La riforma delle Pensioni per il 2022 si preannuncia molto difficile, se non catastrofica. Constatando il fatto che Quota 100 non ci sarà dal 31 dicembre 2021, e che l'OCSE ha bocciato anche Opzione Donna, che rimane al Governo Draghi per poter garantire ai suoi concittadini la pensione ad una età non troppo avanzata?

E dico "non troppo avanzata" perché con la fine di Quota 100 toccherà tornare alla Riforma delle Pensioni Fornero, che è tutto un programma vedendo l'età anagrafica richiesta e i contributi da versare. E il problema tra i due non è nemmeno la componente contributiva, ma quella dell'età.

Per questo è meglio se ti faccio un ripasso dell'attuale situazione pensionistica.

Riforma Pensioni 2022: ritorna la Fornero! 

Quando parliamo di pensioni dobbiamo ricordarci che alla base del nostro sistema, sia oggi sia (purtroppo) nel 2022, c'è sempre la Fornero.

O meglio la riforma delle pensioni Fornero, quella disposta dal Decreto Legge 201/2011 poi Legge 214/2011. Dopo aver modificato quanto già era disposto dalle riforme Sacconi e Dini, s'è arrivati a puntare anche su:

  • l'adeguamento all’aspettativa di vita, dal 2019, a cadenza biennale;
  • l'allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti private da 60 anni a 65 anni.

Solo questi due ha portato a rendere la pensione non più accessibile alla vecchia maniera, bensì di ritrovarsela, dal 31 dicembre 2019, data dell'ultimo adeguamento ISTAT, a 67 anni.

Se non altro a livello contributivo è richiesto almeno 20 anni di contributi versati.

O almeno, per questo aspetto non è malvagio. Se si comincia a proporre eventuali modifiche, in particolare con l'imminente adeguamento previsto per fine 2021, diciamo che possono essere anche 10 anni di contributi, ma andare in pensione a 70 anni non è il massimo. 

Perché in effetti il rischio è di andare in pensione più tardi, all'età oggi prefissata per chi non raggiunge i 20 anni di contributi.

Per questo Quota 100 era ben vista. Ed era ben vista proprio perché, con 5 anni in meno, andavi in pensione. Certo, servivano diciotto anni in più di contributi, e quindi la soluzione diventava:

  • 62 anni d'età anagrafica;
  • 38 anni di contributi.

Purtroppo il sistema è bilanciato, e se esci prima paghi di più! Però diverse centinaia di migliaia di pensionati hanno scelto questa uscita, malgrado tutto. E tutt'ora possono, se rientrano nei requisiti entro fine anno.

Poi, dopo il 1 gennaio 2022, sarà storia. E che storia!

Riforma pensioni 2022: addio a Quota 100! Ecco perché

Come alternativa alla Riforma delle Pensioni Fornero c'era Quota 100. Uso l'imperfetto perché dal 2022, a meno di non aver già fatto richiesta entro fine 2021, toccherà tornare alla Fornero.

Per chi può ancora accedervi vi ricordo come funziona, lameno stando al Decreto legge 4/2019 (poi Legge numero 26/2019):

  • devi aver raggiunto l'età di 62 anni;
  • devi aver versato almeno 38 anni di contributi.

Inoltre sei sottoposto ad un sistema di finestra mobile, che prevede l'attesa di:

  • 3 mesi se dipendente privato;
  • 6 mesi se dipendente pubblico.

L'attesa è riferita a quella tra la conferma del requisito assicurativo maturato e la decorrenza della pensione.

Non sono pochi mesi, e dovrai trovare un modo per arrangiarti, perché è richiesto il blocco totale delle attività lavorative, stando al comma 3 dell'art. 14.

Puoi fare qualche lavoro occasionale, a prestazione, ma non dovrai superare il limite dei 5.000 euro lordi annui, limite previsto per non incorrere nell'obbligo della tassazione.

E questi lavoretti, che tu li faccia in Italia o all'estero, valgono comunque: non puoi superare quella cifra in nessuna occasione.

Lo so, non è il massimo nemmeno questa, ma con una spesa annua di oltre 300 miliardi di euro, cioè il 17% del PIL nazionale, le pensioni sono sempre più difficili da garantire, specie con 16 milioni di richiedenti, comprensivi tra invalidità e inabilità.

Malgrado tutto, oltre 341.000 persone l'hanno richiesto, per via dell'anticipo nell'età anagrafica. Anche se nell'ultimo anno sono stati solo 105.000 i richiedenti, contro i 148.000 del 2019

Che sentissero anche loro che sarebbe durata poco? Difficile, in realtà il colpo di grazia l'ha dato l'OCSE, e solo di recente.

Riforma pensioni 2022: con l'OCSE addio a Opzione Donna!

A causa del recente report dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), abbiamo già una mezza riforma delle pensioni. Ma su Opzione Donna, che, assieme a Quota 100, non è ben vista rispetto alla generalità delle pensioni europee, visti gli alti costi che richiede.

In effetti Opzione Donna si propone come alternativa per uscire in anticipo rispetto alla Fornero. E non di poco, constatando che i requisiti sono:

  • aver maturato almeno 35 anni di contributi;
  • aver raggiunto il 58° anno d'età se dipendente;
  • aver raggiunto il 59° anno d'età se autonoma.

Ovviamente, il soggetto in questione è di genere femminile, sennò perché chiamarsi Opzione Donna. 

Come uscita è decisamente più confertante rispetto alla modifica proposta dalla Fornero, di allungare l'età pensionabile per le lavoratrici dipendenti private da 60 anni a 65 anni.

Addirittura si può andare anche a 57 anni in pensione, come spiega AppVideo nel suo video. Vi consiglio di darci un'occhiata!

Ha però un grosso difetto, oltre ai costi alti denunciati dall'OCSE: l'importo è minore rispetto a Quota 100. Se con Quota 100 hai l'importo completo, con Opzione Donna l'importo equivale al 30% in meno dell'importo previsto. Per il semplice fatto che richiede:

  • 4 anni in meno di età anagrafica rispetto a Quota 100;
  • 3 anni in meno di contributi versati rispetto a Quota 100.

Sempre lo stesso sistema di compensazione, di bilanciamento. Se non altro il problema non si è presentato per l'Ape Sociale. Almeno quella si salva dalla riforma.

Riforma pensioni 2022: ecco l'alternativa con l'Ape Sociale!

E' una possibilità, davanti all'imminente Riforma delle pensioni 2022: l'Ape Sociale.

Si tratta dell'Anticipo Pensionistico Sociale, cioè un'opzione pensionistica che prevede di andare in pensione prima, ma a patto che tu abbia:

  • raggiunto l'età anagrafica di 63 anni:
  • accumulato almeno 30 anni di contributi;
  • accumulato almeno 36 anni di contributi se la tua mansione rientra tra i lavori gravosi.

Per lavoro gravoso si intende un tipo di mansione che riguarda lavori ad altà responsabilità, nonché pesanti anche da un punto di vista fisico, come essere addetti alla gru o alla conceria, essere infermieri o bidelli, o panettieri. Insomma, lavori in cui serve molta concentrazione, sforzo e controllo.

In pratica il sistema funziona secondo questi criteri:

  • frequenza degli infortuni rispetto alla media;
  • numero di giornate medie di assenza per infortunio;
  • numero di giornate medie di assenza per malattia.

Ma a sua volta ci sono delle particolarità, tipo il fatto che per l'accesso ad Ape Sociale:

  • il richiedente deve essere disoccupato;
  • il richiedente non deve avere un contratto di lavoro dopo la cessazione di quest'ultimo se determinato;
  • assistere il coniuge o un parente di primo grado convivente da 6 mesi (praticamente essere un caregiver)
  • avere una riduzione della capacità lavorativa, almeno del 74%, con almeno 30 anni di contributi;
  • avere svolto un lavoro gravoso da almeno 7 anni rispetto agli ultimi dieci.

Se proprio non è possibile accedervi, non c'è da preoccuparsi, ci sono altre alternative.

Riforma pensioni 2022: con la RITA vai in pensione prima!

Se non è possibile con l'Ape Sociale, per evitare di rimanere a terra con la Riforma delle Pensioni nel 2022, puoi tentare con la RITA, cioè la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata.

Si tratta di un fondo pensionistico complementare, che garantisce di uscire prima della Fornero secondo però certi requisiti:

  • devi aver cessato la tua attività lavorativa;
  • devi aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  • aver sottoscritto da almeno 5 anni un piano di pensione integrativa.

E soprattutto, devi fare richiesta 5 anni prima di raggiungere l'età della pensione. 

Quindi, anche andando in pensione a 57 anni, finisci per andare a 62 anni, anche se con soli 20 anni di contributi.

E' un supporto valido, constatando che dura il tempo giusto per poi accedere alla Fornero. In pratica una specie di "scivolo", anche se per la questione del lavoro devi garantire l'inoccupazione successiva alla cessazione dell'attività lavorativa per almeno 24 mesi.

Se non altro, se da 24 mesi sei in inoccupazione, puoi fare richiesta anche 10 anni prima del raggiungimento dell'età anagrafica richiesta per la pensione di anzianità.

Il problema della RITA però è sempre lo stesso: si applica a tutti i lavoratori ma solo se aderisci ad una forma di previdenza complementare a contribuzione definita.

Quindi non è che basta l'INPS in questo caso. Altrimenti cosa rimane? Rimane la 104.

Riforma pensioni 2022: la 104 spetta solo a pochi!

Come possibilità per andare in pensione senza sorbirsi la riforma del 2022 c'è anche la 104! Cioè la Legge 104/1992, quella che regola l'assegnazione e l'erogazione delle pensioni per coloro che soffrono di disabilità.

Infatti questa opzione pensionistica è solo per chi ha un handicap di almeno l'80% di invalidità riconosciuta. Con riconosciuta una riduzione di capacità lavorativa, sia per i lavorati del settore del privato che di quello pubblico. 

Poi l'età anagrafica dipende dalla situazione:

  • per il genere maschile, si parla di 61 anni come requisito anagrafico;
  • per il genere femminile, si parla di 56 anni come requisito anagrafico.

E lo stesso vale anche per chi è non vedente, a patto che abbia garantita la sua condizione lavorativa da almeno 10 anni di assicurazione e contribuzione, dopo la comparsa della cecità. Così, si passa da:

  • 61 anni come requisito anagrafico per il genere maschile;
  • 57 anni come requisito anagrafico per il genere femminile.

Purtroppo è richiesto sempre almeno 20 anni di contributi, almeno sul fronte della pensione. Nella realtà dei fatti la stessa Legge 104 garantisce l'accesso ad altri benefit ed esenzioni. Eventualmente prova a vedere di queste proposte già accennate, così da evitare che l'unica alternativa per te sia la Fornero. E mica è detto che sia a 67 anni in futuro.