Lo Stato di Emergenza è stato abbandonato da quasi un mese. Con la sua fine sono ritornati i viaggi di istruzione e la vecchia alternanza scuola-lavoro, un modo per avvicinare i giovani studenti delle scuole superiori alle attività lavorative, sulla base del loro percorso scolastico.

Ormai, però, non possiamo più parlare di “Alternanza Scuola-Lavoro”, ma di PCTO Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento. Un’ottima definizione ce l’ha donata l’Istituto Tecnico Economico Paolo Savi di Viterbo:

“I percorsi per le competenze trasversali ed orientamento costituiscono una metodologia didattica che, attraverso l’approfondimento di conoscenze teoriche e l’esperienza pratica, permette di arricchire la preparazione degli studenti attivando in loro una maggiore consapevolezza delle attitudini personali, favorendone le scelte rispetto al successivo percorso di studi e/o lavorativo, grazie a progetti in linea con l’indirizzo di studi.”

Insomma, con il termine dello Stato di Emergenza un numero notevole di studenti potrà tornare a stretto contatto con i luoghi di lavoro, che fino ad ora, a causa della pandemia, sono stati vissuti da remoto. 

Sono gli stessi studenti che hanno parlato di un maggior apprezzamento per i PCTO se in presenza, direttamente in un contesto lavorativo. 

Andiamo ad osservare nel dettaglio tutte le novità in arrivo, soprattutto con il nuovo anno scolastico 2022-2023, e le differenze sostanziali tra giovani studenti e giovani lavoratori.

Scuola e Lavoro, gli studenti preferiscono lavorare “in loco” e non da remoto

Come dicevamo poc’anzi, con il termine dello Stato di Emergenza dello scorso 31 marzo 2022 molti studenti hanno tirato un sospiro di sollievo, sia per quanto concerne i viaggi di studio, comunemente conosciuti come “gite di classe”, sia per il ritorno al vecchio approccio dei PCTO. 

I ragazzi, infatti, soprattutto con il prossimo anno scolastico, potranno tornare a vivere a pieno l’esperienza lavorativa, ex alternanza Scuola-Lavoro, dei PCTO. 

Una recente ricerca del portale Skuola.net ha evidenziato che un campione di 2.500 studenti dell’ultimo triennio degli istituti superiori ha dimostrato un maggiore apprezzamento dei PCTO, se in presenza. Vivere direttamente l’esperienza di lavoro fa aumentare il gradimento del percorso. 

Coloro che, infatti, sono riusciti a svolgere la vecchia alternanza Scuola-Lavoro sono solo il 63 % del totale degli intervistati. Di questi, ben il 56 % si è dovuto accontentare di corsi teorico/pratici, dunque, non a diretto contatto con le aziende.  

Solo il 24 % degli studenti è riuscito a sperimentare un po’ la pratica aziendale associandola ad alcune simulazioni. Proprio per questo motivo, ha valutato il PCTO come poco utile all’inserimento nel mondo del lavoro

L’ex alternanza, infatti, è stata valutata in maniera positiva solamente dal 37 % dei ragazzi, meno della metà.

PCTO, l’Alternanza Scuola-Lavoro? Meglio se totalmente in presenza!

L’analisi svolta da Skuola.net ha dimostrato come gli equiparati alle esperienze direttamente sul posto di lavoro non siano graditi quanto la stessa attività “on the job”.

“La formazione on the job è una metodologia formativa svolta in azienda che consente al lavoratore di acquisire nuove competenze osservando e, soprattutto, provando e mettendo in pratica ciò che via via apprende. In altre parole, il training on the job consente di insegnare al lavoratore il modo corretto di svolgere la propria mansione mentre la sta svolgendo.”

Il tasso di gradimento, però, sale se togliamo i surrogati e ci concentriamo direttamente sulle attività lavorative svolte in presenza, direttamente sul posto di lavoro. In questo caso, infatti, il gradimento degli studenti schizza al 66 %.

Insomma, per gli studenti dà più soddisfazione immergersi al 100% nell’attività lavorativa, che praticarla in Smart Working. Proprio il Sole 24 Ore, a tal proposito, afferma:

“Il gradimento è direttamente correlato alla modalità di interazione: massimo tra chi lo ha svolto totalmente in presenza, discreto tra chi lo ha alternato con la distanza, pessimo tra chi ha svolto totalmente a distanza. Fortunatamente l'alternanza in smart working totale è stata poco praticata, restando confinata al 22% dei casi.”

Scuola e Lavoro, i ragazzi vogliono essere coinvolti nelle attività principali

Un altro dato molto importante riguarda il grado di coinvolgimento dei ragazzi. Gli studenti vogliono essere coinvolti al 100 %, in particolare nelle attività lavorative più importanti, con annesse spiegazioni teorico-pratiche dal team-work. 

Più gli studenti vengono coinvolti attivamente nell'attività da svolgere, più risultano soddisfatti, viceversa, l’esperienza lavorativa viene valutata meno da coloro che sono stati poco coinvolti.

Un ruolo importantissimo per l’Alternanza Scuola-Lavoro ce l’ha il Tutor. Il tutor è una figura emblematica dei progetti PCTO, ma che molto spesso “non è reperibile”. Sempre secondo l’analisi di Skuola.net:

  • il 45 % dei ragazzi ha avuto un importante affiancamento da parte del tutor;

  • il 25 % dei ragazzi è stato seguito solo per alcune mansioni;

  • il 30 % dei ragazzi non ha mai visto il tutor. 

I giovani studenti che hanno valutato in maniera positiva l’esperienza di lavoro, infatti, sono quelli che sono stati maggiormente seguiti da un tutor disponibile in ogni istante della permanenza del giovane durante l’attività lavorativa.

Importantissima la coerenza del Lavoro con il percorso di studi e la sicurezza

Gli studenti, inoltre, si dicono maggiormente soddisfatti quando, alla base dell’attività extra-scolastica c’è una coerenza con il proprio percorso di studi e i propri interessi personali. 

In ogni caso, per i ragazzi il punto più importante è la sicurezza sul lavoro. Gli studenti, infatti, ritengono indispensabile sentirsi al sicuro sul posto di lavoro, soprattutto a seguito di quanto accaduto lo scorso gennaio 2022, dopo la morte di Lorenzo Parelli, morto a 18 anni proprio durante l’alternanza scuola-lavoro. 

È bene sottolineare, infatti, che l’80 per cento del totale dei ragazzi si è sentito sempre al sicuro durante l’attività svolta, mentre il 20 per cento ha temuto, in certe circostanze di essere in pericolo. 

Studenti e neolaureati, ecco le differenze tra le due categorie

Nonostante lo Smart Working non sia visto di buon occhio dai giovani studenti, abbiamo visto in questo articolo come sia, invece, richiesto da quasi la totalità dei neolaureati. 

Il lavoro da remoto, o agile, è diventato un requisito fondamentale richiesto dai giovani lavoratori, prima di accettare una posizione.

“Nonostante tutto lo smart working pare essere la forma di lavoro più apprezzata, soprattutto da giovani neolaureati, tanto da essere una condizione essenziale per i lavoratori che viene richiesta già in fase di colloquio.”

Nonostante tutto, però, sappiamo che le aziende prediligono un'attività lavorativa “ibrida”, metà in ufficio e metà da remoto. 

Dopo la scuola qual è il contratto di lavoro migliore per un ragazzo?

Infine, ricordiamo che uno dei contratti maggiormente utilizzati dalle aziende è il contratto di apprendistato che permette ai giovani studenti di trovare presto un impiego e alle aziende di avere importanti sgravi fiscali. 

Del contratto di apprendistato ce ne parla la collega Imma Duni in questo suo articolo:

“Per i giovani il contratto di apprendistato è il contratto di lavoro ideale perché permette loro di iniziare a lavorare sin da giovani, di acquisire esperienza e professionalità e di poter entrare a tempo indeterminato nel mondo del lavoro. Conviene anche alle aziende perché con i contratti di apprendistato riescono a godere di importanti sgravi fiscali e contributivi.”