Smart Working, nel 66% dei casi con il lavoro agile aumenta la produttività dei lavoratori

Smart Working non smette di stupire, ovviamente in positivo, poiché nel 66% dei casi totali l’utilizzo del lavoro agile ha apportato un aumento di produttività alle stesse imprese, sia alle medie e grandi, che alle piccole imprese. Andiamo subito a vedere i dati.

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Smart Working non smette di stupire, ovviamente in positivo, poiché nel 66% dei casi totali l’utilizzo del lavoro agile ha apportato un aumento di produttività alle stesse imprese, sia alle medie e grandi, che alle piccole imprese. Andiamo subito a vedere i dati.

Smart Working, nel 66% dei casi con il lavoro agile aumenta la produttività dei lavoratori

La pandemia ha cambiato sicuramente il modo di lavorare, o meglio la concezione stessa del lavoro. Ormai i lavoratori mettono al primo posto sé stessi e la propria vita privata e chiedono sempre più alle aziende il ricorso al lavoro agile, lo Smart Working. Come reagiscono le imprese? Bene, se si osservano i dati:

  • il 63% delle medie imprese lo utilizzano;
  • le grandi imprese salgono al 78%;
  • e anche le piccole imprese hanno fatto ricorso al lavoro agile 

Proprio per queste ultime dobbiamo fare un piccolo appunto: il 31 % delle piccole aziende con un massimo di 5 dipendenti ha investito in tecnologie e software a supporto delle attività smart, mentre il 28% delle piccole imprese con un numero di lavoratori compreso tra 6 e 9 ha riadattato i suoi spazi di lavoro tradizionali. 

“Chi lavora in Smart Working lavora meno”, per le aziende non è così

Le piccole e medie imprese, ma anche quelle grandi ritengono che la metà del proprio personale possa svolgere la propria attività lavorativa al 100% da remoto. Questa è un’ottima notizia, anche perché sfata il mito che circola proprio da un paio di anni, secondo cui “chi lavora in smart working lavora meno”. 

Una bufala, forse fatta circolare per aver un maggiore controllo sui propri dipendenti, chi lo sa! Quel che è certo è che il 66% dei datori di lavori ha riscontrato un aumento della produttività dei propri lavoratori. Ma non è finita qui, poiché il lavoro agile consente anche di risparmiare notevolmente sui costi di gestione degli spazi fisici, in particolare per le piccole imprese.

E ancora non abbiamo finito: per il 72% dei datori di lavoro, lo smart working aiuta notevolmente ad aumentare il benessere organizzativo e a migliorare l’equilibrio tra la vita privata e l’attività lavorativa dei dipendenti. 

Ma vediamo qualche altro dato insieme. 

Dati a favore dello Smart Working

  • Il 65.8% dei lavoratori ritiene che il lavoro agile aiuti a contenere i costi di gestione degli spazi fisici, in cui viene anche inclusa l’energia.
  • L’80% dei lavoratori ritiene che lo smart working migliori notevolmente la gestione della propria vita, riuscendo a coordinare al meglio impegni familiari e vita lavorativa.
  • Inoltre, per il 72% dei lavoratori il lavoro agile consente di avere una maggiore autonomia su ritmi, luoghi, metodi e orari di lavoro. 
  • Infine, il 90% conferma di aver tratto beneficio economico con lo Smart Working, risparmiando tempo e soldi per gli spostamenti (abbonamenti o carburante).

Il futuro dello smart working

Questa è l’occasione giusta per riflettere sul futuro dello Smart Working, in particolare ora che è stata approvata l’ulteriore proroga al lavoro agile per tutti i lavoratori fragili (anche della Pubblica Amministrazione) o con figli under 14 (solo nel privato) al 31 dicembre 2022, che si pensa possa essere l’ultima in assoluto.

Lo smart working, infatti, potrebbe essere uno strumento utilissimo per il cambiamento, su tre fronti:

  • un risparmio di costi per l’azienda;
  • un aumento di produttività ed equilibrio per i lavoratori;
  • un minor impatto ambientale (meno inquinamento dovuto a spostamenti ecc.).

Leggi anche: Smart working, in vigore la proroga per soggetti fragili e con figli under14 fino al 31/12

Smart Working, dove si utilizza di più da nord a sud

Vediamo insieme tutte le percentuali di ricorso al lavoro agile da nord a sud in Italia:

  • 70% nel Nord Est
  • 57% nel Centro Italia
  • 53% Nord Ovest 
  • 30% al Sud

Quali sono le criticità per i datori di lavoro?

  • Difficoltà di rapportarsi a colleghi e responsabili
  • Necessità di creare nuovi modelli di leadership

Quali sono le criticità per i lavoratori?

  • L’aumento dell’isolamento
  • L’aumento dei costi fissi.

Secondo Eurostat, i lavoratori italiani sono ancora poco formati al lavoro da remoto, anche se i dati parlano chiaro: lo Smart Working è apprezzato con il 50% dalle imprese del Nord Ovest e il 29% del Nord Est.

Spinta all’Innovazione

Secondo il presidente di INAPP, Sebastiano Fadda, l’aumento della produttività che è stato riscontrato da alcuni datori di lavoro riguarda in particolare la spinta all’innovazione che il lavoro agile ha creato in tutti i processi produttivi e organizzativi. Dunque non solo relativamente al maggior equilibrio tra vita privata e lavoro del lavoratore, anche perché i dipendenti che non vogliono lavorare non lavorano anche se sono in ufficio.

Insomma, in questo periodo occorre investire sul digitale e sull’innovazione, il nuovo Governo di Centrodestra farà qualcosa per incentivare il lavoro agile? 

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