La preoccupazione più grande di chi è in smart working nella pubblica amministrazione è fino a quando durerà. Da alcuni studi si appura che alcuni dipendenti vorrebbero tornare in ufficio, altri invece preferirebbero continuare a lavorare da casa.

Il lavoro agile è una misura preventiva di sicurezza, al fine di tutelare tutti i dipendenti delle aziende private e pubbliche, per evitare di contrarre l'infezione da Covid-19. Il lavoro da remoto ha sicuramente i suoi aspetti positivi, ma anche negativi.

In pochi prima della pandemia erano a conoscenza di cosa fosse lo smart working, come funzionasse e gli effetti a lungo termine di esso.

Indipendentemente dal desiderio di ciascuno di essi, la verità è che lo Stato italiano ha sancito una data (salvo eventuale proroga), fissata al 31 dicembre del 2021.

Come si evince dalla Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 23 luglio 2021, n. 105 ogni misura di sicurezza urgente è stata adottata per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Fino all'ultimo giorno dell'anno le P.A possono permettersi di chiedere ai propri dipendenti, di lavorare da remoto in alcuni (se non tutti), i giorni della settimana.

Cosa dicono le ultime notizie sullo smart working nella Pubblica Amministrazione

Oggigiorno non esistono limiti sull'impiego dei lavoratori delle P.A in smart working. Con il Decreto Proroghe il vecchio limite massimo al 50% è stato abolito.

Inoltre, poco tempo fa Renato Brunetta, nonché Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione della Repubblica Italiana, ha spiegato per quale motivo tale limite è stato rimosso: «l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente».

Oggi le aziende si ritrovano in un lavoro agile semplificato, laddove non esiste nessun accordo tra dipendente e datore di lavoro, poiché entrambi sottostanno al Decreto Legge.

Il rientro massiccio in azienda sarà graduale, a partire da venerdì 15 ottobre alcuni dipendenti potrebbero essere richiamati al lavoro tradizionale, iniziando dagli addetti agli sportelli, in seguito gli operatori del back office ed infine coloro che lavorano nelle amministrazioni periferiche e centrali.

Anche Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, si è pronunciato chiaramente sulla vicenda. Grazie alla sua figura oggi l'Italia sta conquistando una posizione internazionale non indifferente, riuscendo a far uscire il Bel Paese del disastro economico e lavorativo a causa del Coronavirus.

L'obiettivo è quello di far rientrare i lavoratori nelle Pubbliche Amministrazioni e presso gli enti privati, mettendo chiaramente al primo posto la loro sicurezza. Dal 1° gennaio del 2022 le amministrazioni aventi più di 50 dipendenti, dovranno aver presentato il "Pola".

Il Pola è un planning organizzativo in cui viene descritta la strategia delle risorse umane e la pianificazione sugli obiettivi e performance come traguardo da raggiungere.

La quota minima del lavoro agile sarà al 15%, rispetto al precedente 60%. Tuttavia si attende il nuovo contratto che regolamenterà i diritti e doveri dei lavoratori in smart working nella Pubblica Amministrazione.

Come sarà il nuovo contratto lavoro agile pubblica amministrazione

Il nuovo contratto di lavoro agile nella Pubblica Amministrazione dovrà essere completo di qualsiasi dettaglio ad oggi mancante e non regolamentato. Andranno inseriti orari e giorni in smart working, sede di postazione remota (esclusa la possibilità di lavorare dall'estero) e mansioni svolgibili da casa.

A regolamentare il nuovo contratto sarà l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (visibile nella trattativa Aran-Sindacati), da cui saranno esclusi tutti gli impiegati in turno e coloro che utilizzano degli strumenti non remotizabili.

Sussisteranno con esattezza tre fasce di lavoro agile:

1. Contattabilità;

2. Operatività;

3. Inoperabilità.

L'impiegato sarà classificato in quest'ultima fascia, non dovrà connettersi al sistema, rispondere ad eventuali messaggi e chiamate e neppure leggere la posta elettronica.

Nuovo contratto a parte, al momento i sindacati sono più sfiduciosi di Brunetta, secondo il quale i tempi dettati dal Ministro delle Pubbliche Amministrazioni sarebbero eccessivamente stretti. 

In un comunicato stampa a nome dei sindacati, Florindo Oliverio (segretario nazionale della Fp-Cgil), ha dichiarato quanto segue "Non so come faccia Brunetta a dire che in un mese si fa il contratto, siamo ancora indietro”.

Come cambia lo stipendio delle Pubbliche Amministrazioni durante il periodo di smart working

Altre novità sul fronte stipendio in pieno periodo pandemico, dove con l'avvento dello smart working il nuovo contratto prevedrebbe un aumento di ben 107lordi come stipendio destinato ai dipendenti pubblici.

Per i lavoratori delle funzioni centrali l'aumento ammonterebbe a 90€ (sempre lordi). Tutto ciò viene riassunto in un costo totale (per poter rinnovare tali contratti nel periodo 2019-2021) pari a 6,8 miliardi di euro.

Seppur possa sembrare un costo elevato, se gestito bene potrebbe definirsi altresì come un grande investimento con altrettanto ritorno economico, dato che il reset al turn over al 100% e il rinnovo dei contratti nelle PA consentiranno agli enti di poter assumere fra i 100.000 e 110.000 impiegati in un solo anno.

Dopo aver chiarito gli aspetti sullo smart working nella pubblica amministrazione e fino a quando sarà in atto, un altro punto cruciale sarà la sicurezza informatica. Per risolvere tale situazione si è pensato ad una piattaforma dedicata a cui gli impiegati potranno accedere in totale sicurezza, senza mettere a rischio i loro dati.

L'intenzione di Mario Draghi è far sì che il lavoro possa tornare alla normalità, evitando questa straordinarietà che fino ad oggi si è reputata utile per poter salvaguardare la salute degli impiegati al fine di ridurre il rischio di contrarre il Coronavirus.

Oggi però, a detta del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, si tratta di una situazione "passata", poiché grazie alla campagna vaccinale è possibile far rientrare pian piano gli impiegati ad oggi rimasti in smart working.

Negli enti pubblici (ma soprattutto privati), occorre avere in presenza le risorse umane. Già da prima c'era del lavoro arretrato in settori piuttosto severi, come gli uffici comunali, negli ospedali e persino nei tribunali.

Il lavoro da remoto seppur positivo da alcuni aspetti, dall'altro lato potrebbe presentare delle criticità non indifferenti, come il rallentamento delle attività causato dalla poca produttività dei lavoratori che si ritrovano in ambienti troppo confortevoli come quello di casa.

In America ad esempio, alcune aziende nel periodo pandemico (basti pensare a colossi come Amazon e Google), hanno integrato un "bonus smart working" per agevolare i dipendenti all'acquisto di nuovi strumenti per migliorare il lavoro da remoto.

Una possibilità mai presa in considerazione in Italia, considerando le scarse risorse economiche del Paese.

Smart working PA: in consiste il controllo dell'orario e del luogo di lavoro

Seppur i termini smart working e telelavoro possano dar l'idea di significare la stessa cosa, in realtà vi sono delle regolamentazioni differenti. Nelle Pubbliche Amministrazioni ad esempio, il datore di lavoro non può accedere al luogo di lavoro scelto dai suoi impiegati, che potranno svolgerlo ovunque essi vogliano (tranne all'estero dove per sicurezza il sistema PA impedirà l'accesso).

Gli orari del lavoro agile saranno gli stessi (salvo diverse disposizioni) di quelli previsti nel luogo fisico. Motivo per cui l'impiegato dovrà adempiere al contratto di lavoro regolamentato e sottoscritto dall'ente pubblico.

La strumentazione è un altro punto cruciale dello smart working, poiché servirà a mantenere un certo ordine e soprattutto sicurezza aziendale. Per coloro che non hanno idea di quali apparecchiature digitali acquistare per lavorare meglio in smart working, suggeriamo la visione del video di Andrea Galeazzi, esperto in tecnologia informatica.

Nel video di seguito sarà possibile decidere il miglior computer per lavorare in smart working, studiare all'Università e per la mobilità.

Anche nello smart working delle PA si include chiaramente l'assicurazione INAIL in riferimento alle malattie professionali ed eventuali infortuni sul lavoro. Ciò che rimane escluso è il rischio elettivo, ovvero quel comportamento derivante da un atteggiamento imprevedibile e abnorme del dipendente.

Leggermente più complesso il caso di un infortunio in itinere sul lavoro agile. Tale tipologia di infortunio si verifica durante lo spostamento per recarsi sul luogo di lavoro, ma quando si è in smart working cosa succede?

Con esattezza, la Legge chiarisce che l'infortunio in itinere in smart working, dovrà seguire un principio di ragionevolezza. Il dipendente dovrà giustificare di essersi spostato per ragioni utili al corretto svolgimento dell'attività.

Non si evincono degli esempi pratici, ma potrebbe essere una buona giustificazione lo spostamento da casa propria (in virtù di un problema di connessione ad internet), verso qualsiasi altro luogo o abitazione adibita correttamente allo svolgimento della propria attività lavorativa.

Il datore di lavoro o il responsabile addetto alla Pubblica Amministrazione, può negare lo smart working? Fino a quando è in corso lo Stato di Emergenza no, a patto che sul contratto si evince che la posizione di quell'impiegato sia eseguibile indispensabilmente dal luogo fisico di lavoro.