assegno previdenziale al momento in cui avranno compiuto 64 anni di età, per poi ricevere un importo differente, che sarà poi quello definitivo, nel momento in cui compiranno i 67 anni previsti per l’accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Tuttavia, a questo proposito, è necessario anche evidenziare che saranno predisposti anche ulteriori condizioni e requisiti essenziali, tra questi potrebbe essere verosimile anche un requisito legato all’età contributiva, pari a 20 anni di contributi, oltre che una quota contributiva di pensione il cui importo dovrebbe risultare essere almeno uguale oppure maggiore al 1,2 volte rispetto all’importo che attualmente contraddistingue l’assegno sociale

Ancora non si hanno certezze sulla riforma pensione 2023, ciò che è sicuro è che questa volta il sistema previdenziale italiano potrebbe effettivamente essere coinvolto da una vera e propria rivoluzione: bisogna soltanto attendere per capire come evolverà la situazione!