Con settembre la vita ritorna ai suoi ritmi quotidiani e anche l’attività governativa riprende con un occhio già puntato al prossimo anno. Il tema caldo della Riforma Pensioni dovrebbe essere al centro del dibatto tra Governo e Sindacata già dai prossimi giorni.

L’ultimo incontro risale al 27 luglio e si fa sempre più sentire la necessità di un nuovo confronto. In quell’occasione i Sindacati hanno avuto modo di illustrare nei dettagli la loro posizione in tema di Riforma Pensioni. Ma da allora tutto tace.

Eppure, entro la fine del 2021 si dovrà fare il punto sulla situazione pensioni per via della scadenza di Quota 100. La formula di pensione anticipata, infatti, uscirà definitivamente di scena sul finire del 2021

I Sindacati premono nel trovare un valido sostituto. Nella miriade di proposte sul tavolo del Governo non intravedono nessuna degna alternativa se non una Quota 41 accessibili a tutti, a prescindere dall’età anagrafica.

I piani del Governo capitanato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, muovono però verso tutt’altra direzione.

Il premier non fa mistero di essere propenso ad un rafforzamento di alcune formule di pensione anticipata già in vigore e di non vedere di buon occhio la proposta sindacale di una Quota 41 allargata a tutti a causa degli alti costi che la misura comporterebbe.

Distogliendo l’attenzione da Quota 41, l’idea è di apportate delle modifiche dove necessario oltre ad estendere la platea dei beneficiari delle opzioni di pensione anticipata a quante più persone possibili. 

Al momento quindi la cabina di regia governativa ha un chiaro schema di Riforma Pensioni in mente: potenziare le formule di pensione anticipata già in vigore ed ampliarne la platea dei beneficiari permettendo in questo modo ai futuri pensionati un’uscita dal lavoro prima del compimento dell’età anagrafica di 67 anni, prevista per il riconoscimento della pensione di vecchiaia.

Le conferme ricevute fino ad ora non sembrano disattendere i piani. Molte formule di pensione anticipata, infatti, sono state riconfermate e rinnovate per il 2022. Per molti lavoratori italiani, dunque, diventa realtà la possibilità di accedere in anticipo alla pensione a partire dai 56 anni di età.

Agli interessati a scoprire quali scenari pensionistici si potrebbero avere nel 2022 si consiglia la visione di un interessante video YouTube di Mondo Pensioni.

Giungere ad una Riforma Pensioni che possa mettere d’accordo Governo, lavoratori e Sindacati è assai complicato. Trovare un sostituto di Quota 100 che non vada a pesare eccessivamente sulle casse dello Stato è impresa ardua, ma anche se si dovesse trovare una soluzione questa non sarà certamente una Quota 41 aperta a tutti.

Riforma Pensioni: con Draghi a casa dai 56 anni ai 63

Come anticipato in apertura di articolo, l’esecutivo Draghi ha riconfermato per il 2022 alcune formule di pensione anticipata già attive.

Si potrà abbandonare definitivamente il mondo del lavoro già all’età di 56 se si è titolari della Legge 104. Molti di più saranno i lavoratori che potranno ottenere il riconoscimento della pensione anticipata al compimento dell’età anagrafica di 57 anni grazie alla RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

La possibilità di sfruttare la chance di un’uscita anticipata dal mondo lavorativo all’età di 57 anni è confermata anche per quanti esercitano un’attività di caregiver, vale a dire per chi svolge un lavoro di assistenza per soggetti in condizioni di non autosufficienza.

Dal prossimo anno si potrà andare prima in pensione per merito di Quota 41 precoci. La misura, diversa dalla proposta sindacale di una Quota 41 aperta a tutti, interesserà soltanto i lavoratori precoci che potranno interrompere la propria attività lavorativa maturata un’età contributiva di 41 anni.

Nel 2022 c’è spazio anche per la formula di pensione anticipata che manda a casa i lavoratori e le lavoratrici avendo maturato 41 anni e 10 mesi (per le donne) e 42 anni e 10 mesi (per gli uomini) di contributi, così come per gli scivoli aziendali che rendono possibile il ritiro precoce al compimento dei 60 anni d’età (isopensione) e dei 62 anni (contratto di espansione).

La lista delle formule di pensione anticipata di cui si potrà godere nel 2022 potrebbe essere ulteriormente arricchita dall’ingresso di Opzione Donna e dell’Ape Sociale

Entrambe, secondo indiscrezioni, subiranno dei ritocchi a partire dal prossimo anno con grandi novità. Opzione Donna dovrebbe diventare una misura strutturale, cioè integrata permanentemente nel sistema pensionistico italiano, senza più attenderne il rinnovo come fatto in questi anni.

Per meglio intenderci, i lavoratori potrebbero sempre sfruttare questa formula di pensione anticipata per accedere alla pensione all’età di 58 o 59 anni, nel rispetto di particolari requisiti che vedremo in seguito.

L’Ape Sociale, invece, subirà un allargamento considerevole della platea dei beneficiari dando modo a più lavoratori di poter ottenere il riconoscimento della pensione anticipata all’età anagrafica di 63 anni.

Pensione anticipata a 56 anni: come con RITA e Legge 104

Come detto nel precedente paragrafo, nel 2022 i fruitori di Legge 104 potranno far ricorso alla formula di pensione anticipata a 56 anni di età.

Altra chance di rinnovo al 2022 riguarda la RITA. La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, in cui funzionamento è disciplinato dai commi 168 e 169 dell’articolo 1 della Legge numero 205 del 2017, permetterà ai futuri pensionati il ritiro anticipato dal lavoro al compimento dei 57 anni di età.

La possibilità di utilizzo della RITA è ancorata, però, al rispetto di alcuni requisiti obbligatori la cui assenza preclude il riconoscimento della pensione anticipata.

Possono usufruire di tale formula di pensionamento  i lavoratori che dopo aver subito la perdita del proprio lavoro si sono ritrovati inoccupati per un periodo di almeno 24 mesi. Gli stessi devono aver versato almeno 5 anni di contributi alla previdenza complementare.

L’accesso, in alternativa, è riservato ai lavoratori a prescindere che siano decorsi o meno 24 mesi di inattività, purché vengano soddisfatte altre condizioni necessarie per usufruire di tale formula di pensione anticipata.

Più nei dettagli, l’uscita dal lavoro grazie alla RITA è estesa ai lavoratori che, pur non essendo rimasti inoccupati per 24 mesi, hanno maturato 20 anni di contributi, cinque di previdenza complementare e che nel giro di 5 anni raggiungeranno l’età prevista per la pensione di vecchiaia, ossia i 67 anni di età.

Per essere più chiari, tramite la RITA i lavoratori potranno avere accesso alla pensione anticipata all’età di 62 anni.

Ma non è tutto. Grazie alla RITA i lavoratori non solo avranno la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, ma godranno di un trattamento di favore sull’assegno pensionistico potendosi avvalere delle agevolazioni fiscali implicite nella formula di pensione anticipata.

Riforma Pensioni: Quota 41 precoci per il 2022. Tutti in pensione con 41 o 42 anni di contributi

Tra le tante proposte di Riforma Pensioni sul tavolo del Governo Draghi una pare essere al vaglio dell’Esecutivo interessato a mandare a casa i caregiver all’età di 57 anni.

Novità per il 2022 si ravvisano anche per Quota 41 rivolta ai lavoratori precoci, vale a dire a quei soggetti che si ritrovano ad aver pagato almeno un anno di contributi prima del raggiungimento dei 19 anni di età.

Tale formula di pensione anticipata permetterà agli appartenenti alla categoria un accesso alle pensione al raggiungimento di un’età contributiva di 41 anni.

In verità, una chance di uscita basata solo sul requisito contributivo esiste già ed è stata riconfermata anche per tutto il 2022, anche se i requisiti variano da lavoratore a lavoratrice.

Più nello specifico, le donne potranno accedere alla pensione anticipata con un’età contributiva di 41 anni e 10 mesi, mentre gli uomini dovranno accumulare 42 anni e 10 mesi di contributi.

Pensione anticipata a 58 o 59 anni: ok ad Opzione Donna nel 2022

Una delle formule di pensione anticipata che senza alcun dubbio subirà importanti cambiamenti a partire dal 2022 è Opzione Donna.

Al momento, la misura indirizzata solo al gentil sesso permette di andare in pensione con un’età contributiva di 35 anni e al compimento dei 58 o 59 anni di età, a seconda del tipo di attività lavorativa svolta, autonoma o dipendente.

Dal 2022 Opzione Donna diventerà parte integrante del sistema pensionistico italiano senza dover più attendere un rinnovo della misura per poterne beneficiare, come è stato fatto nel passato. Insomma, la misura diventa permanente.

Ma c’è di più. La formula di pensione anticipata potrebbe essere affiancata, sempre a partire dal prossimo anno, da “Quota Mamma”, una vecchia formula presentata tempo addietro dal Ministro Carfagna per permettere alle donne di andare in pensione in anticipo, nello specifico un anno prima, in rapporto al numero di figli avuti.

Riforma Pensioni: con Ape Sociale pensione anticipata a 63 anni

Dal 2022 verrà aggiornata anche l’Ape Sociale, ossia l’opzione di pensione anticipata che permette il ritiro definitivo dal lavoro compiuti i 63 anni di età.

Mentre il requisito anagrafico rimane stabile, l’età contributiva per accedere a tale forma di pensione varia a secondo del tipo di lavoro svolto. 

Nei dettagli, i lavoratori che svolgono attività gravose potranno andare in pensione avendo maturato 36 anni di contributi, mentre i disoccupati o chi cura ed assiste un familiare disabile dovrà accumulare solo 30 anni di contributi.

Per quanto riguarda gli importi dal sito inps.it si legge: “L'indennità, in caso di iscrizione ad un’unica gestione, è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo)”.

Ma veniamo alle novità. A partire dal prossimo anno, l’Ape sociale dovrebbe essere estesa alla categoria dei lavoratori che svolgono un’attività identificata come gravosa. A questi potrebbe essere esteso il diritto alla pensione anticipata al compimento del sessantatreesimo anno di età.

In aggiunta, la misura dovrebbe interessare anche i lavori usuranti attualmente esclusi, mentre povrebbe essere inserito un bonus contributivo che permette di andare un anno prima in pensione per ogni dieci di attività lavorativa ininterrottamente svolta.

Con gli scivoli aziendali in pensione a 60 anni

In attesa della Riforma Pensioni, i lavoratori del settore privato avranno a disposizione due chance per accedere alla pensione anticipata sfruttando gli scivoli aziendali.

Nel 2022, infatti, verrà rinnovata l’isopensione e data la possibilità ai futuri pensionati di uscire dal lavoro all’età anagrafica di 60 anni, ben 7 anni prima del riconoscimento della pensione di vecchiaia.

Grazie al contratto di espansione, invece, previsto per le aziende con almeno 100 persone alle dipendenze, si potrà uscire dal lavoro massimo 5 anni prima, come disposto dal Decreto Sostegni bis.

In questo caso, dunque, si può accedere alla pensione anticipata compiuti i 62 anni di età.

Ciò è possibile soltanto previo accordo del datore di lavoro con l’INPS. Ai lavoratori è lasciata facoltà di decidere se usufruire o meno del riconoscimento della pensione anticipata.