La riforma delle pensioni è alle porte, insieme alla nuova Legge di Bilancio 2022. Questo vuol dire che presto alcune forme di pensionamento termineranno, come la misura sperimentale Quota 100. In questi giorni si sta iniziando ad ipotizzare quale sarà il budget necessario per la nuova riforma delle pensioni, ma non è l'unico nodo di discussione al governo.

Oltre alla riforma delle pensioni, presto ci saranno cambiamenti importanti anche a livello fiscale, con alcune novità che verranno introdotte a partire dal prossimo anno. Il 2022 si aprirà con l'applicazione in concreto di numerose ipotesi di riforma di cui si è discusso ampiamente in questi mesi. Come conferma Quifinanza.it sono diversi i temi che presto verranno affrontati e portati all'interno della Legge di Bilancio 2022:

"Il governo ha iniziato a lavorare sulla legge di Bilancio per il 2022, una manovra che dovrebbe superare i 23 miliardi secondo le prime indiscrezioni. Riforma pensioni, taglio del cuneo fiscale, incentivi per le imprese e stanziamenti per i nuovi ammortizzatori sociali le prime voci in agenda per la Manovra."

La questione pensioni è di primaria importanza, dato che la misura Quota 100 verrà sospesa definitivamente, e non ci saranno altre misure a sostituzione come si ipotizzava inizialmente. Durante i dibattiti era emersa la necessità di introdurre una pensione sostitutiva come Quota 41 o Quota 102, tuttavia al momento sembrerebbe che non vi saranno misure al posto di Quota 100. 

Per compensare però, è stata comunque prevista qualche modifica all'attuale sistema pensionistico, in particolare relativamente all'Ape Sociale. La misura che permette l'accesso anticipato alla pensione a chi svolge particolari lavori usuranti sarà modificata secondo le più recenti disposizioni, e questo comporterà un sostanziale allargamento dei beneficiari ad un numero maggiore di cittadini rispetto al passato. Nell'articolo tutte le previsioni per la riforma pensioni 2022, con riferimento alle attuali ipotesi e alle prospettive più accreditate.

Nuova Legge di Bilancio 2022: riforma pensioni

La nuova Legge di Bilancio 2022 è attesa nelle prime bozze entro il giorno 15 di ottobre, presto quindi saranno disponibili nero su bianco le informazioni che riguardano da vicino la riforma pensioni 2022, ma non solo: anche la riforma del fisco e gli eventuali provvedimenti per alcune problematiche recenti, come l'aumento dei prezzi delle materie prime.

Come spiega un articolo di Orizzontescuola.it la nuova Legge di Bilancio 2022 terrà conto anche della situazione Covid-19, che fortunatamente sta andando verso un deciso miglioramento:

"La legge di Bilancio 2022, la prima del governo Draghi, è in via di definizione. Entro il 15 ottobre dovrebbe arrivare il via libera al DEF, poi, entro il 20, la trasmissione del provvedimento alle Camere. Un disegno di legge molto atteso anche alla luce del quadro epidemiologico, per fortuna, decisamente mutato."

La nuova Legge di Bilancio 2022 terrà conto di diversi cambiamenti avvenuti nell'ultimo anno. Dalla necessità di garantire nuovi sistemi di prepensionamento, alla riduzione della pressione fiscale, soprattutto per i redditi derivati dal lavoro. Dalla crisi economica, che al momento sta comportando non pochi problemi alle imprese italiane, fino alla problematica dell'aumento dei prezzi delle materie prime, che ha causato un caro vita senza precedenti.

La nuova Legge di Bilancio affronterà numerose problematiche, e al momento si pensa che potrebbero essere stanziati più di 23 miliardi di euro per sanare alcuni nodi critici attuali. La riforma delle pensioni è uno di questi, per cui già in questi mesi sono state ipotizzate diverse nuove misure a favore dei cittadini, come la novità che riguarda l'allargamento dell'applicabilità dell'Ape Sociale ad un numero maggiore di beneficiari.

Quota 100 non verrà sostituita: le ipotesi

Nella riforma pensioni 2022 spicca la necessità di terminare il sistema di prepensionamento Quota 100. Questa misura doveva garantire l'accesso alla pensione con un calcolo che coinvolgeva il numero di anni di contributi versati sommati all'età anagrafica. Questo sistema tuttavia si è dimostrato inefficace per diverse ragioni, e il governo ha deciso di dire addio a Quota 100.

Negli scorsi mesi sono state presentate diverse proposte sugli eventuali sostituti della misura di pensionamento, tuttavia nessuna di queste probabilmente verrà applicata. Al termine dell'anno finirà Quota 100, e in mancanza di alternative, il rischio è quello di tornare all'applicazione generalizzata della Legge Fornero, con uscita dal lavoro all'età di 67 anni.

Sindacati e governo quindi si sono confrontati per un'eventuale misura sostitutiva a Quota 100, tuttavia è anche possibile che non verranno introdotte misure simili a questo sistema di prepensionamento. Senza Quota 100, per accedere alla pensione sarà necessario per tutti aver compiuto 67 anni di età, a meno che non si rientri in altre misure garantite dall'INPS come l'Ape Sociale o Opzione Donna.

Da gennaio 2022 non si potrà più andare in pensione a 62 anni di età, e questo comporta un allungamento del periodo di lavoro per tutti fino almeno ai 67 anni. Come alternative a Quota 100 sono state proposte negli ultimi mesi diverse ipotesi: Quota 92, con 30 anni di contributi versati e 62 anni di età, oppure Quota 102, con uscita dal lavoro a 64 anni di età, con 38 anni di contributi INPS versati.

Sale quindi l'attesa per l'eventuale misura sostitutiva di Quota 100, argomento che verrà affrontato dalla Legge di Bilancio 2022. Nel frattempo, la misura dell'Ape Sociale sta cambiando, allargando la possibilità di accesso a diversi cittadini italiani.

Ape Sociale: allargamento della misura assicurato

Una delle soluzioni alternative a Quota 100 è quella di applicare alcune misure pensionistiche che tutelano i cittadini ad un numero maggiore di beneficiari. Questo è quello che accadrà all'Ape Sociale, la misura di pensionamento che permette l'accesso anticipato a tutta una serie di lavoratori che svolgono attività definite come usuranti.

L'Ape Sociale è una misura che sostiene le categorie più fragili di lavoratori, e fino ad oggi ha garantito l'accesso ad un assegno pensionistico anticipato ai lavoratori che svolgono attività definite come gravose. Fino ad ora sono state incluse nella misura 15 categorie di lavoratori, a cui viene assegnata un'indennità fino al raggiungimento dell'età pensionabile, come spiega l'INPS:

"L'articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 e s.m.i. prevede un'indennità a carico dello Stato erogata dall'INPS, entro dei limiti di spesa, a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all'estero."

Non tutte le tipologie di lavori sono uguali, per questo motivo la misura è stata garantita a tutti quei lavoratori che svolgono un lavoro definito come gravoso. Tra i lavori gravosi già inclusi rientrano specifici ruoli di operai, le maestre di asilo, i conducenti di veicoli pesanti. Tuttavia, l'Ape Sociale viene recentemente estesa ad altri tipi di mansioni, che sono considerate più a rischio per la salute e la sicurezza: dai conducenti di macchinari, gli autotrasportatori, le insegnanti delle scuole elementari, alcuni operai, macellai e panettieri, commessi.

L'allargamento della misura è prevista con la super Ape Sociale, per cui è possibile accedere all'età di 63 anni, dopo aver svolto per un certo periodo di tempo uno dei lavori definiti come gravosi secondo le liste aggiornate INAIL.

Riforma pensioni: il problema della spesa pubblica

Uno dei problemi che la nuova Legge di Bilancio dovrà affrontare per la riforma delle pensioni è il nodo della spesa pubblica: il sistema pensionistico italiano rispetto agli altri paesi europei è considerato il meno sostenibile. La spesa pubblica quindi rischia di essere maggiore rispetto ai reali vantaggi per i cittadini.

Per limitare la spesa, sono state avanzate dall'OCSE alcune proposte di tagli sulle pensioni, o almeno su alcune delle misure pensionistiche attualmente in vigore. Come spiega un articolo di Ilgiornale.it si tratta di una prospettiva che di fatto vuole alleggerire l'intero sistema pensionistico italiano, partendo da alcune misure specifiche:

"Nel mirino finiscono quota 100, i trattamenti di reversibilità e anche Opzione Donna. Andiamo per ordine. Sulla riforma varata dal governo gialloverde il giudizio è secco: costa troppo."

Non solo Quota 100, ma anche Opzione Donna, la misura rivolta alle lavoratrici dipendenti e autonome italiane, e alcune pensioni di reversibilità potrebbero scomparire se la proposta verrà presa in considerazione e accettata. L'obiettivo in questo caso sarebbe quello di ridurre la spesa pubblica per le pensioni.

Tuttavia si potrebbe trattare di una scelta drastica che non troverebbe il favore di moltissimi italiani, che al momento ricevono trattamenti pensionistici come Opzione Donna e la pensione di reversibilità. Le questioni da affrontare intorno alle pensioni sono diverse, perché nel frattempo va tenuto conto il cambiamento degli ultimi anni dal punto di vista demografico: le nascite sono in diminuzione drastica, anche a causa degli eventi legati alla pandemia.

Inoltre la speranza di vita si è abbassata di un anno, fattore che comporta la necessità di rivedere l'intero sistema italiano di pensionamento. Inoltre c'è anche un altro fattore da considerare: l'accesso alle pensioni da parte delle giovani generazioni. Si tratta di un problema da non sottovalutare, perché con le difficoltà del mondo del lavoro sono proprio i giovani che rischiano di pagarne le conseguenze, e l'accesso alla pensione per i giovani sembra essere sempre più lontano.

I giovani italiani spesso lavorano in modo discontinuo, i contratti non sono lineari e duraturi nel tempo, e questo determina una difficoltà evidente nell'accumulare gli anni contributivi necessari ad accedere all'età pensionabile. Un altro problema similare è quello delle donne, il cui lavoro nell'ultimo periodo nel paese è diventato sempre più instabile, e per questo dovranno essere prese in considerazione nuove soluzioni per sostenerne l'inserimento lavorativo.