Scivolo pensione di 5 anni, sì all’anticipo nel 2022 e 2023

Grazie allo scivolo pensione puoi anticipare l’uscita di 5 anni! Si tratta dell’applicazione di disposizioni legislative rinnovate anche per il 2022 e per il 2023.Lo scivolo in molti casi permette al lavoratore di ancorarsi a un anticipo pensionistico previdenziale finalizzato al raggiungimento della pensione fuori dall’ambito lavorativo.Molti lettori ci chiedono: "Come funziona lo scivolo per l’ottenimento della pensione", oppure, "Quando conviene riceve l’assegno straordinario".

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Grazie allo scivolo pensione puoi anticipare l’uscita di 5 anni! Si tratta dell’applicazione di disposizioni legislative rinnovate anche per il 2022 e per il 2023. Lo scivolo in molti casi permette al lavoratore di ancorarsi a un anticipo pensionistico previdenziale finalizzato al raggiungimento della pensione fuori dall’ambito lavorativo.

Molti lettori ci chiedono: "Come funziona lo scivolo per l’ottenimento della pensione", oppure, "Quando conviene riceve l’assegno straordinario".

E, ancora: "Quali possibilità ci sono per anticipare l’uscita a 63 anni", oppure "Chi può accedere al prepensionamento ricevendo in cambio un assegno da 1.500 euro al mese". In tanti cercano di capire le diverse possibilità sullo scivolo pensione contenute nell’ordinamento previdenziale. 

Iniziamo nel chiarire un punto molto importante, il lavoratore che si aggancia a uno scivolo pensione può allontanarsi dal lavoro in forma anticipata, ricevendo mensilmente un assegno fino al giorno della pensione.

In sostanza, il prepensionamento si conclude con il perfezionamento dei requisiti necessari per il rilascio di un trattamento pensionistico ordinario o, ancora, consente l’aggancio a una formula pensionistica anticipata, come appunto Quota 102. 

Infatti, attraverso il meccanismo dell’isopensione i lavoratori possono agganciarsi a uno scivolo anche sette anni prima dell’età pensionabile.

Oltre tutto, parliamo di condizioni attive anche per il 2023. Mentre, per quanto riguarda l’anticipo di cinque anni il riferimento cade sull’assegno straordinario.

E, ancora, il contratto di espansione permette d'incollarsi a un’uscita anticipata dal lavoro di un quinquennio. Senza tralasciare che la rendita Rita, attraverso la previdenza complementare garantisce un anticipo decennale ai soli iscritti e in presenza di diverse condizioni. 

Una breve guida alle caratteristiche principali dello scivolo pensione 2022 e 2023. Ti spiegheremo, come funziona e quali sono le possibilità consentite dalla normativa. 

Scivolo pensione più di 5 anni con l’Isopensione

Come si legge da LaLeggeperTutti.it, la Legge Fornerno ha inasprito il quadro pensionistico italiano, ma anche introdotto la possibilità per le aziende di attivare il meccanismo d'isopensione per consentire il ricambio generazionale necessario in alcuni settori produttivi.

Un sistema che permette all’azienda di mettere a riposo parte dei dipendenti anche sette anni prima dell’evento pensione. Nello stesso modo, ha la possibilità di acquisire una forza lavoro fresca e pronta alle nuove sfide aziendali.

Il lavoratore può cogliere questo sistema sfruttando le potenzialità di un’uscita flessibile anticipata anche di un periodo temporale maggiore di cinque anni. 

Il prepensionamento isopensione si accosta moltissimo al trattamento che il lavoratore dovrebbe ricevere da lì a poco come pensione. Tuttavia, non si accosta a un vero trattamento pensionistico, ma può essere collocato tranquillamente al pari di una prestazione previdenziale finalizzata al supporto al reddito, come ad esempio la mobilità o, ancora, l’indennità di disoccupazione e così via. 

Abbiamo spiegato che il meccanismo viene utilizzato dalle aziende per un ricambio generazionale, oppure, in presenza di lavoratori in esubero. Per questo motivo, l’accesso al meccanismo è fortemente subordinato dalla presenza di criteri e condizioni disposti dalla normativa. 

Oltre tutto va detto, che l’isopensione permette al lavoratore di ricevere un assegno su base mensile e, ancora, l’accredito regolare dei contributi ai fini del rilascio di un trattamento previdenziale ordinario sia la pensione di vecchiaia, oppure, la pensione anticipata

Scivolo pensione di 5 anni con l’assegno straordinario

Il meccanismo legato all’assegno straordinario permette ai lavoratori di agganciarsi a uno strumento che consente di anticipare la pensione per un periodo temporale di almeno cinque anni. Non tutti i lavoratori possono agganciarsi a questo sistema.

Si tratta di una possibilità riservata a coloro che risultano registrati presso i fondi bilaterali, come ad esempio: Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Credito ordinario e così via.

In ogni caso, l’erogazione dell’assegno è strettamente legata dalla presenza di un accordo previsto del fondo. Il prepensionamento viene attivata per consentire l’esodo dei dipendenti. 

L’importo riconosciuto alla voce assegno straordinario solitamente rispecchia il valore presumibile della pensione all’atto della cessione dell’attività lavorativa. 

Scivolo pensione di 5 anni con l’Ape sociale

Attraverso il meccanismo Ape sociale il lavoratore anticipa la pensione a 63 anni di età. Questa tipologia di prepensionamento permette di ricevere un assegno mensile del valore pari a 1.500 euro (pro quota).

Si tratta di un passaggio garantito dallo Stato fino al raggiungimento della pensione futura, ovvero la pensione di vecchiaia. 

Il meccanismo Ape sociale non può essere richiesto da tutti i lavoratori, ma viene riservato ai profili di tutela, per cui possono beneficiare delle condizioni agevolate che permettono di anticipare la pensione i lavorati disoccupati, i lavoratori che rientrano nel quadro dei caregiver e, ancora, i lavoratori a cui è stata accertata un’invalidità nella misura dal 74%. Possono agganciarsi al beneficio anche le categorie di lavoratori gravosi e usuranti. 

In ogni caso, il beneficio è strettamente condizionato dalla presenza di un’anzianità nella misura di 30, 32 e 36 anni contributivi, spartiti per categoria di lavoro. 

Le madri lavoratrici possono beneficiare di una riduzione sul montante contributivo nella misura di un anno applicata per ogni figlio, ma entro un massimo di 2 anni. 

La misura resta attiva fino al 31 dicembre 2022. 

Scivolo pensione di 5 anni con il contratto di espansione

La crisi pandemia prima e l’attuale crisi energetica sta generando delle conseguenze disastrose per le aziende, tant’è vero che tante imprese hanno avviato richieste al Governo italiano per facilitare, snellire e aiutare il processo legato alla gestione delle risorse umane. Nonostante, la presente degli ammortizzatori sociali, uno dei principali strumenti di supporto è il contratto di espansione.

Nel decreto Crescita sono presenti le disposizioni normative relative al contratto di espansione, uno strumento introdotto in forma sperimentale per permettere il prepensionamento dei lavoratori almeno cinque anni prima.

La struttura della misura permette alle aziende di applicare il ricambio generazionale e di riorganizzare l’attività lavorativa. In sostanza, si passa dalla cessazione di contratti di lavoro alle nuove entrate con contratti a tempo indeterminato. 

In sintesi, attraverso il contratto di espansione l’azienda apre la procedura che prevede un accordo sindacale finalizzato alla trattativa di una collaborazione con il ministro del lavoro.

Una collaborazione su vasta scala che comprenda i sindacati unitamente a un piano nazionale rivolto al supportare i processi di reindustrializzazione e riorganizzazione aziendale. 

Ecco, perché, la base dell’accordo viene improntata su diverse condizioni, tra cui:

  • la presenza di un sostegno straordinario d'integrazione salariale per non meno di 18 mesi. Ammessa anche la forma non continuativa;
  • la possibilità per i lavoratori di accedere a un piano di prepensionamento che permetta di anticipare l’uscita dal lavoro di almeno cinque anni prima rispetto al perfezionamento dei requisiti per la pensione anticipata ordinaria o della pensione di vecchiaia ordinaria.  

Il contratto di espansione permette di attivare quei meccanismi di accompagno al trattamento pensionistico ordinario. Pertanto, il valore dell’assegno deve risultare adeguato alla pensione (lorda) maturata dal lavoratore all’atto della cessazione dell’attività lavorativa. È possibile eventualmente procedere all’integrazione, ove spettante, con l’indennità Naspi.