Con la nuova riforma pensioni, i meccanismi visti in precedenza sono cambiati profondamente. A sottolineare ciò, è l'alta mole di informazione presente sul web, che evidenzia profondamente come ci siano dei cambiamenti continui per quanto concerne la tematica delle pensioni.

L'attenzione, principalmente, è rivolta verso la questione riguardante la Quota 41. Infatti, è in corso un vero e proprio tira e molla. Tra coloro che vogliono introdurla, e coloro che invece non la vogliono prendere in considerazione, la carne al fuoco è sicuramente tanta. A darci una conferma ulteriore, tramite un articolo appositamente pubblicato, è proprio il sito di Trend Online, con un approfondimento riguardante questa tematica:

Una riforma a lungo attesa e richiesta su più fronti, non solo dai vari partiti politici ma anche e soprattutto dalle parti sociali, che vogliono evitare lo scaglione dei 5 anni.

Il cosiddetto "scaglione dei 5 anni", è una tipica espressione gergale utilizzata per definire coloro che sono stati esclusi dalla famigerata Quota 100. Questa motivazione, vede al suo interno una semplice mancanza di requisiti necessari per accedervi in via anticipata.

Questo dettaglio, emerso nel 2019, ha avuto modo di sorprendere tutti gli utenti già da diverso tempo, per un motivo o per un altro. Solo una cosa è certa: in vista del 2022, le cose cambieranno per tutti i pensionati, volenti o nolenti che siano.

Le nuove pensioni, come si ha avuto modo di apprendere di recente, subiranno inoltre una variazione per quanto concerne il loro calcolo. Citando varie fonti autorevoli, si può arrivare ad intuire che chi riuscirà ad accedere alla pensione anticipata, dovrà sacrificare una piccola parte di importo pensionistico. Decisione drastica, come in molti hanno fatto notare. Per fare maggiore chiarezza a riguardo, consigliamo fortemente la visione di un video pubblicato dal canale di Mondo Pensioni inerente all'argomento.

Riforma pensioni: ecco come andare in pensione a 62 anni!

Andare in pensione anticipata, grazie a quella che si definisce riforma pensioni, sembra essere possibile tramite alcune soluzioni. E in ogni caso, più che  di soluzioni, si parla in realtà di alternative. Come detto anticipatamente, si parla perlopiù di requisiti.

Come siamo stati abituati fin dagli albori, ogni incentivo o accesso anticipato ha dei requisiti che vanno rispettati senza se e senza ma. Anche in questo caso, di conseguenza, vale la medesima condizione. A rimarcare questo concetto imprescindibile, è il sito di Orizzonte Scuola, il quale cita in un suo articolo la tematica della pensione anticipata a 62 anni.

Maturando quelli che sono i requisiti necessari per la Quota 100, si può accedere all'età pensionistica prima dei tempi previsti. Nel contenuto citato, vi è una menzione speciale per quanto concerne la categoria femminile, che in questo caso specifico gode di particolari privilegi per quanto riguarda la pensione.

Infatti, per tutte le donne che rientrano tra coloro che possono accedere per beneficio alla pensione anticipata, è possibile farlo tramite 41 anni e 10 mesi di contributi versati. I requisiti maturati per la Quota 100, possono infatti venir congelati in via del tutto temporanea.

Questo meccanismo, è possibile nel caso in cui la futura pensionata presa in esame volesse attendere ad accedere alla pensione. Dulcis in fundo, come abbiamo potuto ben vedere, le possibilità di accedere alla pensione in via anticipata sono numerose, e sono tutte quante valide alternative alla via principale. Nel 2022, inoltre, gli esperti del settore stimano la presenza di ulteriori possibilità di accesso anticipato.

Questo, a voler dare una conferma del discorso fatto precedentemente, per il quale il settore pensionistico sta cambiando a grande velocità col passare del tempo. Nel prossimo paragrafo, avremo invece modo di vedere un altro tipo di pensione anticipata: quella contributiva, che si può ottenere all'età di circa 64 anni di età, con annessi requisiti ovviamente.

Riforma pensioni: ecco cos'è la pensione anticipata contributiva

Un'altra tipologia di pensione anticipata, nella riforma pensioni, è quella che permette a tutti i lavoratori in fase di congedo di accedere all'età pensionistica al compimento di 64 anni. Questa pensione accessibile, altro non è che un anticipo di ciò che si tratterà nel paragrafo successivo.

La pensione contributiva, tra i suoi requisiti principali, richiede infatti un minimo di 20 anni di contributi versati in maniera del tutto regolare. Nonostante la sua estensione possa sembrare tale, esistono in realtà dei limiti che possono essere in grado di stravolgere i piani di parecchi beneficiari e richiedenti. Questo dettaglio, viene evidenziato anche dal sito di PMI. Citando quanto segue:

è riservata ai lavoratori il cui accredito contributivo sia interamente successivo al 31 dicembre 1995. Sono però previsti diversi vincoli piuttosto stringenti.

Innanzitutto, il primo requisito che emerge è quello anagrafico. Questo accesso speciale, infatti, è precluso solamente per coloro che si sono iscritti al sistema pensionistico nella lontana annata del 1996. Diversamente, non sarà possibile accedervi, se prima non sarà stato soddisfatto questo requisito.

Inoltre, l'importo totale deve essere superiore a quello che si definisce importo sociale. Il valore del beneficiario, dunque, deve quantomeno corrispondere al doppio dell'importo sociale. Anche questo, di fatti, è un requisito indispensabile da soddisfare. Un fattore che rende questo accesso anticipato leggermente più di manica larga, è quello di una mancanza di differenziazione vera e propria.

Tra lavoratori dipendenti e liberi professionisti, effettivamente, non si vedono chissà quali differenze in termini di trattamento. Una piccola clausola da rispettare, tuttavia, è proprio per i dipendenti. Infatti, per poter accedere alla pensione anticipata, è necessario far sì che l'attività da dipendente arrivi a cessare.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, in quanto tali, non vi è alcun limite. Nel prossimo paragrafo, entreremo nel vivo della questione, elencando tutte le modalità per poter accedere alla pensione con 20 anni di contributi versati.

Riforma pensioni: in pensione con 20 anni di contributi? Ecco come!

La riforma pensioni che permette di andare in pensione con 20 anni di contributi, viene spiegata egregiamente dal sito di Laleggepertutti. Citando quanto segue, il sito approfondisce in questa maniera:

Ci sono diversi casi, però, nei quali è possibile pensionarsi con 20 anni di versamenti: quale pensione con 20 anni di contributi?

La prima pensione che viene presa in esame, è quella di vecchiaia. La pensione di vecchiaia, nei suoi requisiti, permette infatti di accedere alla pensione in maniera anticipata, tramite l'ausilio del versamento di 20 anni di contributi.

Alcuni casi, oltretutto, permettono addirittura di accedere all'età pensionistica con soli 15 anni di contributi versati in maniera del tutto regolare. La pensione di vecchiaia, nel suo caso specifico, si può ottenere proprio con 20 anni di contributi. Questi contributi, possono essere anche cumulativi, naturalmente.

La cosiddetta riforma Amato, permette inoltre di accedere all'età pensionistica anche con 5 anni in meno di contributi versati in precedenza. Uno degli ultimi metodi citati, è quello del prepensionamento. Infatti, la cessazione dell'attività lavorativa, in questo caso, non preclude in alcun modo che il reddito debba cessare di conseguenza.

Il cosiddetto prepensionamento, per legge, può avvenire anche 7 anni prima del tempo previsto. Questo, proprio grazie a questa tipologia di accesso alla pensione anticipata, una vera e propria meta ricercata da tanti utenti.

Riforma pensioni: Quota 100 in dirittura d'arrivo? Vediamolo insieme!

Come abbiamo potuto constatare nel corso del paragrafo precedente, l'attuale riforma pensioni in fase di progettazione include a sé vari modi per andare in pensione con 20 anni di contributi. Tra questi, infatti, ci sono delle alternative estremamente valide, e delle opzioni che meritano certamente di essere considerate.

Ma come abbiamo specificato a inizio articolo, il settore delle pensioni è caratterizzato da cambiamenti continui, per via dell'alto numero di riforme in vigore e in fase di approvazione. Una delle proposte più recenti, a questo proposito, riguarda la famigerata Quota 100.

Secondo il sito de Il Corriere della Sera, la Quota 100 potrebbe terminare il suo ciclo di esistenza prima del previsto. Alcuni partiti tipicamente parte dell'opposizione, vorrebbero infatti mantenere i parametri riguardanti il congedo dall'attività lavorativa all'età di 62 anni.

Ma come si legge nell'articolo, i pareri sono in forte discordia. Ciò che auspica Elsa Fornero, futura candidata come consulente di governo, è di non rimanere in preda ad una trappola costruita dal consenso e dalla caccia all'elettorato.

Di conseguenza, un settore in forte cambiamento come quello pensionistico, potrebbe ulteriormente variare in seguito a delle decisioni di natura tipicamente politica. Il tutto, presumibilmente, si saprà a breve, con i diretti interessati che si ritroveranno seduti allo stesso tavolo.

Riforma pensioni: le conclusioni finali

Considerando le numerose novità che si sono viste, si può dire che la riforma pensioni include a sé numerosi cambiamenti. Uno dei più recenti, riguarda infatti il cosiddetto "doppio binario". La pensione, potrebbe venir divisa in due parti, due vere e proprie scuole di pensiero differenti tra loro.

Si parla di metodo contributivo, e metodo retributivo. La prima parte di importo pensionistico, riguarda proprio il tema centrale che ha caratterizzato questo articolo. L'importo, inizialmente, riguarderà infatti 20 anni di contributi. Il resto, verrà devoluto invece al compimento di 67 anni di età anagrafica.

Ovviamente, come tante altre, la seguente è solamente una proposta. Non vi è ancora niente di totalmente sicuro. Maggiori certezze, verranno fornite alla fine del 2021, periodo nel quale si tireranno le somme riguardo la riforma pensioni, vero e proprio oggetto di discussione da parte degli addetti ai lavori.