La Riforma delle Pensioni diventerà uno dei temi dominanti nel dibattito politico dei prossimi mesi. Accanto alle misure per contrastare  la pandemia, le vaccinazioni e il green pass, il tema dell'uscita dal mondo del lavoro e la necessità di una nuova regolamentazione saranno tema di confronto e scontro politico.

Pensione anticipata, scivolo, scalone, Riforma Fornero, quota 100: sono tante delle parole chiave che si sono susseguite in questi anni. Vediamo di fare un punto della situazione sull'accesso alla pensione tenendo presente che si viaggia verso una possibilità di accesso alla pensione a 57 anni con determinati requisiti.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi dovrà prendere in mano la situazione il prima possibile per velocizzare i tempi per arrivare ad una riforma organica del sistema Pensioni in grado di portare in risparmio dei costi per lo Stato ma anche cercando anche di non aprire uno scontro frontale nel paese con le forze sindacali e i lavoratori.

Riforma Pensioni: la necessità di mettere mano alla situazione

La necessità di mettere mano al sistema pensionistico italiano è presto detta. La misura sperimentale Quota 100 avviata da parte del Governo Giuseppe Conte I, quello sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega, scade il 31 dicembre 2021.

La misura fortemente voluta principalmente dalla Lega era stata avviata con una data di scadenza ben precisa. Ovvero al termine di quest'anno scade questo esperimento che consente di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Che cosa accadrà da gennaio 2022? Quali sono i requisiti che saranno necessari per lasciare il mondo del lavoro. Naturalmente si susseguono gli incontri tra i ministri del Governo Draghi e lo stesso presidente del consiglio, i rappresentanti delle forze sindacali e gli esponenti della vasta maggioranza che sostiene il Governo guidato dall'ex governatore della Banca Centrale Europea.

Vediamo di fare il punto sulle varie ipotesi in campo.

Riforma Pensioni: quota 100 sarà lasciata cadere

Quel che sembra a tutti gli effetti certo al momento è che non ci sarà in nessun caso una proroga di Quota 100. Questa misura va verso l'abbandono definitivo. Non sembra essere una delle opzioni sul tavolo il suo rinnovo.

E nei giorni scorsi Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al ministero dell'Economia, ha evidenziato il fatto che non si tornerà alla Legge Fornero.

Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che è anche il segretario nazionale di Più Europa, ha evidenziato che le misure Quota 100 e Reddito di Cittadinanza sono eredità del primo governo Conte. E, ha rimarcato, in particolare quota 100, che a giudizio di Della Vedova

“è stata una cattiveria nei confronti dei giovani e delle nuove generazioni visto che ha trasferito delle risorse dai giovani agli anziani. Sulle pensioni – ha sottolineato si si gioca una partita che sarà molto importante come anche sul Reddito di Cittadinanza”. 

Riforma delle Pensioni: gli incontri tra Governo e sindacati

Il dibattito sulla Riforma delle Pensioni non è che nella sua fase iniziale. Avere oggi certezze è pressochè impossibile, come sempre si tratta di un tema molto sentito perchè incide direttamente sulla vita delle persone. E il fatto di potere smettere di lavorare ad un'età piuttosto che ad un altra è sicuramente un aspetto che cambia la vita. 

Sul tavolo del presidente del consiglio Mario Draghi e dei ministri ci sono numerose proposte, tanti studi e valutazioni anche legati al costo economico che per le casse dello Stato avrebbero le diverse proposte di riforma. Sono tanti gli attori coinvolti a partire dall'esecutivo, fino ad arrivare ai sindacati e all'Inps.

In questi giorni si stanno intensificando gli incontri per cercare di iniziare a dipanare questa matassa.

Riforma delle Pensioni: le intenzioni del Governo 

Come detto in precedenza anche dalle dichiarazioni di due esponenti del Governo Draghi, la proroga di Quota 100 non è tra le opzioni che vengono tenute in considerazione.

La misura chiude in maniera definitiva la sua esperienza alla fine del 2021. Non si arriverà nemmeno ad un ritorno della Legge Fornero che era in vigore in precedenza.

Il rientro della Legge Fornero in vigore riporterebbe ad uno scalone di 5 anni con un conseguente ritardo del momento dell'uscita dal lavoro molto rilevante per moltissimi lavoratori. Un sistema che di fatto vieta la possibilità di accesso alla pensione anticipata prima del raggiungimento di un’età anagrafica di 67 anni.

Quel che si cerca di fare in seno al Governo è quello di lavorare su un riassetto generale del sistema da concordare con le parti sociali e di rafforzare anche formule di pensione anticipata che sono già in vigore in questo momento. Formule che potrebbero vedere allargarsi anche i beneficiari rispetto alla situazione attuale.

Riforma Pensioni: uscita dal lavoro a 57 anni?

In attesa di definire l'assetto generale delle nuove modalità di uscita dal lavoro, vediamo di esaminare alcune delle situazioni attuali più importanti. Ci sono lavoratori che potranno uscire dal lavoro avendo una età anagrafica pari a 56 o 57 anni (dipende dall'attività lavorativa che si fa). Infatti nel 2022 verrà riconfermata, al netto di ulteriori evoluzioni del quadro normativo attuale, la Rita.

Di che cosa si tratta? La Rita, acronimo che sta per Rendita Integrativa Temporanea Anticipata è una misura che consente di avere una erogazione che avviene in maniera frazionata della pensione dal momento in cui viene accettata la richiesta fino al momento in cui si consegue l'età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia. 

La conferma di questo sistema farebbe in modo che con la Rita andrebbero in pensione tanti lavoratori nel momento in cui compiono 57 anni.

La pensione anticipata arriverebbe anche a chi ha 56 anni per i titolari della Legge 104. Presenti anche formule dedicate ai caregivers, ovvero quelle persone che si occupano dell'assistenza di un familiare. Anche per loro si andrebbe verso una pensione anticipata e un'uscita dal lavoro a 57 anni compiuti.

Riforma Pensioni: come funziona il Sistema Rita?

Al sistema di uscita dal lavoro Rita servono condizioni basilari.

La prima: per andare in pensione in maniera anticipata con questo sistema occorre che ci sia una cessazione dell'attività lavorativa a cui fa seguito un periodo di 24 mesi di non occupazione.

Si può andare in pensione con questo sistema, se non avverranno ulteriori cambiamenti, quando si compiono i 57 anni di età avendo accumulato almeno 5 anni di partecipazione a forme pensionistiche complementari.

C'è un altro sistema per accedere alla Rita. Si parte dalla cessazione dell'attività lavorativa. E se non ci sono i 24 mesi di inoccupazione si potrà uscire dal lavoro in maniera anticipata a 62 anni. Entro i 5 anni poi si arriverà alla pensione di vecchiaia avendo maturato almeno 20 anni di contributi e 5 di previdenza complementare. 

Riforma Pensioni: Quota 41

Naturalmente un altro dei temi all'ordine del giorno sarà quello di Quota 41. Questa misura che incide particolarmente sui lavoratori precoci e per chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi in età giovanissima sarà rincofermata anche per l'anno prossimo.

Quota 41 rimarrebbe scollegata dall'età anagrafica. Non avrebbe nessun peso l'importanza dell'età della persona che si accinge a lasciare il mondo del lavoro ma conterebbe solo il requisito degli anni di contribuzione.

Nello specifico la misura sarebbe accessibile sia per le donne che per gli uomini probabilmente con una differenziazione confermata. Per le donne la condizione sarebbe quella di  avere maturato 41 anni e 10 mesi di contributi e per gli uomini un anno in più, ovvero 42 anni e 10 mesi. 

Riforma Pensioni: Opzione Donna

Anche Opzione Donna sarà prevista nel sistema pensionistico che prenderà il via a partire dal 2022.

Il 2022 al netto di cambiamenti delle prossime settimane dovrebbe partire anche con Opzione Donna.

La misura è studiata in modo di consentire alle donne lavoratrici di potere accedere alla pensione anticipata in base a età anagrafiche e contributive diverse ma legate all'attività che si è svolta. 

Dovrebbero avere la possibilità di uscire dal mondo del lavoro per quel che riguarda le lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e 35 anni di contrinuti maturati. Le lavoratrici autonome potranno andare in pensione con 59 anni di età sempre a fronte dei 35 anni di contributi maturati. 

La misura dovrebbe diventare strutturale e si stanno anche studiando ulteriori rafforzamenti alla misura.

Ad esempio con quella che sarebbe definita “Quota mamma per tutte”. Una proposta che porterebbe ad un bonus contributivo in base al numero di figli avuti. Quindi una possibilità di accedere alla pensione un anno prima per ogni figlio. 

Riforma Pensioni: Ape Sociale

Vediamo che cosa succederà alla cosiddetta Opzione Ape Sociale.

Per questo sistema è previsto un allargamento dei beneficiari alla pensione anticipata a 63 anni di età. Ape Sociale è una sorta di anticipo pensionistico che si dà fino al momento nel quale si raggiungono i requisiti per arrivare alla pensione di vecchiaia.

E' una concessione che viene data a partire dall'età anagrafica di 63 anni

L'accesso all'Ape sociale nel 2022 dovrebbe essere allargato: il numero delle categorie che effettuano lavori usuranti dovrebbe essere ampliato in modo da potere consentire l'accesso allo stop anticipato dal lavoro a una platea più ampia di persone. 

Riforma Pensioni: gli scivoli aziendali

Parliamo infine brevemente degli scivoli pensionistici aziendali.

Il contratto di espansione e l'isosospensione. Strumenti che permettono un’uscita anticipata dal lavoro nel primo caso a 62 anni e nel secondo caso a 60 anni. Per il primo caso il Decreto Sostegni Bis ha ampliato la categoria di chi ne può beneficiare alle aziende con più di 100 dipendenti. Si accede alla pensione anticipata a 62 anni, prima di ottenere la pensione di anzianità a 67 anni.

Infine con l'Isosospensione si esce dal mondo del lavoro a 60 anni ma servono accordi preventivi con Inps.