Sono stati due anni intensi, ma sembra che tutto si stia risistemando e che la normalità stia riprendendendo un nuovo ritmo.

Dopo le retrizioni, i lockdown, le mascherine e il distanziamento sociale è finalmente giunto il tempo di abbracciare (gradualmente) una libertà sana e desiderata.

Sebbene la pandemia Covid-19 ci abbia portato via molto, sia in termini di affetti che di possibilità, in realtà ci ha inconsciamente lasciato qualcosa di buono.

Non fraintendetemi, non c’è nulla di tollerabile in ciò che è il virus ha prodotto come conseguenza nè in ciò che ha dovuto patire il mondo intero.

Se vediamo la cosa da un punto di vista più ristretto e positivo, forse abbiamo riscoperto l’importanza e la bellezza di condurre una vita più “lenta”.

Smart working e Covid 19: l'arte di reinventarsi

In tutti questi mesi passati a casa, la maggior parte di noi ha trovato conforto e benessere in attività che prima sembravano scontate.

Curare il proprio giardino, fare workout o yoga, leggere un buon libro, passare più tempo con i figli, condividere la quotidianità con la propria famiglia.

Certo sono cose che facevamo anche prima, ma in modo totalmente diverso.

Prima dell’emergenza eravamo stressati, sempre presi da mille commissioni, preoccupati per il lavoro.

Avevamo pochissimo tempo a disposizione per fare davvero ciò che più ci piace e prestare attenzione alle piccole cose, due elementi che lo smartworking ha reso possibile realizzare.

In questo articolo, quindi, andremo a vedere quanti vantaggi ha portato il lavoro agile nella nostra vita e perché il Decreto Riaperture ha scelto di prorogarlo fino al 31 dicembre 2021 per i privati.

Smart working: quali sono i vantaggi?

Potete dire quello che volete, ma l’intoduzione del lavoro agile è stato un vero e proprio asso nella manica da parte di milioni di aziende italiane.

Moltissime persone hanno potuto mantenere la propria posizione lavorativa conciliando il tempo tra compiti e cura della famiglia.

Senza poi contare il grande impatto positivo avuto in materia di parità di genere e uguale retribuzione.

Questi argomenti sono stati presentati  un paio di giorni fa da Arianna Visentini, fondatrice della “Variazioni”, una società che si occupa di consulenza, innovazione e organizzazione per lo smart working.

Il fulcro del discorso tenutosi presso questo incontro ruota intorno all’incisione positiva che il lavoro agile ha avuto nell’evoluzione della società.

Oltre a favorire uno svolgimento più semplice ed efficace delle mansioni lavorative, il lavoro agile promuove:

  1. un miglior utilizzo del proprio tempo,
  2. equità tra uomini e donne,
  3. trasparenza retributiva di genere

Secondo quanto dimostrato in studi recenti, il lavoro agile funge da vero e proprio equalizzatore la cui unica misura è data dal tempo.

Un tempo che non determina la qualità e la quantità retributiva ma mira a perseguire gli obbiettivi finali.

Il tempo messo a disposizione dallo smart working consente ai due generi di collaborare e dividere in maniera uguale la cura della casa e dei figli senza alcuna differenziazione mossa dal genere di appartenenza.

Le donne possono scegliere di lavorare di più e gli uomini sono più consapevoli di ciò che viene fatto in casa, dal lavoro domestico alla cura dei propri figli.

Una piccola vittoria per entrambi.

Lavoro agile: ottimo per lavoratori e datori di lavoro!

Quando parliamo di smart working ci riferiamo ad una modalità di lavoro basata sull’esecuzione di compiti esclusivamente in via telematica.

Sapientemente organizzata in fasi e cicli, senza vincoli di orari o spazio in cui portare a termine la propria mansione, è una modalità molto snella e flessibile.

Consente un beneficio sia per il lavoratore, in grado di accordare gli ambiti di vita e lavoro, sia il datore di lavoro che vede corrispondersi una maggiore produttività.

Lo smart working, infatti permette una crescita produttiva impressionante anche se il lavoratore non è presente fisicamente in azienda.

Poiché lo stress dell’ufficio viene sconfitto dalla comodità di casa propria, il lavoratore si sente più propenso a dare il meglio di sè e convoglia tutte le sue energie al raggiungimento degli obbiettivi fissati.

Smart working: quali sono i diritti e i doveri delle due parti?

Poiché si tratta di un lavoro svolto da remoto tramite strumenti come pc o tablet, il datore di lavoro e il dipendente sono tenuti a stilare un accordo volontario che funge da garanzia per entrambi.

La stipula di questo contratto inviduale non si rifà in alcun modo sul trattamento economico.

Spiega today.it:

“ il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico non inferiore a quelllo riconosciuto ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’intero dell’azienda.”

perciò non vi è alcuna differenza di retribuzione tra un lavoratore che svolge la propria mansione da casa e un lavoratore che presta servizio in modalità ordinaria.

Come si evince da questa spiegazione, i diritti e i doveri di entrambe le parti rimangono pressocché invariati.

Smart working: via alla proroga fino a dicembre 2021

Ora che la normalità sta riprendendo il proprio trono, in molti si chiedono che fine farà lo smart working.

Tanti lo hanno già dimenticato o dato per morto ma la Gazzetta Ufficiale n.146 del 21 giugno 2021 ne conferma la proroga (per il semplificato) per i privati fino a fine anno.

Fino al 31 dicembre quindi, il Decreto Riaperture prevede l’ avvalersi dello svolgimento lavorativo in modalità telematica per il settore privato che potrè beneficiare di ulteriori semplificazioni quali:

  • niente firma di accordo individuale con i lavoratori,
  • assoluzione degli obblighi di informativa sulla sicurezza in via telematica purché si ricorra alla documentazione presente nel sito dell’Inail,
  • possibilità di ricorso alla procedure telematica semplificata

Smart working sì, ma sempre in sicurezza:

Questa possibilità viene data tenendo sempre in considerazione due fattori:

  1. l’andamento della curva epidemologica,
  2. il progredire del piano vaccinale

e vuole essere un modo per agevolare la ripresa economica e sociale del paese tenendo sempre al primo posto la sicurezza.

Non a caso, fino al 31 luglio 2021 i datori di lavoro hanno l’obbligo di preservare la salute dei propri dipendenti.

Dovranno farlo garantendo loro una sorveglianza sanitaria speciale, in caso di maggiore eposizione a rischi di contagio.

Dovranno, inoltre, considerare l’età e l’anamnesi medica di ogni lavoratore.

Smart working semplificato, come fare per ottenerlo?:

Nel caso in cui il lavoro agile venga accantonato, spiega ipsoa.it:

“I datori di lavoro hanno l’obbligo di comunicare, in via telematica, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile”

per farlo potranno ricorrere al’apposito modulo disposto nel sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

La procedura per presentare la comunicazione in realtà è molto semplice.

Basta andare sul sito servizi.lavoro.gov.it, accedere con le credenziali Spid, Cie o Idas ed inoltrare la documentazione.

Dovrete rendere disponibili:

  • il file excel dove indicare l’elenco dei lavori coinvolti,
  • il modello di comunicazione dei periodi svolti in lavoro agile

Oltre a tutto ciò, è necessario inserire anche l’accordo individuale per lo smart working.

Smart working e diritto alla disconnessione: perché é importante?

Se lavorare in smart working è un’ottima alternativa poiché consente la conciliazione tra vita e lavoro, è importante vedere quanto il diritto alla disconnessione influisca sulla sua riuscita.

Secondo la norma inserita nel Decreto Legge 30/2021, spiega fiscoetasse.com:

“ l’esercizio al diritto alla disconnessione, necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute del lavoratore, non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”

pertanto, tutte le aziende che adoperano il lavoro agile nel contratto nazionale e di secondo livello, sono tenute ad inserire una regolazione in materia.

In questa regolazione verrano stabiliti i tempi di connessione e disconnessione dei propri lavoratori al fine di preservarne la salute e il corretto funzionamento del sistema lavorativo.

Spiega lavoroediritti.com:

"nella sezione dedicata alle responsabilità disciplinari, l'accordo può prevedere particolari richiami o sanzioni nei confronti del dipendente che, senza alcuna giustificazione non si rende reperibile nelle fasce orarie pattuite"

Vero però che, in conformità del rispetto del riposo del lavoratore, il datore di lavoro deve fare la sua parte ed attenersi a quanto concordato.

Non può pretendere di contattare il lavoratore ed ottenere risposta al di fuori delle fasce di reperibilità.

Decreto Riaperture bis: quali altre novità contiene?

Oltre alla proroga dello smart working fino al 31 dicembre 2021, il Decreto Riaperture bis vede un’atra importante novità: il green pass.

Se ne è sentito parlare molto in ambito di vacanze all’estero ma ora, è necessario anche per potersi spostare tra regioni in fascia arancione o rossa e partecipare a feste ed eventi.

Questo documento certifica:

  • l’avvenuta vaccinazione,
  • la guarigione autonoma dall’infezione,
  • l’esito negativo ai tamponi precedentemente effettuati

Sebbene tutte le Regioni siano bianche, ad eccezione della Val d’Aosta, il governo non intende correre rischi.

Anche per le attività di formazione, di competizione sportiva, di benessere/termali, culturali e ristorative si intravede un pezzo di ciel sereno.

Le conclusioni: 

Sembra proprio che la vita stia ricominciando a sembrarci vera, vita.

Le persone escono, si godono le giornate di sole e la maggior parte della attività continua a tener duro, a non arrendersi dopo il duro colpo causato dall’emergenza e dalle decisioni di un governo al limite dell’affidabilità.

La campagna vaccinale tiene il passo e ormai ci si sta avvicinando ad un’immunità collettiva.

Speriamo che questa sia veramente la fine di due anni cupi e burrascosi e che non ci siano altre brutte sorprese in arrivo.