Alcuni lo chiamano "Lavoro 4.0", altri "Trasformazione digitale", altri ancora "digitalizzazione", ma il nucleo è identico.

Con questi termini si indica il processo di evoluzione che sta investendo tutto il mondo del lavoro e che riguarda gli aspetti principali di esso (luogo di lavoro, orari, attrezzature, dispositivi).

Con cognizione di causa possiamo dire che la digitalizzazione è il futuro degli ambienti lavorativi, per arrivare non solo ad un modello produttivo 4.0, ma anche per implementare un più sano modello di lavoro. Per approfondire l'argomento "digitalizzazione", leggere questo dettagliato articolo della nostra collega Francesca Ciani.

In questo processo di trasformazione, evoluzione e cambiamento, lo smart working (diffusosi sempre più durante il lockdown) ha sicuramente un ruolo centrale, perché permette di svolgere il proprio lavoro da casa, quindi in un nuovo ambiente lavorativo che non sia prettamente l'ufficio, non ha orari fissi di inizio e fine e se può concretizzarsi è proprio grazie alla digitalizzazione di documenti, archivi e lavori vari. 

Cerchiamo di scoprire come i due argomenti sono strettamente collegati e quali vantaggi portano al lavoratore e all'azienda.

Nella pratica, cos'è la digitalizzazione del lavoro?

In parole semplici la digitalizzazione altro non è che la conversione in digitale di lavori e documenti analogici. In questo modo sia l'elaborazione che l'archiviazione dei propri lavori avverrà in modo tecnico digitale e l'azienda passa da un mondo analogico ad un mondo digitale. 

Lo scopo della digitalizzazione è archiviare le informazioni in formato digitale per renderle disponibili in qualsiasi momento e per qualsiasi lavoratore facente parte del team. Anche lo smart working fa parte del processo di digitalizzazione del lavoro, perché grazie al lavoro agile cambia radicalmente l'ambiente di lavoro, trasformandosi in una forma digitale

Lo smart working è possibile proprio grazie alla digitalizzazione

Se ci pensiamo attentatamene lo smart working, ovvero lavorare da casa ma anche in altri ambienti che non siano prettamente uffici aziendali, è strettamente legato alla trasformazione digitale del lavoro a cui stiamo assistendo nell'era attuale. 

Sono proprio le tecnologie digitali che vengono sviluppate a un ritmo sempre più veloce, infatti, a spianare la strada a nuovi metodi di lavoro come lo smart working; senza di esse tutto questo non sarebbe possibile. 

Le tecnologie digitali (reti, hardware, software) e applicazioni (su smartphone o su pc), permettono di lavorare attivamente e produttivamente in squadra, ma ognuno nel proprio ambiente lavorativo. Una cosa impensabile solo qualche anno fa.

Lo Smart Working è un nuovo modello di lavoro che utilizza le moderne tecnologie per rendere il lavoro più flessibile in termini di luogo e orario, con l'obiettivo di migliorare sia le prestazioni che la soddisfazione dei lavoratori.

Lo smart working è, per dirla in parole povere, l'evoluzione del telelavoro. Mentre il telelavoro aveva spostato il luogo di lavoro dall'ufficio a casa, lo smart working riesce a spostarlo praticamente in qualsiasi luogo, anche la tranquilla caffetteria all'angolo. 

Lo smart working consente maggiore autonomia e libertà e spesso facilita l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Consente di risparmiare tempo e spesso denaro per viaggi e carburante; inoltre permette ai collaboratori di lavorare quando sono più produttivi o quando trovano la musa ispiratrice innovativa e creativa. Tutto questo aumenta la produttività, anche se i dipendenti non sono sotto il controllo vigile e attento del capo in un ufficio fisico.

Smart working e digitalizzazione: di pari passo con il cambiamento del lavoro

Oltre ad utilizzare nuove tecnologie e nuove soluzioni software, il processo di trasformazione digitale richiede necessariamente una nuova gestione a tutti i livelli (dipendenti, management, dipartimenti). Questo, naturalmente, presuppone innanzitutto la volontà dell'azienda di cambiare e assumersi dei rischi di tale cambiamento.

Ma se l'azienda ha uno sviluppato pensiero imprenditoriale e soprattutto un pensiero visionario, non avrà alcuna difficoltà ad adattarsi ad una evoluzione positiva per essa e, di conseguenza, implementerà con successo e in modo sostenibile il cambiamento digitale nella propria organizzazione aziendale.

Gli obbiettivi che smart working e digitalizzazione aiutano a raggiungere

Un processo aziendale di digitalizzazione, comprensivo anche dello smart working, permetterà il più possibile l'auto-organizzazione del lavoro, ottimizzerà i processi produttivi, i costi e renderà tutto più sostenibile

La base di tutto questo, vogliamo ricordarlo, è costituita da sistemi intelligenti e collegati in rete digitale. Questo si potrà fare agilmente tramite l'implementazione puntuale e precisa di processi 4.0, software 4.0 e tecnologie 4.0 orientate a questo nuovo modello di business.

Per processi 4.0 si intendono tutti quei processi di lavoro in cui sono coinvolti sistemi cyber-fisici (CPS) o altri sistemi tecnici autonomi (come i programmi di messaggistica). I processi 4.0, in una certa misura, sono stati implementati "quasi" in tutte le aziende italiane.

I software 4.0 sono quei programmi che controllano i sistemi cyber-fisici (CPS) e altri sistemi tecnici autonomi (come i programmi di messaggistica) (ad esempio tramite intelligenza artificiale, algoritmi, tecnologie semantiche, data mining). Tutti questi software sono autonomi e, come si dice in gergo, sono di autoapprendimento. Di solito sono molto utili per guadagnare tempo e aumentare l'efficienza. 

Per tecnologia 4.0 si intende l'hardware (come assistenti, sensori/attuatori nelle attrezzature di lavoro, prodotti, stanze, ecc.) controllato dal Software 4.0.

Lo smart working, un nuovo modo di adattare il lavoro alla risorsa umana

Smart working o lavoro agile, si basa proprio sull'agilità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti in modo rapido, flessibile e proattivo. Il concetto di agilità del lavoro non include solo il cambiamento del luogo di lavoro, ma riguarda soprattutto una pianificazione e un'attuazione breve e gestibile del lavoro in rapido mutamento. 

Lo smart workgin permette di accorgersi dei propri errori in una fase iniziale e, dunque, di correggerli, di metterli in discussione e di porvi rimedio. Tutto questo porterà ad una maggiore efficienza del lavoro svolto. 

Chi lavora in smart working gode di auto-responsabilità e leadership laterale, si perde dunque un po' di verticalità, ma si guadagna in autonomia, efficienza e produttività. 

Grazie a smart workgine digitalizzazione si aumenta la trasparenza, la flessibilità ed entrambe queste caratteristiche porteranno ad un uso più rapido dei sistemi di lavori, riducendo al minimo i tempi e i rischi di errore nel processo di sviluppo.

Il lavoro del team in smart working è caratterizzato da una auto-organizzazione, da un approccio interattivo e incrementale al lavoro, da poca burocrazia e poche regole, con l'unico obbiettivo di adattarsi velocemente ai cambiamenti e diminuire il rischio di errori. 

Per una digitalizzazione completa: smart working e Business Intelligence (BI)

La Business Intelligence (abbreviazione BI) è un termine dell'informatica aziendale che descrive procedure e processi per l'analisi sistematica della propria azienda e del suo mercato (clienti, concorrenza, fornitori e ambiente aziendale). Comprende la raccolta, la valutazione e la presentazione dei dati in formato elettronico. L'obiettivo è supportare decisioni operative e strategiche dei manager.

Altri obbiettivi importanti sono: ridurre i costi e ridurre il rischio. I dati vengono valutati con l'aiuto di concetti analitici, software specializzati e sistemi informatici.

Digitalizzazione e Big Data

I big data sono le grandi quantità di dati raccolti dall'azienda, provenienti dal Web, dall'industria finanziaria, energetica, social media, dispositivi di assistenza e così via.

Tutti i dati raccolti vengono archiviati, elaborati e valutati, sempre in modo digitale. Ogni azienda dovrà prestare moltissima attenzione al GDPR, per la protezione dei dati e i diritti personali. 

Il volume dei dati è talmente ampio e veloce che richiede tecnologie adatta per l'estrazione e la conservazione.