Ormai vi si fa rifermento in qualsiasi annuncio di lavoro: le soft skills sembrano essere merce molto ricercata nel mercato del lavoro, tanto da poter fare la differenza nelle selezioni per le assunzioni. Le soft skills sono inoltre il dato che può portare a una carriera di grande successo, mentre un livello inadeguato di soft skills può tragicamente essere causa di una carriera lavorativa mediocre, se non nulla, anche avendo importanti competenze specifiche.

Soft skills: cosa sono

Partiamo da un esempio molto semplice e chiaro per tutti: alzi la mano chi vuole lavorare con un rompiscatole! Beh, ovviamente nessuno, neanche chi fa parte della categoria. Così come l’hardware di un computer rappresenta la potenza, la capacità della macchina e il software i vari programmi che la rendono funzionale, le soft skills sono l’insieme di competenze trasversali che rendono il lavoratore più efficace all’interno del contesto in cui è inserito

Al contrario le hard skills sono le competenze specifiche richieste imprescindibilmente dalla mansione. Potete avere tutte le soft skills che volete, ma non potrete fare il medico senza avere conoscenze di anatomia, essere un programmatore che non sa usare il computer, giocare in NBA se vi palleggiate sui piedi. Anche se siete simpatici.

Essere in grado di comunicare, di fare gruppo o saper sopportare alti livelli di stress senza aggredire nessuno, giusto per fare qualche esempio, sono capacità che possono non servire direttamente a svolgere la propria mansione lavorativa, che siate ingegneri, operai, atleti o attori. Ma possono essere fondamentali (le soft skills) per la resa del gruppo che si capitana o in cui si è inseriti, per portare a termine gli obbiettivi con diligenza e nei tempi previsti o per poter lavorare in contesti difficili che richiedono adattamento. 

Perché le soft skills sono importanti nel lavoro

Alcune soft skills vengono esplicitamente richieste negli annunci di lavoro o analizzate in sede di colloquio (specie nel caso dei colloqui di gruppo). Ovviamente, le soft skills richieste variano in base alla mansione e al contesto lavorativo nella quale si andrà ad essere inseriti.

Se dovrete lavorare da soli, è difficile che vi verrà richiesta come prima cosa di essere empatici, ma è più facile che come soft skills vi vengano richieste l’autonomia e una buona gestione del tempo, perché vi verranno affidati degli incarichi che dovrete svolgere in un certo tempo e senza nessuno che vi aiuti. Se invece lavorerete in gruppo, sarà importante appunto l’empatia, la comunicazione, la capacità di lavorare in team.

Il punto che al giorno d’oggi di lavoratori qualificati, diplomati e laureati in diverse discipline ce ne sono parecchi, mentre i posti ambiti sono sempre gli stessi visto che il nostro paese non cresce da lungo tempo e l’automazione ha addirittura ridotto alcune funzioni lavorative. 

Le soft skills diventano quindi di importanza capitale per trovare lavoro e ancora di più per mantenerlo e avere una carriera soddisfacente 

Soft skills: quali sono?

L’elenco delle soft skills è estremamente variegato, poiché rispondono a esigenze diverse in base all’attività lavorativa che andrete a svolgere. In generale possono essere delle competenze psicologiche, altre comportamentali o attitudinali. Qualcuna riguarda il modo di pensare e di vedere le cose, quindi non sorprenderti se alcune sono in antitesi.  Eccone alcune molto richieste in generale:

Soft Skills: comunicazione, empatia e simpatia, competenze relazionali

Queste soft skills sono molto importanti nei lavori collaborativi, ambienti dove relazionarsi è fondamentale. Un errore nella comunicazione può creare disastri in un team ed è importantissimo riuscire a comunicare in maniera diretta ed efficace. Dato che il lavoro collaborativo prevede una divisione delle attività che andranno a comporre il progetto generale. Se Giorgio e Giovanna stanno organizzando un evento e non si sono ben capiti su chi deve chiamare il dee-jay, si ritroveranno all’ultimo a doverne trovare uno, ammesso che riescano a trovarlo!

Tra le soft skills può sembrare che empatia e simpatia siano poco rilevanti. Ma se a un colloquio risultate persone simpatiche avete già una marcia in più. Le competenze relazionali sono basilari per creare un buon ambiente lavorativo, condizione necessaria per un’attività lavorativa produttiva. Come detto già prima, nessuno vuole lavorare con un rompiscatole, anzi, vorremmo tutti lavorare con colleghi divertenti, gentili e comprensivi.

Soft skills: adattamento, flessibilità e apprendimento continuo

Chiunque abbia iniziato un lavoro, magari il primo dopo aver smesso di studiare, sa bene che le condizioni che aveva immaginato prima di iniziare sono appunto, immaginazione. Ogni ambiente di lavoro è diverso e ogni mansione viene svolta in maniera diversa in ogni azienda. Per il lavoratore è importante sapersi muovere anche se le condizioni non sono ottimali, adattarsi alla situazione presente senza troppe difficoltà, essendo flessibili.

In questo senso è importante essere in grado di acquisire facilmente nuove competenze e capacità. Il processo di apprendimento continuo è inoltre indispensabile se si vuole conseguire una carriera che punta al vertice: ad ogni step ci saranno delle nuove difficoltà e delle nuove competenze da acquisire man mano. Infine, possedere maggiori conoscenze rispetto allo stretto necessario vi renderà capaci di svolgere meglio la vostra mansione e di essere pronti alle novità che ogni giorno vi troverete davanti.

Soft skills: organizzazione del tempo e del lavoro, autonomia, gestione dello stress.

La vita lavorativa non è sempre uguale a se stessa e omogenea, ci possono essere dei periodi in cui il lavoratore si ritrova relativamente scarico ed altri dove sarà necessario fare straordinari per poter far fronte ai propri incarichi.

 È proprio in questi momenti caldi che è necessario essere organizzati meticolosamente, sia nel cronoprogramma sia nello svolgimento delle attività stesse. Anzi, una buona organizzazione può permettere di distribuire il lavoro in una maniera tanto efficace da non rendere necessario nessuno straordinario e lasciare il lavoratore con il giusto carico di incarichi.

L’organizzazione beneficia maggiormente dall’attitudine del personale a non richiedere continuamente indicazioni a chi è in posizione apicale. L’essere autonomi non è una competenza valutata solo per chi lavora in solitaria (dove è però imprescindibile), ma anche all’interno di strutture aziendali complesse. Occhio però a non combinare disastri per non aver chiesto lumi su ciò che effettivamente non si è in grado di fare. 

Infine, durante i periodi di picco lavorativo o di fronte ad alte aspettative sul proprio rendimento e sui risultati da conseguire, tra le soft skills è importante la gestione dello stress. Che, attenzione, non significa assolutamente lavorare a testa bassa sopportando qualsiasi cosa, bensì la capacità di riconoscere i propri limiti, di essere in grado di riuscire a staccare mente e corpo dal proprio lavoro prima di arrivare al famoso Burn-out, che mette in panchina il lavoratore e può avere conseguenze deleterie sulla propria salute e sul clima lavorativo.

Soft skills: fiducia in se stessi, intraprendenza, proattività.

Siete a una riunione e si discute di un problema e ve ne state zitti nella speranza che nessuno si accorga di voi, state sbagliando qualcosa. Le persone vengono assunte per risolvere dei problemi, che si tratti di scaricare casse o stringere accordi miliardari tra multinazionali ci si aspetta che il lavoratore sia propositivo, che faccia delle proposte sensate e che cerchi in ogni modo di rendersi utile.

Chiaro che se pensate di sbagliare ogni volta che fate mezzo passo non riuscirete ad essere propositivi e ancora meno intraprendenti. La fiducia in sé stessi è tra le prime soft skills che dovete avere, non solo in ambito lavorativo. 



Soft skills: decision making, problem solving e determinazione nel conseguire obbiettivi.

Queste soft skills sono il naturale proseguo di quelle appena elencate, ne sono una specie di evoluzione, sono quelle che spalancano le porte della leadership. Saper prendere delle decisioni e affrontare i problemi in modo da risolverli senza dare di matto sono le competenze che differenziano chi dà gli ordini da chi li riceve.

La maggior parte delle persone si limita a svolgere il proprio compitino, a volte senza avere le qualità per fare altro, a volte non volendosi impegnare per avere qualcosa di più o arrendendosi alle prime difficoltà. Non solo le aziende apprezzano e favoriscono le carriere di chi possiede queste soft skills cariche di pragmaticità, ma in generale il lavoratore autonomo e l’imprenditore devono avere questi requisiti.

Molto spesso chi sta un po’ in basso nelle catene di comando sottovaluta il peso di dover prendere delle decisioni talvolta in tempi molto rapidi, mentre per effetto dunning-kruger non si rende conto di quanto sia complesso prendere la decisione corretta. Occorre determinazione per reggere questo peso e assumersi le proprie responsabilità in campo lavorativo, così come ne occorre per studiare e lavorare ore più degli altri per raggiungere comprendere i propri errori e migliorare la propria capacità decisionale.

Soft skills: pensiero analitico, critico e creativo. 

Nell’ambito dei lavori meno fisici, ovviamente le qualità che possono far risaltare sono relative al modo di porsi a livello intellettuale. Pensare fuori dagli schemi è l’unico modo per avere idee originali, per avere una visione d’insieme e saper anticipare i problemi prima che si presentino.

Sono queste forse le soft skills più in antitesi con le altre; in genere le persone creative sono poco organizzate, tendono a procrastinare e a non rispettare le consegne, mentre le persone che hanno naturalmente un pensiero analitico spesso sono poco empatiche (poiché danno più spazio alla razionalità rispetto all’emotività. Infine basti pensare al significato che diamo al termine “critico” in linea generale: spesso chi tende a vedere di più le problematiche è inviso alla comunità, sebbene se si tenessero più in considerazione le Cassandre ci risparmieremmo grossi guai. 

Eppure questi modi di pensare sono di importanza capitale per il successo di qualsiasi impresa, forse indispensabili. Non è sempre sufficiente la buona volontà, anzi a volte se ne può fare a meno ma  approfondire le azioni da un punto di vista critico, analitico e creativo è chiaramente il vantaggio competitivo della nostra specie

Non è un caso che tra i test attitudinali di selezione lavorativa questi aspetti siano tra i più ricercati.

Soft skills: talenti naturali?

Nessuna delle soft skills qui riportate è solo un dono naturale. Così come un tennista è più portato naturalmente a colpire di dritto o di rovescio, con pazienza e applicazione può apprendere a portare un buon colpo anche dal lato sfavorito.

È chiaro che ogni persona ha delle inclinazioni naturali che lo portano ad avere più competenze trasversali rispetto ad altre, ma ciò non vuol dire che non ci si possa lavorare. Esistono corsi e letture specifiche che ci possono insegnare ad essere più gentili, ad immedesimarci meglio nel prossimo o addirittura ad avere spontaneamente una visione d’insieme più ampia per analizzare i fatti in maniera più completa. 

Nel video che riportiamo qui, del canale youtube Sparring per la tua carriera, ci viene mostrata una tecnica semplice e per allenarsi a migliorare le nostre scelte e le nostre soft skills, la tecnica del panino: