Il dopo Quota 100 sarà APE sociale, che con l'allargamento previsto ad altre categorie di lavoratori, diventa una Super APE. Dopo la bocciatura da parte dell'OCSE di Opzione Donna, la fine di Quota 100, e nessuna Quota 41 per tutti, l'unica misura che rimane "disponibile" tra quelle esistenti e che incontra il parere favorevole di tutti è APE sociale. Anche questa misura scade il 31 dicembre 2021, ma va verso una riconferma non tanto come formula per anticipare la pensione nel 2022, ma come strumento strutturale che nell'idea del Governo va a sostituire Quota 100.

Questi giorni sono infuocati per Mario Draghi, tra decreto Green Pass che rende obbligatorio il certificato verde sul posto di lavoro, riforma fiscale che, con mesi di ritardo deve essere presentata entro ottobre per entrare nella legge di bilancio 2021, ed appunto la riforma pensioni. Senza dimenticare il nodo Reddito di Cittadinanza, che è diventato il tema più dibatutto durante queste giornate di campagna elettorale per le elezioni di diversi sindaci, anche in città molto importanti, il 3 e 4 ottobre. 

APE Sociale: per Draghi è la prossima riforma delle pensioni

Non c'è più dubbio! APE sociale è il prossimo dopo Quota 100. Diventerà strutturale dal 2022 e sarà la formula per consentire di andare in pensione anticipata a milioni di lavoratori. Non solo quelli che già possono godere di questa misura, che scade a dicembre 2021. Ma anche nuove categorie di lavoratori, in particolare chi effettua lavori gravosi. L'APE sociale richiede allo stato attuale almeno 30 anni di contributi, per particolari categorie di lavoratori. 

Per i lavoratori che sono stati impiegati in lavori più duri, anzichè aspettare Quota 41, con l'APE sociale si consentirebbe di andare in pensione a 63 anni e con 36 anni di contributi. Quindi uno sconto di cinque anni sul monte contributivo, e quattro anni sull'età della pensione.

Dal 1 gennaio 2022, per fare la domanda della pensione di vecchiaia, si devono avere almeno 67 anni di età anagrafica e 20 anni di contributi versati.

L'anticipazione a 63 anni, risponde sia all'esigenza di flessibilità richiesta dai sindacati, che a quella di favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, che proprio Quota 100 non è riuscita a garantire. Ma come per tutte le anticipazioni della pensione rispetto agli standard, il lavoratore deve accettare qualche compromesso come quello di un importo ridotto per gli anni intercorrenti tra l'uscita dal lavoro e l'età di 67 anni.

Ape Sociale: i requisiti per accedere

Per il momento escludiamo il possibile allargamento dell'APE sociale a chi ha svolto lavori gravosi, e concentriamoci su chi oggi può fare domanda per andare in pensione prima, rispetto al Quota 100, e poi dall'anno prossimo rispettoa 67 anni.

Si tratta di lavoratori che versano in condizioni soggettive ed oggettive di disagio, per le quali l'uscita anticipaata consente di vivere più serenamente la propria pensione. Fino al 31 dicembre 2021, possono usufruire dell'APE sociale tre categorie di lavoratori.

I lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale che sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.

I lavoratori che assistono un famigliare (cosiddetto caregiver) cui sia stato riconosciuto il livello di disabilità più grave, come previsto dall’articolo 3, III comma, della legge 104/1990, e che abbiano almeno 30 anni di contribuzione e assistono da almeno sei mesi un parente stretto: il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. Ad essi si aggiungono colo che assistono un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età.

I lavoratori ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore o pari al 74% e che hanno versato 30 anni di contributi. 

L'ultima finestra per fare la domanda di pensione anticipata è il 30 novembre 2021. Poi si deve attendere la nuova proposta del Governo Draghi.

APE Sociale: a chi sarà concessa nel 2022

Nel 2022, secondo gli ultimi rumors, che diventano conferme da più parti, APE sociale diventa strutturale e riguarderà anche altri lavoratori. Lo aveva già preannunciato il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, durante la presentazione del XX Rapporto annuale sulla previdenza in Italia. All'interno del rapporto oltre a leggere quanto sono stati più o meno efficienti le varie misure per andare in pensione, rispetto a quella della legge Fornero, si legge che APE sociale sembra essere la degna erede del dopo Quota 100. E lo aveva sottolineato in un'altra occasione sempre il Presidente dell'Inps, che riteneva APE Sociale come una misura valida e a costi contenuti. Proprio l'aspetto finanziario è l'altro elemento che l'attuale Governo deve considerare per prendere una decisione sulle pensioni.

Su Repubblica si legge che l'Ape sociale diventerà strutturale nel 2022 e sarà la prossima forma di anticipazione della pensione per i lavori gravosi. Secondo quanto riporta Repubblica, i lavoratori che hanno svolto quelle mansioni per sei anni negli ultimi sette o sette anni negli ultimi dieci, potranno richiedere l'APE sociale a patto di avere maturato 63 anni di età anagrafica e 36 anni di contributi. 

Spetterà ai tecnici dell'Inps presentare il conto per lasciare poi la palla ai ministri del Lavoro, Andrea Orlano e dell'Economia, Daniele Franco, che dovranno prendere la decisione. 

Riforma Pensioni: oltre APE sociale

Ma l'idea è quella di andare oltre APE sociale, come sostiene il leader di CGIL, Maurizio Landini.

Una riforma complessiva, perchè

Quota 100 non ha affrontato il tema dei lavori gravosi, della pensione di garanzia per i giovani, il problema della differenza di genere e del costo pagato delle donne. Oggi non c'è solo il problema del cosiddetto scalone, non a caso stiamo chiedendo unitariamente, da tre anni, di poter aver un sistema che a 62 anni si possa scegliere in modo flessibile di andare in pensione o con 41 anni di contributi. Stiamo dicendo che il tema centrale è individuare i lavori gravosi - ha concluso - quota 100 era un sistema rigido.

E se la flessibilità invocata dalla CGIL è sul tavolo per un confronto con Governo ed industria, ci sono proposte concrete che vanno in quella direzione. Arrivano dall'Inps e rispettivamente dall'attuale presidente, Pasquale Tridico, e dal precedente Tito Boeri, professore all'università Luigi Bocconi di Milano.

Il primo punta ad un sistema misto, con un assegno pensionistico con una parte pagata con i contributi versati fino ai 63 anni di età, ed una restante parte pagata al compimento dei 67 anni, utilizzando i contributi versati negli ultimi quattro anno agganciando il sistema retributivo, per chi ha iniziato a lavorare prima del 1995.

Il secondo invece propone una pensione anticipata a 63 anni, ma con una penalizzazione sull'importo dell'assegno di pensione di 1,5% per ogni anni intercorrente tra l'uscita dal mondo del lavoro e l'età della pensione di vecchiaia a 67 anni. 

Riforma pensioni 2022: come andare in anticipo

Chi vorrà però andare in pensione anticipatamente prima dei 67 anni e prima di attendere la riforma, potrà ancora contare su alcune opportunità che rimarranno per i prossimi anni. 

Sembra ormai consolidata l'idea che Opzione Donna non verrà rinnovata, come ho avuto modo di trattare in questo articolo Pensione anticipata: cambia tutto. Addio Opzione Donna!

Invece sono confermate l'Isopensione, Quota 41, la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini ed un anno in meno per le donne, la rendita integrativa temporanea anticipata. Ancora poco usati i contratti di espansione, anche perchè collegato alla necessità di sostituire i lavoratori prossimi alla pensione con i lavoratori più giovani attraverso una procedura piuttosto complessa. 

Analizziamo le varie tipologie, senza la pretesa di esaustività.

Pensione anticipata con Isopensione fino al 2023

La legge di bilancio 2020 ha esteso fino al 2023 la possibilità di anticipare la pensione con 7 anni rispetto all'età di pensionamento previsto dall'ordinamento vigente. Dal 2022 per andare in pensione di vecchiaia si dovrà aspettare 67 anni. Con l'isopensione si potrà andare in pensione a 60 anni. Quindi chiunque compirà 60 anni nei prossimi due anni potrà accedere all'isopensione. Si tratta di un accompagnamento all'effettiva pensione, pagata dall'azienda in cui si è assunti. Si devono però rispettare alcuni requisiti. Avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, l'azienda deve avere più di 15 dipendenti, ci deve essere un accordo firmato con i maggiori sindacati per l'esodo dei lavoratori, l'azienda deve rilasciare una fidejussione a garanzia dei pagamenti. 

Pensione in anticipo con RITA

La rendita integrativa temporanea anticipata invece è sfruttabile da quei lavoratori che hanno aderito ad un fondo pensione, aperto, chiuso o anche PIR (piani individuali di risparmio). La condizione è aver versato nel fondo pensione per almeno cinque anni i relativi contributi (TFR in primis) ed aver maturato almeno 20 anni di contributi. L'anticipazione può essere di 5 o 10 anni. In questo caso l'importo della pensione è calcolata sul montante dei versamenti al fondo, ed al profilo del rendimento. 

Pensione anticipata con Quota 41 per i lavoratori precoci

Per chi invece abbia iniziato a lavorare da giovanissimo, c'è Quota 41. Questa forma di pensionamento anticipato è indipendente dall'età anagrafica, ma richiede una sola condizione. Il lavoratore che ha maturato 41 anni di contribuzione, deve aver versato all'ente previdenziale almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni. La misura vale fino al 2026, ultimo anno entro cui far valere i 41 anni di contribuzione effettiva. Possono accedere a questa forma di pensione anticipata i lavoratori in stato di disoccupazione, chi ha un'invalidità superiore al 74%, chi assiste famigliari con una situazione di disabilità grave ai sensi dell'art.3 comma 3 della legge 104/1992, chi ha svolto lavori particolarmente faticosi.