Le sovvenzioni che lo Stato ha messo a disposizione delle partite Iva e delle aziende, soprattutto in questo periodo molto difficile, hanno permesso a molte attività di rimanere a galla.

Spesso le sovvenzioni statali vengono fornite in modalità "prestiti a tasso zero". Questo significa che colui che ne usufruisce dovrà restituire la cifra ricevuta in prestito, ma senza interessi e, soprattutto, in tempi comodamente dilazionati. Altre volte, invece, si tratta di contributi a fondo perduto.

Le piccole imprese stanno subendo un impatto sproporzionato dal danno economico del COVID-19 e i governi dovrebbero venire in loro soccorso.

Si stima che le piccole imprese impieghino circa il 70% della forza lavoro mondiale e contribuiscano a circa la metà del PIL mondiale. Nei paesi meno sviluppati, le piccole imprese sono in genere ancora più importanti per l'occupazione e il PIL.

I governi dovrebbero pensare a come aiutare queste attività con metodi concreti come esenzioni fiscali, sovvenzioni, equità, credito agevolato e proteggendole dai malintenzionati come gli usurai.

Di solito per essere ammessi alle convenzioni statali, bisogna rispettare dei criteri rigidi e, nel caso in cui si dovesse dichiarare il falso, si rischierebbe di pagare sanzioni non solo amministrative, ma anche penali.

Contributi a fondo perduto: il termine per fare domanda sta per scadere!

Tutte le partite Iva che hanno i requisiti indicati dal Decreto Sostegni bis possono fare domanda entro e non oltre il 2 settembre.

Le richieste devono essere inviate esclusivamente online o seguendo le istruzioni riportate dall'Agenzia delle Entrate tramite il suo portale, o utilizzando i canali telematici Fisconline ed Entratel.

Chi può richiedere il contributo a fondo perduto?

Possono usufruire del contributo a fondo perduto alternativo tutti coloro che sono titolari di una partita iva e che nel 2019 non abbiano superato i dieci milioni di ricavi.  

Coloro che fanno domanda devono anche aver subito un calo del 30% paragonando i periodi tra aprile e marzo 2019/2020 e aprile e marzo 2020/2021.

Possono presentare la richiesta i titolari di un reddito d’impresa, chi compie un'arte o una professione o è titolare di un reddito agrario, i titolari di partita IVA, che siano residenti nel nostro paese e che rispettino questi requisiti:

Ricavi non superiori ai dieci milioni di euro, rispettivamente al periodo d'imposta precedente;

Calo del fatturato con le caratteristiche elencate in precedenza.

Se rispettate queste caratteristiche, affrettatevi! Avete ancora all'incirca una settimana per presentare domanda.

Contributi a fondo perduto alternativi a quelli stagionali

Per le attività che hanno ottenuto anche il contributo dedicato alle attività stagionali, bisogna ricordare che questi due contributi sono alternativi.

Questo significa che chi ha ricevuto il contributo per le attività stagionali previsto riceverà un contributo alternativo che terrà conto, nel calcolo, delle somme già ricevute con il primo contributo. Si potrà ottenere solo la somma eccedente il primo contributo.  

Le partite Iva che hanno ricevuto già altre tornate di contributi a fondo perduto, riceveranno un contributo calcolato sottraendo le somme già ricevute e variabili tra una percentuale del 60 e del 20.

Le partite Iva che, invece, non hanno ricevuto nessuna tranche di contributo con il primo decreto Sostegni, riceveranno dei contributi in percentuale variabile tra il 90 e il 30 per cento.

Nessun limite minimo è stabilito, ma è stabilito un limite massimo: 150 mila euro

Le partite Iva che possono fare richiesta dei contributi devono essere attive da una data antecedente al 26 maggio 2021.

Contributi a fondo perduto: le domande si presentano telematicamente

Le domande vanno presentate in modo telematico e online. Il contribuente può fare domanda da solo o attraverso il proprio patronato di fiducia. 

Le procedure online sono diverse: una è stabilita dall’Agenzia all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”; un altro modo è possibile attraverso il software messo a disposizione dal canale telematico Entratel/Fisconline.

I contribuenti che fanno domanda o i patronati intermediari, dovranno anche rilasciare una autocertificazione che attesti che si stanno rispettando tutti i requisiti richiesti.

Le somme verranno bonificate su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario; oppure saranno utilizzate come credito di imposta da poter compensare con un modello F24. Il modo di erogazione del contributo va scelto in sede di compliazione della domanda. Questa scelta è definitiva e non si può più cambiare. 

Il Decreto Sostegni bis ha previsto controlli e sanzioni amministrative e penali per tutti coloro che riescono a beneficiare del contributo pur non avendone i requisiti essenziali.