In seguito all’approvazione e alla relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della famosa Legge di Bilancio 2021, a partire dal 1° gennaio 2021, sono state prorogate ulteriormente anche le formule di pensionamento anticipato predisposte durante questi anni, ovvero quelle della Quota 100, dell’APE Sociale e dell’ Opzione Donna.

Attraverso queste formule di pensionamento, che nel corso degli anni hanno ottenuto diverse proroghe della loro fase di sperimentazione, hanno effettivamente offerto la possibilità a milioni di cittadini italiani, in possesso di specifici requisiti sia anagrafici che contributivi,  di accedere al proprio assegno pensionistico prima del compimento dell’età di 67 anni, anche a 62 anni.

Tuttavia, l’opportunità di decidere di uscire prima dal mondo del lavoro e di accedere in maniera anticipata alla propria pensione, attraverso le formule di pensionamento della Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna, sarà concessa molto probabilmente ai cittadini entro e non oltre il termine di scadenza delle formule, fissato per il 31 dicembre 2021.

A partire dal primo gennaio 2022, infatti, dovremmo purtroppo dire definitivamente salutare queste formule di pensionamento anticipato, in quanto sarà scaduto il loro iter di sperimentazione, avviato dall'anno 2019 e durato all’incirca tre anni. 

Per questo motivo, sembra essere sempre più vicina una nuova riforma del sistema pensionistico, su cui già da ora risulta essere a lavoro la squadra governativa guidata dall’attuale Presidente del Consiglio.

Sembrerebbe, quindi, che Governo italiano capitanato da Mario Draghi, esperto economista italiano nonché ex banchiere della Banca Centrale Europea, stia lavorando proprio per intraprendere delle importanti scelte che potrebbero condurre ad una vera e propria rivoluzione del sistema pensionistico italiano.

Tuttavia, il Governo non potrà prendere alcune decisioni sul superamento dell’attuale Legge Fornero, senza prendere in considerazione anche tutte le opinioni e argomentazioni da parte dei principali esponenti dei sindacati dei lavoratori e dei cittadini, in particolare di Cgil, Uil e Cisl.

Ecco, dunque, nel dettaglio quali sono le principali ipotesi che risultano essere attualmente al vaglio della squadra governativa di Draghi e come queste potrebbero rivoluzionare completamente il sistema pensionistico italiano

Pensioni: cosa succederà nel 2022 

In merito alle prospettive future relative al tema delle pensioni e dell’attuale sistema di pensionamento in vigore, vi sono davvero poche certezze per il futuro. 

Ciò che è certo in questo contesto è che tutti quei cittadini italiani lavoratori che  desiderano andare in pensione e smettere di lavorare prima del compimento dell’età pensionistica, rischieranno a partire dal primo gennaio 2022, di non poterlo più fare.

Infatti, la validità della proroga ottenuta in seguito l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021, per le formule di pensionamento anticipato della Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna, ha purtroppo una durata esclusiva di un anno. 

Per questo motivo, con lo scattare del nuovo anno, risulta essere molto probabile dover salutare definitivamente queste formule, nello specifico quella della Quota 100, la quale è finita più volte al centro del dibattito politico, in quanto considerata particolarmente svantaggiosa per le casse dello Stato.

Dunque, ciò che è certo è che se non si procederà immediatamente alla formulazione di una nuova struttura del sistema pensionistico e delle norme che regolano la nuova riforma delle pensioni, a partire dal primo gennaio 2022 bisognerà assistere al ritorno delle normative precedenti. 

In questo contesto, il rischio è quello di tornare al famoso scalone dei cinque anni di età: dunque, dai 62 anni relativi all’età anagrafica e dai 38 dell’età contributiva, previsti dalla formula della Quota 100, si rischia di poter smettere di lavorare e accedere all’assegno pensionistico soltanto al compimento dell’età dei 67 anni.

È proprio per questa situazione di completa incertezza in merito al futuro delle pensioni che i sindacati dei lavoratori, soprattuto gli esponenti di Cisl, Cgil e Uil, stanno richiedendo un incontro immediato con la squadra di Governo. 

Addio alla Quota 100: come cambiano le pensioni

L’approvazione del decreto legge n.4 del 28 gennaio 2019 e la sua relativa entrata in vigore, ha confermato l’introduzione di una delle formule di pensionamento anticipato più discussa, ma anche più richiesta degli ultimi anni, quella della Quota 100.

Infatti, più volte durante gli anni precedenti questa formula è finita nel mirino del dibattito politico, che considerava la formula particolarmente svantaggiosa per le casse dello Stato italiano. 

Effettivamente il meccanismo che caratterizza la formula della Quota 100 consente ai cittadini italiani che desiderano smettere di lavorare prima di accedere all’assegno di pensionamento in maniera anticipata, qualora risultino essere in possesso di un’età anagrafica pari a 62 anni ed un’età contributiva pari a 38 ani. 

In questo senso, i cittadini possono smettere di lavorare anche prima del raggiungimento dell’età pensionabile, fissata fino al 2022 all’età di 67 anni. 

Tuttavia, nonostante negli scorsi mesi si era più volte parlato di una possibile mini-proroga della formula della Quota 100, che sarebbe potuta essere interessata da un prolungamento anche soltanto durante i primi mesi dopo l’arrivo dell’anno nuovo, il 2022, questo oggi è completamente escluso. 

È proprio per questo motivo che il Governo di Draghi non potrà affatto rimandare la decisione, e dovrà immediatamente aprire i tavoli del confronto e del dibattito politico al fine di ascoltare tutte le partii sociali, e individuare il prima possibile una soluzione all’imminente scadenza della formula di pensionamento anticipato della Quota 100

Quali sono le opinioni dei sindacati sulla riforma pensioni

In merito al tema della riforma pensioni e alle problematiche legate al termine prefissato per le formule di pensionamento anticipato della Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna, si sono più volte espressi i vari esponenti dei sindacati, tra cui Uil, Cisl e Cgil.

Gli stessi sindacati, infatti, hanno inviato una richiesta al Governo italiano, fatta recapitare direttamente al Ministro del Lavoro, ovvero Andrea Orlando, proprio per sollecitare un incontro con l’obiettivo di ottenere un superamento della Legge Fornero e trovare una caratterizzazione nuova per l’imminente riforma delle pensioni, così da poterla far entrare in vigore già a partire dal primo gennaio 2022.

Le richieste dei sindacati sulle pensioni

Tra le principali richieste espresse da parte dei sindacati spunta l’introduzione di alcune formule di pensionamento anticipato, tra cui  la possibilità di ottenere l’approvazione di una flessibilità in uscita a partire dal giorno del compimento effettivo dell’età anagrafica di 62 anni, oppure, in alternativa, dell’età contributiva di 41 anni, a prescindere da quella anagrafica. 

Effettivamente, più volte i sindacati hanno sostenuto la necessità di dover tenere in considerazione le attuali condizioni non solo lavorative ma anche economiche dei lavoratori, dove si evidenzia anche la problematica legata al futuro degli stessi giovani italiani.

In questo scenario, infatti, proprio a causa della discontinuità di lavoro che caratterizza i giovani attualmente, si rischia che questi saranno penalizzati in un futuro con un sistema pensionistico che non sarà in grado di tutelarli in maniera adeguata.

Pensioni con Quota 102 e Quota 92: come funzionano

Tra le varie ipotesi per quanto riguarda le nuove formule di pensionamento anticipato che potrebbero prendere il posto dell’attuale formula della Quota 100, si fanno strada le formule della Quota 102 e Quota 92.

In merito alla Quota 102, i cittadini italiani avrebbero la possibilità di smettere di lavorare al compimento dei 64 anni di età anagrafica e di 38 anni per quanto riguarda l’età contributiva.

In questo caso, tuttavia, non potranno essere presi in considerazione i due anni figurativi, escludendo quindi i riscatti volontari, il servizio militare o la maternità. 

Tuttavia, un altro punto su cui è importante focalizzare l’attenzione riguarda anche la portata del taglio relativo all’ammontare degli assegni pensionistici, fino al compimento dell’età pensionabile prevista dalla pensione di vecchiaia.  

La pensione con Quota mamma 

Il segretario generale del sindacato del Cisl, ovvero Luigi Sbarra, ha anche portato avanti una nuova ipotesi di pensionamento anticipato, dedicata alle donne con figli.

Si tratta della Quota mamma, attraverso cui ogni madre potrebbe ottenere il riconoscimento di 12 mesi per ogni suo figlio, al fine di anticipare la sua età pensionabile