La Legge di Bilancio 2022 cambia ancora e arrivano novità molto importanti riguardo al tema Riforma Pensioni, sembra infatti ormai assodato quali misure di pensione anticipata vedremo l’anno prossimo e in che modo.

Come già era stato preannunciato si tratterà di una pensione di massa molto limitata con la sostituzione di Quota 100 con Quota 102 e l’innalzamento di due anni del requisito anagrafico, il quale permetterà l’uscita anticipata a 64 anni di età con un'anzianità contributiva di 38 anni.

Dopo la prima bozza della Legge di Bilancio 2022, che innalzava il requisito minimo per accedere ad Opzione Donna a 60 anni di età, è anche arrivato l'andamento che fa tornare tutto come prima e riporta l’accesso alla misura alle lavoratrici dipendenti a 58 anni e alle autonome a 59 anni di età.

Ancora, arriva Quota 82, con la possibilità per i dipendenti privati di un pensionamento anticipato a 62 anni e con un’abzianità contributiva di 20.

Si amplia il numero dei lavori gravosi che avranno accesso ad Ape Sociale che nel 2022 passerà da 65 categorie a 263. Mentre, resteranno invariate le opzioni di uscita a 57 anni quali la RITA o le opzioni come Quota 41 precoci e la pensione sull’accumulo contributivo già prevista dalla legge Fornero.

Sul fronte politico la discussione tra gli esponenti governativi e le altre parti coinvolte non è però ancora chiusa del tutto. Intervistato da La Stampa il 9 novembre il Ministro del Lavoro Orlando ha affermato che il dialogo sociale, che potrebbe portare a cambiamenti nella Legge di Bilancio, è ancora in divenire. Pur chiarendo che la soluzione Quota 102 è ormai decisa il Ministro ha comunque ribadito l’impegno dell’esecutivo per un ritorno alla Fornero, nel 2024, con sbocchi di uscita più flessibili per i lavoratori.

Vediamo quindi tutte le novità sulla Riforma Pensioni 2022.

Riforma Pensioni con Quota 102, Quota 103 e ritorno alla Fornero nel 2024

Nella bozza della manovra di bilancio la prima modifica che coinvolge la Riforma Pensioni riguarda il testo del DL 4/2019, cioè quello in cui si forniva la normativa di Quota 100, e a cui vengono sostituiti i requisiti per la pensione anticipata nel 2022, quando saranno richiesti per l’uscita un requisito di 64 anni compiuti di età e un’anzianità contributiva di 38 anni.

Insomma, si sostituisce Quota 100 con la più nuova foto meno vantaggiosa Quota 102.

Spiegando il tutto più semplicemente nel 2022 una pensione aperta quasi a tutti i lavoratori e non modellata sulle esigenze di una singola categoria lavorativa ci sarà, ma non sarà più Quota 100 che sarà sostituita da Quota 102 e, nei piani, nel 2023 da Quota 103, cioè il requisito anagrafico sarà innalzato di altri due anni e verrà fissato a 66 anni compiuti.

Questi passaggi serviranno nell’ottica di evitare il salto dai 62 anni di Quota 100 alla pensione di vecchiaia che secondo la legge Fornero avviene a 67 anni di età, chiamato tecnicamente “scalone dei cinque anni”. 

Ci sarà cioè un ritorno alla Fornero nel 2024, ma esso sarà graduale con la pensione anticipata che sarà ridotta progressivamente innalzando il requisito anagrafico.

Nel 2022 con Quota 102 purtroppo non potranno accedere alla pensione anticipata quanti nati nel 1959 non sono riusciti a maturare il requisito di anzianità contributiva di 38 anni utili per l’accesso a Quota 100. Allo stesso modo, poiché è cambiato il requisito di età, non avranno accesso alla misura i lavoratori nati nel 1960 che raggiungono il requisito contributivo l’anno prossimo.

Riforma Pensioni 2022, spunta la pensione anticipata con Quota 82

Un’altra importante novità in fatto di pensione anticipata che si deve alla Legge di Bilancio 2022 è un finanziamento previsto per il Fondo per l’uscita anticipata dei lavoratori delle imprese in crisi, resosi necessario soprattutto in seguito agli effetti che la crisi epidemiologica ha avuto sul mondo del lavoro.

Nello specifico al fondo è destinata una dotazione di 600 milioni di euro per il triennio 2022-2024.

Alla Legge di Bilancio 2022 seguirà un decreto attuativo da emanare entro 60 giorni ad opera del Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia e Ministero dello Sviluppo Economico, il cui compito sarà quello di stabilire la modalità di assegnazione ed erogazione delle risorse. 

In ogni caso, ai lavoratori delle piccole imprese in crisi sarà concessa la possibilità di un pensionamento anticipato a 62 anni di età.

Si tratta di quella che è stata definita Quota 82, ovvero un’estensione del contratto di espansione che con la Legge di Bilancio 2022 diviene fruibile alle aziende con un minimo di 50 dipendenti, ai quali, anche al fine di evitare licenziamenti e di favorire il ricambio generazionale in azienda, può essere offerta la possibilità di un pensionamento con un’anzianità contributiva di 20 anni e una anagrafica di 62 anni.

In alternativa, se il requisito di età anagrafica non sussiste è richiesto ai dipendenti di avere un'anzianità contributiva di 36 anni e 10 mesi (uomini) o 35 anni e 10 mesi (donna) per avere comunque accesso alla misura.

Un approfondimento in merito alla nuova Riforma Pensioni e Quota 82 nel nuovo video YouTube a cura di Pensioni & Aggiornamenti:

 

Legge di Bilancio 2022, cosa cambia per Ape Sociale?

Veniamo ad un’altra novità importante che riguarda l'Ape Sociale, tale forma di pensionamento anticipato viene prorogata fino al 31 dicembre 2022 e si avvia ad essere strutturale, con importanti modifiche che andremo ad approfondire.

Prima di tutto adesso per i disoccupati sarà possibile accedere ad Ape Sociale senza che sia più richiesto un periodo di inoccupazione di almeno tre mesi.

Per ora le modifiche principali ad Ape Sociale non riguardano la normativa generale, poiché esso continuerà a rappresentare un anticipo pensionistico raggiungibile a 63 anni di età e con 30 o 36 di anzianità contributiva a seconda della categoria lavorativa. Tale opzione resterà aperta a una serie di lavoratori quali caregiver e attività gravose, soltanto che il numero di attività gravose sarà ampliato comprendendo altre categorie che di fatto dal 2022 avranno anche loro accesso ad Ape Sociale.

Una Commissione tecnica ha appunto valutato l’ampliamento della lista dei lavori gravosi che dovrebbero dall’anno prossimo passare da 65 categorie lavorative a 203. L’ampliamento è stato calcolato sulla base dei lavori con un indice più alto di infortuni e malattie professionali

Nello specifico ad essere inseriti nei lavori gravosi e quindi con la possibilità di accedere ad Ape Sociale dovrebbero essere dall’anno prossimo: insegnanti delle elementari; personale ATA; falegnami; benzinai; autisti di autobus e tranvieri; tassisti; lavoratori agricoli; cassieri; macellai; panettieri; lavoratori della forestale; portantini; verniciatori industriali; commessi; operatori sanitari; magazzinieri.

Comunque tale elenco dovrà essere approvato sia dal Ministero del Lavoro che dal MEF, che potrebbero ridurre la lista originale.

La Riforma Pensioni 2022 cambia ancora e Opzione Donna rimane invariata e con uscita a 58 anni

Una delle ultimissime sul fronte Riforma Pensioni riguarda Opzione Donna, cioè il ritiro anticipato dal lavoro che nel 2021 è stato possibile per le donne a 58/59 anni di età, con un anno di variazione per lavoratrici dipendenti (58 anni) e autonome (59 anni).

La questione Opzione Donna è stata in dubbio fino a qualche giorno, perché nonostante le richieste dell’OCSE la misura non è stata cancellata.

Tuttavia, nella prima bozza diffusa della Legge di Bilancio 2022 a fine dello scorso ottobre Opzione Donna veniva modificata, con il requisito anagrafico innalzato a 60 anni per le lavoratrici dipendenti e a 61 anni per le autonome.

In fase di emendamento al testo prima del passaggio in Senato però c’è stata un'ulteriore modifica con un passo indietro da parte dell’esecutivo Draghi, che ha riportato i requisiti a quelli iniziali.

Per farla breve, il testo finale della manovra di bilancio 2022 non solo rinnova Opzione Donna, ma i requisiti saranno invariati rispetto a quelli 2021 e l’anno prossimo le lavoratrici femminili con una pensione contributiva potranno continuare a servirsi della pensione anticipata a 58 o 59 anni di età.

La Riforma Pensioni non tocca la RITA e la possibilità di uscita a 57 anni 

Non sembra ci siano novità per quanto riguarda la RITA, cioè la misura sperimentale introdotta nel 2017 e poi resa permanente nel 2018, che permette un anticipo sulla pensione ordinaria di cinque o dieci anni per i lavoratori che oltre alla previdenza obbligatoria versano anche quella complementare.

I requisiti di accesso alla RITA, che resteranno invariati nel 2022, permettono infatti di ricevere un anticipo pensionistico totale o parziale fino al raggiungimento dei 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria.

La prima condizione di accesso è l’aver versato cinque anni di previdenza complementare o presso un fondo pensioni. Dopodiché se il lavoratore al compimento dei 57 anni risulta disoccupato da almeno due anni avrà direttamente accesso all’anticipo, se invece tale condizione non sussiste, fatto salvo che il lavoratore abbia alle spalle almeno 20 anni di previdenza obbligatoria, sarà possibile il ritiro a 62 anni.

Riforma Pensioni, cosa rimane uguale rispetto al 2021?

A parte le novità sostanziali, cioè le modifiche ad Opzione Donna e Ape Sociale e l’introduzione di Quota 102 e Quota 82, ci sono altre possibilità di pensione anticipata già previste dal sistema pensionistico italiano e che resteranno invariate nel 2022.

Prima di tutto se ormai cade ogni possibile speranza di una Quota 41 per tutti, tanto richiesta dai Sindacati, tale opzione resta valida nel 2022 per i lavoratori precoci, che in Italia si considerano quanti avendo svolto attività lavorativa prima dei 19 anni sono riusciti prima di di tale momento anche ad accumulare almeno un anno di anzianità contributiva.

Si ricordi poi che la possibilità di andare in pensione, basandosi su una calcolo che tenga in considerazione solo l’accumulo contributivo, è prevista nell’ambito stesso della riforma Fornero se i lavoratori hanno alle spalle almeno 42 anni e dieci mesi di contributi, con un anno in meno per le donne, cioè 41 anni e dieci mesi.