In questi ultimi anni il mondo è cambiato radicalmente. Una delle idee che in questi tempi sta sensibilizzando sempre di più la popolazione mondiale è la questione della sostenibilità. 

Ci si è resi conto che le energie della Terra scarseggiano e a causa dell'attività dell'uomo, il Pianeta sta riscontrando delle serie problematiche a livello climatico, che a lungo andare peggiorano anche la condizione di vita degli esseri umani. 

A questo proposito sono intervenute tante persone che sentono a cuore questo tema e vogliono dare il proprio contributo per cercare di porre fine a questo grande problema, pieno di controversie. Uno degli esempi più celebri che mi viene in mente è l'attivista svedese Greta Thunberg, di cui ti cito una frase significativa:

A me non importa di risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta

Uno degli sviluppi più interessanti in questo argomento riguarda la diffusione delle startup green, o innovative. Queste nuove aziende sono definite "green" perché non solo seguono lo scopo di massimizzare i profitti, ma integrano nella loro politica aziendale una visione sostenibile, cioè improntata sul rispetto dell'ambiente e dei diritti umani

Il modello a cui si fa riferimento, dal punto di vista delle linee guida e degli obiettivi da raggiungere, è la cosiddetta "Agenda 2030" creata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Sono stati messi a punto 17 obiettivi da raggiungere entro l'anno 2030.

C'è un aspetto vantaggioso per le startup green, cioè la possibilità di poter usufruire di agevolazioni fiscali. Per poter capire qualche informazione in più in merito a questo specifico argomento, ti consiglio caldamente di visionare il video dell'Avvocato Carlo Alberto Micheli, in collaborazione con la Dott.ssa Alessia Caporali.

Startup green: €39 miliardi investiti nel 2021 e l'accordo di Parigi

Nel corso di quest'anno c'è stato un incremento degli investimenti enorme, che ammonta a circa €39 miliardi, distribuiti in tutti i Paesi del mondo. 

Questo fenomeno importante è dovuto anche alla crescita del "Venture Capital". Essa è una forma di investimento da parte di organizzazioni come banche a favore delle startup che hanno bisogno di un finanziamento, per poter mettere in moto la propria attività.

C'è un'altra categoria di investitori, denominati "Angel Investors", che non sono altro che ricchissimi imprenditori, che finanziano personalmente la startup di turno.

Il primo esempio che mi viene in mente è Eduardo Saverin, storico co-fondatore di Facebook insieme a Mark Zuckerberg, che attualmente, tra le tante attività che porta avanti, fa anche il business angel (business angel o angel investor vogliono dire la stessa cosa).

Ritorniamo al discorso del venture capital e dell'investimento di questi €39 miliardi. Dobbiamo tenere in considerazione un importantissimo documento, cioè l'Accordo di Parigi.

L'Accordo di Parigi è la riunione dei principali leader mondiali, svoltasi nel 2015 durante la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21).

L'obbiettivo di questa riunione è quello di elaborare e mettere in pratica un piano d'azione per ristabilire l'equilibrio climatico e, allo stesso tempo, portare avanti tutti i tipi di attività economiche, politiche e sociali necessarie per lo sviluppo delle relative nazioni.

Nella concretezza, gli obiettivi dell'Accordo di Parigi riguardano il contenimento della temperatura media mondiale entro i 2°C. L'accordo prevede una riunione da svolgere ogni 5 anni per fare il punto della situazione e decidere in seguito i prossimi passi da fare.

Le nazioni più potenti e più industrializzate hanno il compito di sostenere tutti i Paesi in via di sviluppo, al fine di aiutarli a ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Non c'è un calendario preciso e pre-impostato, pertanto al momento non si conosce la data della prossima riunione dei governatori politici.

Il risvolto importante è stato verificato nel momento in cui è stato eletto Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America, perché ha reinserito il suo Paese all'interno del programma, dopo che l'ex Presidente Trump decise di ritirarsi dall'accordo.

Ritorniamo alla fondazione dell'accordo. L'entrata in vigore ufficiale dell'Accordo di Parigi risale al 4 novembre 2016.

Per far sì che l'accordo potesse assumere una valenza ufficiale, era necessario che partecipassero almeno 55 Paesi, che fossero responsabili dell'emissione del 55% della quantità globale di anidride carbonica e gas a effetto serra.

Per quanto riguarda l'Unione Europea, i due uomini politici che hanno firmato personalmente l'accordo sono Sharon Dijksma, l'allora Presidente del Consiglio Europeo e Maros Sefcovic, ex Vicepresidente della Commissione Europea.

Nel corso degli anni i Paesi partecipanti all'accordo sono diventati ben 197, tra cui anche Cina e India, conosciuti globalmente come i Paesi in cui si concentra probabilmente il più alto tasso di inquinamento.

Startup green: il documento di Dealroom

Passiamo all'aspetto centrale di questa notizia. In questo paragrafo ti riporterò i principali dati numerici riguardanti sia l'investimento di questo €39 miliardi, sia di altri aspetti importantissimi.

Dealroom è una società internazionale di data e intelligence che si è presa carico di fare quest'interessantissima indagine. Se sei intenzionato a visionare tu stesso il documento, clicca su questo link, dopodiché clicca su "2021, a record year for impact innovation" e scrivi la tua mail nell'apposita casella per effettuare il download del documento.

Tieni presente che la lingua in cui è stato scritto il report è in inglese, pertanto se hai delle difficoltà, ti basta leggere i dati che ti riporto io, che comunque ti daranno un'idea completa sulla situazione.

Partiamo dal presupposto che nel 2020 la cifra investita sulle startup green ammonta a circa €23 miliardi, mentre quest'anno c'è stato un incremento di nientemeno che €16 miliardi.

Un altro dato interessante riguarda l'aumento del valore monetario delle startup green, dal 2017 al 2021. Nel 2017 il valore complessivo era di €130 miliardi, mentre nel 2021 è di circa €1,6 trilioni. Questo significa che dal 2017 al 2021 il valore si è moltiplicato per ben 12/13 volte.

Dal 2020 al 2021 è aumentato il numero di "Impact Unicorns", da 94 (2020) a ben 146 (2021), il ché significa che c'è stato un aumento di ben 52 Impact Unicorns.

Se ti stai chiedendo cosa fosse un "Unicorn" te lo spiego subito: si tratta di un'azienda, il cui valore supera €1 miliardo. Aziende come Apple, Amazon, Google, Microsoft ecc. sono tutte Unicorns. 

Il termine Impact Unicorns identifica non solo il business che genera più di €1 miliardo di fatturato, ma che ha anche la caratteristica di essere green, cioè sostenibile.

Il termine Unicorn, col significato che ti ho appena spiegato, è stato introdotto dall'angel investor Aileen Lee, che ha scelto l'unicorno come metafora, al fine di evidenziare la rarità e il carattere quasi "magico" di una startup di questo calibro.

C'è davvero poca diversità tra i fondatori del club dell'Unicorno

Di questi 146 Impact Unicorns, 90 sono collocati nel Nord America, 34 si trovano in Europa, 20 invece in Asia e solo 2 in Sud America.

Ti riporto la top 5 degli obbiettivi sostenibili, su cui sono stati fatti i maggiori investimenti, dal 2017 al 2021:

  • Azione e tutela climatica (€72 miliardi)
  • Energia rinnovabile (€34 miliardi)
  • Città sostenibili (€16 miliardi)
  • Consumo e produzione responsabile (€13 miliardi)
  • Innovazione e infrastrutture (€12 miliardi)

Paradossalmente, uno degli obbiettivi sostenibili che ha ricevuto meno finanziamenti risulta essere quello che ha registrato un tasso di crescita proporzionale maggiore. Si tratta della Riduzione delle Disuguaglianze, su cui sono stati investiti "solo" €1,7 miliardi, ma il suo tasso di crescita è 10.3.

Le 5 principali aziende che sono maggiormente coinvolte in questo aspetto sono:

  • Cityblock, con sede a New York (USA)
  • Carrot, con sede a San Francisco (USA)
  • Canvas, con sede a San Francisco (USA)
  • Zola, con sede ad Amsterdam (Olanda)
  • Posigen, con sede a Metairie (USA)

Dal 2020 al 2021 c'è stato un aumento dei fondi di investimento nelle startup green. Nel 2020 sono stati investiti in totale €3,3 miliardi, di cui €1,9 miliardi in America del Nord e i restanti €1,4 miliardi in Europa. 

Nel 2021 sono stati investiti €5,2 miliardi, di cui €3,8 miliardi in Nord America, €1,3 miliardi in Europa e i restanti €100 milioni nel resto del mondo, specialmente tra Asia e Africa.

Arriviamo adesso ai famosi €39 miliardi di cui ti ho parlato nel corso dell'articolo. €22 miliardi sono stati investiti nel Nord America e costituisce la fetta più importante della torta. €11 miliardi, dunque la metà rispetto al Nord America, sono stati investiti in Europa, mentre €4,6 miliardi in Asia e la parte rimanente, cioè €1,4 miliardi tra Sud America, Medio Oriente e Nord Africa.

Il Sud America risulta essere l'area del mondo che ha il tasso di crescita più alto (6.4), mentre il Nord America ha un tasso del 5.5, l'Europa di 5.0, MENA (Middle East, North Africa, cioè Medio Oriente e Nord Africa) di 2.7, l'Asia del 2.3 e l'Africa di 1.0.

Il tasso di investimenti "Venture Capital", cioè come quelli che ti ho spiegato sopra, ossia con organizzazioni come banche ecc,  è più alto in Europa (+14%), a seguire il Nord America (+10%) e l'Asia (+4%).

L'ultimo dato che ti presento riguarda sostanzialmente la sfera lavorativa (questo dato riguarda solo l'Europa). Oltre 146.000 lavoratori sono stati assunti nelle green startup.

Inoltre, nella zona del Nord Europa il numero dei lavoratori totali che sono impiegati nelle aziende green superano del 25% il numero totale dei lavoratori in aziende non innovative.

Conclusioni

Da tutta questa serie di numeri comprendi benissimo che ci sono parecchi movimenti a favore dell'iniziativa sociale sostenibile e che le varie aziende, piccole, ma soprattutto grandi (come le Unicorns) si stanno adoperando per costruire un futuro migliore.

Sia tu, che io, che siamo semplici cittadini, non abbiamo i mezzi finanziari per poter fare grossi cambiamenti, ma sicuramente nella vita di tutti i giorni possiamo implementare uno stile di vita sano e rispettoso nei confronti del nostro pianeta. Un esempio? La semplice raccolta differenziata, tanto per citarne uno classico.