Soldi finiti per la Riforma pensioni, cosa succede ora ad assegni minini e Quota 103?

Mancano i soldi per la Riforma delle pensioni 2024: che cosa succederà agli assegni minimi e a Quota 103? Ecco le ipotesi.

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Il Governo Meloni è alla ricerca di nuove risorse per finanziare la Riforma delle pensioni attesa per il 2024: coloro che speravano in una rivoluzione sugli assegni previdenziali, purtroppo, potrebbero rimanere delusi.

Non ci sono soldi da spendere per la Riforma delle pensioni, ma la Ministra del Lavoro Marina Calderone non ha intenzione di rinunciare al tavolo aperto con i sindacati: al momento non ci sono i frutti, ma si spera che presto i vertici possano trovare un accordo.

Mancano quindi i soldi per la Riforma delle pensioni 2024: ecco che cosa può succedere agli assegni minimi e a Quota 103.

Non ci sono soldi per la Riforma delle pensioni: e adesso?

Strettissimi margini di finanza pubblica, così come delineato dal Def, potrebbero mettere un freno alla Riforma delle pensioni 2024: mancano i soldi per finanziare le nuove finestre di uscite e le possibili proroghe a quelle attualmente disponibili per lasciare il lavoro.

Mentre Marina Calderone cerca di trovare un compromesso con i sindacati, si attendono novità sulla possibile rivoluzione pensionistica che sembra sempre più lontana.

Per scongiurare la mancanza di denaro, alcune forze politiche hanno avanzato una proposta al Ministero dell'Economia: considerando l'esborso di denaro legato alla rivalutazione delle pensioni nel 2024, si potrebbe pensare a una proroga di Quota 103 per 12 mesi.

In tal modo verrebbe confermata l'ipotesi di uscita dal lavoro con 62 anni di età e 41 anni di contributi, in attesa del reperimento di nuove risorse per una vera e propria ristrutturazione delle finestre di uscita dal lavoro.

Riforma delle pensioni 2024: ipotesi Quota 41

Una delle proposte avanzate dai sindacati al Governo nell'ambito della Riforma delle pensioni riguarda la possibilità di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica: la cosiddetta Quota 41.

Una simile finestra di uscita, però, sarebbe piuttosto onerosa per le casse statali: si parla di un costo complessivo della misura tra i 2 e i 4 miliardi di euro.

Fermi al palo ci sono anche degli interventi più strutturali, come l'ipotesi di pensionamento a 64 anni di età, con una certa penalizzazione sull'assegno fino al raggiungimento dei 67 anni (nella misura dell'1-2%).

Riforma delle pensioni 2024: cosa succede a Garanzia Giovani

L'impatto economico di Garanzia Giovani è nettamente inferiore, ma la sua attuazione è molto complessa.

L'obiettivo è evitare che i giovani, con carriere discontinue e paghe molto basse, possano ritrovarsi a maturare pensioni "da fame" anche a 70 anni.

Da qui l'idea di assicurare un trattamento minimo oltre una certa soglia di età, a prescindere dai contributi versati sino a quel momento, affinché si possa garantire un livello minimo di sussistenza.

Considerando la scarsità delle risorse a disposizione, anche questa misura per i giovani potrebbe essere rinviata a data da destinarsi.

Riforma delle pensioni 2024: ipotesi proroga di Quota 103

Un punto fermo sulla Riforma delle pensioni pare essere la conferma di Quota 103: questa finestra di uscita sembrerebbe quella più conveniente per le casse statali, insieme all'anticipo pensionistico offerto dall'Ape Sociale.

Discorso diverso per Opzione Donna, per la quale potrebbe ritornare il vecchio impianto e potrebbero essere cancellate le modifiche apportate dall'ultima Legge di Bilancio 2023. Ma tutto è ancora da decidere...