Si parla sempre più insistentemente della tanto attesa Riforma Pensioni 2022, sia tra i cittadini italiani, sia in sede di Governo: quello delle pensioni è infatti un nodo difficile da sciogliere, che andrà comunque risolto entro fine anno.

Si, perché c’è una data che preoccupa un po’ tutti: quella del 31 dicembre 2021, ossia il giorno in cui, ufficialmente, vedremo la scadenza della tanto dibattuta Quota 100.

Insieme a Quota 100, tra l’altro, a fine anno scadranno anche tutte le forme di pensionamento anticipato attualmente in vigore (quali, ad esempio, Opzione Donna e APE Sociale).

Ci troviamo, insomma, in una situazione che terrorizza non solo gli italiani che contavano di andare in pensione nel 2022, ma anche i pensionati del futuro.

Dalle prossime decisioni che toccheranno al Governo Draghi, infatti, dipenderà il futuro delle pensioni.

Ecco quali sono i possibili scenari che attendono la riforma pensioni 2022.

Riforma Pensioni 2022: come verrà sostituita Quota 100? 

Di una cosa, al momento, siamo più che certi: Quota 100 andrà in pensione a fine anno. Le conferme circa l’impossibilità di una riconferma di Quota 100 arrivano infatti da più parti.

Anche il canale YouTube Mondo Pensioni si è occupato del futuro addio a Quota 100, in un recente video di cui consigliamo ai lettori la visione.

Ma, se è vero che Quota 100 non verrà confermata è vero anche che il Governo dovrà occuparsi del tanto temuto scalone pari a 5 anni. Il che verrebbe a coincidere con un pensionamento accessibile solamente al compimento dei 67 anni di età, senza altre opzioni.

In effetti è proprio questo scalone di 5 anni che dovrà essere risolto tramite la Riforma Pensioni 2022, riforma che dovrà avere come obiettivo chiave l’evitamento dello scalone.

Al fine di porvi rimedio, si sono espressi in tantissimi, dall’INPS alla Corte dei Conti.

Analizzeremo infatti tutte le proposte attualmente in campo le quali, se confermate, potranno avere l’effetto di continuare a garantire agli italiani delle modalità per accedere alla pensione anticipata.

Cosa ne pensa l’INPS? Riforma pensioni 2022 e la proposta di Tridico  

Una delle voci che non ha tardato a farsi sentire per poter dire la sua e per fornire una soluzione da applicare alla futura Riforma Pensioni 2022 è quella di Pasquale Tridico, attuale Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale.

Il Presidente INPS, infatti, ha proposto una pensione anticipata a 63 anni, in forma di anticipo pensionistico.

Secondo la proposta di Tridico, gli interessati potranno ricevere un anticipo pensionistico per quattro anni, a partire dai 63 anni e fino al compimento dei 67 anni (età fissata come il limite per ricevere la pensione di vecchiaia definitiva).

Tridico pensa ad un anticipo pensionistico secondo sistema contributivo: l’anticipo, infatti, verrà calcolato in base agli anni di contribuzione del futuro pensionato.

Le proposte dei sindacati per la Riforma Pensioni 2022: torna alla ribalta Quota 41 

Discussa e criticata, tanto che durante i mesi precedenti sembrava una proposta del tutto abolita, spunta nuovamente la possibilità di ricorrere ad una Quota 41 in sostituzione alla Quota 100.

I sindacati, infatti, per la Riforma Pensioni 2022 vorrebbero una opzione di accesso anticipato alle pensioni che non tenga conto dell’età, ma dei contributi che il futuro pensionato ha versato durante i propri anni di lavoro.

Dunque, se Quota 41 dovesse essere confermata, potrebbero accedere alla pensione anticipata coloro che hanno accumulato 41 anni di contributi; anzi, più nello specifico, verrebbe concessa la pensione anticipata:

  • con 41 anni e 10 mesi di contribuzione nel caso delle donne; 

  • con 42 anni e 10 mesi di contribuzione nel caso degli uomini.

Ad ogni modo, la proposta di una Quota 41 continua a non piacere al Governo: si tratta di una opzione che renderebbe la Riforma Pensioni 2022 ancor più costosa di quanto non sia già Quota 100.  

Riforma Pensioni 2022: cosa ne pensa la Corte dei Conti 

Anche la Corte dei Conti ha criticato l’onerosità di una possibile Quota 41, cercando di dare un proprio parere in merito alla Riforma Pensioni 2022. 

Secondo la Corte dei Conti, infatti, sarà necessario un sistema che, a differenza di Quota 100, tenga conto più che altro dell’età anagrafica del lavoratore: tramite il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica, la Corte si è anche impegnata a dire la sua, esprimendo una possibile proposta per la futura Riforma Pensioni 2022.

Per la Corte dei Conti, la nuova Riforma dovrà puntare su forme di pensionamento flessibili: si parla di un minimo di venti anni di contribuzione regolare, oltre che di un’età anagrafica fissata a 64 anni per i lavoratori che intendono accedere alle pensioni. 

Si tratta, così come per la proposta del Presidente INPS Tridico, di una proposta di Riforma Pensioni 2022 che gode di molto sostegno da parte delle forze politiche: sia il Movimento 5 Stelle che l’ex Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sostengono infatti la proposta della Corte dei Conti.

Cosa succederà a Opzione Donna e APE Sociale nel 2022? L’OCSE non è favorevole!

Altra domanda che si fanno molto spesso gli italiani nelle ultime settimane è quella che riguarda Opzione Donna e APE Sociale: che fine faranno queste due forme di pensionamento anticipato?

Ci si chiede se dovremo dire addio, oltre a Quota 100, anche a queste due opzioni: infatti, lo scadere della Legge di Bilancio 2021 coinciderà con il termine ultimo per accedere alle due opzioni di pensionamento.

Coloro che contano di accedere ai trattamenti pensionistici anticipati entro il 31 dicembre 2021 mediante queste due opzioni, non hanno nulla da temere: Opzione Donna e APE Sociale sono ancora disponibili fino a fine 2021.  

Ricordiamo, per coloro che non lo sapessero, che Opzione Donna consente l’accesso alla pensione anticipata alle donne, sia lavoratrici dipendenti che alle autonome, purché abbiano versato i contributi per 35 anni almeno.

APE Sociale, invece, si rivolge ai lavoratori a rischio, che possono accedere di diritto alla pensione anticipata. 

In ogni caso, molto probabilmente, entrambe le due opzioni verranno riconfermate per il 2022. Si parla però di una revisione in arrivo, tanto per Opzione Donna, quanto per APE Sociale. 

Per quanto riguarda APE Sociale, probabilmente subirà un potenziamento; oltre ad essere confermata per il prossimo anno nonostante sia in scadenza, l’Anticipo Pensionistico subirà probabilmente un ampliamento di platea, consentendo l’accesso anche ad altre categorie a rischio: questo è quanto leggiamo su una recente notizia riportata da Today.

Si parla anche di un rinnovo con annesso potenziamento per Opzione Donna: anche questa seconda forma di pensionamento anticipato sarà molto probabilmente confermata nella futura Riforma Pensioni 2022, anche se, purtroppo, le lavoratrici italiane dovranno ancora attendere per avere sicurezza della conferma.

Di recente, infatti, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, più conosciuta col noto acronimo Ocse, avrebbe sconsigliato la proroga dell’Opzione, per garantire un contenimento delle spese legate al mondo delle pensioni in Italia: lo ha riportato InvestireOggi.

L’Ocse, al fine di permettere al Governo italiano un maggior risparmio sulle pensioni, ha infatti consigliato di stoppare Opzione Donna alla fine del triennio sperimentale della misura, fine che coincide con il 31 di dicembre di quest’anno.

Il consiglio dell’Ocse, dunque, è quello di non rinnovare, con la prossima Riforma Pensioni 2022, Opzione Donna.

Cosa succederà alla RITA con la Riforma Pensioni?

Insomma, il destino di Opzione Donna è in bilico per il 2022, anche se dobbiamo aggiungere un dettaglio: nonostante il parere negativo dell’Ocse, l’Opzione sembrerebbe piacere al Governo, che mai si è detto sfavorevole al mantenimento di questa forma di accesso anticipato alle pensioni.

Se dovremo dunque attendere per conoscere il futuro di Opzione Donna, abbiamo invece ben chiare le sorti di un’altra forma di pensionamento anticipato, che consente agli interessati l’accesso alla pensione a soli 57 anni di età: la RITA, ossia la  Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Secondo le indiscrezioni, infatti, la Riforma Pensioni 2022 andrà a confermare la RITA, consentendo a chi rispetterà tutti i requisiti previsti di accedere alla pensione a 57 anni.

Requisiti che sono stati espressi chiaramente dalla Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, secondo cui l’accesso alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata è concessa ai lavoratori i quali

“maturino l'età anagrafica per  la  pensione   di   vecchiaia   nel   regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni  successivi”.

Ovviamente, questo non è l’unico requisito previsto per poter accedere alla RITA; la legge n. 205/2017 ha infatti previsto che potranno richiedere l’accesso alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata soltanto i lavoratori senza occupazione da almeno due anni.

Questo, in parole semplici, significa che l’accesso alla RITA è riservato ai lavoratori che, negli ultimi 24 mesi, siano risultati come inoccupati.

L’inoccupazione per almeno 24 mesi è un requisito imprescindibile, pena la mancata possibilità di accedere al trattamento pensionistico mediante questa opzione.

Continua poi la già citata legge n. 205/2017, affermando che la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata è pensata solamente per coloro

“che abbiano maturato alla data di presentazione della domanda di  accesso (…) un  requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi  obbligatori di appartenenza”

Come andare in pensione prima della Riforma 2022?

Le considerazioni fatte fino ad ora, ovviamente, valgono a partire da gennaio 2022.

Fino alla fine dell’anno e finché la Legge di Bilancio 2021 non andrà in scadenza, resteranno ancora valide tutte le opzioni attualmente attive, Quota 100 inclusa.

Gli interessati potranno andare in pensione entro fine anno al raggiungimento dei 62,6 anni di età (nel caso dei dipendenti pubblici, mentre per i privati l’età minima è fissata a 61,3 anni di età).